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Il cantiere abbandonato di una chiesa testimonia il tramonto dell'influenza russa nel nord della Macedonia

Il cantiere della Chiesa della Santissima Trinità, vicino all’Hotel Russia e al centro sportivo Jane Sandanski, opere intraprese dalle compagnie di Samsonenko. Foto di Global Voices, CC-BY.

Sembra che l’impero economico di un magnate russo in Macedonia del nord, costruito per lo più tramite legami politici con il precedente governo, stia andando verso il tracollo — sempre se consideriamo il cantiere abbandonato di una chiesa in costruzione a Skopje, la capitale, come indizio della cosa.

Sergei Samsonenko, originario di Rostov sul Don in Russia, possiede molte attività nel Paese balcanico, da centri scommesse a hotel e imprese edili, anche se è più famoso per essere il proprietario della principale squadra di calcio macedone, il FK Vardar [it], e delle sue squadre maschili e femminili della sezione di pallamano [it]. Nel 2017, Samsonesko aveva promesso di venderle [en], ma non ha ancora tenuto fede alla sua parola.

La sua fortuna sembra tramontata da quando il partito politico VMRO-DPMNE, supportato dalla Russia, ha perso le elezioni del 2016 dopo aver governato per un decennio. Il governo populista di destra combinava un particolare sfumatura di nazionalismo macedone con una identità cristiano ortodossa. Il partito è così intrecciato con la Chiesa che nel suo statuto [mk, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] ha persino una clausola che stabilisce come, in caso di dissoluzione, tutte le sue proprietà andrebbero alla Chiesa ortodossa macedone [it].

Ricerche dell’ Investigative Reporting Lab, un organo macedone che appartiene della rete no-profit internazionale The Organized Crime and Corruption Reporting Project (OCCRP), hanno rivelato come le attività di Samsonenko avevano avuto un exploit in seguito ad una sua donazione di 1 milione e 800.000 euro alla Chiesa ortodossa macedone. Questo denaro avrebbe presumibilmente finanziato la costruzione di una Chiesa in stile russo nel comune di Aerodrom, nella capitale Skopje.

Secondo il sito di notizie locale Ako.mk però, la costruzione della chiesa della Santissima Trinità è cessata nel 2016 — poco prima che il partito VMRO-DPMNE perdesse il potere alle elezioni. Gli ultimi residenti del luogo sembrerebbero essere stati due cani da guardia rimasti senza cibo per giorni, con i loro lamenti a disturbare il vicinato. Senza alcun controllo, i materiali edili rimanenti sono stati gradualmente rimossi dai ladri.

Una benedizione che vale milioni di dollari

Raccolta fondi con un modello della chiesa incompleta tenutasi vicino all’Hotel Russia. Foto di Global Voices, CC-BY.

La cerimonia della prima pietra della chiesa è avvenuta nel giugno 2014, alla quale erano presenti l’ambasciatore russo e alti funzionari del governo macedone, tra cui il futuro capo dei servizi segreti Sasho Mijalkov [en]. Cugino dell’allora primo ministro Nikola Gruevski, Mijalkov era considerato uno degli uomini più potenti [en] dello scorso governo.

Secondo l’Investigative Reporting Lab, poco dopo la generosa donazione di Samsonenko alla Chiesa ortodossa macedone le autorità locali gli avevano garantito una concessione di 35 anni per ricostruire e, in seguito, gestire il centro sportivo locale [en]. Al centro sportivo pubblico era poi seguito un nuovo hotel chiamato “Russia”. Il comune aveva facilitato la concessione cambiando le leggi urbanistiche, oltre a rinunciare alle tasse comunali associate alla costruzione del centro sportivo, dell’hotel e della chiesa.

La ricerca di Investigative Reporting Lab rivelava che, nel 2015, l’azienda di Samsonenko che aveva fatto la donazione alla Chiesa ortodossa macedone, aveva realizzato un profitto di all’incirca 747.000 euro. In un’indagine condotta dall’indipendente NovaTV durante quell’anno, si ipotizzava che parte del capitale collegato all’investimento di Samsonenko si fosse mosso attraverso delle società fantasma da Cipro al Belize, le quali erano inoltre connesse con altre persone vicine al regime.

Il cantiere della chiesa è ora abbandonato — proprio come il suo sito web, che non mostra alcuna notizia recente e abbonda di sezioni mai completate. Per altro, il sito web non elenca Samsonenko nella lista dei donatori mentre cita invece Padre Metodij or Mefodii, un prete macedone che vive in Russia diventato brevemente famoso in internet nel 2012 dopo aver provato (e imbarazzatamente fallito) [en] a baciare la mano di Vladimir Putin mentre erano ripresi dalle telecamere.

Cantiere della chiesa della Santissima Trinità a Skopje. Foto di Global Voices, CC-BY.

Nel mentre, le indagini sulla corruzione dell’ex partito di governo VMRO-DPMNE, che aveva aiutato le attività di Samsonenko a fiorire, sono finite con condanne a carico di svariati politici in tribunale. Tra di essi compariva anche l’ex primo ministro Nikola Gruevski, che ha abbandonato il Paese per l’Ungheria [en] nel novembre 2018 per evitare la condanna a due anni di prigione. Suo cugino, l’ex capo dei servizi segreti Sasho Mijalkov, è stato condannato la scorsa settimana a tre anni di prigione per frode elettorale.

Samsonenko non è ancora stato pubblicamente menzionato come indiziato di queste indagini, per ora. Il Vardar, la sua squadra di calcio, ha evitato per un pelo la sospensione da parte dell’UEFA alla fine di gennaio dopo che lui stesso aveva saldato i debiti insoluti, inclusi stipendi arretrati. A febbraio, dopo una controversa sconfitta subita dalla squadra, Samsonenko ne annunciava nuovamente la vendita nel prossimo futuro.

Per quanto riguarda la squadra di Pallamano del Vardar, in dicembre Samsonenko affermava che ne sarebbe rimasto il presidente fino al 2020. La squadra detiene il titolo nazionale ed ha una buona reputazione internazionale, compresa la vittoria dell’ European Handball League [it] della stagione 2016-17.

Gli ultras del Vardar, un gruppo di hooligan [it] che supportano il VMRO-DPMNE, hanno giocato un ruolo di spicco nei disordini del giugno 2018 [en] in seguito alla firma dell’accordo tra Grecia e Macedonia, che consentiva a quest’ultima di accedere alla NATO e all’Unione Europea in cambio della modifica del nome in Macedonia del Nord.

Simili disordini contro l’accordo avevano preso vita in Grecia, dove un altro magnate russo di Rostov sul Don, Ivan Savvidis [it], possiede un'altra grossa squadra di calcio — il PAOK [it] di Salonicco. Un’altra storia del The Organized Crime and Corruption Reporting Project sostiene che Savvidis [en] abbia finanziato gli oppositori macedoni al cambio del nome del Paese, inclusi gli hooligan che si sono ribellati a Skopje. Savvidis, però, nega [en] il tutto.

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