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La crisi per la carenza di pediatri in Romania è un segnale d’allarme molto grave sul sistema sanitario nazionale

Un tipico edificio ospedaliero rumeno. Questo si trova nella città di Roman, a Est del paese. Foto di Andrei Stroe via Wikipedia, CC BY 3.0.

Da quando è entrata a far parte dell’Unione Europea nel 2007, la Romania si è trovata a fare i conti con un’enorme emigrazione di personale medico, e con un sistema sanitario infantile che si fa carico del crescente divario di capitale umano.

Diversi ospedali di centri al di fuori della capitale Bucarest operano con solo un pediatra in servizio. Quando questo si prende le ferie, il dipartimento deve chiudere, a causa dell’ estrema difficoltà nel trovare un sostituto.

Secondo l’Istituto Rumeno di Dati Statistici, nel 2017 e 2016, il numero di medici del paese è cresciuto solo leggermente dal 2015. La maggior parte non sono disposti a un taglio di stipendio o a lavorare con l'attrezzatura scarsamente adeguata delle cliniche di campagna. Invece preferiscono lavorare in città più grandi, o valutare le numerose offerte di lavoro all’estero.

La spesa medica pro capite in Romania è già la più bassa dell’Unione Europea, mentre la percentuale di mortalità infantile è la più alta. Il paese è seguito in entrambi i casi dalla Bulgaria, anch’essa facente parte dell unione europea dal 2007 e che segue un simile trend di capitale umano.

Nel 2016 sono state riportate in Romania circa 10 morti su 1000 nascite, un calo significativo rispetto alle 15 morti su 1000 nascite registrate nel 2003, ma ancora una cifra ben più alta della media Europea di 3,7 per 1000 nascite.

Ioana Moldovan, una fotogiornalista e documentarista che ha fatto rapporto sulla carenza di pediatri, l’anno scorso ha scritto sul suo sito:

Romania has a population of almost 20 million. Doctors in rural areas are outnumbered by peers in cities two to one, while half of the population lives in the countryside. The health care sector is overrun with crises and never ending problems. In 27 years since the anticommunist revolution of 1989 the country has had at least 25 health ministers take office. None has so far managed to get Western care standards for patients.

La Romania ha una popolazione di quasi 20 milioni di persone. I dottori in aree rurali hanno di gran lunga sorpassato il numero dagli abitanti, in un rapporto di due a uno, mentre la metà della popolazione vive nelle campagne. Il sistema sanitario è schiacciato da crisi e problemi senza fine. In 27 anni dalla rivoluzione anticomunista del 1989, il paese ha avuto almeno 25 Ministri della Sanità in carica. Nessun di loro è riuscito fin ora a ottenere standard occidentali di cura per i pazienti.

In un comunicato per Global Voices, il Dott. Constantin Giosanu, pediatra e coordinatore della Fondazione IMED [ro] ha dichiarato che la maggior parte di ospedali pubblici in Romania riceve risorse finanziarie da fondi governativi ma:

…not as much as needed for proper work, the amounts come late and sometimes are inadequately used by the managers of those hospitals.

…non abbastanza per un lavoro appropriato, le somme arrivano tardi e a volte sono usate inadeguatamente dai direttori degli ospedali.

A peggiorare le cose la Romania soffre inoltre della percentuale più bassa di infermieri e ostetriche pro capite in Europa. Spesso lavorano in ospedali che non hanno le attrezzature basilari adatte e i trattamenti specifici non possono essere effettuati, a meno che i pazienti non provvedano a fornire le attrezzature.

Queste condizioni estremamente stressanti aggiunte a stipendi bassi hanno fatto si che la corruzione sia diventata un’occorrenza comune negli ospedali di stato. È risaputo che pazienti hanno donato soldi o altri “regali” a dottori e infermieri per assicurarsi la cura di cui avevano bisogno per sopravvivere.

Nel 2016, 77 oncologi del paese sono stati accusati di corruzione per aver prescritto specifici farmaci contro il cancro a pazienti in cambio di una vacanza in India, secondo un’ analisi fatta da OpenDemocracy.

Un pediatra per 200.000 persone

La città di Tulcea [it], con una popolazione di oltre 70.000 abitanti, ha solo 361 dottori, piazzandosi quasi in ultima posizione per numero di medici pro capite in Romania.

Ad agosto 2016, dozzine di genitori organizzarono una protesta [ro]]per le condizioni disperate dell’unità pediatrica del loro ospedale di paese. Servendo approssimatamente 200.000 persone, da Tulcea alle cittadine vicine, l’ospedale ha solo un pediatra e il dipartimento deve chiudere tutte le volte che questo è in ferie.

Nel 2017, il dipartimento rimase chiuso per quasi un anno a causa della totale assenza di dottori qualificati. All’inizio del 2018, un pediatra è stato finalmente assunto e l’attività ripresa, ma con solo uno specialista nello staff le famiglie devono ancora aspettare ore con i loro figli prima di poter essere servite.

Sempre nel 2017, l’ospedale annunciò una carenza di dottori in tutte le specialità. Allora c’erano 33 posizioni aperte ma nessuno se ne interessò.

Il direttore dell’ospedale di Tulcea Tudor Năstăsescu descrisse la situazione per ZF media [ro]:

Situaţia este exact ca în restul ţării. Avem probleme în toate specializările. Noi scoatem la concurs şi încercăm să ne comportăm bine cu oamenii care vin, să nu fie un stres în plus pentru ei, le plătim o chirie, dar nu mai interesează pe nimeni. Eu primesc lunar oferte de a lucra în străinătate.

La situazione è esattamente uguale al resto del paese… Organizziamo un concorso e tentiamo di comportarci bene con le persone che vengono, così da non doverle sottoporre ad ulteriore stress. Offriamo di pagargli l'affitto, ma non gli interessa più. Ricevo io stesso offerte di lavoro all'estero ogni mese.

La situazione è simile in altre contee come Calarasi [it], Giurgiu [it] e Ialomita [it]. Nel frattempo, oltre 12.500 o il 22% di tutti i medici del paese lavora nella capitale Bucharest.

Ci fu una situazione simile all’ospedale municipale Drăgăşani nella contea ovest di Valcea [it] quando dovette chiudere il dipartimento pediatrico [ro] nel luglio 2017, dopo che l’unico pediatra dell’ospedale si prese un congedo retribuito di due settimane. Con solo due ambulanze funzionanti a Drăgăşani, la comunità rischia di rimanere bloccata nel caso di un’emergenza.

Come farà la Romania a uscire dal questa crisi? Il Dr. Giosanu ha un’idea:

I think it is up to the doctors and the press to educate [for long term] the population and patients to stop accepting corruption, poor health management, poor health services. In this way, the system will develop the same as the one in Western Europe.

Penso che sia compito dei dottori e della stampa di educare (a lungo termine) la popolazione e i pazienti per smettere di accettare la corruzione, una scarsa amministrazione della salute e servizi sanitari scadenti. In questo modo, il sistema si svilupperà a pari passo con quello dell’Europa dell’ovest.

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