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Hong Kong nega il visto all'editor del Financial Times che aveva presieduto un discorso pubblico pro independenza

Il 6 ottobre, il Fronte Civile dei diritti dell'Uomo ha guidato una protesta contro la decisione di negare il visto, presso il Dipartimento dell'immigrazione a Wan Chai. Foto scattata da Tom Grundy di HKFP.

Questo post è una raccolta di articoli pubblicati tra il 5 e il 6 ottobre 2018 su Hong Kong Free Press (HKFP) [en, come i link di seguito]. La ripubblicazione si basa su un accordo di collaborazione.

Hong Kong ha rifiutato il rinnovo del visto al vicepresidente del club della stampa estera Victor Mallet, che è anche l'editor per l'Asia del giornale Financial Times. Un portavoce del Financial Times ha riferito a HKFP:

This is the first time we have encountered this situation in Hong Kong, and we have not been given a reason for the rejection.

È la prima volta che ci troviamo di fronte ad una situazione del genere a Hong Kong, e non ci è nemmeno stata fornita la motivazione del rifiuto.

Hong Kong è una regione amministrativa speciale della Cina dotata di maggiori libertà economiche e personali rispetto alla Cina continentale, uno schema conosciuto come “Una Cina, due sistemi”. Negli ultimi anni, Pechino ha fatto pressione su Hong Kong per l'approvazione di nuove leggi che rafforzino la parte “Una Cina” del principio.

Mallet ha presieduto il discorso dell'attivista indipendentista Andy Chan presso il Club della Stampa Estera (Foreign Correspondent Club – FCC) ad agosto, che il Ministero degli Affari Esteri cinese ad Hong Kong aveva cercato di impedire.

L'ex amministratore delegato Leung Chun-ying ha paragonato l'evento al concedere un palcoscenico a dei terroristi. Egli ha attaccato con violenza il FCC per aver oltrepassato la cosiddetta “linea rossa”, e ha annunciato che molti vorrebbero sapere dal club perché il governo non possa concedere ad altri i suoi locali nel distretto Centrale.

L'evento è accaduto dopo che la polizia ha suggerito di bandire il Partito Nazionale di Hong Kong, cosa che poi è avvenuta alla fine dello scorso mese per opera del governo.

Il FCC ha aggiunto di essere profondamente preoccupato sulla decisione del governo. Ha invitato le autorità a revocare la loro decisione, affermando che essa manca di qualsiasi spiegazione ragionevole. In una dichiarazione, ha detto:

The FCC is expecting a full explanation from the Hong Kong authorities for this extraordinary move, which is extremely rare, if not unprecedented.

Il FCC si aspetta una spiegazione esaustiva dalle autorità di Hong Kong per la sua azione straordinaria, estremamente rara, o addirittura senza precedenti.

La portavoce del New York Times, Eileen Murphy, ha sottolineato che qualunque politicizzazione del processo di rilascio del visto “sarebbe molto preoccupante”.

We’re troubled that the government in Hong Kong may be preparing to expel a respected colleague at The Financial Times whose application for a routine visa renewal has been rejected without explanation, and we are seeking clarification from the authorities…Hong Kong’s commitment to freedom of speech and rule of law has long attracted international businesses and news organizations to the city, including The New York Times.

Ci preoccupa che il governo di Hong Kong si stia preparando ad espellere un collega rispettato al Financial Times, la cui richiesta di rinnovo periodico del visto è stata respinta senza una spiegazione, perciò chiediamo chiarimenti alle autorità… L'impegno di Hong Kong verso la libertà di parola e lo stato di diritto ha a lungo attratto nella città aziende internazionali e testate giornalistiche, compreso il New York Times.

‘Persecuzione in stile pechinese’

Un portavoce del Ministero per gli Affari Esteri e del Commonwealth del Regno Unito ha dichiarato di essere “allarmato” per il rifiuto di rinnovo del visto a Mallet:

We have asked the Hong Kong Government for an urgent explanation. Hong Kong’s high degree of autonomy and its press freedoms are central to its way of life, and must be fully respected.

Chiediamo al governo di Hong Kong una spiegazione urgente. L'alto grado di autonomia di Hong Kong e la sua libertà di stampa sono fondamentali per il suo stile di vita e deve essere rispettato appieno.

Un portavoce del Consolato generale degli Stati Uniti ha riferito a HKFP:

The rejection of a renewal of a work visa for Financial Times correspondent and Foreign Correspondent’s Club Vice President Victor Mallet is deeply troubling…This decision is especially disturbing because it mirrors problems faced by international journalists in the Mainland and appears inconsistent with the principles enshrined in the Basic Law.

Il rifiuto di rinnovo di un visto di lavoro per il corrispondente del Financial Times e vice presidente del Club dell Stampa Estera, Victor Mallet, è profondamente preoccupante… Questa situazione è particolarmente inquietante perché rispecchia i problemi che i giornalisti internazionali si trovano ad affrontare nella Cina continentale, e risulta incoerente con i principi sanciti nella Costituzione di base del paese.

Molte ONG internazionali e locali si sono pronunciate contro la decisione del governo. Il 6 ottobre, la coalizione delle ONG del Fronte Civico per i Diritti dell'Uomo di Hong Kong ha protestato contro la decisione sul visto, davanti al Dipartimento per l'immigrazione.

Maya Wang, ricercatrice cinese presso l'ONG Human Rights Watch, ha descritto l'azione come scioccante e senza precedenti:

The Hong Kong authorities’ visa renewal rejection—without explanation—of a journalist who’s done nothing more than his job smacks of Beijing-style persecution of critics… it indicates a quickening downward spiral for human rights in Hong Kong: that the Hong Kong government is now following Beijing’s leads in acting aggressively towards those whose views the authorities dislike.

Il rifiuto di rinnovo del visto da parte delle autorità di Hong Kong, senza un motivo, ad un giornalista che ha fatto esclusivamente il proprio lavoro sa di persecuzione delle critiche in perfetto stile pechinese… Esso è sintomo di una spirale accelerata verso il basso dei diritti umani ad Hong Kong: il governo di Hong Kong adesso segue le indicazioni di Pechino di agire in modo aggressivo verso chi la pensa in modo diverso dalle autorità.

L'Associazione dei Giornalisti di Hong Kong si dice scioccata e irritata dall'incidente: “La gente si domanda se si sia trattata di una forma di ritorsione”. Aggiunge anche che il rifiuto del visto danneggerà gravemente lo status di Hong Kong come città globale:

Freedom of speech and press freedom are the foundations of Hong Kong’s success. The denial of [Mallet’s] visa will further harm press freedom and freedom of speech, and it will severely harm Hong Kong’s status as an international city.

La libertà di parola e di stampa sono alla base del successo di Hong Kong. Il rifiuto del visto (a Mallet) danneggerà ulteriormente questa libertà e nuocerà allo status di città internazionale di Hong Kong.

I custodi della libertà di stampa di Reporters Without Borders (RSF) hanno esortato le autorità a ritirare la decisione:

This is clearly a form of retaliation for his involvement in the public talk organized in August by FCCHK, which angered Beijing by featuring a pro-Hong Kong independence activist. Such action is yet another proof that the Chinese authorities are extending their policy of intimidating foreign journalists to the territory of Hong Kong.

Si tratta chiaramente di una forma di ritorsione per il suo coinvolgimento nel discorso pubblico organizzato ad agosto dal FCCHK, che ha irritato Pechino per aver ospitato un attivista indipendentista a Hong Kong. Tale azione è l'ennesima prova che le autorità cinesi stanno espandendo nel territorio di Hong Kong la propria politica intimidatoria verso i giornalisti stranieri.

Tra una settimana, i rappresentanti della Coalizione UPR di Hong Kong, formata da 45 ONG, si recheranno a Ginevra per prendere la parola alla prossima sessione di Revisione Periodica Universale delle Nazioni Unite e discuteranno dell'incidente con i rappresentanti degli altri stati membri. Demosisto, un membro della Coalizione, ha detto in una dichiarazione:

The Beijing authorities need to respond now more than ever to its decision to suppress press freedom in Hong Kong, as its state of human rights is being evaluated on by other Member States in the upcoming session, as is its duty as a member of the United Nations.

Le autorità di Pechino devono, ora più che mai, rispondere della propria decisione di sopprimere la libertà di stampa a Hong Kong, in quanto la sua situazione dei diritti umani verrà valutata dagli altri Stati Membri durante la prossima sessione, insieme ai suoi doveri di membro delle Nazioni Unite.

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