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Fervido dibattito rianima la discussione sul destino delle acque protette in Messico

Le cascate di Agua Azul, in Messico. Fotografia di Donar Reiskoffer. Pubblicata con consenso di Creative Commons (Attribution 3.0 Unported)

Con gli hashtag #PrivatizacionAgua (privatizzazione dell'acqua) e #ReservasDeAgua (riserve di acqua), la popolazione messicana discute sul destino delle sue acque, dopo che una nota prodotta dal portale di notizie Sin Embargo e riprodotta da una decina di media nazionali ha allertato sulla presunta privatizzazione [es, come tutti i link seguenti] delle acque nazionali durante la prima partita del Messico nel Mondiale di calcio. Questo subito dopo la firma di dieci decreti presidenziali il 5 luglio, #DíaMundialDelMedioAmbiente (la giornata mondiale dell'ambiente), che modificano lo stato giuridico delle acque protette.

Nell'ambito di una acuta polarizzazione che permea l'opinione pubblica in prossimità delle elezioni presidenziali in Messico, anche la discussione sulla questione si è divisa in due. Da un lato si trovano coloro che denunciano la pubblicazione di notizie false per non essersi svolti i fatti nel giorno menzionato, né costituire per se stessi un atto di privatizzazione. Dall'altro lato, si trovano coloro che denunciano che i decreti emessi autorizzano le condizioni per agevolare lo sfruttamento indebito (delle acque), intensificando l'eventualità di danni sociali e ambientali in futuro.

Legioni digitali, oltre ai siti Regeneración e Sin Embargo, altri siti di notize hanno divulgato (e divulgano) che l'acqua è stata privatizzata mentre guardavamo la partita Messico e Germania. Non è vero. Questa notizia falsa mira a mantenere la collera come il principale impulso per votare per chi già sapete.

Il Ministero dell'Ambiente e delle Risorse Naturali, attraverso la Commissione nazionale dell'Acqua, ha emesso un comunicato argomentando che i decreti in questione hanno per finalità l'approvvigionamento pubblico di acqua per il consumo umano e la conservazione ambientale, seguendo le raccomandazioni internazionali. Contemporaneamente, l'organizzazione World Wide Fund for Nature (Fondo Mondiale per la Natura, WWF) ha qualificato come positiva e “storica” [en] la decisione di cambiare le “zone di divieto” in “riserve”.

#PrivatizacionDelAgua? (Privatizzazione dell'acqua?) Tutto il contrario: acqua sufficiente, per l'ambiente e per la gente. Questa è la nostra posizione sui decreti di Riserve di Acqua.

Da parte sua, la rete Agua Para Todos (acqua per tutti), conosciuta per riunire popoli, comunità e organizzazioni in difesa dell'acqua e per essere autore dell’ Iniziativa Cittadina della Legge Generale delle Acque, ha divulgato una petizione online per annullare la disposizione presidenziale e la Università Autonoma del Messico ha convocato oggi una conferenza stampa riguardo alla questione.

Leggendo ti renderai conto che non sono pure cavolate quelle sulla #PrivatizacionDelAgua 🙃

Quali sono i rischi?

Fra le classificazioni di “eccellente” e “terribile” e il silenzio di attori chiave come la Coalizione di Organizzazioni Messicane per il Diritto Umano all'Acqua o il Centro Messicano di Diritto Ambientale, diversi mezzi di comunicazione hanno tentato di individuare dati, per chiarire se i nuovi decreti mettono a rischio o no il diritto umano all'acqua o agli ecosistemi. Il periodico El País ha chiesto le opinioni di sette accademici, alcuni di loro promotori della riforma del 2012 all'articolo 4 della costituzione che riconobbe questo diritto.

La questione delle #ReservaDeAguas (riserve di acqua) non è nuova. I decreti sono la continuazione di annotazioni che già avevano fatto OSC e @CNDH, reclamate in una indagine di @PdPagina. Qui alcuni antecedenti utili per comprendere il contesto di #PrivatizacionDelAgua (privatizzazione delle acque).

Nel mezzo della discussione e per la mancanza di chiarezza riguardo ai contenuti e alla portata dei decreti recentemente pubblicati, molti chiedono che coloro che abitualmente non danno seguito al tema riesaminano bene tutte le fonti e i contesti delle discussioni. La preoccupazione principale è quella di evitare di ridurre a interessi politici del momento le discussioni che trascendono il periodo elettorale, e mettere sul tavolo gli elementi che fanno parte dei conflitti idrici in Messico.

Un paio di persone mi hanno fatto domande sulla questione dei decreti sull'uso dell'acqua che furono pubblicati dal Diario Ufficiale della Federazione lo scorso sei di luglio. Li ho riesaminati e qui ci sono alcune idee al riguardo.

La grande inquietudine di coloro che denunciano questi decreti è che il governo tenti, per via esecutiva, quello che non ha potuto ottenere per via legislativa a causa del rifiuto sociale. In effetti, i tentativi di accaparrarsi le acque per lo sfruttamento privato, qualcosa che costituisce un tema storico in Messico, sono stati ininterrotti durante il governo uscente. Alcuni esempi sono costituiti dalla #LeyKorenfeld (Legge Korenfeld) nel 2015 e la #LeyPichardo (Legge Pichardo) nel 2018. In questo contesto saranno fondamentali la portata della figura giuridica di “utilità pubblica” e l'ubicazione e la disponibilità del 55% delle falde acquifere nel territorio del Messico.

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