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Nonostante le proteste dei genitori, la Bosnia nega l’istruzione ai bambini con difficoltà di apprendimento

A luglio e agosto 2018, la ONG EDUS (“Istruzione per tutti”) ha organizzato un campo estivo per i bambini con disabilità cognitive. (Foto presa da EDUS e pubblicata con il suo consenso.)

Dopo un intero anno di campagne per l'istruzione dei bambini con difficoltà di apprendimento, i genitori bosniaci sono rimasti sconvolti quando le autorità di Sarajevo hanno negato un finanziamento per la scuola elementare per l'anno successivo.

Lanciata nel settembre 2017, la campagna #Dov'èlamiascuola [bs, come tutti i link seguenti] (#GdjeJeMojaSkola) ha chiesto alle autorità di includere nel sistema educativo un programma sviluppato da EDUS, un'organizzazione locale senza scopo di lucro che offre sostegno agli educatori di bambini con bisogni speciali.

Con l'avvento della campagna, l'assemblea del cantone di Sarajevo ha approvato una risoluzione che obbliga il Ministero della Pubblica Istruzione a fornire spazio e risorse umane per la cura di questi bambini. I funzionari del ministero hanno promesso di lavorare con una scuola locale a Sarajevo e con l'EDUS per attuare la decisione dell'assemblea.

Tuttavia, il 29 agosto, solo quattro giorni prima dell'inizio dell'anno scolastico in Bosnia-Erzegovina, l'EDUS ha avvertito che i suoi educatori non avevano ancora ricevuto il pagamento dal Ministero.

Il giorno dopo, il ministro dell'istruzione Elvir Kazazović ha respinto la richiesta di pagamento dell'EDUS, ma secondo Truth-O-Meter, un'iniziativa bosniaca di fact-checking, l'organizzazione diceva la verità:

Za djecu koja pohađaju nastavu po EDUS-ovom progamu danas je kapija škole Isa Beg Ishaković ostala zaključana, jer za njih nije obezbjeđen nastavni kadar, a sudeći prema obavijesti EDUS-a tako će ostati do daljnjeg. Ministar Kazazović, za svoju izjavu u kojoj tvrdi da su riješeni kadrovski problemi sa edukatorima i da su obezbjeđeni uslovi za rad EDUS-a dobija ocjenu neistina.

Oggi il cancello della scuola elementare Isa Beg Ishaković è rimasto chiuso per i bambini del programma EDUS perché non c'erano insegnanti che potessero accoglierli. Secondo le informazioni dell'EDUS, la situazione continuerà così. Pertanto consideriamo falsa la dichiarazione del ministro Kazazović, in cui afferma che tutte le questioni relative alle risorse umane e agli educatori sono state risolte e che sono state fornite tutte le condizioni adeguate per il lavoro secondo il programma EDUS.

Truth-O-Meter ha aggiunto che circa 150 bambini del Cantone di Sarajevo non vanno più a scuola.

I genitori che hanno partecipato alla campagna sono affranti. Aida Hrnjić, genitore di un bambino autistico, ha scritto una dolorosa lettera aperta per l'autorevole sito web Index.ba:

Ministar obrazovanja se jučer na jednoj TV hvalio kako je zadovoljan mandatom, kako će  u Kantonu Sarajevo na besplatno skijanje itd, a ja ga slušajući u malo fras ne dobih i zagrcnuh se od pomisli kako će djeca da se raduju i skijaju. Neka, ne naša, ne djeca sa poteškoćama odnosno autizmom. Za njih nema ni osnovno.

Ljudi, zamislite svoje dijete da sjedi i čeka milostinju nesposobnih da se dogovore dok mu vrijeme neumoljivo curi i dijete nazaduje. Ne pričamo mi ovdje o nekom običnom vrtiću i čuvanju djeteta dok roditelj radi, mi pričamo o borbi za to dijete, bjesomučnoj borbi da se tu djecu nauči da budu samostalni koliko je to god moguće i da znaju razmišljati. Uče kako naučiti da uče.

Quando ieri il ministro dell'Istruzione in TV si è vantato di essere soddisfatto del suo lavoro, di come i bambini del Cantone di Sarajevo andranno a sciare gratis, ecc. mi è quasi venuto un colpo immaginando come i bambini saranno felici di sciare. Altri ragazzi forse, ma non i nostri ragazzi che hanno disabilità, compreso l'autismo. Loro non hanno accesso nemmeno alla scuola elementare.

Gente, immaginate come ci si sente se il vostro bambino è costretto a stare seduto ad aspettare la carità da politici incompetenti che non riescono nemmeno a stringere un semplice accordo, mentre il tempo passa e si fanno solo passi indietro. Qui il problema non è un semplice asilo o un babysitter mentre il genitore è al lavoro, qui il problema è lottare per la vita di questo bambino, una lotta per insegnargli a diventare il più possibile autosufficiente, per insegnargli a pensare. Insegnargli ad imparare.

La signora Hrnjić ha chiesto ai genitori dei bambini neurotipici di mostrare solidarietà il boicottando del primo giorno di scuola. Anche un'altra attivista, Aida Ajanović, ha condiviso il suo pensiero sul suo profilo Facebook:

Neću vas ja zvati da bojkotujete, nemate vi sluha za te stvari. Kao što nadležni sluha nemaju za moje dijete već godinama. I ako vas vrijeđa ovo što govorim, šta ću vam ja. Jer zamislite moju frustraciju, i frustraciju mog djeteta. Uvijek zadnji na spisku, uvijek problem, uvijek nepodoban za vaše planove, vaše vizije društva i sistema, uvijek zaboravljen.

I dok vi budete ispraćali djecu u školu u ponedjeljak, njih 150 će ponovo ostati u svojim kućama. Tegoba jednom, tegoba zauvijek.

Non vi chiederò di boicottare, perché semplicemente non vi interessano queste cause. Proprio come le autorità che per anni non si sono preoccupate delle esigenze di mio figlio. E se questo vi offende, perché non decidete di tagliare i ponti con me? Provate solo a immaginare la frustrazione mia e di mio figlio. Sempre l'ultimo della lista, sempre un problema, sempre inadatto ai vostri progetti, alle vostre visioni della società e del sistema, sempre dimenticato.

E mentre lunedì manderete i vostri figli a scuola, 150 bambini con disabilità dovranno rimanere a casa loro, di nuovo. Una volta che la sofferenza inizia, non c'è mai fine.

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