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Iran: la morte di un ragazzino di 12 anni mette a nudo la situazione della minoranza Ahwazi

Bambini Ahwazi camminano lungo un canale. Un dodicenne è l'ultima vittima del continuo stato di povertà e lotta degli ahwazi. Immagine: Wikimedia Commons, CC-BY-SA 3.0

La sera del 24 luglio scorso, un ragazzino Ahwazi di 12 anni è stato dichiarato morto per suicido [link in persiano] nella Repubblica dell'Iran, provocando indignazione per la discriminazione e le difficoltà alle quali tale minoranza etnica è sottoposta.

I tassi di suicidio e i casi di auto-immolazione continuano ad aumentare tra gli Ahwazi [it], una comunità araba che vive nelle provincie meridionali dell'Iran, ricche di petrolio e gas, e che costituisce il 10% della popolazione del paese. Considerati inferiori a causa della loro etnia, la maggior parte degli Ahwazi vive al di sotto della soglia di povertà [en, come i link seguenti salvo diversa indicazione] con limitato accesso o senza accesso a lavoro, educazione, assistenza sanitaria o servizi di base.

Giovedì sera la madre del ragazzo, del quale si conosce solo il nome Meysam, ritornando nella sua casa ad Abadan, nella provincia del Khuzestan, ha scoperto che suo figlio dodicenne si era impiccato. Il giovane era il maggiore di due figli, l'altra una bambina di cinque anni.

La madre, l'unica in famiglia a percepire un salario, lavorava come domestica e donna delle pulizie, faticando a provvedere a se stessa e ai propri figli. Secondo gli attivisti, poco prima della morte del figlio, la donna aveva venduto alcuni dei miseri beni di famiglia, inclusi il telefono e la bicicletta del figlio, per poter pagare l'affitto arretrato.

Il suicidio di Meysam è l'ultimo ad affliggere la comunità araba Ahwazi. Nell'ultimo paio d'anni, un gran numero di giovani arabi Ahwazi ha usato il suicidio come atto di protesta [it], spesso immolandosi di fronte ai quartieri generali delle compagnie petrolifere o del gas e agli uffici governativi.

In un'intervista ad Ahwaz Monitor dell'aprile 2017, l'attivista Ahwazi Karim Khalaf Dohimi ha riflettuto sulle motivazioni che sottostanno a questi eventi:

There is a surge of high incidence of suicide across Al-Ahwaz due to poverty and the high rate of unemployment as well as the closure of the Ahwazi Arab free market that led to Ahwazi youth and especially those who are married to commit suicide. The suicide attempts also increased in rural areas in Ahwaz since 90 percent of Ahwazi Arab people in rural areas are suffering from poverty and very low income. They are overwhelmingly dependent on agriculture and fishing for their food but these people have been left with no alternative source of income after their entire arable lands on the banks of the Karoon River were forcibly confiscated by regime officials with very low compensation.

C'è un'impennata nell'incidenza dei suicidi in tutta Al-Ahwaz, dovuta alla povertà e all'alto tasso di disoccupazione, nonché alla chiusura del mercato arabo Ahwazi libero, fattori che hanno portato i giovani Ahwazi, specialmente quelli sposati, a commettere suicidio. I tentativi di suicidio sono aumentati del 90% anche nelle aree rurali di Ahwaz, poiché gli arabi Ahwazi che vivono in queste zone soffrono a causa di povertà e salari molto bassi. Per la loro alimentazione dipendono principalmente dall'agricoltura e dalla pesca, ma sono stati lasciati senza fonti alternative di guadagno da quando tutte le loro terre arabili, sulle sponde del fiume Karun, sono state confiscate da officiali del regime in cambio di un misero risarcimento.

Si tratta però di una crisi economica che colpisce tutto l'Iran, e vi è un generale aumento dei tassi di suicidio in tutto il paese. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e vari studi condotti in Iran e riportati da agenzie di stampa iraniane come la Iranian Labour News Agency (ILNA), i tassi di suicidio in Iran sono in aumento. Nel 2014, l’OMS ha denunciato che 5,3 iraniani su 100.000 ha commesso suicidio.

Nei social media, in reazione a queste dure notizie, un iraniano ha sottolineato come il triste stato del paese si rifletta nel suicidio di Meysam, così come nella simile morte di un ragazzo Ahwazi di 17 anni e di una ragazza di 15 proveniente da una città iraniana a maggiornanza araba [ar]:

La Repubblica Islamica dell'Iran in una settimana

  1. Il suicidio di un dodicenne di Abadan
  2. Il suicidio di un diciasettene di Ahwaz
  3. Una quindicenne della città di al-Ghadir

+ tutti e tre si sono uccisi a causa della lotta per il sostentamento. Che slogan c'erano prima del 1979, e ora, dopo 40 anni di questa lotta per la sopravvivenza?

La ricchezza naturale della regione di Ahwaz è stata trasformata in una fonte di sofferenza per i suoi abitanti. Da una parte gli Ahwazi pagano le conseguenze dell'inquinamento ambientale, causato dalle operazioni di estrazione di gas e petrolio; dall'altra, i profitti derivanti da questo tipo di operazioni nella regione rafforzano l'apparato di sicurezza delle autorità, impiegate al fine di distruggere ogni resistenza nella regione.

La principale causa del suicidio è la depressione non curata. La depressione è curabile e il suicidio è prevenibile. Puoi ricevere aiuto da linee di supporto confidenziali per il suicidio e le emergenze emotive. Visita Befrienders.org per trovarne una nel tuo paese.

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