Le telecomunicazioni della comunità indigena in Messico continueranno a funzionare, ma c'è ancora tanto da fare
Giovanna Salazar Teodora C. Hasegan Sibel DourmouchAdvox
Telecomunicazioni della Comunità Indigena (TCI), [es, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] un'associazione della società civile in Messico, ha intrapreso un'importante battaglia legale per il diritto delle comunità indigene di stabilire e gestire le proprie reti di telefonia mobile e internet.
L'associazione civile, che fornisce servizi di voce e dati [en] a prezzi accessibili nelle aree remote del sud del Messico, ha ottenuto una protezione legale speciale (o amparo) che esonera da una tassa [en] di circa 1 milione di pesos (circa 50.000 dollari) per usare lo spettro radio per le sue operazioni [en]. Questa tassa è in genere valutata dall’Istituto Federale delle Telecomunicazioni del Messico (l'ente normativo per le trasmissioni radio e telecomunicazioni) per le imprese aziendali. L'associazione TCI è senza fini di lucro.
La Corte Collegiale del distretto per le Questioni Amministrative, specializzata in concorrenza economica, radiodiffusioni e telecomunicazioni ha stabilito che ciò non esenta la TCI dal pagamento, ma istruisce l'Istituto Federale delle Telecomunicazioni a riconsiderare la tassa richiesta. In quanto non-profit, la TCI sostiene che non dovrebbe essere trattata allo stesso modo dei fornitori di servizi commerciali.
Nella sentenza, la Corte ha riconosciuto che i servizi della TCI riguardano la difesa dei diritti umani delle popolazioni indigene, compresa la libertà d'espressione. Ha anche riconosciuto che il principio pro homine (pro persona) deve essere applicato quando si esaminano le questioni dei diritti umani per favorire la più ampia protezione dei diritti individuali e di gruppi in ogni momento.
Le organizzazioni come Rhizomática e Reti per la diversità, equità e sostenibilità, che hanno contribuito alla creazione della TCI, hanno pubblicato un comunicato stampa che accoglie la decisione della Corte e ha ringraziato i sostenitori che si sono uniti a loro in questo difficile viaggio.
Ingiustizia e discriminazione all'interno del processo di rilascio delle licenze
Global Voices (GV) ha parlato con Erick Huerta, vice coordinatore generale delle “reti per la diversità, equità e sostenibilità”, consulente e stratega legale per la TCI, sulle sfide che ci attendono:
Riteniamo che la sentenza della Corte costituisca uno spartiacque in termini di diritti di comunicazione delle popolazioni e comunità indigene e di come l'ente autonomo [l'Istituto Federale delle Telecomunicazioni] dovrebbe espletare le sue funzioni.
L'articolo 1 della nostra Costituzione afferma molto chiaramente che tutti i cittadini dovrebbero godere dei diritti umani, senza discriminazioni, e in caso di dubbio, l'interpretazione dei regolamenti deve essere fatta in modo tale da sostenere la più ampia tutela dei diritti umani. Questa interpretazione è un obbligo della magistratura, e anche degli organi esecutivi e regolatori.
La sentenza della Corte è molto seria in tal senso, dal momento che indica all'autorità di regolamentazione che ha l'obbligo di interpretare la legge a sostegno dei diritti umani, e di considerare la particolare situazione delle popolazioni indigene e i loro specifici diritti alla comunicazione.
In sostanza, la sentenza indica che le autorità non dovrebbero applicare rigorosamente una legge fiscale [in questo caso, quella che determina ciò che dovrebbe essere pagato per l'uso dello spettro radio] che negherebbe un diritto fondamentale.
Per noi dover pagare 1 milione di pesos avrebbe significato smettere di operare e alle comunità, quindi sarebbe stato negato il loro diritto umano alla comunicazione semplicemente a causa di un problema amministrativo.
La sentenza dice: “Ogni legge è soggetta ad interpretazione. Inoltre, le leggi fiscali sono interpretate rigorosamente, ma ciò non significa che non siano interpretate”.
Non è possibile applicare rigorosamente le leggi, si deve vedere come sono nel contesto del sistema, se sono eque o no.
Secondo Huerta, l'organismo di regolamentazione ha già emanato una risoluzione per interpretare la legge in questione, ma l'esenzione dal pagamento non sarà concessa fino a quando la TCI non ottiene lo status di “beneficiario autorizzato” dal Servizio Amministrativo Fiscale. Il suddetto status viene assegnato a organizzazioni o fondi fiduciari civili per ricevere donazioni deducibili dalle tasse. Data la situazione, Huerta dice che la TCI potrebbe essere costretta a rifiutare la decisione dell'Istituto.
Inoltre, la TCI ha richiesto un'altra protezione legale speciale contro l'iniquità e la discriminazione nel processo di concessione delle licenze in trasmissioni e telecomunicazioni.
Huerta spiega:
Per la trasmissione, non vi è alcun pagamento per il diritto all'utilizzo dello spettro, né alla licenza di comunità, né a quelle commerciali. Il loro diritto viene pagato sotto forma di periodi di tempo riservato agli spazi di trasmissione del servizio pubblico.
Per le radio locali e indigene non è previsto alcun pagamento nelle trasmissioni del servizio pubblico. Quindi, non dovrebbe essere richiesto alcun pagamento per l'uso dello spettro radio per i fornitori che si trovano nella stessa categoria. Se qui si applica la stessa logica [fornire un servizio indigeno, comunitario e sociale], deve esistere la stessa disposizione.
Purtroppo, ci sono parecchi esempi in cui, se ciò è a favore dell'individuo privato con grande potere economico, tutto sembra molto semplice, anche se i principi vengono violati. In altri casi, anche quando c'è una decisione giudiziaria, come il caso che ci interessa ora, l'autorità è molto rigida.
Questi diversi parametri mostrano discriminazione.
Il futuro della TCI si batte per i diritti degli indigeni
L'associazione TCI, nota per le sue iniziative indipendenti, dirompenti e innovative, che segue le orme di progetti tecnologici indigeni come la rete di telefonia cellulare della comunità [it], non ha mai vacillato le sue virtù e ha promesso di continuare a lottare per i diritti degli indigeni.
Huerta sostiene:
Ci sono quelli che si posizionano per sostenere i potenti. Seguiremo i percorsi necessari confidando sul fatto che, alla fine, ciò che è privilegiato saranno i diritti delle popolazioni e delle comunità indigene.