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Dai tifosi di calcio agli appassionati di libri: ecco i diversi volti della resistenza del Brasile

Donne in marcia contro Bolsonaro prima delle elezioni. Foto: Tânia Rêgo, Agência Brasil

Probabilmente tutto ciò che avete letto sul Brasile in questi ultimi giorni riguardava il neo-eletto presidente Bolsonaro, un ex capitano dell’esercito e deputato parlamentare che esprime pubblicamente opinioni omofobe, misogine e razziste, sostiene la violenza contro i suoi avversari e minaccia la stampa.

Tuttavia, ciò che forse non avete letto sono i diversi modi escogitati dai brasiliani per esprimere la loro opposizione a Bolsonaro – e come stanno riunendo le proprie forze per resistere a ciò che li aspetta nei quattro anni a venire.

In un’intervista al quotidiano Valor [pt, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], lo scienziato politico Wanderley Guilherme ha proposto un fronte non partigiano contro il nuovo governo:

O país não é fascista. Pode ser conservador e ter um conceito limitado da democracia, mas fascista não é. Vamos ter muitos motivos de continuada intranqüilidade social. Esta eleição não vai acabar. Agora é que vai começar porque os conflitos não vão ser resolvidos. Não tem nada que permita antecipar que essa polarização vá diminuir. Muito pelo contrário.

Il Paese non è fascista. Può essere conservatore e avere un concetto limitato della democrazia, ma fascista non è. Inizieremo ad avere molte ragioni di continuo tumulto sociale. Queste elezioni non sono terminate. Sono appena iniziate, poiché i conflitti non verranno risolti. Non c’è nulla che possa far presagire un’attenuazione di questa polarizzazione. Anzi.

Di seguito, abbiamo elencato alcuni dei titoli che non sono mai giunti ai media internazionali.

La rivolta delle donne

Il prossimo Congresso nazionale del Brasile avrà il 51% in più di donne — che rappresentano ancora oggi soltanto il 15% dei seggi totali – e in molte hanno già promesso di rafforzare l’opposizione a Bolsonaro.

Tra di loro, Joênia Wapixana [en], eletta deputato federale dal partito ecologista di centro-sinistra Rede. È la seconda persona indigena ad essere eletta al Congresso nazionale e la prima donna indigena a diventare avvocato in Brasile.

Ugualmente eletta deputato federale, Taliria Petrone è una femminista di colore, professoressa e attivista, che è stata amica d’infanzia, collega come consigliere comunale e membro dello stesso partito di Marielle Franco, politica assassinata a Rio de Janeiro lo scorso marzo. Sulla scia dell’omicidio di Marielle, ancora poco chiaro, Talita ha ricevuto alcune minacce di morte.

Si uniranno a Tabata Amaral, il cui viaggio dalla periferia di San Paolo alla doppia laurea con lode in astrofisica e scienze politiche ad Harvard ha ispirato molte ragazze in Brasile. A soli 24 anni, Tabata è il fondatore di un movimento educativo nazionale che mira a coinvolgere gli studenti delle scuole secondarie nel mondo della politica. È stata eletta deputato federale.

Anche Fernanda Melchionna, ex consigliere comunale nella città meridionale di Porto Alegre, è pronta per un seggio alla Camera dei Deputati. Nel 2012, aveva pronunciato un discorso indimenticabile alla legislatura locale, dopo che i suoi colleghi maschi hanno cercato di darle lezioni sulle sue scelte di abbigliamento.

Democrazia calcistica

Poche persone sembrano saperlo, ma i primi sostenitori del movimento #NonLui (#EleNão) erano i tifosi di calcio. Hanno cominciato a radunarsi a settembre, dopo un paio di importanti segnali d’appoggio a Bolsonaro da parte di famosi calciatori, e dopo che negli stadi alcuni tifosi hanno fatto eco agli insulti omofobi dell’ex capitano dei paracadutisti.

Più o meno nello stesso periodo, una delle maggiori associazioni brasiliane di appassionati di calcio, “Gaviões da Fiel”, ha ufficialmente preso posizione contro Bolsonaro. La storia del loro club Corinthians, della città di San Paolo, è ricca di episodi di resistenza: gli stessi calciatori guidarono un movimento pro-democratico, chiamato Corinthians Democracy, all’apice della dittatura militare brasiliana negli anni '70. Con il passaggio alla democrazia poi, a metà degli anni '80, il movimento fu pioniere nella promozione dell’amnistia per tutti i prigionieri politici.

L’appunto di “Gaviões” su Bolsonaro — che ha aperto la strada ad altre federazioni calcistiche, rapide nel seguire i suoi passi — diceva:

É importante deixar claro a incoerência que há em um Gavião apoiar um candidato que não apenas é favorável à ditadura militar, pela qual nascemos nos opondo, mas que ainda elogia e homenageia publicamente torturadores, que facilmente poderiam ter sido os algozes de nossos fundadores.

È importante sottolineare l'incoerenza di un “Gavião”, sostenitore di un candidato che non solo caldeggia la dittatura militare, alla quale ci opponiamo sin dalla nascita, ma che continua a elogiare e omaggiare pubblicamente dei torturatori che avrebbero potuto essere facilmente i carnefici dei nostri fondatori.

Il partito dei libri

Mentre Bolsonaro è un ex capitano dell’esercito, il suo avversario sconfitto Fernando Haddad è un professore di filosofia. In suo onore, i suoi sostenitori hanno votato il 28 ottobre portando con sé un libro.

Voterò con un libro.

È tempo di votare! La democrazia ci è molto cara ed è importante difenderla con tutte le armi: la mia è il libro!

Per votare il professor Haddad ho portato con me il libro “Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban”, perché è in questo che Silente dice: “La felicità la si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda… di accendere la luce”. Io credo nella svolta, Brasile!

Loro votano con un'arma? Noi votiamo con i libri!
Ele não!!!! (Non lui)
P.S.: Ho convinto mia nonna di oltre 70 anni di venire a votare a favore della democrazia, mentre il vostro sarà un voto nullo.

Tenersi per mano

Dopo la conferma della vittoria di Bolsonaro, è cominciata a circolare un'immagine sui social media. Il suo messaggio: “Nessuno lasci andare la mano dell'altro”.

L’artista e tatuatrice Thereza Nardelli ha disegnato questo manifesto solo poche settimane prima del voto. Sul sito web G1, Thereza ha detto che l'ispirazione proveniva da ciò che solitamente le diceva sua madre:

A gente atravessava um momento difícil na nossa vida pessoal, mas o país também passava por dificuldades. Aí ela virou para mim e disse, ‘ninguém solta a mão de ninguém’. 

Stavamo attraversando un momento difficile nella nostra vita personale, ma anche il Paese stava attraversando delle difficoltà. E lei si è voltata verso di me e ha detto: “Che nessuno lasci la mano di nessuno”.

Continueremo insieme!

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