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Gli operatori sanitari libanesi condannano la “terapia di conversione” anti LGBTQ+

La campagna lanciata da LebMASH. Fonte: LebMASH website.

L'8 novembre 2018, l'Associazione Medica Libanese per la Salute Sessuale (LebMASH), un'organizzazione di medici professionisti, ha tenuto un evento per lanciare la campagna contro la “terapia di conversione’ [it], “la pratica pseudoscientifica che prova a cambiare l'orientamento sessuale di un individuo… usando metodi psicologici o spirituali.” La terapia di conversione rientra nella categorie delle procedure conosciute come Sexual Orientation Conversion Efforts (SOCE) ovvero Tentativi di Conversione dell'Orientamento Sessuale.

La campagna, chiamata HINAD, abbreviazione per “Homosexuality Is Not A Disease” [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] cioè l'Omosessualità non è una malattia, segue numerosi racconti di gay che hanno subito diverse forme di SOCE, così come un seminario del 2017 dove un urologo sosteneva la terapia con elettroshock.

Affermando di praticare queste terapie, l'urologo ha citato il vice presidente americano Mike Pence come sostenitore di questa pratica e ha affermato che in Cina “80% delle persone sottoposte a questa terapia, sono state curate.” Va notato che non è stato fornito alcuno studio per giustificare quest’ ultima affermazione.

Dopo quell'incidente, LebMASH si è unito a HELEM, un gruppo libanese a sostegno della comunità LGBTQ+, e ha cominciato un'indagine sulla pratica SOCE in Libano intervistando le vittime che sono state sottoposte a questo tipo di ‘terapia’. Le persone che richiedono SOCE vanno dai genitori che portano i loro figli ‘per essere guariti’ a individui che si vergognano per colpa della società.

La comunità LGBTQ+ affronta ostilità in Libano per ragioni culturali, religiose e legali. Uno studio del 2015 ha mostrato che il 72% dei libanesi pensa che l'omosessualità sia un disturbo mentale, e il 79% concorda sul fatto che gli omosessuali debbano essere sottoposti alla terapia di conversione. Blitz della Polizia in spazi frequentati da omosessuali sono comuni.

Questo non vuol dire che i gruppi a sostegno della comunità LGBT non hanno conquistato nulla negli ultimi anni. Nel 2013, la Associazione Psicologica Libanese e la Società Psichiatrica Libanese hanno affermato che l'omosessualità non è una malattia e non richiede alcuna cura. Hanno condannato l'uso della ‘terapia di conversione’.

Nel gennaio 2016, LebMASH ha pubblicato un video intitolato “Shou El Sabab” (Qual è la causa?) chiarendo i pregiudizi comuni riguardo l'omosessualità.

Sul fronte legale, uno degli ostacoli maggiori per i diritti della comunità LGBTQ+ è l'articolo 534. La clausola, presente dal mandato francese del Libano dal 1920 e introdotta nelle leggi penali quando il Libano dichiarò l'indipendenza nel 1943, punisce  “qualsiasi rapporto sessuale contrario all'ordine della natura”, fino ad un anno di prigione.

Sebbene non menzioni esplicitamente gli atti omosessuali, sta a discrezione della corte ritenere l'omosessualità innaturale o no, portando chi fa parte della comunità LGBT ad essere spesso incarcerato.

Tuttavia, ci sono stati casi con interpretazioni più progressiste.

Nel 2016, un giudice ha interpretato la legge in maniera diversa, dichiarando che l'omosessualità non è contro natura, e ha proceduto senza emettere una condanna.

Nel luglio 2018, ci sono stati maggiori passi avanti verso la depenalizzazione dell'omosessualità. Una corte d'appello, ha confermato un verdetto ostico non condannando un gruppo di gay e transgender.

Tuttavia, così com'è, la legge è ancora lasciata all'intepretazione e alla discrezione dei giudici, e l'articolo 534 deve ancora essere abolito. Questa è una richiesta primaria di tutti i gruppi di difesa LGBTQ+.

Nel 2018, gruppi LGBTQ+ sono stati attaccati in diverse occasioni. Sebbene  il Pride di Beirut del 2017 [it] abbia affrontato delle sfide, ha avuto luogo. Nel 2018, tuttavia, uno degli organizzatori è stato portato dentro dalle forze di sicurezza per un'indagine, ed è stato in seguito costretto a cancellare gli eventi.

Anche un evento di speed dating organizzato del Club di Genere e Sessualità dell'Università Americana di Beirut è stato recentemente cancellato, in seguito alla minacce inviate al club dopo che l'evento era stato condannato dall’ ex religioso, Mohamad Rashid Qabani.

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