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‘Non potete scappare dalla verità': proteste artistiche emblematiche precedono il voto presidenziale in Kazakistan

Nursultan Nazarbayev (a sinistra) ha consegnato le redini presidenziali a Kassym-Jomart Tokayev, ma continuerà ad esercitare il potere. Immagini governative.

L'arte imita la vita, ma poi la vita ricambia il favore all'ennesima potenza.

Le capacità kafkiane dello stato kazako di pasticciare, sconcertare e divertire sono state sotto gli occhi di tutti nelle ultime settimane, nei giorni in cui le autorità preparano il terreno per un'elezione che rispetta pienamente le tradizioni sovietiche.

Nursultan Nazarbayev, che ha guidato il Kazakistan da prima dell'indipendenza della nazione centro asiatica da Mosca nel 1991, ha lasciato la presidenza a marzo, facendo intendere che è giunto il momento di un cambiamento.

Si prevede che il suo successore ad interim, Kassym-Jomart Tokayev, otterrà una vittoria schiacciante al voto del 9 giugno.

Ma l'atto più degno di nota dell'ex ministro e presidente del senato Tokayev è stata la proposta, e poi il via libera, per rinominare la capitale del Kazakistan in onore di Nazarbayev. Il fedelissimo ha anche promesso di continuare la “linea strategica” di Nazarbayev.

Ecco il cambiamento, che non sembra voler cambiare nulla.

Interpretazione dell'artista Saltanat Rakhat della protesta “Non potete scappare dalla verità” (a sinistra), accanto alla fotografia della protesta scattata da Tamina Ospanova. Omaggio artistico dal sito [ru] Adamdar, ripubblicato da Global Voices con autorizzazione.

“#NonPoteteScappareDallaVerità, #ElezioniLibere e #IoPossoScegliere.”

Erano questi i messaggi di alcuni giovani attivisti, determinati a mostrare il loro profondo rifiuto di un regime autoritario che ormai non temono più.

Gli slogan, in russo e kazako, dispiegati su uno striscione in occasione di una maratona cittadina, il 21 aprile, sono costati alla trentaquattrenne Asya Tulesova e al ventenne Beibarys Tolymbekov una condanna a 15 giorni di reclusione ciascuno.

Tulesova è stata ripetutamente provocata in carcere, quando ha tentato di intraprendere uno sciopero della fame, mentre Tolymbekov è stato chiamato per il servizio militare obbligatorio poco dopo il rilascio [en], avvenuto con un giorno di anticipo, il 5 maggio.

Anche Suinbike Suleimenova, Aidos Nurbolatov e Aigul Nurbolatova, altri tre amici che hanno filmato e fotografato la protesta, sono stati arrestati e fermati.

Da sinistra a destra: Aigul Nurbolatova, Beibarys Tolombekov, Suinbike Suleimenova, e Asya Tulesova. Immagine di Timur Nurisbekov, co-fondatore di Adamdar.

Ma non si può scappare dalla verità.

Centinaia di cittadini sono stati arrestati per aver partecipato a proteste pacifiche in Kazakistan, da quando nel 2015 un crollo della valuta ha alimentato l'insofferenza nei confronti del regime di Nazarbayev. In molti casi i dimostranti sono fortunati se hanno il tempo di radunarsi.

La logica qui è la deterrenza: l'insoddisfazione è alta, e se la polizia non fa degli arresti, le proteste aumenteranno sempre più di dimensione.

Ma nel caso di Tulesova e Tolymbekov, la reazione sproporzionata alla trovata pubblicitaria si è incredibilmente ritorta contro il regime

‘Se appendi uno striscione: 15 giorni di reclusione. Se non appendi uno striscione: Ergastolo.’ Vignetta di Le Shapalaque Comics. Omaggio artistico selezionato dal sito [ru] Adamdar, ripubblicato da Global Voices con autorizzazione.

Da un giorno all'altro #Otpravdineubezhish (in russo cioè “Non potete scappare dalla verità”) è diventato virale, sfidando ogni altro meme della storia online della nazione.

Cittadini solidali alla coppia arrestata hanno indossato magliette in omaggio allo striscione, in occasione di eventi pubblici. Una cornice dedicata al meme ha decorato numerose foto profilo nella versione kazaka di Facebook.

Manifestazioni di solidarietà sono sorte in diverse città europee, nonché a New York e Los Angeles.

Omaggio artistico a Tulesova eTolombekov di Sreenihai Pouka, un graphic designer indiano di base a Milano. Omaggio artistico selezionato dal sito [ru] Adamdar, ripubblicato da Global Voices con autorizzazione.

Poi sono arrivate le udienze, durante le quali l'interpretazione creativa della legge da parte dei giudici e il comportamento degli ufficiali giudiziari non hanno fatto altro che produrre più materiale per artisti e autori satirici.

In un caso, nel corso del processo Tolymbekov e Tulesova, i legali degli imputati hanno chiesto ad un addetto giudiziario di spiegare per quale motivo la corte non si riferisse allo striscione “Non potete scappare dalla verità”, ma ad uno completamente diverso, mostrato in una protesta di otto anni fa.

La risposta è stata: “per un errore tecnico”.

In un altro momento comico, il giudice ha chiesto al personale della corte di mostrare lo striscione che Tolymbekov e Tulesova avevano sorretto alla maratona.

Gli spettatori non sono riusciti a trattenere le risate mentre l'ordine veniva eseguito [ru, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], notando come il giudice fosse involontariamente riuscito a ripetere la protesta dei due.

Immagine a sinistra di Balnura Nusipova. Immagine a destra di Pasha Kas and Nadir Saryshayan. Omaggio artistico selezionato dal sito Adamdar, ripubblicato da Global Voices con autorizzazione.

L'apice dello stato di polizia doveva ancora arrivare.

Una legge anti proteste, che rende illegale organizzare manifestazioni non autorizzate, fornisce ai giudici kazaki un utile mezzo giuridico per processare i manifestanti, anche nel caso di manifestazioni di dimensione molto ridotta.

Gli attivisti lamentano il fatto che la legge violi il diritto alle assemblee pacifiche, sancito dalla costituzione.

Ma come giustificare le multe nei confronti di chi filma le manifestazioni?

Il discorso finale di Suinbike Suleimenova davanti alla corte, durante il ricorso in appello del 16 maggio, ha espresso pienamente l'assurdità delle accuse imputatele.

‘Non puoi correre via dalla verità’ (sinistra) di Arna Bakhitova. ‘Io posso scegliere’ (destra) di Luiza Djapkayeva. Omaggio artistico selezionato dal sito Adamdar, ripubblicato da Global Voices con autorizzazione.

“Quando il mio status è cambiato da testimone a sospettata, l'unico argomento della polizia è stato che conoscevo Asya. Per me, questo non è un argomento, e non fa altro che confermare la natura politica del procedimento,” ha affermato Suleimenova.

I sostenitori hanno assistito al ricorso in appello di Suleimenova con delle etichette adesive incollate sulla bocca, sulle quali si poteva leggere la parola kazaka per “vergogna” – cioè “uyat”, e hanno poi posato per una fotografia di fronte al banco del giudice.

Il sito Adamdar ha definito la dimostrazione collettiva “una delle proteste artistiche più significative nella storia del Kazakistan”.

Immagine Malika Autalipova, cofondatrice di Adamdar. Usata con autorizzazione.

Ma fin dove può spingersi la nazione?

Secondo un altro attivista, Aslan Sagutdinov, la repressione “non potrà altro che peggiorare” almeno che non ci sia presto un cambiamento.

Sagutdinov, un video blogger, è stato arrestato brevemente nel nord ovest della città di Uralsk, il 6 maggio, per aver tenuto in mano un cartello vuoto, in un segno di protesta profondamente ironico.

Nonostante il successivo rilascio senza accuse, il Kazakistan è stato preso in giro dal New York Times [en] e dalla BBC [en].

“Non ci dovremmo sorprendere di questo genere di cose” ha detto Sagutdinov all'emittente kazaka di Radio Free Europe, riferendosi allla risposta della polizia. “Non c'è mai fine.”

Murat Dilmanov scherza sulle future maratone della città di Almaty, a cui partecipareanno solamente poliziotti. Omaggio artistico selezionato dal sito Adamdar, ripubblicato da Global Voices con autorizzazione.

La maggioranza dei giovani politicamente consapevoli sembra rifiutare l'elezione, considerandola un esercizio di falsa democrazia.

Tale atteggiamento va a discapito del candidato di opposizione Amirzhan Kosanov, giornalista di lunga data, che ha adottato lo slogan “Non potete scappare dalla verità” come titolo per la sua sessione informativa su Facebook, in un tentativo di far presa su un elettorato più giovane.

Ma, senza alcun esempio alle spalle di elezioni libere e giuste in Kazakistan, cosa convincerà questa parte della popolazione a credere che il cambiamento uscirà dalle urne elettorali?

Più di ogni candidato, il nuovo atteggiamento della gioventù sembra essere rappresentato da un  recente video, in cui appaiono sia Suleimenova che Tulesova. Si intitola #менояндым cioè #MiSonoSvegliato.

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