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Gli utenti di internet in Venezuela non riescono ad accedere ai principali servizi di Google

Illustrazione di Eduardo Sanabria. Uso autorizzato.

Agli inizi di settembre, diversi utenti di internet in Venezuela hanno riscontrato dei problemi di accesso ai servizi Google attraverso la rete internet statale CANTV [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], la più grande compagnia di telecomunicazioni del Paese. Il servizio sembra abbia ripreso a funzionare dalla metà di settembre; sono state comunque rivelate le modalità di blocco dell'accesso.

Blogspot, Hangouts, Google Drive e i servizi di immagine, compresi gli allegati di Gmail sono i servizi maggiormente colpiti [es]:

Credo che i nostri amichetti di ABA e CANTV stiano bloccando l'accesso a specifici CDN di Google. Non so quanto sia grande il problema/blocco, ma posso affermare che è abbastanza grave. Per fare una prova, aprite il Play Store e vedete se le immagini delle applicazioni vengono scaricate.

In assenza di informazioni ufficiali, gli utenti hanno iniziato a speculare sulle possibili ragioni che hanno portato a questo problema, indicando come possibile causa un blocco intenzionale operato da CANTV.

Venezuela Inteligente [es], un'organizzazione venezuelana, ha affermato che sono stati bloccati anche Facebook e Twitter, aggiungendo che probabilmente gli obiettivi principali erano proprio le piattaforme di distribuzione dei contenuti. Tuttavia non è stata confermata l'intenzionalità del blocco [es]:

Continueremo a esaminare i problemi di accesso, attraverso CANTV, alle piattaforme principali; la maggior parte sono piattaforme di CDN (le reti per la distribuzione dei contenuti che caricano i file più velocemente).

In questo momento, NON POSSIAMO CONFERMARE il blocco intenzionale.

Intanto, Fran Monroy, giornalista tecnico, ha affermato che il blackout ha avuto origine da una serie di errori tecnici [es]:

Il collega @fmonroy specialista in telecomunicazioni ha spiegato che CANTV, in questo momento, ha DUE problemi principali in Venezuela

Leggere…#SinInternet

I blackout hanno caratterizzato a lungo i servizi internet statali. Non accade solo con la connessione Internet, ma anche con la rete elettrica.

In Venezuela, gli attacchi contro internet non sono una novità. Tra gli altri casi, a giugno del 2018, il browser anonimo Tor [it] e vari siti pornografici sono stati bloccati.

Inoltre, uno studio recente condotto da Venezuela Inteligente, IPYS Venezuela [es] e Open Observatory of Network Interference (OONI) ha scoperto che la censura dei siti web di notizie attraverso la manomissione della DNS e il filtraggio HTTP è una pratica molto diffusa in Venezuela.

Quando il contenuto viene bloccato con la manomissione DNS, il server del nome di dominio non risponde alla richiesta dell'indirizzo IP (Protocollo Internet). Quando l'indirizzo web specifico entra nel browser, non viene permessa l'elaborazione della richiesta IP. Intanto, il filtraggio HTTP blocca l'accesso a quelle informazioni con codice principale contenente una sintassi considerata non valida dal sistema.

In passato, era stato bloccato l'accesso alle radio frequenze [es], invece più recentemente, è stato bloccato l'accesso diretto alle fonti di notizie indipendenti e alcuni giornalisti sono stati arrestati. Già prima che si parlasse del blocco delle piattaforme la stampa internazionale aveva condannato gli attacchi alle fonti di notizie indipendenti.

Intanto, altre limitazioni legate alle crisi politiche ed economiche hanno portato anche meno libertà di stampa e di espressione. La scarsità di beni di prima necessità come la carta, o le recenti misure economiche [es] (che includono, ad esempio, l'incremento del salario minimo di 60 volte quello precedente, dovuto ad alti tassi di inflazione) hanno portato alla fine di diversi organi di stampa.

Di conseguenza, il numero dei notiziari che potrebbero opporsi al governo di Nicolás Maduro sono diminuiti rapidamente.

Uno studio scritto anche dall'autore di questo post e di Derechos Digitales [es] riporta un peggioramento [es] nel campo delle comunicazioni online in Venezuela. Lo studio indica anche che la limitazione dei dati e della comunicazione che è stato documentato in Venezuela, e la mancanza di trasparenza nell'uso dei dati personali violano i diritti umani. 

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