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Società cinese coinvolta nell'estrazione di diamanti torna in sordina in Zimbabwe dopo essere stata espulsa

Pista di atterraggio segreta costruita su un giacimento di diamanti e sequestrata dall'Esercito dello Zimbabwe nel 2007. Da anni lo Zimbabwe lotta contro lo sfruttamento di diamanti da parte delle società minerarie straniere. Foto di Aristocrat's Hat resa disponibile tramite Flickr CC BY-NC-ND 2.0.

Secondo gli esperti in risorse naturali, il ritorno in sordina di Anjin Investments [en, come i link seguenti], una società mineraria cinese espulsa dallo Zimbabwe, e la ripresa delle sue attività vicino ai giacimenti diamantiferi nell'area orientale del paese, fanno temere che l'amministrazione di Emmerson Mnangagwa stia acconsentendo allo sfruttamento delle risorse nazionali.

Il governo ha infatti restituito la licenza ad Anjin a seguito delle forti pressioni esercitate su Harare da Pechino, e già dall'inizio del mese la società ha iniziato a organizzare le sue attività.

Il ritorno di Anjin nei giacimenti diamantiferi di Marange: la parte più vulnerabile dello Zimbabwe esposta alle mire delle società interessate.

La storia di sfruttamento di Anijin

Anjin Investments è una joint venture tra Anhui Foreign Economic Construction (Group) Co Ltd (Afec) e Matt Bronze Enterprises, costituita dal Ministero della difesa e dalle forze della difesa dello Zimbabwe.

Nel 2016, il governo dell'ex Presidente Robert Mugabe aveva revocato ad Anjin Investments e ad altre società minerarie l'autorizzazione a estrarre diamanti dai giacimenti di Marange, perché accusate di non aver pagato le imposte dovute al governo.

Marange è un'area ricca di diamanti nella Provincia di Manicaland, situata 400 km ad est dalla capitale Harare.

L'ufficio zimbabwese del revisore contabile generale e del parlamento aveva segnalato che Anjin Investments non aveva mai presentato bilanci certificati per le sue attività di estrazione di diamanti.

Secondo un rapporto parlamentare agli atti, tra il 2010 e il 2015, Anjin avrebbe estratto l'equivalente di 9 milioni di carati, pari a un profitto 332 milioni di dollari, pagando 62 milioni di dollari al governo come royalty e investendo 86 milioni in attività connesse alla responsabilità sociale.

In virtù dei suoi legami con le forze militari, Anjin Investments ha anche costruito un collegio per i militari sostenendo un investimento di 98 milioni di dollari.

La società era una delle sette società autorizzate ad estrarre diamanti dai giacimenti di Marange prima del consolidamento delle miniere nel 2016.

Le altre società erano Mbada Diamonds, Diamond Mining Corporation, Jinan Investments, Marange Resources, Kusena e Gye Nyame. Il governo aveva una quota di partecipazione del 100% sulle risorse di Marange e del 50% sul capitale delle altre sei società minerarie che lavoravano nella zona di Marange.

Tutte queste società sono state obbligate ad accettare la fusione che ha poi portato alla creazione di Zimbabwe Consolidated Diamond Company (ZCDC), alla quale Anjin si è opposta.

Oltre ad aver avuto un impatto negativo su Anjin e Jinan, la fusione ha scatenato le ire delle autorità cinesi che hanno considerato questa mossa come un attacco ai loro diritti di proprietà e una violazione dell'accordo di investimento che avevano stipulato con il governo.

Tutto ciò ha successivamente deteriorato i rapporti tra l'ex Presidente Robert Mugabe e il governo cinese, che fino a quel momento era stato un alleato su cui contare in ogni occasione.

Indifferenza per le violazioni dei diritti umani

Quando Anjin ha lasciato Marange, ha licenziato centinaia di lavoratori senza corrispondere loro i salari non ancora pagati e la liquidazione. La società è stata inoltre accusata dai lavoratori stessi di razzismo e di abusi nei loro confronti.

Di recente, Anjin ha assunto decine di lavoratori nel villaggio di Chibuwe, con l'aiuto di consulenti locali ai quali è stato chiesto di fornire alla società i nomi da cui selezionare i lavoratori. Questo è quanto riferisce Farai Maguwu, Direttore del Centro per la governance delle risorse naturali:

Lack of transparency regarding the return of Anjin, therefore, raises these questions, who authorized them to mine in Marange? Why were formal government institutions overlooked?

Anjin joins ZCDC, which has also been plundering Marange and committing horrific human rights abuses without any tangible benefits to the community.

L'assenza di trasparenza in merito al ritorno di Anjin fa sorgere inevitabilmente alcune domande. Chi l'ha autorizzata a svolgere attività estrattive a Marange? Perché gli enti governativi ufficiali non sono stati interpellati?

Anjiin è equiparabile a ZCDC, anch'essa responsabile di aver saccheggiato l'area di Marange, aver commesso orribili violazioni dei diritti umani e di non aver apportato alcun beneficio alle comunità locali.

Chibuwe è un villaggio della Provincia di Manicaland situato vicino a Marange, all'estremità della Valle del Save.

Quando interpellato, Omen Dube, Direttore regionale delle attività estrattive di Manicaland, ha dichiarato di non essere a conoscenza della presenza di Anjin nella regione di Manicaland.

Anche Onesmo Moyo, Segretario permanente del Ministero delle miniere e dello sviluppo minerario, ha affermato di essere all'oscuro di tutto ed ha anzi aggiunto che, per quanto ne sapeva, Anjin non aveva alcun diritto di operare nella zona di Marange. Nello specifico, Moyo ha dichiarato:

“Anjin è una delle società con cui stiamo trattando, ma al momento non è stata presa alcuna decisione in merito al suo ritorno”.

ANJIN INVESTMENTS TORNA A MARANGE E IL GOVERNO DELLO ZIMBABWE SI PROFESSA ALL'OSCURO DI TUTTO.

Una storia che si ripete?

La decisione del governo di scegliere nuovamente Anijin Investment, insieme alla società russa Alrosa come società estrattive estere, è considerata un campanello d'allarme da coloro che si battono contro la corruzione e la violazione dei diritti umani in Zimbabwe.

Mukasiri Sibanda, un funzionario responsabile della governance economica di Zimbabwe Environmental Law Association (ZELA), ha fatto notare che nonostante gli stretti legami tra il governo cinese e lo Zimbabwe, nel caso specifico di Anjin Investment, il governo dovrebbe mettere al primo posto gli interessi nazionali.

Come è possibile che una società che ha estratto diamanti dal 2010 al 2015 non abbia mai prodotto dei bilanci certificati, che sono un requisito di base in materia di integrità?

Secondo Quartz Africa, tra il 2005 e il 2016, la metà degli investimenti stranieri del governo cinese sono stati destinati al settore estrattivo. Un terzo di questi fondi sono stati investiti in Africa. I paesi con il più alto numero di società estrattive cinesi sono il Sudafrica, lo Zambia, lo Zimbabwe e la Repubblica Democratica del Congo.

Il settore minerario è stato il principale elemento trainante degli investimenti cinesi nello Zimbabwe e, senza dubbio, anche nel resto dell'Africa.

Le miniere di diamanti erano infatti motivo di crescenti preoccupazioni per il governo cinese che temeva la politica di indigenizzazione del regime di Mugabe, secondo cui il 51% del capitale azionario delle aziende straniere doveva essere di proprietà dei locali.

Il Centro per la governance delle risorse naturali, una autorità di controllo responsabile della governance delle risorse naturali con sede ad Harare, ha dichiarato che la Cina ha l'obbligo di accertarsi che le aziende cinesi presenti nello Zimbabwe, e in particolare Anjin, si conformino alle leggi del paese e ottengano l'autorizzazione sociale dalle comunità dove intendono lavorare.

Maguwu ha anche fatto presente che:

It is also important for China to ensure its companies are transparent and accountable to the local populations and the government of Zimbabwe.

È importante che la Cina si assicuri che le aziende cinesi lavorino in modo trasparente e riconoscano la loro responsabilità nei confronti delle popolazioni locali e del governo dello Zimbabwe.

A breve Anjin investments investirà 20 milioni di dollari per riattivare le sue attività di estrazione dei diamanti. L'estrazione a pieno ritmo dovrebbe iniziare verso la fine del maggio 2019.

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