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India: nonostante comprovate falle, il sistema di riconoscimento biometrico è sostenuto dalla Corte Suprema. E ora?

Un esempio di raccolta dati secondo il progetto ‘Aadhaar’, a Salt Lake, Calcutta, India. 2015. Immagine da Biswarup Ganguly via Wikimedia Commons. CC BY 3.0

Lo scorso 26 settembre, la Corte Suprema indiana ha approvato il controverso sistema di Identità Unica, detto anche Aadhaar [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione].

Questo è considerato il secondo caso giudiziario più lungo conosciuto in India. Cinque giudici hanno emanato una sentenza di 1448 pagine, più di sette anni dopo la prima disputa legale che andava contro il sistema.

Secondo una prima lettura, si può dire che il verdetto su Aadhar sia a dir poco spaventoso. Non saranno più necessari né il cellulare né il conto in banca obbligatorio, certo. Ancora peggio, il tema dello “stato di sorveglianza” è confermato con la proposta di “una legge più forte contro di esso”.

Il sistema è stato anche citato in una precedente disputa costituzionale sul tema della privacy. Nel luglio 2017, nove giudici della Corte Suprema hanno approvato all'unanimità il diritto di privacy dei cittadini indiani, ma la legge non implicava il sistema Aadhaar.

Controversie su Aadhaar

Creato nel 2009, il primo sistema Aadhaar attribuiva un numero identificativo ad ogni cittadino, associato a una serie di dati demografici e biometrici conservati in un database centralizzato. In teoria, ciò dovrebbe aiutare le persone a autenticare la propria identità per accedere a specifici servizi sociali e federali.

Ma il programma ha riportato degli errori, tanto da escludere molti cittadini dai benefici di welfare garantiti dallo Stato, comportando la perdita dei dati personali e facendo sollevare le accuse di violazione dei dati dei singoli individui.

Un altro esempio scioccante dei problemi causati da Aadhaar risale al 2017. Una bambina di 11 anni muore di fame a causa della cancellazione del suo numero Aadhaar; le sono state negate le razioni di cibo per sopravvivere. Il caso ha rivelato che molti negozi stavano negando le razioni di cibo, facendo affidamento ai dati del sistema Aadhaar.

Aadhaar ha consentito l'esclusione in larga scala dei cittadini più poveri e marginalizzati dai programmi del welfare statale. La piccola Santoshi è morta di fame esattamente un anno fa a Jharkhand, quando le sue razioni sono state bloccate poiché la sua carta non era collegata a Aadhaar.

Nella sentenza della scorsa settimana, la Corte Suprema ha approvato delle sezioni della legge dedicata Aadhaar Act del 2016, che consentono l'uso dell'identificazione biometrica per ricevere sussidi dal governo e per il sistema di welfare. Ma la sentenza ha eliminato alcuni dei requisiti impliciti del sistema, affermando che “i benefici non possono essere negati dalla volontà di possedere una carta Aadhaar”.

La Corte ha concesso l'uso di Aadhaar solo alle banche e ai fornitori di servizi di telecomunicazione, senza però punire in modo retroattivo le compagnie che hanno violato tale legge, appropriandosi dei dati dei cittadini tra il 2009 e il 2016, in assenza di legislazione.

Mentre la sentenza è stata discussa da esperti, gruppi politici e cittadini circa la privacy individuale e l'inclusione finanziaria, persiste una generale confusione sul verdetto.

Scrive Rahul Mattan su Mint:

The Supreme Court had held that allowing the private sector to access biometric and demographic information was tantamount to enabling their commercial exploitation of this information. So, the court ruled, that portion of Section 57 that enables bodies corporate and individuals to seek authentication, was unconstitutional. There is considerable confusion as to what this statement really means. Does it imply that no private entities whatsoever can use the authentication infrastructure? If so, how does that interpretation square with the rest of the judgment that unequivocally upholds the use of Aadhaar for the purposes of dispensing subsidies and other government benefits?

La Corte Suprema ha dichiarato che concedere l'uso dei dati demografici e biometrici a privati sarebbe stato come concedere l'uso degli stessi per fini commerciali. Per questo, la Corte ha dichiarato che una parte della sezione 57, che permetteva l'uso dei dati da parte di privati, fosse del tutto incostituzionale. C'è confusione circa questa sentenza. Afferma semplicemente che nessuna entità privata possa accedere ai dati? Se fosse così, come può questa interpretazione coincidere con il resto della sentenza che concede l'uso di Aadhaar per la distribuzione del cibo e altri benefici erogati dal governo?

Un rapporto di Business Standard sottolinea come le aziende come India's Reliance Jio abbiano acquisito clienti tramite il modulo e-KYC con l'aiuto di Aadhaar, discutendone la sentenza futura:

“Though the verdict is not affecting us, we believe that this will be a regressive move for FinTech companies as they will eventually move to the traditional mode of verifying individuals and thereby the turnaround time for processing the loan will increase to a considerable extent,” said Bhavin Patel, co-founder and CEO of LenDenClub, a peer-to-peer lender.

“Nonostante il verdetto non ci riguardi, crediamo che questa sia un'azione di regresso per le aziende di tecnofinanza [it] poiché saranno costrette a tornare ai metodi di identificazione tradizionali; in tal modo, i prestiti per il passaggio da un sistema all'altro potrebbero aumentare in modo significativo”, afferma Bhavin Patel, co-fondatore e CEO del LenDenClub, ente creditore paritetico.

Un articolo sul giornale The Hindu spiega come le sentenze recenti abbiano ripristinato le leggi su Aadhaar come in principio, eliminando le numerose falle nella distribuzione pubblica del sistema tra i membri più poveri della società:

In upholding the constitutional validity of Aadhaar and clarifying areas in which it cannot be made mandatory, the Supreme Court has restored the original intent of the programme: to plug leakages in subsidy schemes and to have better targeting of welfare benefits. Over the years, Aadhaar came to mean much more than this in the lives of ordinary people, acquiring the shape of a basic identity document that was required to access more and more services, such as birth and death certificates, SIM cards, school admissions, property registrations and vehicle purchases.

Approvando la validità costituzionale di Aadhaar e chiarendo gli ambiti in cui non può essere considerato obbligatorio, la Corte Suprema ha ripristinato quello che era l'intento originale del programma: evitare ogni forma di spreco nei regimi di sovvenzione e una distribuzione più mirata dei benefit del welfare. Negli anni, Aadhaar è diventato importante nella vita della gente comune, un vero e proprio documento di identità per accedere a sempre più servizi, come certificati di nascita e morte, SIM card, all'ammissione scolastica, alle registrazioni catastali e all'acquisto di veicoli.

#VerdettoAadhaar: il Buono, il Brutto e il Cattivo

Negli ultimi anni, molti studiosi di legge e scienze sociali stanno rivolgendo la propria attenzione sulla sentenza, proprio per il suo impatto a lungo termine sulla libertà civile e sulle questioni socio-economiche.

La maggior parte di essi ha stroncato delle sezioni della legge che ha permesso l'uso di Aadhaar da parte di aziende private, limitando il suo utilizzo da parte dello Stato in caso di “eccezioni per la sicurezza nazionale”. Tuttavia, nonostante siano d'accordo sul fatto che queste attività siano pericolose per la libertà civile e quindi incostituzionali, i giudici sono giunti alla conclusione che nulla sia lecito nel sistema di Aadhaar.

Aadhaar è sempre stato considerato un meccanismo tramite il quale facilitare la distribuzione di razioni e servizi da parte dello Stato. Non è da intendersi come un diritto socio-economico fine a se stesso. Tuttavia, l'approvo del sistema da parte dei giudici limita la privacy individuale per il bene comune. Nonostante alcune falle del sistema, i giudici non hanno ritenuto il sistema anticostituzionale.

Mentre quattro giudici su cinque hanno approvato il progetto Aadhaar, il giudice Chandrachud, unico dissidente, ha sollevato importanti preoccupazioni.

Ha affermato che il sistema sia “fraudolento per la Costituzione” e “del tutto illegale”:

Identity is necessarily a plural concept. The Constitution also recognises a multitude of identities through the plethora of rights that it safeguards….Technology deployed in the Aadhaar scheme reduces different constitutional identities into a single identity of a 12-digit number and infringes the right of an individual to identify herself/himself through a chosen means.

L'identità è un concetto legato alla pluralità. La Costituzione riconosce una moltitudine di identità attraverso la pletora dei diritti che salvaguarda… la tecnologia impiegata nel sistema Aadhaar riduce le varie identità costituzionali in un'unica identità di 12 cifre, e infrange il diritto di identificarsi attraverso mezzi scelti personalmente.

Nonostante l'opinione del giudice non sia legge, essa apre la possibilità di sfide future sul caso.

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