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La reazione degli abitanti del Mozambico alla depenalizzazione della marijuana in Sudafrica

Marcia per la legalizzazione della marijuana a Città del Capo | (Sudafrica, 2017) | Wikimedia Commons CC

Il 18 settembre, la Corte Suprema del Sudafrica ha deliberato che il consumo di marijuana in spazi privati, così come la sua coltivazione per uso personale, non sono reato.

Il ricorso era stato presentato da diversi partiti che avevano affrontato un arresto per consumo di marijuana. La Corte ha deliberato che la loro azione criminale interferiva con la sezione 14 della Costituzione sudafricana, che sancisce il diritto dei cittadini alla privacy.

“Il diritto alla privacy non è confinato a una casa o a un'abitazione privata. Per un adulto non sarà reato usare o essere in possesso di cannabis in un luogo privato”, ha affermato il vice capo del Ministero della Giustizia, Raymond Zondo.

Il governo ha ora 24 mesi di tempo per trasformare ufficialmente la sentenza in legge. Nel rilasciare la decisione, Zondo ha dichiarato che sarà compito del Parlamento, governato dall'ANC (Congresso Nazionale Africano), specificare la quantità di cannabis che una persona può coltivare o possedere per uso personale, aggiungendo che l'agente di polizia dovrà “considerare tutte le circostanze” al momento di determinare se si tratti di traffico illegale.

Tale ambiguità rispecchia il linguaggio della Legge sulle Droghe [pt, come i link seguenti] brasiliana del 2006, che ne depenalizza l'uso senza offrire chiare definizioni di che cosa lo differenzi dal “traffico”. Molti esperti brasiliani sostengono che la legge finisca per rinforzare i pregiudizi delle autorità su razza, sesso e classe sociale, e che il quadro abbia drammaticamente contribuito all'aumento del tasso di incarcerazione brasiliano nell'ultimo decennio.

La sentenza epocale del Sudafrica è stata accolta da reazioni contrastanti nel paese e nei paesi vicini, compreso il Mozambico. Il Sudafrica è la principale destinazione di molti mozambicani per lavoro o per studio, e molti si stanno chiedendo come la decisione legislativa li influenzerà.

Maússe, uno studente di legge del Mozambico, sostiene che la legalizzazione della marijuana in Sudafrica potrebbe provocare al Mozambico costi maggiori per la polizia di frontiera:

Ademais, com esta legalização a possibilidade de se estabelecer um mercado de venda de cannabis sativa junto da fronteiras acima referidas por cidadãos sul-africanos, moçambicanos e doutras nacionalidades é maior, pelo que o trabalho de inspecção, revista ou fiscalização de viaturas, sacolas ou pastas de pessoas, e elas mesmas, em trânsito no sentido RSA – Moçambique, deverá “quadruplicar” por parte das autoridades moçambicanas.

Assim, não há dúvidas que esta legalização na RSA poderá acarretar custos elevados para Moçambique e outros países da região com muitos cidadãos naquele país. Aliás, muitos estudantes nacionais a estudarem naquele país e trabalhadores ainda não consumidores da cannabis, com a liberalização de seu consumo em espaços privados que não obsta que poderá ser também em locais públicos, correm o risco de, por influência directa ou indirecta, também entrar no mundo de seu consumo.

Inoltre, con questa legislazione, è maggiore la possibilità che si apra un mercato della Cannabis Sativa (la marijuana) vicino alla frontiera col Sudafrica, controllata da sudafricani, mozambicani e cittadini di altri paesi. Provocherà al Mozambico costi “quadrupli” per l'ispezione, la perquisizione e il controllo di automobili, i bagagli, le file e le persone che transitano tra i due paesi.

Pertanto, non c'è alcun dubbio che questa legalizzazione nella Repubblica Sudafricana possa rivelarsi costosa per il Mozambico e le altre nazioni della regione dove vive un numero significativo di cittadini. Tra l'altro, molti studenti e lavoratori mozambicani in Sudafrica che ancora non utilizzano la marijuana, con la liberalizzazione del consumo in spazi privati, potrebbero anche essere influenzati, direttamente o indirettamente, a farne uso.

La stessa pubblicazione presentava molti commenti, specialmente Maria Manjate, preoccupata della decisione, dice:

Estou muito triste. Na minha familia, existem jovens dependentes dessa erva. Estao totalmente destruídos, desnorteados, sem presente e muito menos futuro. Julgo k com a legalizaçao de soruma na vizinha SA, as coisas vao piorar.

Sono molto triste. Nella mia famiglia ci sono giovani che dipendono da quest'erba. Sono totalmente distrutti, confusi, senza un presente, figuriamoci un futuro. Credo che con la legalizzazione della marijuana in Sudafrica le cose peggioreranno.

Tuttavia, Cal Barroso, un altro giovane utente di internet, sostiene che l'idea di legalizzare la cannabis in Sudafrica non sia completamente sbagliata:

É preciso antes de tudo perceber porquê da ERVA ser proibida em muitos países do mundo. Vivemos no mundo onde as mentes deixaram de funcionar. Deixamos de pensar. Algumas leituras cuidadas podem nos libertar de muitos “tabus” que temos sobre muitas coisas incluindo do tabu sobre a “cannabis”.

A cannabis faz mal? Sim, mas o álcool faz pior. O cigarro idem, mas posso comprar na esquina mais próxima. Quando forem a ler perceberão que não há razões palpáveis para a proibição da consumo da cannabis, tanto é que muitos países que tem gente que “pensa” estão a rever suas leis.

Innanzitutto è necessario capire perché la marijuana sia proibita in molti paesi. Viviamo in un mondo dove le teste hanno smesso di funzionare. Abbiamo smesso di pensare. Alcune attente letture possono aiutarci a liberarci di molti tabù, compreso quello sulla cannabis.

La cannabis può provocare danni? Sì, ma anche l'alcol può. E anche le sigarette, ma posso ancora comprarle all'angolo più vicino. Quando si leggerà di ciò, si capirà che non ci sono ragioni tangibili per l'uso della cannabis ed è per questo che molti paesi, dove la gente “ragiona”, stanno rivedendo le proprie leggi.

Juma Aiuba, giornalista e attivista, ha sfruttato il momento per prendere in giro un gruppo di commentatori locali che, fin dal 2013, partecipano frequentemente a programmi radiofonici e televisivi per discutere di questioni politiche, ma sempre in difesa del partito al potere FRELIMO:

No que diz respeito à legalização do consumo da maconha, há que reconhecer que nós estamos muito mais adiantados do que os nossos vizinhos e arquicunhados sul-africanos. Nós legalizamos o consumo da cannabis nos idos anos 2012-2014, quando decidimos criar e instituir o famigerado Gê-40. Graças à essa erva que os nossos académicos sabiamente fumam ou fazem chá (legalmente), de lá à esta parte, temos dado passos gigantescos rumo à putrefação do conhecimento científico.

Sem dúvida, o gê-quarentismo tem sido o maior e o mais bem sucedido festival de maconheiros de fato e gravata exibido legalmente em rede nacional. Um autêntico desfile de lunáticos. Uma verdadeira sinfonia de paulados.

Há programas de televisão que você se apercebe (sem esforço algum) que os painelistas tiveram uma paragem ali na Colômbia da capital. Parece que esse grupo de sábios tem autorização para bater um baseado antes de entrar num estúdio de televisão/rádio ou antes de entrar numa redação de jornal ou mesmo antes de teclar no Facebook.

Quando si parla di legalizzare la marijuana, dobbiamo riconoscere il fatto che noi siamo molto più avanti dei nostri vicini e lontani parenti sudafricani. Noi avevamo legalizzato la cannabis nel 2012/2014, quando avevamo deciso di creare il famigerato “Gê-40″. Grazie a quest'erba, con cui i nostri accademici (legalmente) fumano o preparano tè, abbiamo fatto passi da gigante verso la putrefazione della conoscenza scientifica.

Indubbiamente, il “ge-quarantismo” è stato il più grande festival di successo di tossici in giacca e cravatta legalmente trasmesso dalla televisione locale. Un'autentica parata di pazzi. Una vera sinfonia di drogati.

Ci sono programmi televisivi in cui ti rendi conto (senza alcuno sforzo) che i partecipanti si fermavano lì nella nostra capitale dalla Colombia. Sembra che questo gruppo di saggi sia autorizzato a fumare uno spinello prima di entrare nello studio televisivo o radiofonico, o persino prima di scrivere su Facebook.

La cannabis nel mondo

Negli ultimi anni, diversi paesi hanno depenalizzato l'uso e il possesso di marijuana o hanno abolito le pene di reclusione per tale reato.

L’Uruguay [it] è stato il primo paese al mondo a legalizzare la produzione, la distribuzione e l'uso della marijuana (nel 2014). In Canada, come anche in otto stati degli USA, anche la vendita per uso ricreativo è ora legale.

In Europa, l'Olanda ne permette la vendita nei Coffee Shop dal 1976. Una legge del 2012 che ne limitava la vendita ai soli residenti è stata recentemente revocata.

In Spagna, la legge permette l'uso e la coltivazione della pianta, mentre in Repubblica Ceca non è un crimine portare con sé fino a 15 grammi di marijuana o coltivarne a casa fino a un massimo di cinque piante.

Le multe sono state gradualmente abolite all'interno dell'Europa. Paesi come Germania, Austria, Gran Bretagna, Finlandia, Italia, Grecia, Romania, Slovenia, Croazia, Portogallo, Polonia e Macedonia hanno legalizzato la produzione dell'erba e la vendita per uso terapeutico.

In Francia è stato organizzato un comitato per “valutare la rilevanza dello sviluppo” dell'uso terapeutico della cannabis. Nel paese, attualmente, due medicinali erboristici a base di cannabis vengono venduti legalmente.

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