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Per queste artiste gemelle iraniane la loro collaborazione “è come se una persona lavorasse col suo altro io”

Le artiste Bahareh e Farzaneh Safarani. Foto di Justin Aversano, per gentile concessione delle sorelle Safarani.

È l'arte ad imitare la vita o è il contrario? “Reincarnation”, la prima mostra indipendente delle artiste di origine iraniana Bahareh e Farzaneh Safarani [en, come i link di seguito] a New York, combina pittura, video e spettacolo. L'opera fa parte del viaggio personale delle sorelle gemelle per esplorare e scoprire cose nuove nelle loro vite.

“L'intera idea alla base di questa esposizione”, dice Farzaneh Safarani in una mia recente intervista, “riguarda il catturare momenti di un giorno della vita di una donna, a partire da quello in cui si sveglia, dove ‘risveglio’ è inteso sia in senso letterale che metaforico”.

Nate a Teheran nel 1990, le sorelle dipingono insieme fin dall'età di 13 anni e attualmente vivono e lavorano a Boston, Massachussets. Dopo aver studiato pittura all'Università di Teheran, si sono trasferite negli Stati Uniti per studiare arti figurative alla Northeastern University, dove il loro intenso lavoro di collaborazione è giunto alla piena realizzazione. Hanno esposto le loro opere in molti paesi, compresi Stati Uniti e Iran, e le loro opere sono state acquistate sia da musei che da collezionisti privati in tutto il mondo.

Sorelle Safarani, titolo: “After 12 pm” (Dopo mezzogiorno). Olio su tela e videoproiezione.

L'attuale mostra, che presenta 14 dei dipinti delle gemelle, sovrapposti con videoproiezioni, è curata da Roya Khadjavi, curatore d'arte indipendente di New York che si concentra principalmente sul lavoro di giovani artisti iraniani, operanti sia in Iran che al di là dei suoi confini. Spiegando il suo interesse per le sorelle Safarani, Khadjavi dice che, oltre a sostenerne il lavoro, lei cerca di facilitare il dialogo culturale. “La crescente tensione tra il mio paese di nascita, l'Iran, e il mio paese di adozione, gli Stati Uniti, dove ho vissuto per gran parte della mia vita, richiede sempre più attenzione a tali dialoghi culturali. ‘Reincarnation’ esplora il sé e riflette la forma femminile, la sua bellezza, forza e sicurezza”.

Ma, forse, è meglio lasciare la parola alle sorelle.

Omid Memarian (OM): Voi due dipingete insieme fin da piccole. Portateci attraverso il percorso mentale che fate quando seguite insieme un'idea. Che cosa rende questa collaborazione possibile?

Farzaneh Safarani (FS): We studied painting at the University of Tehran, where we were trained traditionally. We were also active in theatre, performance and music. As artists, we always want to explore and discover new things and we always want to speak to the world with our art. So we decided to travel and come to the U.S. in 2014. In our study at Northeastern University, we learned to combine the skills we had acquired in Iran with new concepts, integrating video, performances and installation art into our work.

We get inspired by the most simple to the most complex experiences in our lives, and the ideas for our works are driven from those experiences. We have been living together so closely for so many years and sharing so many experiences, that we have come to many of the same ideas for our paintings. We used to work separately and in fact, never consciously decided to work together—our collaboration happened organically when we realized how our minds work together, and how we complete each other's thoughts and ideas. And we saw that it worked: our first series of collaborative paintings was very successful. Gradually, our work became increasingly knitted together and now it is like one person working with her other self. When one of us is behind the camera and the other one is performing or posing, we do not need to communicate a word, we both exactly know and feel what we both want.

Farzaneh Safarani (FS): Abbiamo studiato pittura all'Università di Teheran, dove siamo state istruite secondo la tradizione. Eravamo attive anche nel campo del teatro, dello spettacolo e della musica. Come artiste, vogliamo continuamente esplorare e scoprire cose nuove e che la nostra arte parli al mondo. Così, nel 2014 abbiamo deciso di fare un viaggio e di venire negli Stati Uniti. Durante i nostri studi alla Northeastern University, abbiamo imparato a combinare le competenze acquisite in Iran con nuove idee, integrando video, esibizioni ed installazioni artistiche nelle nostre opere.

Ci ispiriamo alle esperienze più semplici e alle più complesse della nostra vita e le idee per le nostre opere sono alimentate da queste esperienze. Viviamo insieme da così tanti anni e condividiamo così tante esperienze, che spesso abbiamo le stesse idee per i nostri dipinti. Eravamo abituate a lavorare separatamente e, di fatto, non abbiamo mai deliberatamente deciso di lavorare assieme: la nostra collaborazione è iniziata in modo spontaneo, quando ci siamo rese conto di come le nostre menti lavorassero bene insieme e di come completiamo l'una i pensieri e le idee dell'altra. E abbiamo visto che funzionava: la nostra prima serie di dipinti in collaborazione è stata un grande successo. A poco a poco, il nostro lavoro insieme è diventato sempre più uniforme, ed ora è come quello di una persona che lavora con l'altra parte di sé. Quando una di noi sta dietro la videocamera, mentre l'altra si esibisce o posa, non abbiamo bisogno di scambiarci nemmeno una parola, ciascuna di noi conosce e sente esattamente quello che entrambe vogliamo.

Safarani Sisters, Title: Reveal. Oil color on canvas and video projection. 2017

Sorelle Safarani, titolo: “Reveal” (Rivelazione). Olio su tela e videoproiezione. 2017.

OM: Quali sono le principali somiglianze e differenze tra le scuole d'arte in Iran e quella in cui avete studiato a Boston?

FS: Graduating from the University of Tehran means that you know how to paint and have learned all the necessary skills to bring a 3D image into 2D. We learned all the traditional aesthetic techniques and theories. We were taught not to critique someone's art without being well versed and experienced in the field ourselves. We learned to work with new media, but only after we demonstrated knowledge of all the basics in our field. Collaboration and teamwork were not encouraged.

Here in the U.S., people at university are supposed to collaborate. As an art student in the U.S., you are not required to be a good drawer or painter to be successful; if you want to learn such techniques, you can go and learn them by yourself, elsewhere. We were not required to take specific classes, and could choose what we wanted to do. Here, you learn how to push yourself to be as brave as you can be, to bring out all your hidden abilities and use them in the best way you can.

FS: Laurearsi all'Università di Teheran significa saper dipingere ed aver acquisito tutte le abilità necessarie per convertire un'immagine 3D in una 2D. Abbiamo imparato tutte le tecniche e teorie estetiche tradizionali. Ci è stato insegnato a non criticare l'arte degli altri senza prima essere competenti ed avere esperienza nel campo. Abbiamo imparato a lavorare con nuovi materiali, ma solo dopo aver dimostrato di conoscere tutte le basi nel nostro campo. La collaborazione e il lavoro di squadra non venivano incoraggiati.

Qui negli Stati Uniti si dà per scontato che le persone collaborino all'università. Come studente d'arte negli Stati Uniti, non è necessario saper disegnare o dipingere bene per avere successo; se vuoi imparare la tecnica, puoi farlo per conto tuo, da qualche altra parte. Non eravamo obbligate a frequentare lezioni specifiche, ma potevamo scegliere quello che preferivamo fare. Qui impari a spingerti ad essere il più coraggioso possibile, per tirare fuori tutte le tue abilità nascoste ed usarle al meglio delle tue possibilità.

Bahareh Safarani (BS): Whatever we know in terms of skills we learned in Iran, and we also self-taught. Here, we learned that art is all about approach and communication and as an artist, it really does not matter what you do — what matters is how you present your subject and concept. Galleries, collectors, art dealers and society play an essential role in the career and success of an artist; it is [critical] to have their support in order to flourish — and they have a very delicate job, because they are shaping societal tastes and if they do this poorly, they can do lasting harm.

Bahareh Safarani (BS): Tutto ciò che sappiamo, in termini di competenze, l'abbiamo appreso in Iran ed anche da autodidatte. Qui abbiamo imparato che l'arte si basa interamente sull'approccio e la comunicazione e, come artista, non importa ciò che fai, ciò che conta è il modo in cui presenti i tuoi soggetti e le tue idee. Le gallerie, i collezionisti, i commercianti d'arte e la società giocano un ruolo essenziale nella carriera e nel successo di un artista; è fondamentale ottenere il loro appoggio per prosperare, e il loro lavoro è molto delicato, in quanto plasmano i gusti della società e, se lo fanno in modo inadeguato, possono causare danni persistenti.

OM: Come mai avete deciso di usare i media oltre alla pittura?

BS: Different mediums communicate artists’ ideas in very different ways, and give artists different tools to communicate their message. For example, music is the most abstract art, while literature can be narrative. We know that if we have an idea that we want to depict in a painting, viewers may not get the meaning from the painting that we intended—this is simply a fact about painting. That is why we care about the aesthetic of a painting more than anything else. Video projection can bring the element of time into a still image, and it has brought a mystical and surreal aspect to our paintings. It opens up a new world for audiences, and encourages them to imagine. We sometimes integrate performance art as well, because we are aware of the impact of the form. Performances usually include music and are time- and place-specific; in other words, after it is done it is gone, as it was what we wanted for that specific concept.

BS: Mezzi diversi sono in grado di comunicare le idee dell'artista in molti modi e forniscono loro strumenti diversi per comunicare il loro messaggio. Per esempio, la musica è la più astratta tra le arti, mentre la letteratura può raccontare qualcosa. Noi sappiamo che se abbiamo un'idea che vogliamo rappresentare in un dipinto, il pubblico potrebbe non arrivare al significato che intendevamo dargli, questo è un semplice dato di fatto sulla pittura. Ecco perché teniamo all'estetica di un dipinto più che a ogni altro aspetto. La proiezione di video può aggiungere l'elemento del tempo a un'immagine fissa, e anche un aspetto mistico e surreale ai nostri dipinti. Essa apre un nuovo mondo al pubblico e lo incoraggia ad usare l'immaginazione. A volte, integriamo anche la recitazione, perché siamo consapevoli dell'impatto della forma. Le esibizioni solitamente includono la musica e avvengono in un luogo e ad un'ora stabilita. In altre parole, si concludono una volta finite, poiché è così che volevamo per quella specifica idea.

OM: Diteci di “Reincarnation” e dei suoi dipinti sovrapposti con le video proiezioni. In che modo queste opere riflettono il vostro viaggio artistico e le vostre identità?

FS: One of the major paintings in the exhibition is titled ‘Awake’, and the rest of the paintings follow chronologically — from her 5:00 a.m. waking until twilight, with each painting depicting different moments of her day. For example, in the painting ‘Her 5:00 a.m. View’, there are two elements in the painting that represent femininity and masculinity — the two attitudes she must have in order to survive. In the next painting, ‘5:30 a.m. in the Basement’, she is cleaning away blood. The blood is a symbol of inimical memories and thoughts. Each painting reflects a moment in the daily process, and the decisions and changes she makes in the process of daily self-renewal and strengthening.

FS: Uno dei dipinti più importanti della mostra s'intitola “Awake” (Svegliarsi) e il resto dei dipinti sono in sequenza cronologica, dal suo risveglio alle 5 del mattino fino al crepuscolo, raffigurando ognuno un momento diverso della sua giornata. Ad esempio, nel dipinto “Her 5 a.m. View” (La sua vista delle 5 del mattino), ci sono due elementi che rappresentano rispettivamente la femminilità e la mascolinità, due atteggiamenti che il soggetto deve assumere per poter sopravvivere. Nel dipinto successivo, “5 a.m. in the Basement” (Le 5.30 nel seminterrato), il soggetto lava via del sangue. Il sangue è un simbolo di ricordi e pensieri ostili. Ogni dipinto riflette un momento del percorso quotidiano e le decisioni e i cambiamenti che lei compie nel processo di auto-rinnovamento e di rinforzo quotidiano.

BS: One can find differences between this series and our other works. For example, the color palette has changed — we are using lighter colors, such as bluish and greenish grays. The compositions are also simpler — we are using the empty spaces to expand upon the subject. The figure is not in every painting; she only appears in some, or just in the videos. Overall, changes in our art come from all the changes around us. We want to clear our minds of pessimism. We want to nourish our hopes with the light. We want to observe the beauty and try to define it, and we want to believe that people can be united, at least in simple facts.

BS: Si possono trovare differenze tra questa serie e le altre nostre opere. Ad esempio, la tavolozza dei colori è cambiata: stiamo usando colori più chiari, come i grigi bluastri e verdastri. Anche le composizioni sono più semplici: stiamo usando spazi vuoti per espandere la presenza del soggetto. La figura non compare in tutti i dipinti; essa compare solo in alcuni o solo in video. Nel complesso, i cambiamenti nella nostra arte provengono dai cambiamenti attorno a noi. Vogliamo sgomberare le nostri menti dal pessimismo. Vogliamo nutrire le nostre speranze con la luce. Vogliamo osservare la bellezza e cercare di definirla, e vogliamo credere che le persone possano essere unite, almeno nelle cose semplici.

OM: Dal punto di vista di due artiste che sono prima di tutto due pittrici, che cosa hanno aggiunto alle vostre opere i video e la recitazione?

FS: The communication between video and the still image is very interesting to us. Video adds time to the still image — but when one watches the video over and over, it becomes a still image. The videos we make for the paintings are very subtle; they give life to the painting, like a breath or heartbeat. Their beauty is that they do not overpower the paintings; they are not narrative and are very abstract, meant only to elicit the imaginative power to visualize different occurrences in the painting that are based on the viewer’s own perceptions and experiences.

FS: La comunicazione tra il video e l'immagine fissa è molto interessante per noi. Il video aggiunge il tempo all'immagine fissa, ma, guardando il video ripetutamente, esso diventa un'immagine fissa. I video che realizziamo per i dipinti sono molto delicati: essi gli danno vita, come un respiro o un battito cardiaco. La loro bellezza sta nel fatto che non sopraffanno i dipinti; non sono narrativi, ma molto astratti, pensati unicamente per suscitare il potere evocativo di visualizzare diversi eventi nel dipinto, basati sulle percezioni ed esperienze personali dello spettatore.

OM: Che cosa dice la mostra della vostra crescita come artiste?

BS: ‘Reincarnation’ implies a new life. If we can make the audience wake up and realize the world around them and see the beauty in it, it is a huge success.

BS: “Reincarnation” significa una nuova vita. Se riuscissimo a svegliare il nostro pubblico e a renderlo cosciente del mondo attorno a sé e della sua bellezza, sarebbe un enorme successo.

OM: In che modo sono cambiate le vostre opere da quando siete andate via dall'Iran? Come vi ricollegate alle fonti che vi ispiravano in Iran, nella vostra nuova casa?

FS: Our works are about our lives — that is where we draw our inspiration, conceptually and formally. All the interiors we have painted are actual places we have lived — so for example, many of the paintings we did in the U.S. have elements of New England architecture. The use of greens and blues in our recent work flows from the beautiful nature around the house where we have been living, so there are many different things that appear in our paintings that come from the environment [in which] we live. Conceptually, the source of our inspiration is ourselves, so even as we change and grow, we never get disconnected from this source of inspiration, no matter where we are.

FS: Le nostre opere riguardano le nostre vite: è da lì che traiamo ispirazione, concettualmente e formalmente. Tutti gli interni che abbiamo dipinto sono luoghi reali in cui abbiamo vissuto, quindi, per esempio, molti dei dipinti che abbiamo realizzato negli Stati Uniti presentano elementi architettonici del New England. L'uso del verde e dei toni del blu nelle nostre opere più recenti derivano dalla stupenda natura che circonda la casa in cui viviamo, quindi sono svariati gli elementi che compaiono nei nostri dipinti che provengono dall'ambiente in cui viviamo. Concettualmente, siamo noi stesse la fonte della nostra ispirazione, dunque anche se cambiamo e cresciamo, non ci disconnettiamo mai da questa fonte di ispirazione, indipendentemente da dove ci troviamo.

La mostra “Reincarnation” ha aperto il 18 ottobre 2018, presso l’Elga Wimmer Gallery a New York e rimarrà in programma fino al 31 ottobre.

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