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Insegnante indonesiana affronta il carcere per aver denunciato le molestie sessuali subite sul lavoro

Fumetti per il web di Gump n Hell che riportano la brutta situazione di Nuril. Usati con permesso. Testo tradotto sotto.

Una donna è stata condannata a sei mesi di carcere [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] dalla Corte Suprema dell’ Indonesia agli inizi di novembre, per aver registrato una chiamata telefonica sessualmente esplicita ricevuta dal suo capo che l'ha molestata sul posto di lavoro.

L'indignazione pubblica sul verdetto ha forzato l'ufficio del Procuratore Generale a sospendere temporaneamente la sua incarcerazione.

Baiq Nuril Maknun, una madre 37enne e insegnante a Mataram, nella provincia di Nusa Tenggara Occidentale, è stata accusata dal Preside della scuola per diffamazione nel 2017, dop aver registrato una conversazione telefonica nella quale il capo si vantava dei suoi rapporti sessuali con un'altra insegnante della scuola. Dopo aver condiviso la registrazione con un’ altra collega, l'audio è circolato su un gruppo di WhatsApp. Il diritto indonesiano non considera legale la registrazione di una chiamata telefonica senza il consenso di entrambe le parti coinvolte.

Nuril afferma che il Preside, che si chiama Muslim (è comune in Indonesia essere conosciuti per un singolo nome) l'avrebbe molestata e si proponeva a lei vantandosi spesso delle sue relazioni sessuali con un'altra insegnante a scuola. In diverse occasione, la ragazza dice che l'uomo l'ha invitata a incontrato in hotel per una “tresca”. Non ha denunciato prima le molestie per paura di perdere il lavoro.

Ma poi ha iniziato a sentire delle voci su sé stessa, riguardo il fatto che stava avendo una relazione extraconiugale col suo superiore. Ha quindi deciso di registrare le sue telefonate con il capo per riuscire a raccogliere una prova di quello che stava accadendo, nel caso ne avesse avuto bisogno per dimostrare la sua innocenza. Ma la registrazione è stata condivisa da uno dei colleghi di Nuril su WhatsApp, e in seguito ha raggiunto molti membri della comunità scolastica. Muslim è stato costretto a dimettersi, ma è stato poi assunto da una agenzia giovanile sportiva a livello locale.

Un fumetto per il web di Gump n Hell che racconta la brutta situazione di Nuril. Usato con permesso.

Traduzione delle vignette, a partire da quella in alto a sinistra. 1. Baiq Nuril, un ex docente di amministrazione della scuola superiore statale SMAN 7, madre di tre bambini, una vittima di molestie sessuali. 2. L'uomo l'ha molestata verbalmente dalla metà del 2012. Stanca di essere accusata di avera una relazione extraconiugale con l'uomo, la donna ha registrato una delle sue chiamate, ma non l'ha denunciato per paura di perdere il suo lavoro. 3. La sua collega ha condiviso la registrazione su un gruppo WhatsApp. Per la vergogna, il suo capo ha spinto le accuse contro di lei usando la legge UU ITE. 4. Il Tribunale Distrettuale di Mataram l'ha prosciolta da tutte le accuse ma la Corte Suprema l'ha punita, mentre il suo molestatore ha ottenuto una promozione all'interno della città di Mataram. 5. I ragazzi discutono di come le altre vittime di violenza sessuale vengano emarginate dal sistema giudiziario.

Per ritorsione, Muslim ha accusato Nuril per diffamazione. Il Tribunale Distrettuale di Mataram ha assolto Nuril e ha dichiarato che lei è una vittima di molestie sessuali. Ma l'accusa si è appellauta alla sentenza presso la Corte Suprema indonesiana, la quale ha scoperto che Nuril ha violato la Legge sui Dati e le Transazioni Elettroniche (UU ITE), che ricade sul sistema penale indonesiano.

Il trubunale ha dichiarato Nuril colpevole secondo due sezione dell'Articolo 27 della legge ITE. La prima sezione criminalizza “la creazione deliberata e senza permesso/distribuzione/rendere disponibile online un contenuto pornografico”, mentre la seconda sezione si riferisce alla “creazione deliberata e senza permesso/distribuzione/rendere disponibile online un contenuto che contiene insulti/diffamazione”.

Oltre a dover scontare una pena detentiva di 6 mesi è stato ordinato a Nuril di pagare una multa di 500 miliardi di rupie (circa 34.000 dollari). I docenti della scuola pubblica nella provincia NTB guadagnano di solito 125 dollari al mese.

La campagna #SalviamoIbuNuril

Vari gruppi hanno aiutato a lanciare la campagna #SalviamoIbuNuril volta a difendere la libertà di Nuril. Gli indonesiani chiamano qualcuno “Ibu” come segno di rispetto e affetto per le insegnanti, oppure una figura materna più anziana.

Una petizione online [in] che chiede al Presidente Joko Widodo (Jokowi) di concedere l'amnistia a Nuril è stata firmata da più di 162.000 persone.

Ma nonostante il travolgente supporto pubblico per Nuril, Jokowi afferma che non interverrà sulla decisione della Corte Suprema. Ha consigliato a Nuril di chiedere una revisione del caso e di richiedere la “grasi” (grazia presidenziale) quando la sua punizione sarà in vigore.

L'Istituto per la Riforma del Diritto Penale (ICJR) ha criticato l'affermazione del Presidente e ha messo in dubbio il suo impegno nel proteggere le donne e le altre vittime di molestie sessuali nel paese.

È stata avviata [in] anche una campagna di crowdfunding per pagare la multa di Nuril. Nel momento in cui scrivo, la campagna ha raccolto già 22.500 dollari.

Gli avvocati chiedono l'abrogazione della legge sulla diffamazione

Il caso di Nuril ha sottolineato ancora il bisogno di rivedere l'Articolo 27 della legge UU ITE. Secondo il Southeast Asia Freedom of Expression Network (SAFENet), questa clausola è spesso usata da quelli che nel governo vogliono silenziare le critiche a loro rivolte. SAFENet ha monitorato 245 casi collegati alla legge UU ITE, di cui 174 sono collegati alla diffamazione.

Rispondendo alla petizione di riformare la legge UU ITE, il Ministro indonesiano della Comunicazione e Informazione (Menkomind) Rudiantara ha enfatizzato [in], mentre simpatizzava per la situazione di Nuril, insistendo sul fatto che la legge non ha bisogno di revisioni. Ha aggiunto che la polizia dovrebbe rintracciare il vero colpevole che ha sparso la registrazione fatta da Nuril. La sua risposta ha preoccupato i gruppi per i diritti digitali, che temono che una legge vaga non sia emendata e che ancora più vittime debbano affrontare lo stesso destine di Nuril in futuro.

Quando ho parlato con un rappresentante dell'Associazione delle Vittime di UU ITE (PakuITE), ha spiegato perchè la legge è repressiva:

The application of UU ITE is ineffective, the articles of the law are open to many interpretation. They're unnecessary, and methodically used to target critics and those who are vocal against the governments’ policies, those who seek justice. The government is actively asking the inputs from the public regarding their work performances. But how can we do that if we're risked being punished for our online updates? Our data shows that 90% of the time the law is being used to counter sue, to threaten, and used as vengeance, and to silence individuals.

L'applicazione della UU ITE è inefficace, gli articoli della legge sono aperti a molte interpretazioni. Non sono necessare, e vengono metodicamente usati contro le critiche e quelli che vogliono far sentire la loro voce contro le politche del governo, che cercano giustizia. Il governo sta chiedendo attivamente delle opinioni al pubblico riguardo le proprie performance lavorative. Ma come possiamo fare questo se rischiamo di essere puniti per i nostri aggiornamenti online? I nostri dati mostrano il 90% del tempo la legge viene usata per contrastare azioni legali, per minacciare, e come vendetta, e per mettere a tacere gli individui.

Succube della pressione pubblica, l'Ufficio del Procuratore Generale ha deciso il 19 novembre 2018 di rinviare la pena di Nuril [in].

Nel frattempo, non sono state intraprese azioni legali contro Muslim, nonostanteciò che è stato sentenziato nella prima istanza del tribunale e la prova che egli ha effettivamente molestato sessualmente più insegnanti, che una volta facevano parte del suo staff. Mataram, la città dove ora è impiegato come Capo della Divisione Giovani e dello Sport, ha giurato di non addottare provvedimenti [in] contro di lui.

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