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Il film “Figlie della foresta” sull'importanza dell'istruzione verso il ruolo delle giovani donne nel Paraguay rurale

Notte di luna piena nella Riserva naturale della foresta di Mbaracayú. Immagine da Flickr dell'utente Jose A. Huertas (CC BY-NC-ND 2.0)

La foresta di Mbaracayú [es, come i link seguenti] è ubicata in un luogo remoto in Paraguay, formato dall'alto bacino del fiume Jejuí e dalla riserva naturale della foresta di Mbaracayú. Il luogo è un santuario noto per numerose specie in pericolo e un paradiso per la biodiversità.

Tuttavia, per la popolazione che vive intorno a questa area, la vita quotidiana può essere una sfida. Andare a scuola, ad esempio, non è semplice, non solo perché i bambini devono arrivarci facendosi strada attraverso la fitta vegetazione che invade le strade, ma anche per la mancanza di risorse per l'istruzione, oltre ai pregiudizi che la società nutre nei confronti delle donne.

Nel 2008, la fondazione Moises Bertoni, l'organo che gestisce la riserva naturale, ha fondato il centro educativo Mbaracayú Educational Center come una iniziativa per offrire istruzione di qualità alle ragazze adolescenti che vivono nella riserva e nelle zone limitrofe. Offre diplomi tecnici di scuola secondaria in scienze ambientali.

Questa è la tematica del film “Daughters of the Forest” [Figlie della foresta] del 2015, diretto da Samantha Grant, che risiede a San Francisco in California. Il documentario è stato mostrato al 10° Festival Cinematografico Annuale di Sebastapol, nel marzo 2017.

Mary Avilés, collaboratrice di Global Voices, ha realizzato un'intervista con la regista Samantha Grant sul documentario e i suoi obiettivi.

Global Voices (GV): Di cosa tratta “Daughters of the Forest” [figlie della foresta]? [en, come le citazione seguenti]

Samantha Grant (SG): Daughters of the Forest tells the powerful, uplifting story of a small group of girls in one of the most remote forests left on earth who attend a radical high school where they learn to protect the threatened forest and forge a better future for themselves. Set in the untamed wilds of the Mbaracayú Reserve in rural Paraguay, this intimate verité documentary offers a rare glimpse of a disappearing world where timid girls grow into brave young women even as they are transformed by their unlikely friendships with one another. Filmed over the course of five years, we follow the girls from their humble homes in indigenous villages through the year after their graduation to see exactly how their revolutionary education has and will continue to impact their future lives.

Samantha Grant (SG): Figlie della Foresta racconta l'emozionante ed edificante storia di un piccolo gruppo di ragazze, in una delle foreste più remote del mondo, che frequentano una scuola superiore radicale, dove imparano a salvaguardare la foresta in pericolo e a forgiare un futuro migliore per se stesse. Ambientato nella natura selvaggia della riserva di Mbaracayú nel Paraguay rurale, questo documentario intimo e realista offre una rara panoramica di un mondo in estinzione, dove delle ragazzine timide crescono trasformandosi in giovani donne coraggiose, pur essendo trasformate anche dalle loro amicizie inverosimili e reciproche. Le riprese sono durate cinque anni, abbiamo seguito le ragazze dalle loro umili abitazioni nei villaggi indigeni durante l'anno dopo il loro diploma, per vedere esattamente come la loro istruzione rivoluzionaria ha avuto un impatto e continuerà a influenzare la loro vita futura.

GV: Qual è il messaggio di “Daughters of the Forest” [figlie della foresta]?

SG: The main message of the film is that if you give young women a chance by giving them an education, they can become valuable, contributing members of society because unlike the young men who receive an education and often end up taking their education to seek their fortune elsewhere, young women do not leave their home communities. Also, if you focus the education you are giving to these young women on the environment and the importance of preserving ancient forests, they will come up with innovative and productive ways of fighting deforestation — something that is not just a local problem. The devastatingly rapid and relentless deforestation of the forests of South America by international agricultural conglomerates is something that the entire world should be concerned about.

SG: Il messaggio principale di questo film è che se diamo alle giovani donne una opportunità, offrendogli un'istruzione, possono convertirsi in preziosi membri della società e contribuirvi, perché diversamente dai giovani uomini che ricevono un'istruzione e spesso interrompono gli studi per cercare fortuna altrove, le giovani donne non lasciano le loro comunità d'origine. Inoltre, centralizzando l'istruzione di queste giovani donne sull'ambiente e l'importanza di salvaguardare le antiche foreste, troveranno modi innovativi e produttivi di combattere la deforestazione, qualcosa che non è solo un problema locale. La devastante rapida e inarrestabile deforestazione delle foreste in Sud America da parte dei conglomerati agricoli internazionali è qualcosa di cui il mondo intero dovrebbe preoccuparsi.

GV: Che cosa ti ha spinto a realizzare questo documentario?

SG: I was originally brought on to the project as a cinematographer because I was young, female, and Spanish fluent, and those were the minimum requirements necessary in order to connect with this community of young Spanish speaking girls. The producer of the film, who found out about the story when he did a previous profile of Martin Burt (the founder of the school) found me through his network of contacts and after a brief phone conversation I signed up for what I thought would be a fun and relatively short assignment. Then I met the girls, who are simply amazing. After a few days of shooting it was clear that my role was more than simply ‘cinematographer’ so the producer and I had a conversation and decided that I would have a bigger role. Over the course of the years we followed the girls, my role eventually grew to Director. Taking on a project that someone else has started is always a tricky thing to do, and this project was not without its challenges, but I decided to commit to this larger role as the Director because I believe in the project and I believe in the girls. Also, as a documentary filmmaker it's not often that you get the chance to tell an uplifting and inspiring story, so I jumped at the chance.

SG: Ho inizialmente partecipato al progetto come ‘cineoperatore’, poiché ero giovane, donna e fluente in spagnolo. E questi erano i requisiti minimi necessari per connettersi con questa comunità di giovani donne che parlano spagnolo. Il produttore del film ha conosciuto la storia mentre stava realizzando un profilo anteriore di Martin Burt (il fondatore della scuola) e mi ha trovato attraverso la mia rete di contatti. E dopo una breve conversazione telefonica, ho accettato quello che mi sembrava un incarico divertente e relativamente breve. Poi ho incontrato le ragazze, che sono semplicemente straordinarie. Dopo alcuni giorni di riprese era chiaro che il mio ruolo era più di un semplice ‘cineoperatore’. Così, dopo un colloquio con il produttore, abbiamo deciso che avrei avuto un ruolo più importante. Nel corso degli anni abbiamo seguito le ragazze, il mio ruolo si è evoluto a regista. Assumere un progetto iniziato da un altro è sempre complicato. E questo progetto ha avuto le sue sfide, ma ho deciso di impegnarmi nel ruolo più complesso come regista, poiché credo nel progetto e credo nelle ragazze. Inoltre in quanto regista di documentari, non capita spesso di avere l'opportunità di raccontare una storia edificante e suggestiva, quindi ho colto l'occasione al volo.

GV: Che cosa ti ha sorpreso di più nelle loro storie?

SG: What surprised me the most about these girls is how similar they are to all the other teenage girls here in the US. Despite the fact that they have grown up with such different circumstances than the majority of girls in the US, these girls are just the same as any other teenage girl you might run into in the US. They have the same hopes, dreams, fears and desires. They put pictures from magazines of teen heartthrobs next to their beds. They love to dance and listen to pop music. They giggle and gossip and watch TV. They like dressing up, wearing makeup, and now that they are at a school with satellite internet, they love keeping up with friends on Facebook.

SG: Quello che mi ha sorpreso di più in queste ragazze è come sono simili a tutte le ragazze adolescenti qui negli Stati Uniti. Nonostante il fatto che siano cresciute in circostanze così diverse dalla maggioranza delle ragazze americane, queste ragazze sono esattamente come qualsiasi altra ragazza adolescente che possiamo incontrare negli USA. Hanno le stesse speranze, sogni, timori e desideri. Prendono dalle riviste le foto degli idoli delle adolescenti e le mettono vicino al loro letto. Amano ballare e ascoltare la musica pop. Ridono e chiacchierano e guardano la televisione. Amano vestirsi eleganti, truccarsi e adesso che vanno in una scuola con internet satellitare, amano connettersi con gli amici su Facebook.

GV: Hai affrontato sfide durante la produzione del documentario?

SG: The process of making this film was exceedingly challenging — but then again every documentary has its challenges. That's what I love about this line of work — it's never boring and I am always asked to solve problems I could never have dreamed about when we started. Like when we were out on a shoot and a massive hurricane swept across the region and all the roads were washed out. We hunkered down in a shack and I used my raincoat to protect my camera. We ended up getting out that night, but there were a few hours there when our crew was planning to sleep in a pile on the wet dirt floor of this family shack until the roads were repaired. We simply enjoyed watching the rain and snuggled up with everyone there –including the family pigs and chickens who were brought inside for the storm. The intense heat, the unpredictable weather, the lack of infrastructure and reliable roads, and the intermittent supply of electricity all combined to make this quite an adventure from the production perspective, but the difficulties we faced in production were offset by the sheer magic of the place. And showing off this beautiful setting, a place most people will never have the opportunity to get to in their own lifetimes, is also one of the goals of the film.

SG: Il processo per realizzare questo film ha costituito una sfida estrema, ma comunque tutti i documentari presentano le loro sfide. Ed è proprio quello che amo in questo tipo di lavoro: non è mai noioso e mi chiedono sempre di risolvere problemi. Non lo avrei mai sognato, quando abbiamo iniziato. Come quando stavamo facendo delle riprese all'esterno e un forte uragano ha spazzato la regione e ha allagato tutte le strade. Ci siamo accovacciati in una baracca e ho usato il mio impermeabile per proteggere la mia fotocamera. Abbiamo finito con l'uscire quella notte, ma per alcune ore la nostra troupe ha considerato l'idea di dormire sul pavimento sporco e umido della baracca di questa famiglia, finché le strade sono ripristinate. Abbiamo semplicemente osservato tranquillamente la pioggia e ci siamo raggomitolati con tutti gli altri qui, compresi i maiali e i polli di famiglia, che sono stati portati all'interno durante la tempesta. L'intenso calore, le condizioni meteo imprevedibili, la mancanza di infrastrutture e strade affidabili, e la fornitura elettrica intermittente, il tutto ha contribuito a renderla un'avventura dalla prospettiva della produzione. Le difficoltà che abbiamo affrontato nella produzione sono state però compensate dalla pura magia del luogo. E mostrare questo scenario stupendo, un luogo che la maggior parte delle persone non avrà mai l'opportunità di visitare nella vita, è un altro obiettivo del film.

GV: Quanto tempo avete impiegato per realizzare il documentario?

SG: About seven years. We started shooting with the girls in their home villages before the came to the school, then followed them for all three years of their time as students, and then went back a year after they graduated to see how their education had impacted their lives if at all. The last two years were spent fundraising and editing and now distributing. I'm thrilled to say that the film had a national broadcast on [American public broadcaster] PBS. It's also part of the Women of the World initiative, supported by the Ford Foundation and [US government agency] USAID which means that the film will not only broadcast internationally in 12 countries, but it will also be shown on the ground to rural communities using a mobile screening setup, in places that have been identified as ‘social change countries’ poised to accept a shift in the role of women and girls in their society. The hope is that this story can help these folks to see that girls can take on leadership roles if they are only educated and given a chance.

SG: Circa sette anni. Abbiamo iniziato le riprese con le ragazze nei loro villaggi d'origine, prima che iniziassero la scuola superiore. Poi le abbiamo seguite per tutti i tre anni di studio. E infine siamo tornati un anno dopo il loro diploma, per vedere come la loro istruzione ha avuto un impatto sulla loro vita, se le ha influenzate. Abbiamo trascorso gli ultimi due anni impegnati con la raccolta di fondi, il montaggio e adesso la distribuzione. Sono entusiasta di raccontare che il film è stato trasmesso a livello nazionale dalla [emittente radiotelevisiva pubblica americana] PBS. È anche parte dell'Iniziativa Donne del Mondo (Women of the World initiative), supportata dalla Ford Foundation e la [agenzia governativa americana] USAID. Questo significa che il film sarà non solo trasmesso a livello internazionale in 12 Paesi, ma sarà anche proiettato in loco nelle comunità rurali, usando un sistema di proiezione mobile, in luoghi che sono stati identificati come ‘paesi di cambiamento sociale’ pronti ad accettare un riorientamento nel ruolo delle donne e delle ragazze nella loro società. La speranza è che questa storia possa aiutare queste popolazioni a vedere che le ragazze possono assumere ruoli di leader, se ricevono un'istruzione e ne hanno l'opportunità.

GV: Dove possiamo guardare il documentario?

SG: The documentary is touring the festival circuit right now and we will be starting our Campus and Community Screenings tour that will bring the film to college campuses and community centers around the US. If you are interested in setting up a screening, please contact us at info@gushproductions.com.

SG: Il documentario è stato presentato in tour nel circuito dei festival nel 2017 e, inoltre, in un tour di proiezioni nei Campus e nelle comunità, che ha portato il film nei campus universitari e nei centri comunitari in tutti gli Stati Uniti d'America. Chiunque sia interessato a programmare una proiezione, è invitato a contattarci per email: info@gushproductions.com.

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