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Ahmed Mansoor, attivista per i diritti umani degli Emirati Arabi Uniti, continua lo sciopero della fame dal carcere

Categorie: Medio Oriente & Nord Africa, Emirati Arabi, Citizen Media, Cyber-attivismo, Diritti umani, Libertà d'espressione, Tecnologia

L'attivista dei diritti umani Ahmed Mansoor sta attualmente scontando dieci anni di carcere negli Emirati Arabi Uniti. Crediti fotografici: Martin Ennals Foundation. Foto resa disponibile tramite Citizen Lab.

Ahmed Mansoor, un attivista dei diritti umani, ha iniziato lo sciopero della fame a tempo indeterminato intorno a metà dello scorso marzo. I suoi sostenitori riferiscono però che la sua salute stia rapidamente peggiorando.

Le forze di sicurezza avevano arrestato Mansoor nella sua abitazione il 20 marzo 2017, a causa di una serie di commenti che aveva pubblicato online. Nel maggio del 2018, è stato condannato [1] [en, come i link seguenti, salva diversa indicazione] in via definitiva in base a una legge del 2012 sui crimini informatici per ‘aver insultato lo stato e leso il prestigio degli Emirati Arabi Uniti’ e per ‘aver pubblicato sui social relazioni e informazioni false finalizzate a minare i rapporti tra gli Emirati Arabi Uniti e i paesi confinanti’. Il tribunale lo ha condannato [2] a dieci anni di carcere e al pagamento di una sanzione di 1.000.000 di Dirham, equivalenti a circa 270.000 dollari.

Mansoor si batte per l'introduzione di riforme democratiche e la difesa dei diritti umani nel suo paese e nei paesi limitrofi da oltre dieci anni. Nel 2015 ha vinto il premio della Martin Ennals Foundation, [3] una fondazione che sostiene i difensori dei diritti umani a rischio. Inoltre, è membro del Comitato di consulenza di Human Rights Watch per il Medio Oriente e il Nordafrica.

Non è la prima volta che Mansoor finisce in carcere. Nel 2011, insieme ad altri quattro attivisti, era stato arrestato [4] a causa dei suoi legami con UAEHewar.net, un forum di discussione online gestito dallo stesso Mansoor. Aveva usato il forum anche per pubblicare una petizione in cui si chiedeva l'introduzione di riforme democratiche negli Emirati Arabi Uniti. In quell'occasione, i funzionari del governo avevano utilizzato queste informazioni per accusare Mansoor di aver insultato i leader al governo e lo avevano arrestato e condannato a tre anni di carcere. In seguito, era stato rilasciato [5] per grazia del Presidente dopo soli sette mesi di carcere.

Prima del suo arresto nel 2017, si era battuto per gli attivisti incarcerati negli Emirati Arabi Uniti e in altri paesi della regione. Il giorno del suo arresto, aveva usato Twitter [6] per esprimere la sua preoccupazione per la detenzione continua e arbitraria dell'attivista emiratense Osama al-Najjar [7], che non era ancora stato rilasciato nonostante avesse già scontato [8] [it] la sua condanna a tre anni di carcere. Secondo Human Rights Watch, aveva firmato [9] insieme ad altri attivisti della regione una lettera in cui si chiedeva ai leader della Lega Araba, presenti al summit del marzo 2017, di rilasciare i prigionieri politici nei loro rispettivi paesi.

Nel dicembre del 2018, la Sezione responsabile per la sicurezza dello stato della Corte Federale Suprema, le cui sentenze sono inappellabili, ha confermato la sua condanna a dieci anni di carcere.

Secondo Gulf Center for Human Rights (GCHR), Mansoor ha iniziato [1] il suo sciopero della fame per ”protestare contro le pessime condizioni del carcere e contro il suo processo iniquo”.

Mansoor is believed to be currently held in Al-Sadr prison in Abu Dhabi, where he is kept in isolation. A source told GCHR that he is being held in “terrible conditions” in a cell with no bed, no water and no access to a shower. His health has deteriorated greatly and he is in bad shape.

Si pensa che sia attualmente detenuto ad Al-Sadr, il carcere di Abu Dhabi, e che sia in regime di isolamento. Una fonte ha raccontato a GCHR che le sue “condizioni di detenzione sono terribili”, che viene tenuto in una cella senza letto e acqua, e che non può farsi la doccia. La sua salute è molto peggiorata ed è in pessime condizioni.

I gruppi di difesa dei diritti umani hanno espresso preoccupazione per la salute dell'attivista e chiesto il suo rilascio alle autorità degli Emirati Arabi Uniti.

“Ahmed Mansoor sta rischiando la sua vita per richiamare l'attenzione delle autorità sulla profonda ingiustizia della sua detenzione, ossia per avere semplicemente espresso il desiderio di creare una società tollerante e progressiva quale quella che gli Emirati Arabi Uniti professano di essere”, ha affermato [9] Sarah Leah Whitson, Direttrice per il Medio Oriente di Human Rights Watch. Ha poi aggiunto che “le autorità degli Emirati Arabi Uniti hanno il dovere di rilasciare immediatamente e senza condizioni Mansoor, in modo che possa continuare a battersi per la giustizia in una regione che ne ha disperatamente bisogno”.

Gli organizzatori della Campagna internazionale per la libertà negli Emirati Arabi Uniti, hanno chiesto [10] alle autorità di attenersi agli standard internazionali dei diritti umani in merito alle condizioni di detenzione di Mansoor, e di consentire ai gruppi internazionali di difesa dei diritti umani di visitarlo in carcere:

We reiterate our call for the immediate and unconditional release of Ahmed Mansoor. Pending this, we urge the Emirati authorities to treat him in line with the UN’s Standard Minimum Rules for the Treatment of Prisoners, which guarantees the provision of medical care and sanitary prison conditions. To ensure this, it is imperative that international NGOs be allowed access to al-Sadr prison to visit Mansoor.

Rinnoviamo la nostra richiesta di rilasciare immediatamente e senza condizioni Ahmed Mansoor. In attesa del suo rilascio, sollecitiamo le autorità degli Emirati Arabi Uniti ad attenersi alle disposizioni minime dell'ONU in merito al trattamento dei prigionieri, che prevedono assistenza medica e condizioni di detenzione igieniche. A tal fine, è essenziale che venga permesso alle ONG internazionali di visitare Mansoor nel carcere di Al-Sadr.

 

La seguente infografica, creata dai nostri partner Visualizing Impact, mostra gli effetti di uno sciopero della fame.