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Il Myanmar condanna due giornalisti dell'agenzia di stampa Reuters a 7 anni di carcere

Una delle molte immagini delle campagne online lanciate per chiedere il rilascio dei giornalisti condannati arbitrariamente.

Due reporter del Myanmar, che l'anno scorso stavano facendo un servizio sull'uccisione dei Rohingya nello stato di Rakhine, sono stati condannati a sette anni di carcere lo scorso 3 settembre, dopo un processo di nove lunghi mesi, per aver violato la legge sui segreti di stato del 1923.

Wa Lone di 32 anni e Kyaw Soe Oo di 28 anni, stavano lavorando per l'agenzia di stampa Reuters quando sono stati arrestati nel dicembre 2017 [en, come i link seguenti, se non diversamente indicato] perché in possesso di documenti coperti da segreto di stato [it] riferiti a operazioni militari condotte nello stato di Rakhine. Durante i procedimenti giudiziari che si sono tenuti all'inizio di quest'anno, la polizia ha testimoniato di aver consegnato i documenti ai reporter, senza fornire alcuna spiegazione sul perché, poco prima del loro arresto.

I due reporter stavano indagando sull'uccisione di 10 abitanti Rohingya nel villaggio di Inn Din, nell'area nord-occidentale dello stato di Rakhine all'indomani degli scontri tra l'esercito e l'ARSA (Arakan Rohingya Salvation Army) nell'agosto del 2017. Gli scontri erano culminati nella fuga [it] di oltre 700.000 rifugiati Rohingya in Bangladesh.

Il governo del Myanmar non riconosce come cittadini birmani o come gruppo etnico i Rohingya nati del Myanmar, molti dei quali sono di religione musulmana, e ritiene che l'ARSA sia un'organizzazione di terroristi.

Nell'aprile 2018, il capitano di polizia Moe Yan Naing ha testimoniato in tribunale di aver ricevuto l'ordine di incastrare, insieme ai suoi colleghi, i reporter. Dopo la sua testimonianza, è stato condannato a un anno di carcere per aver violato la legge disciplinare sugli agenti di polizia. Dopo aver ascoltato la sentenza ha detto ai reporter: “Mettendomi in prigione, impediscono ad altri funzionari di polizia di raccontare la verità”.

Subito dopo la decisione del tribunale, Free of Expression Myanmar (FEM), un gruppo della società civile, ha rilasciato una dichiarazione in cui denuncia lo stato per non aver protetto i giornalisti.

The conviction shows the lengths to which the Myanmar state is willing to go to hide its wrongdoing. In the past, the state has mostlyè bullied and jailed local journalists, but now it has picked on one of the most renowned media houses in the world.

La condanna dimostra fino a che punto lo stato birmano è disposto ad arrivare per nascondere i suoi misfatti. In passato, lo stato si era per lo più limitato a minacciare o incarcerare giornalisti locali, ma questa volta ha scelto i report di una delle testate giornalistiche più famose al mondo.

Le voci locali chiedono giustizia

Il caso ha scatenato indignazione non solo a livello internazionale, ma anche nello stesso Myanmar [it].

Molte persone che vivono nel paese e molte organizzazioni civili stanno protestando contro l'arresto arbitrario dei giornalisti dallo scorso anno.

Il mese scorso, A-than (La Voce), un gruppo civile locale il cui obiettivo è far abrogare la legge sulla diffamazione online nel Myanmar, ha lanciato una campagna sui social media in cui figurano diversi attivisti birmani che richiedono il rilascio dei giornalisti. La dichiarazione [my] dei post della campagna è la seguente [my]:

ရိုက်တာသတင်းထောက်နှစ်ဦးဖြစ်တဲ့ ကိုဝလုံးနဲ့ကိုကျော်စိုးဦးတို့ဟာ အင်းဒင်ရွာမှာ တပ်မတော်က ကျုးလွန်ခဲ့တဲ့ လူသတ်မှုအကြောင်းကို စုံစမ်းဖော်ထုတ်သတင်းရေးသားနေဆဲအချိန်မှာ ဖမ်းဆီးထိန်းသိမ်းခံခဲ့ရတာဖြစ်ပါတယ်။ အင်းဒင်ရွာမှာ ကျူးလွန်ခဲ့မှုတွေကို တပ်မတော်ကလည်းဝန်ခံခဲ့ပြီးo တာဝန်ရှိတဲ့ တပ်မတော်သား(၇)ဦးကို စစ်ခုံရုံးကနေပြီး ပြစ်ဒဏ်အသီးသီး ချမှတ်ခဲ့ပြီးဖြစ်ပါတယ်။ ကိုဝလုံးနဲ့ကိုကျော်စိုးဦးတို့ဟာ ပြည်သူတွေ သတင်းအမှန်သိရဖို့ သတင်းသမားကျင့်ဝတ်နဲ့အညီ သတင်းရယူခဲ့တာဖြစ်ပါတယ်။ သူတို့ လိုက်နေတဲ့သတင်းကြောင့် ရဲတွေက ထောင်ခြောက်ဆင်ပြီး ဖမ်းဆီးခံခဲ့တာဖြစ်တယ်လို ဒုရဲမှူးမိုးရန်နိုင်က ထွက်ဆိုထားပါတယ်။

I giornalisti della Reuters Wa Lone e Kyaw Soe Oo sono stati arrestati e incarcerati semplicemente perché stavano indagando sugli omicidi commessi nel villaggio di Inn Din da Ta-ma-taw [L'Esercito]. L'Esercito ha ammesso di essere responsabile e sette ufficiali sono già stati condannati dalla corte marziale lo scorso anno. Wa Lone e Kyaw Soe Oo stavano cercando di ottenere, in modo etico, informazioni per il popolo. Il Capitano Moe Yan Naing ha già testimoniato che [i reporter] sono stati arrestati dalla polizia a causa delle informazioni su cui stavano indagando.

Qualche giorno prima dell'udienza, il 3 settembre, in molti hanno partecipato alla marcia [my] a Yangon, la capitale economica del Myanmar per richiedere il rilascio dei giornalisti.

Per alcuni, questo fatto, non fa altro che accrescere lo scontento per la Lega Nazionale Democratica (NLD), il partito guidato dal Premio Nobel Aung San Suu Kyi. L'attivista per la pace Moe Thway [my] ha espresso il suo disappunto nei confronti di Aung San Suu Kyi per non essere intervenuta a protezione dei giornalisti [my]:

ဝလုံးတို့မတရားထောင်ချခံရတာ
တရားရေးတခုတည်းရဲ့အပြစ်မဟုတ်ဘူး…

ဒီလိုဖမ်းဆီးတာကိုထောက်ခံခဲ့တဲ့
ဝလုံးတို့ဟာပြစ်မှုကျူးလွန်ခဲ့တာလို့ပြောခဲ့တဲ့
ဒေါ်အောင်ဆန်းစုကြည်နဲ့
သူ့အစိုးရမှာပါတာဝန်ရှိတယ်…

ဒေါ်အောင်ဆန်းစုကြည်ဟာ
အာဏာရှင်စရိုက်ကို
ထင်ထင်ရှား ရှားပြလာပြီ…

Wa Lone (e Kyaw Soe Oo) sono stati condannati non solo per colpa del tribunale.

Daw Aung San Suu Kyi e il suo governo hanno chiaramente dimostrato di approvare gli arresti e la condanna.

Daw Aung San Suu Kyi sta chiaramente dimostrando i tratti tipici di un dittatore.

In una dichiarazione [pdf] [my] in cui si condanna la sentenza, redatto da A-than e firmato da 63 ONG locali, i sostenitori hanno scritto:

We believe that the decision by the court is irrational and the case was brought against the two journalists….to justify [their] arrest and imprisonment…We take this as a crackdown on the right of access to information and media freedom, and an oppressive gesture [against] all concerned people of Myanmar who are aspiring [to]….a society characterized by rule of law, accountability, freedom and justice.

Riteniamo che la decisione del tribunale sia irrazionale e che il caso montato contro i due giornalisti… avesse il solo scopo di giustificare il loro arresto e la loro incarcerazione… Consideriamo tutto questo un giro di vite al diritto di accedere alle informazioni e alla libertà di stampa, nonché un gesto oppressivo contro tutte le persone del Myanmar che aspirano a una società caratterizzata da rispetto della legge, responsabilità, libertà e  giustizia.

La sentenza del tribunale è stata condannata anche dalla comunità internazionale. Dichiarazioni di protesta sono state immediatamente rilasciate dall’ Ambasciata USA nel Myanmar [my] e dai rappresentanti dell’Unione Europea nel Myanmar.

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