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Le manifestazioni contro il presidente Aleksandar Vučić si sono diffuse da Belgrado alle città di tutta la Serbia

Una manifestazione di 1 su cinque milioni a Belgrado, in Serbia, vista dall'alto.

Manifestanti per le strade di Belgrado, in Serbia, il 29 dicembre 2018. Autore sconosciuto, immagine ampiamente condivisa sui social network.

Le manifestazioni di massa contro le violazioni dei diritti umani da parte del governo di Aleksandar Vučić sono entrate nella quinta settimana consecutiva, con migliaia di persone provenienti da cinque città serbe, oltre la capitale Belgrado.

Le manifestazioni sono iniziate dopo che Borko Stefanović, presidente del partito politico La Sinistra Serba e fondatore della coalizione di opposizione Alleanza per la Serbia, è sopravvissuto a un tentativo di omicidio [en, come i link successivi, salvo diversa indicazione] il 23 novembre scorso, quando teppisti armati di barre metalliche hanno picchiato lui e altri due attivisti del partito Sinistra Serba nella città di Kruševac in Serbia centrale.

Le manifestazioni si sono intensificate a seguito di un altro attentato contro il giornalista [it] Milan Jovanović l'11 dicembre.

Dalla fine di novembre, ogni sabato migliaia di persone sfidano le temperature sotto lo zero e scendono in piazza a Belgrado con lo slogan “Basta con le camicie insanguinate” (#STOPkrvavimkošuljama). Lo slogan è stato coniato dopo una conferenza stampa in cui Sefanović ha mostrato la sua camicia insanguinata, durante una manifestazione a seguito dell'attacco del 23 novembre. Il 5 gennaio è stata la prima volta in cui si sono svolte grandi manifestazioni a Novi Sad, Niš e Kragujevac, tre principali città serbe, nonché in città più piccole, come Kuršumlija e Požega.

Un altro slogan usato dai manifestanti, “uno su cinque milioni” (#1od5miliona), fa riferimento alla recente dichiarazione di Vučić secondo cui non soddisferà alcuna richiesta, anche se cinque milioni di persone scendessero nelle strade. La Serbia ha una popolazione di circa sei milioni:

Bene, miei cari, è iniziato anche a Niš. #1su5milioni

Stasera alla manifestazione a Belgrado contro il presidente serbo Aleksandar Vucic, i manifestanti hanno lanciato razzi, sollevato in aria striscioni e persino scritto sulla neve: “Vucic è un ladro”, mentre suonavano fischietti. #StopKrvavimKosuljama #1su5milioni

Una manifestazione nella città della Serbia centrale di Kragujevac a sostegno dei migliaia di manifestanti a Belgrado per esprimere la rabbia contro il presidente serbo Vucic, che accusano di governare in modo sempre più autocratico, ha attirato migliaia di persone stasera. #1su5milioni

I sentimenti degli anni '90

Per la prima volta dagli anni '90, le proteste hanno unito gli oppositori del governo al potere sia di sinistra che quelli di destra a causa della paura condivisa che il paese si stia avviando sempre più verso la dittatura e il fascismo.

La somiglianza degli eventi con quelli che hanno deposto il governo di Slobodan Milošević [it] (il cui gabinetto comprendeva Vučić, allora un radicale di destra, nella carica di Ministro dell'Informazione) nel 2000 è parsa scontata a molte persone, tra cui la giornalista Biljana Stepanović, che ha condiviso su Twitter queste foto:

È una cosa su cui ridere o qualcosa su cui piangere? 22 anni fa ho portato mia figlia a manifestare contro Milošević. Oggi è venuta a Belgrado e mi ha portata a una manifestazione contro Vučić.

Un altro slogan che si poteva vedere sia nelle strade che sui social media dice “è iniziato” (#počeloJe): un grido di speranza che le proteste si trasformino in un movimento nazionale simile a quello della fine degli anni '90.

Negli ultimi dieci anni, Aleksandar Vučić si è ribattezzato moderato centrista a parole per fare buona figura in vista dell'integrazione serba nell'Unione Europea, qualcosa che i suoi avversari sostengono sia un semplice camuffamento sia delle sue crescenti tendenze autoritarie in patria che del suo servilismo al Cremlino.

Finora, ha ignorato le proteste. Mentre i media controllati dal governo cercano di minimizzare la loro dimensione e importanza, Vučić stesso sfida i suoi avversari con discorsi di elezioni anticipate, e considerato il fatto che il partito controlla quasi tutte le istituzioni statali e i mezzi di comunicazione, queste gli garantirebbero probabilmente la vittoria. I leader dell'opposizione hanno minacciato di boicottare [sh] una simile mossa.

Parlando con Balkan Insight, gli organizzatori delle manifestazioni affermano che il loro più grande vantaggio è quello di “aver risvegliato i giovani serbi dall'apatia”, senza impegnarsi direttamente nelle campagne per l'opposizione mirate a sostituire dell'attuale governo. L'opposizione è stata marcatamente di basso profilo nelle manifestazioni per paura di alienare cittadini neutrali o militanti della società civile.

Nel frattempo, il pubblico ha ridicolizzato i tentativi ufficiali di disinformazione. Con l'accesso a internet, si può vedere ciò che sta accadendo attraverso video in diretta e foto scattate sul posto [sh]:

Tweet: Ieri la colonna era guidata da operatori sanitari che non volevano seguire un corso intensivo di tedesco e passare il Natale successivo lontano da qui. Vogliono restare qui perché la Serbia è loro e il nostro paese.
Video: ci vediamo al Platone il 12 gennaio.

E in una lettera aperta [sh] indirizzata a Vučić, i manifestanti dicono che le sue campagne diffamatorie non li intimidiranno.

Dobili ste mandat da budete predsednik svih građana, a ne da se obračunavate sa svima koji se usude da misle. Vi želite podanike, a ne građane. Zato danas imate kolone onih koji ne žele da žive u društvu koje stvarate.

Lei ha ricevuto il mandato per essere il presidente di tutti i cittadini, non [per usare quella posizione] per la resa dei conti con tutti quelli che osano pensare con la propria testa. Lei vuole soggetti, non cittadini. Quindi ora ha colonne di persone che non vogliono vivere in una società come quella che sta creando

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