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Per gli animali e la popolazione locale, l'amore accelera la ripresa dopo il terremoto in Nepal

This buffalo in the village of Kaskikot, Nepal, survived last April's magnitude 7.8 earthquake, but an estimated 55,000 farm animals and nearly half a million domesticated birds did not. The losses were deeply felt in a place where livestock are often thought of a members of the family. Credit: Laura Spero. Used with PRI's permission

Questo bufalo nel villaggio di Kaskikot in Nepal è sopravvissuto al terremoto di magnitudine 7,8 nell'aprile 2015, ma si stima che circa 55.000 animali di allevamento e circa mezzo milione di uccelli domestici siano morti. Sono state perdite sentite profondamente da una popolazione in cui il bestiame è considerato parte della famiglia. Credito: Laura Spero. Foto riprodotta con l'autorizzazione di PRI.

Questo articolo e reportage radiofonico di Laura Spero [en, come tutti i link seguenti] per The World originariamente è apparso su PRI.org il 29 agosto 2015, ed è ripubblicato qui come parte di un accordo per la condivisione dei contenuti.

Quando nasce un bufalo nel villaggio nepalese di Kaskikot, è trattato come se fosse una nascita umana. Oggi Aamaa, con cui vivo, ed io stiamo cucinando una pietanza speciale in onore del bebè O’Neil, un bufalo che è nato la scorsa settimana. Stiamo preparando il budino di riso.

La popolazione e gli animali coltivano teneri legami qui in Nepal. Il terremoto, che è costato la vita a quasi 9000 persone all'inizio del 2015, ha ucciso secondo le stime anche 55.000 animali da allevamento e quasi mezzo milione di uccelli, e gli effetti di queste perdite sono sentiti sia dalla popolazione che dagli animali. In particolare nei villaggi come Tripureswor, 161 chilometri a est della casa di Aamaa, dove quasi ognuna delle 947 case sono state distrutte.

Binda Thapa, residente a Tripureswor, ha una foto della sua casa dopo il terremoto — un mucchio di rocce con due pezzi di sottile tetto sparpagliato sopra. Racconta che la sua bufala è rimasta inchiodata sotto la sua stalla crollata, e poi era agitata per settimane. Per un po’ non ha nemmeno fornito latte, come previsto. Forse, pensa, per la paura o lo shock.

Producer Laura Spero has lived with this woman — whom she calls Aamaa —in the Nepali village of Kaskikot for much of the past 12 years. Credit: Laura Spero. Used with PRI's permission

L'autrice Laura Spero ha vissuto con questa donna, che chiama Aamaa, nel villaggio nepalese di Kaskikot per molti degli ultimi 12 anni. Credito: Laura Spero. Foto usata con autorizzazione di PRI.

Gli animali da allevamento giocano un ruolo cruciale nella vita dei nepalesi rurali. I bufali sono allevati per il latte, e i loro escrementi sono utilizzati per il fertilizzante e mescolati al fango nelle tradizionali case di pietra. Le capre sono vendute per la carne, i buoi arano e le galline forniscono uova. La gente come Aamaa e Binda trascorrono la maggior parte della loro giornata prendendosi cura del loro bestiame, iniziando dalla mungitura al mattino, poi tagliando l'erba per alimentarli e trasportandola a casa in pesanti carichi tutti i pomeriggi.

Dall'esterno, è facile ridurre il bestiame a una questione economica, ed è certamente un aspetto della loro esistenza. Sono tuttavia anche membri della famiglia.

Devi amare gli animali che cresci più dei tuoi figli o genitori, mi dice Aamaa. È molto lavoro, tagliare l'erba per loro, cucinare per loro, rimuovere il letame dalla stalla più volte al giorno. La ricompensa per dare questo amore è che noi umani abbiamo da mangiare.

E non sono solo gli esseri umani che soffrono quando gli animali sono lesi. È vero anche il contrario. Gli animali da allevamento hanno spesso un custode primario, come Binda, che ha ricostruito per me l'amabile conversazione che ha con i suoi animali tutti i giorni, quando torna dai campi.

"These animals are like our mothers," says Nabin Thapa, who lost three goats and a baby buffalo in to the quake the village of Tripureswor. “We drink their milk and get stronger. Even the old people among us are like babies to them.” Credit: Laura Spero. Used with PRI's permission

“Questi animali sono come le nostre madri,” dice Nabin Thapa, che ha perso tre capre e un vitello di bufalo durante il terremoto nel villaggio di Tripureswor. “Beviamo il loro latte e diventiamo più forti. Persino gli anziani tra noi sono come bebè per loro.” Credito: Laura Spero. Foto usata con autorizzazione di PRI.

La sentiranno, dice, e rispondono: “Il mio essere umano sta venendo!” “Forse dicono: ‘Mia mamma sta arrivando! Dammi qualcosa da mangiare!’” dice Binda. Così sussurrerà a loro, gli lancerà un po’ d'erba e dirà: “Ciao ragazzi, voi piccoli state bene?” E loro dicono: “baaa,” “meh meh,” “moooo…”

Questo significa che per gli animali le cui persone sono rimaste uccise nel terremoto, è come perdere un genitore. E quel sentimento vale in entrambe le direzioni.

Comunque, lo vedi, dice Nabin Thapa, che ha perso tre capre e un cucciolo di bufalo a Tripureswor, questi animali sono come le nostre madri. “Beviamo il loro latte e diventiamo più forti,” dice. “Anche gli anziani fra di noi sono come bimbi per loro.”

Alza le spalle e aggiunge: “Nessuno ha neanche chiesto quanti animali abbiamo perso finora. Sono contenta che tu lo stia chiedendo.”

Mentre i villaggi come Tripureswor si ricostruiscono, la popolazione e gli animali allo stesso modo sono lasciati a combattere con le loro reciproche perdite. Nel frattempo tornate a Kaskikot, Aamaa ed io stiamo preparando un importante rituale: la celebrazione di una nuova vita.

Da quando il bebè O’Neil è nato 11 giorni fa, non abbiamo mescolato il latte sacro di sua madre con nessuno dei nostri altri cibi. L'undicesimo giorno celebriamo una cerimonia per dare un nome al bebè, proprio come faremmo per un essere umano. Oggi possiamo inaugurare il suo latte, aggiungendolo al nostro pasto quotidiano. Va nel budino di riso.

Aamaa si appoggia al muro in argilla della cucina. “Queste anime che cresciamo,” dice, “sono anime proprio come le nostre.”

This pot of rice pudding marks an important moment in the life of Aamaa's household — the first use of her buffalo's milk 11 days after the birth of a new calf. Maintaining rituals like this are a vital part of restoring normal life after April's deadly earthquake. Credit: Laura Spero. Used with PRI's permission

Questa pentola di budino di riso contraddistingue un importante momento nella vita familiare di Aamaa: il primo utilizzo del latte di bufala, 11 giorni dopo la nascita di un vitellino. Il mantenimento di questi rituali è fondamentale per ripristinare la vita quotidiana dopo il terremoto mortale nell'aprile 2015. Credito: Laura Spero. Foto usata con autorizzazione di PRI.

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