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Athan: un gruppo di giovani promuove la libertà di espressione in Myanmar

Athan significa ‘voce’ in lingua birmana. Fonte: Facebook

Uno dei gruppi che promuove attivamente la libertà d'espressione in Myanmar si chiama Athan [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] – che significa ‘voce’ in lingua birmana – ed è guidato da giovani.

Benché formato solo nel 2018, Athan ha già conquistato credibilità grazie alla pubblicazione di reportage sulla libertà dei media in Myanmar con il governo della National League for Democracy (NLD). La NLD è guidata da Aung San Suu Kyi, premio Nobel e icona di democrazia, che ha lottato contro la giunta che ha governato il paese per diversi decenni.

La difesa della libertà di parola da parte di Athan è stata riconosciuta non solo all'interno del Myanmar ma anche da istituzioni internazionali che stanno monitorando la transizione del paese verso la democrazia.

Athan ha celebrato il suo primo anniversario il 15 gennaio 2019, e lo ha fatto sottolineando i report pubblicati riguardo la situazione dei media nel paese. Questi report rilevano che le minacce alla libertà d'espressione sono peggiorate nonostante la vittoria [it] schiacciante della NLD nel 2015. Maung Saungkha, fondatore e direttore esecutivo di Athan, ha sintetizzato il report del 2018 fatto dal gruppo in un'intervista via email con l'autore dell'articolo originale:

According to Athan’s collected statistics, there were 53 prosecutions and lawsuits under Telecommunications Law, 36 prosecutions against 124 activists under Peaceful Assembly and Peaceful Procession Law in 2018 only. Besides, 2018 saw 12 journalists were sued and prosecuted for allegedly breaking controversial and draconian laws of Myanmar. In fact, there were 153 cases under the Telecommunications (Law) since the time the new government was formed by NLD after the 2015 general elections.

Secondo le statistiche raccolte da Athan, ci sono state 53 tra azioni penali e cause legali a causa della Legge sulle Telecomunicazioni, 36 azioni penali contro 124 attivisti a causa della Legge sull'Assemblea Pacifica e sulla Manifestazione Pacifica, e tutto questo solo nel 2018. Inoltre nel 2018, 12 giornalisti sono stati denunciati e condannati per avere presumibilmente infranto le drastiche e controverse leggi del Myanmar. In realtà, dalla formazione del nuovo governo guidato dalla NLD, a seguito delle elezioni generali del 2015, sono stati registrati 153 casi a causa della Legge sulle Telecomunicazioni.

Global Voices ha già in precedenza segnalato alcuni dei problemi affrontati nel report di Athan, come l’uso [it] continuativo di leggi appartenenti all'era della Giunta volte a limitare [it] il lavoro dei media e ad attaccare gli attivisti.

Maung Saungkha è stato tra coloro che sono stati arrestati nel 2015 sfruttando l'Articolo 66(D), per aver creato e pubblicato un poema online. Ha quindi deciso di fondare @athan_info, un gruppo a sostegno della libertà d'espressione in Myanmar, che di recente ha anche vinto il premio Human Rights Tulip.

Quando gli è stato chiesto quali siano le riforme necessarie per migliorale la situazione dei media in Myanmar, Maung Saungkha ha ribadito le raccomandazioni di Athan riguardo la modifica di diverse leggi repressive:

According to Athan’s findings, there have been 44 journalists charged under 28 prosecutions and lawsuits under various controversial laws of Myanmar under this current government. A journalist was murdered and some journalists were fired for covering news or expressing their own opinions on social media too. These statistics show existing Media Law has weaknesses which are used by government officials, military personnel and business companies to silence and arrest journalists.

So, Media Law must be amended in parliament. All lawsuits filed against journalists must be withdrawn. All journalists staying under detention including Reuters journalists must be released unconditionally. Defamation must be decriminalized in accordance with international standards.

Secondo i risultati raccolti da Athan, sono 44 i giornalisti accusati che si trovano implicati in 28 tra azioni legali e penali con l'attuale governo, per via di varie leggi controverse del Myanmar. Un giornalista è stato assassinato e altri sono stati licenziati per aver trattato certe notizie o per aver espresso la loro opinione anche sui social media. Queste statistiche mostrano che l'attuale Legge sui Media ha molti punti deboli, sfruttati da funzionari governativi, personale militare e società commerciali per far tacere o arrestare i giornalisti.

Quindi, la Legge sui Media deve essere modificata in Parlamento. Tutte le azioni legali intraprese contro i giornalisti devono essere ritirate. Tutti i giornalisti che si trovano in stato detentivo, inclusi i giornalisti di Reuteurs, devono essere rilasciati senza condizioni. La diffamazione deve essere decriminalizzata in conformità agli standard internazionali.

Il caso [it] dei giornalisti di Reuteurs detenuti fa riferimento a Wa Lone e Kyaw Soe Oo, condannati per aver investigato il massacro di civili avvenuto in un villaggio Rohingya. I Rohingya non sono riconosciuti come minoranza etnica in Myanmar.

Athan e altre CSO riunite ieri in centro a Yangon per ricordare il primo anniversario dall'arresto dei giornalisti di Reuteurs.

Il lavoro di Athan include anche fare pressione insieme ad agenzie locali e nazionali, per spingere sulla rimozione degli ostacoli alla libertà d'espressione. Ma Maung Saungkha ha espresso preoccupazione in merito allo spazio per l'impegno civile, che va sempre più restringendosi:

Main challenge is difficulty to meet and discuss with parliament and committees of parliament. We have experienced parliament denying our several submissions. One of the other challenges is people’s misunderstanding and misinterpretation on human rights. This is why Athan is organizing trainings, workshops on freedom of expression for students and political activists, and to inspire them to fight for freedom of expression.

La sfida principale sta nella difficoltà di incontrare il parlamento e discutere con le commissioni parlamentari. In passato, il parlamento ha già negato diverse nostre proposte. Un'altra sfida è l'errata comprensione e interpretazione da parte della popolazione del concetto di diritti umani. È per questo che Athan sta organizzando corsi di formazione, workshop sulla  libertà di espressione per studenti e attivisti politici, tutto per spronarli a lottare per la libertà di espressione.

Nel riconoscere queste sfide, Athan ha intensificato il suo lavoro di sostegno ai media, la sua collaborazione con le reti internazionali e l'organizzazione di programmi comunitari nel campo dell'istruzione.

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