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Le proteste di estrema destra in Giappone hanno incontrato una vigorosa resistenza anti-razzista

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La polizia controlla i manifestanti anti-immigrati e i contro-manifestanti vicino alla stazione di Tokyo il 14 ottobre 2018. Fotogramma da un video Youtube di Houtou Hiroshi [jp, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] (ほうとうひろし).

Domenica 14 ottobre gruppi antirazzisti hanno organizzato manifestazioni di massa nelle città di tutto il Giappone per contrastare una serie di marce di un gruppo di estrema destra apertamente razzista che si oppone all'immigrazione in Giappone, anche se il governo giapponese si impegna a reclutare 500.000 lavoratori stranieri [en] per far fronte a una percepita carenza di manodopera.

Japan First [en], partito politico estremo e relativamente nuovo, ha organizzato manifestazioni in tutto il Giappone per il 14 ottobre, a Tokyo, Yokohama, Kawasaki e in centri regionali come Fukushima e Fukuoka.

I gruppi antirazzisti, a loro volta, hanno deciso di scendere anche loro in piazza per neutralizzarli, e sembra che in molti casi fossero molto più numerosi [ja, come i link seguenti] dei manifestanti di estrema destra.

A Ginza e dintorni, a Tokyo, Japan First ha tenuto una manifestazione per promuovere la discriminazione. Mentre scandivano:”Via gli stranieri dal Giappone!” e cose del genere, c'erano molte altre persone che tenevano cartelloni e manifesti con messaggi come “Ginza non tollererà la discriminazione”. (Hashtag) “Tolleranza zero per la marcia dell'odio a Ginza del 14 ottobre.

Japan First [en] (日本 第一 党, Nippon Daiichi To) è un partito politico con sede a Tokyo e guidato da Makoto Sakurai, noto da tempo come leader del netto-uyoku (ネット右翼), il movimento di odio online di estrema destra del Giappone.

Per più di un decennio Sakurai ha anche guidato lo Zaitokukai [en], un gruppo di odio dedito a tormentare le persone di origine coreana e altre minoranze in Giappone. Le molestie online e offline contro le minoranze sono così diffuse in alcuni comuni giapponesi che vari governi locali hanno tentato di istituire e applicare ordinanze sull'incitamento all'odio [en].

Dopo che Sakurai ha ricevuto il 2% [en] del voto popolare nelle elezioni governative di Tokyo nel 2016, oltre a una notevole copertura da parte dei media mainstream, ha istituito ufficialmente il Partito Japan First, la forza principale dietro le marce razziste di questa domenica.

L'utente di Twitter Hiroshi Hotoo, che ha documentato gli eventi di domenica a Tokyo in una serie di video su YouTube, ha notato che la polizia era di gran lunga più numerosa dei manifestanti anti-immigrati:

In vista delle marce razziste di domenica 14 ottobre, i contro-manifestanti hanno condiviso hashtag comuni, differenziati per nome della città, per organizzare punti di incontro e coordinare le attività. Uno degli hashtag più attivi è stato “#1014横浜ヘイト街宣を許すな“, o “Tolleranza zero per la marcia dell'odio del 14 ottobre a Yokohama”.

I contro-manifestanti si sono riuniti a Tsurumi, un quartiere della città di Yokohama, per mostrare il loro sostegno agli immigrati e per silenziare i manifestanti di estrema destra, che, come a Tokyo e in altre città, erano relativamente pochi.

Le manifestazioni hanno ricevuto una copertura giornalistica nazionale, con notizie secondo cui i manifestanti anti-immigrazione hanno ricevuto una risposta forte e vocale dagli attivisti contro il razzismo nelle città di tutto il Giappone.

Sebbene il numero di manifestanti anti-immigrati possa sembrare piccolo, si sono comunque tenuti in stretto contatto in tutto il Paese e alcuni commentatori hanno avvertito che l'estrema destra giapponese non è particolarmente debole.

Michael Penn dell'agenzia di stampa Shingetsu ha osservato [en]:

…The Tokyo gubernatorial election results show that Sakurai isn't as marginal as you think. These counterprotest movement have succeeded in motivating authorities in many cities to pass hate speech ordinances and the police to monitor the hate groups.

…I risultati delle elezioni governative di Tokyo dimostrano che Sakurai non è così marginale come si può pensare. Questi movimenti di contro-protesta sono riusciti a motivare le autorità di molte città ad approvare ordinanze sull'incitamento all'odio e la polizia a tenere sotto controllo i gruppi di incitamento all'odio.

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