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I braccianti delle piantagioni di tè dello Sri Lanka scendono in strada per chiedere salari equi

Categorie: Asia meridionale, Sri Lanka, Alimentazione, Citizen Media, Diritti umani, Economia & Business, Governance, Lavoro, Legge, Politica, Protesta, Sviluppo
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Protesta in solidarietà con i braccianti delle piantagioni di tè, che chiedono un salario minimo giornaliero di 1000 rupie dello Sri Lanka. Via Groundviews, partner per i contenuti di Global Voices.

Il 23 gennaio, il Thousand Movement (Il Movimenti dei Migliaia), un collettivo di sindacati e attivisti locali, ha manifestato [2] [en, come tutti i link seguenti] in 30 diverse località dello [3] Sri Lanka chiedendo alle aziende agricole di aumentare il salario minimo dei braccianti delle piantagioni di tè a 1000 Rupie dello Sri Lanka (circa 4.85 euro) [4] o di raddoppiare l'attuale salario minimo giornaliero. I manifestanti sostengono che la povertà tra i braccianti sia in crescita a causa dei salari attuali, che restano stabili di fronte del crescente costo della vita. Secondo Chinthaka Rajapakshe [2], moderatore del Movement for Land and Agricultural Reform (MONLAR) (Movimento per il Territorio e le Riforme Agricole):

Recently researchers from the University of Peradeniya found that Rs 27,707 (US$ 152) is needed per month for one person in the estate sector to meet his or her basic needs. But on average these workers get paid less than Rs. 8000 (US$ 44) a month.

Di recente, i ricercatori dell'Università di Peradeniya hanno rilevato che una singola persona necessita di 27.707 rupie (circa 135 euro) al mese per soddisfare i bisogni primari. In generale però questi lavoratori vengono pagati meno di 8000 rupie al mese (circa 39 euro).

Generazioni di #bracciantideltè hanno sostenuto la nostra economia lavorando duramente in condizioni deplorevoli dalle 6 del mattino alle 6 della sera, che piovesse o splendesse il sole. I produttori del “Puro tè di Ceylon”, di cui ci vantiamo tanto orgogliosamente, non meritano un salario giornaliero decente? #1000aumentosalariale✊🏽OGGI @ 3pm #lka

Le aziende dicono che non hanno profitti, il governo dice di non avere soldi, i ministri fanno così tante promesse, i lavoratori vogliono soltanto 1000 rupie di salario minimo per il lavoro che svolgono – video della protesta tra Gasworks Junc fino a Main Street, Malwatte Rd e Olcott Mw. #lka #SriLanka

I braccianti stanno protestando dall'ottobre scorso, dopo che non era stato firmato [13]un accordo collettivo sull'aumento del loro salario. I lavoratori hanno rifiutato [14] un aumento del 20% (100 rupie) proposto dalla Employers’ Federation of Ceylon (EFC), un'organizzazione che rappresenta le aziende agricole.

Protesta in corso adesso a Gas Paha Junction, a Colombo, per un salario minimo di 1000 rupie al giorno per i #lavoratoridellepiantagioni. #TèdiCeylon #lka #SriLanka

Il 6 dicembre scorso, centinaia di migliaia di braccianti provenienti da ogni distretto in cui si trovano le piantagioni di tè dello Sri Lanka, hanno dato inizio a uno sciopero ad oltranza [3] per chiedere un incremento del 100% delle loro paghe giornaliere. I manifestanti hanno indetto [19] lo sciopero una settimana dopo che il Ceylon Workers Congress (CWC) (Congresso dei Lavoratori di Ceylon), il maggiore sindacato agricolo, aveva ordinato loro di sospendere qualsiasi attività. Molti membri della società civile, inclusi gli insegnanti, si sono schierati dalla parte  [20]dei braccianti.

‘Per 200 anni hanno costruito l'economia e il nome ‘#TèdiCeylon’ – pagate ai braccianti un salario equo’ – protesta in solidarietà con i braccianti che chiedono un salario minimo giornaliero di 1000 rupie, ora a Gasworks Junction a Fort. #lka #SriLanka

L'industria del tè in Sri Lanka

Lo Sri Lanka è il quarto maggior produttore di tè [23] al mondo e anche il secondo maggiore esportatore. Gli altopiani centrali del paese e le aree pianeggianti possono contare su numerose coltivazioni di tè che beneficiano di un clima che favorisce la produzione di tè di qualità elevata. Nel corso degli anni, la popolarità del tè dello Sri Lanka o “Tè di Ceylon” è cresciuta — quasi un quinto dei tè commercializzati nel mondo provengono dallo Sri Lanka.

L'industria del tè impiega (sia in maniera diretta che indiretta) più di un milione di persone [24]. Molti dei 500.000 braccianti del tè [25] sono Tamil che discendono dalla manodopera a basso costo importata in Sri Lanka dall’ India [26] dai colonialisti britannici nel XIX secolo, e più della metà dei lavoratori sono donne.

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Braccianti del tè dello Sri Lanka caricano le foglie di tè raccolte che determineranno la loro paga giornaliera. Immagine dell'utente Flickr NH53. CC BY 2.0

Salari gravemente bassi

Tradizionalmente, ai lavoratori sono stati pagati salari gravemente bassi [28] se paragonati alla media nazionale. In molti casi, devono raccogliere dai 16 ai 18 kg di tè al giorno per guadagnarsi la paga giornaliera. Sono soggetti a condizioni di vita e lavorative misere [29], e alcuni di loro si feriscono gravemente [30] durante l'orario di lavoro, con uno scarso sostegno medico da parte dei padroni delle piantagioni

Circa un decennio fa, protestavano per aumentare la paga giornaliera [31] a 500 rupie (4 dollari nel 2009) partendo da 290 rupie (2.5 dollari nel 2009). Ma le loro richieste non furono accolte perché l'azienda fu colpita dal fenomeno della recessione globale [32] e alcuni produttori di tè furono costretti a licenziare dei dipendenti.

Nel 2016, la loro paga giornaliera venne alzata da 50 a 500 rupie. Nel corso degli anni, la rupia dello Sri Lanka si è svalutata [33] mentre il costo della vita è aumentato. La loro paga giornaliera corrisponde a circa 2.75 dollari ad oggi quindi, essenzialmente, la loro paga in un decennio non è aumentata.

Come risultato, il livello di povertà tra i braccianti del tè è aumentato, sebbene il tasso di povertà generale in Sri Lanka sia diminuito nel corso degli ultimi decenni:

(3/3) “Leader politici, se riuscite a vivere con 625 rupie al giorno, allora a noi non ne servono 1000 al giorno”

I manifestanti oggi hanno sfidato i politici a vivere con 625 rupie al giorno – la stessa paga proposta ai #lavoratoridellepiantagioni nel collettivo che stava definendo l'accordo. #tèdiCeylon #lka #SriLanka

I braccianti del tè Malaiyaha Tamil lottano per un aumento della loro paga base a 1000 rupie. Una protesta cittadina di solidarietà avrà luogo dalle 4.30 alle 5.30 del pomeriggio alla rotonda Liberty oggi (15 gennaio). Fumetto di Namal Amarasinghe. #lka #SriLanka #Pongal

Il governo ha proposto [14] un aumento di salario tutto incluso, in cui l'aumento totale dovrebbe essere portato a compimento entro un periodo di 3 anni. Secondo quest'accordo, il salario minimo dovrebbe aumentare a 625 rupie entro un anno, per poi raggiungere le 1000 rupie giornaliere. Alcune di queste concessioni si basano su una quota di foglie raccolte in un giorno, dunque saranno in molti a non poterne godere. La proposta di aumento per quanto riguarda il secondo e il terzo anno sarebbe rispettivamente di 650 e 675 rupie. In ogni caso, la richiesta dei braccianti è che la paga minima giornaliera venga aumentata a 1000 rupie.

I braccianti del tè non hanno altra scelta se non continuare a lottare  [40]per un salario equo, se non vogliono soccombere alla schiavitù o alla povertà estrema.