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Studenti manifestano per la libertà accademica e chiedono che l'università CEU finanziata da Soros resti in Ungheria

Gli studenti a Budapest protestano con uno striscione con gli acronimi delle istituzioni accademiche minacciate in Ungheria “Corvinus gratuito, ELTE, MTA, CEU.” Foto: Anna Vörös. Usato con permesso.

NOTA: l'autore di questo articolo è uno studente universitario della Central European University (CEU). Global Voices è un beneficiario della Open Society Foundations, finanziata da George Soros.

Questa settimana segna l'ultimo appello per l'Università dell'Europa Centrale (CEU) [it], un'università privata fondata nel 1991 dal finanziere e filantropo George Soros, per rimanere in Ungheria. L'istituzione, che ha sede a Budapest dal 1993, si è trovata in una situazione legale ambigua [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] dall'aprile 2017, da quando il governo ungherese ha approvato un controverso emendamento alle vigenti leggi sull'istruzione superiore.

Gli studenti hanno organizzato una protesta il 24 novembre, e hanno occupato la piazza principale di fronte al Parlamento a Budapest per difendere la libertà accademica nel paese.

Alla fine di ottobre, Michael Ingatieff, presidente e rettore della CEU, ha annunciato che non avrebbe aspettato fino al 1° gennaio 2019 affinché il governo firmasse il documento per garantire all'università il riconoscimento come istituzione accademica ungherese-americana. Di conseguenza, l'Università dell'Europa centrale ha dato al governo ungherese una nuova scadenza per il 1° dicembre 2018 e ha iniziato a creare un campus nella vicina capitale austriaca Vienna, dove gli studenti del primo anno si trasferiranno per l'anno accademico 2019.

L'università si sta preparando per il trasferimento in un altro paese. “Università” significa in questo caso tutte le persone saranno colpite dal trasferimento, inclusi studenti, dottorandi, ricercatori, professori e personale, alcuni dei quali lavorano al CEU di Budapest da oltre un decennio.

Negli ambienti accademici ungheresi, il dibattito nelle scorse settimane è stato centrato dal tema della libertà accademica. L'Università Corvinus di Budapest sta affrontando una riforma [hu] che organizzerebbe le sue attività accademica secondo una struttura più redditizia e limiterebbe drasticamente il numero di studenti sponsorizzati [hu] dallo stato. Allo stesso tempo, il Dipartimento di Scienze sociali dell'Università di ELTE ha scioperato e ha scatenato la discussione sugli studi di genere a seguito della chiusura del programma. Inoltre, l'Accademia delle Scienze ungherese sta combattendo contro i tagli di bilancio annunciati dal governo.

Studenti, ricercatori, professori e i loro alleati si sono radunati sabato per richiamare l'attenzione sulla lotta per la libertà accademica in Ungheria. Secondo i resoconti dei media, il rally ha attirato migliaia di persone e relatori dell'evento hanno rappresentato ELTE, Corvinus, CEU e l'Accademia delle Scienze ungherese.

I manifestanti stanno marciando attraverso #Budapest ora a sostegno di #CEU, l'università finanziata da Soros che Orban sembra determinato a espellere dall’ #Ungheria.

I relatori hanno affrontato la questione della libertà accademica e della legge del mese di aprile 2017, che costringe all'esilio il CEU e hanno anche chiesto solidarietà per i lavoratori, in seguito all'annuncio della settimana scorsa di una nuova legge [hu] che espone i lavoratori allo sfruttamento attraverso gli straordinari. L'elenco dei regolamenti problematici sembra infinito in Ungheria, e gli oratori, molti dei quali sono scienziati sociali, hanno anche criticato l'emendamento alla Legge fondamentale (Costituzione) che criminalizza i senzatetto nel paese.

Oratori e manifestanti non hanno perso l'occasione per criticare il primo ministro ungherese Viktor Orbán per aver dato asilo all'ex primo ministro macedone Nikola Gruevski [it], uno che è sfuggito alla legge che lo ha condannato nel suo paese a due anni di prigione per accuse di corruzione.

“Il governo mafioso caccia via il CEU, ma ospita criminali politici!” Crediti della foto: Anna Vörös. Usata con permesso.

Alla chiusura della marcia di sabato, il movimento studentesco Students4CEU ha occupato piazza Kossuth, davanti al Parlamento sotto la bandiera “Free University” (Università libera). Gli studenti hanno celebrato la libertà accademica con conferenze aperte e proiezioni di film durante tutta la settimana.

Fa freddo. Piove. Ma non ce ne andremo, finché il governo ungherese non interromperà i suoi attacchi alla libertà accademica. Unisciti a noi a partire da domani alle 11 per conferenze, proiezioni di film e discussioni presso il nostro #SzabadEgyetem (università gratuita)

L'occupazione di Kossuth Square si concluderà il 1° dicembre. Perché l'Università dell'Europa Centrale rimanga completamente basata a Budapest, questa è l'ultima chiamata.

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