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‘Salvaguardia o diritti comunitari’? Il Blangladesh impone il divieto di pesca per 65 giorni

Pesca tradizionale Bangladesh. Immagine da Wikipedia di Michael Foley, Banca Mondiale. CC BY 3.0

Il governo del Bangladesh ha imposto [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] un divieto su tutti i tipi di pesca al largo della sua regione costiera dal 20 maggio al 23 luglio 2019, per assicurare un incremento protetto ed ecosostenibile delle riserve ittiche. La guardia costiera e la marina militare pattuglieranno il Golfo del Bengala per far rispettare il divieto. La decisione è tuttavia un duro colpo per le comunità, molte delle quali dipendono dalla pesca per la propria sussistenza quotidiana. Sebbene il governo abbia promesso di fornire razioni mensili ai pescatori coinvolti, questi ultimi stanno esprimendo con rabbia la loro frustrazione e le sfide che affronteranno nei prossimi due mesi.

La pesca in Bangladesh

Tradizionalmente, il Bangladesh dipende dalla pesca per alimentare la sua popolazione stimata di 163 milioni. Più del 60% dell’assunzione di proteine animali nella dieta in Bangladesh proviene dalla pesca. La nazione ha una zona economica esclusiva di 41.000 miglia quadrate nel Golfo del Bengala che è il 73% del territorio terrestre e marittimo totale della nazione. Esistono circa 475 specie di pesce, 36 specie di gamberetti, 15 specie di granchio e 301 specie di chiocciole e ostriche nel Golfo del Bengala, fra le varie specie; e circa 100 specie sono pescate commercialmente. Si stima che ci siano due milioni di pescatori nella nazione e circa 18,2 milioni di persone sono impiegate nell'industria ittica e nell'acquacoltura. Circa mezzo milione di pescatori si guadagnano la vita dalle regioni costiere.

Il mercato del pesce nel centro di Sylhet, Bangladesh. Immagine da Flickr di David Stanley. CC BY 2.0

Negli ultimi anni le riserve ittiche in tutto il mondo hanno iniziato a declinare a causa della pesca eccessiva e per gli effetti del cambiamento climatico. Questo è anche il caso in Bangladesh. I divieti a breve termine sulla pesca commerciale in aree ristrette sono quindi stati applicati negli ultimi anni, ma questa è la prima volta che sono stati vietati tutti i pescherecci per un periodo prolungato. Questo include la locale popolazione di pescatori che lavora nei fiumi e nei mari. Le autorità dicono che questo divieto sarà applicato continuamente nei prossimi anni durante la stagione di riproduzione per incrementare le riserve ittiche.

Il Ministro di Stato per la Pesca e l'Allevamento, Ashraf Ali Khan Khasru, ha detto ai media:

These resources will deplete one day if we do not use them sustainably. We should let fish grow and breed. Otherwise, we will have to suffer in the future.

Queste risorse si esauriranno un giorno se non le usiamo in modo ecosostenibile. Dobbiamo permettere ai pesci di crescere e riprodursi. Diversamente, dovremo soffrire in futuro.

Nell'ottobre 2018, il governo ha vietato la pesca del pesce nazionale Hilsa (Ilish [it]) per 22 giorni, per permettere ai pesci di deporre le loro uova e migrare dal Golfo del Bengala al Meghna e ad altri sistemi fluviali. I dati raccolti da WorldFish dai santuari di Hilsa hanno dimostrato che il pescato totale di Hilsa è aumentato del 28% cioè dalle 387.211 alle 496.417 tonnellate nelle stagioni di raccolta 2015 e 2016, a causa di simili divieti.

Lo scorso marzo il governo ha imposto un divieto di 60 giorni sulla pesca di tutti i tipi di pesci nel Padma, Meghna e i suoi fiumi affluenti adiacenti a diverse aree di Chandpur, Bhola e Lakshmipur. Il governo ha proibito la pesca per tre mesi anche nel lago di Kaptai, il maggiore lago artificiale in Bangladesh.

‘La salvaguardia contro i diritti comunitari’

Il vecchio dilemma delle norme della salvaguardia contro i diritti comunitari: i pescatori e i commercianti di pesce organizzano una processione di barche sul Fiume Khakdhon nel distretto costiero di Barguna, Bangladesh, chiedendo la cancellazione del divieto assoluto di 65 giorni sulla pesca con le reti di Hilsa. Foto: Daily Star, 29 aprile 2019.

Le locali comunità di pescatori protestano [bn] ormai da tempo contro questi divieti. Stanno protestando anche contro l'attuale divieto, organizzando rabbiose dimostrazioni e proteste di strada nella regione costiera. Secondo BFBOA (Associazione dei Proprietari di Pescherecci del Bangladesh), molti pescatori su piccola scala sono lavoratori a giornata che devono prendere in prestito denaro, altrimenti le loro famiglie rischiano di morire di fame se il governo non eroga un indennizzo.

Il governo ha stanziato 36.000 tonnellate di riso per la distribuzione nelle comunità coinvolte. Pianifica di razionare 40 kg di riso al mese per 414.784 pescatori e le loro famiglie in 12 distretti. I pescatori hanno tuttavia ricordato alle autorità che destinare un solo tipo di cibo di sussistenza non è sufficiente per sostenere adeguatamente le loro famiglie.

Anwar Hossain Sikder, un segretario membro di BFBOA, ha aggiunto che il divieto conferirà un indebito vantaggio alle società di pesca dei vicini del Bangladesh:

The ban on fishing in 200 nautical miles of the sea is only benefiting Indian and Myanmar traders and fishermen.

Il divieto di pesca nelle 200 miglia nautiche di mare è un beneficio solo per i commercianti e pescatori indiani e del Myanmar.

Sui social media, alcuni utenti in rete sono in favore della salvaguardia delle risorse ittiche, mentre altri hanno evidenziato la necessità di salvaguardare la sussistenza della popolazione di pescatori in difficoltà. L'esperto informatico Asif Saif Uddin auspica [bn] la creazione di lavori alternatici per i pescatori dislocati [bn]:

È una buona mossa. Sono però necessari sforzi per creare opportunità di lavoro alternativo per i pescatori coinvolti.

L'espatriato bangladese Md Osman Ghani scrive [bn] su Facebook sulla questione della compensazione per i pescatori:

সরকারের দাবী, এই সময় মাছ ধরা বন্ধ রাখলে মাছের সংখ্যা বাড়ে।

কিন্তু কথা হলো, যদি মাছের সংখ্যা না বাড়ে তখন কি হবে ?
তখন কি সরকার দরিদ্র জেলেদের এর জন্য ভতুর্কি দেবে ?
আপনি একটা গরিব মানুষের কাজ বন্ধ রাখলেন, বললেন- এর মাধ্যমে আপনার বাকি সময় আয় বাড়বে।
কিন্তু যদি না বাড়ে, তখন এর দায় কে নেবে ?

Il governo dice che il divieto di pesca (durante la stagione della riproduzione) aumenta le riserve ittiche.

E se invece questo non si avvererà?
I poveri pescatori riceveranno un qualche indennizzo?
Implementate un divieto sul lavoro della povera gente, dicendo che i guadagni futuri aumenteranno.
Se questo non succede, chi si assumerà la responsabilità?

Molti commenti hanno condiviso una preoccupazione simile sulle misure attuate per sostenere la popolazione dei pescatori:

Non approvo il temporaneo divieto di pesca in Bangladesh, perché ne soffriranno soltanto i poveri.
Comunque, non sono mai quelli che causano il collasso/ fallimento sistematico del mercato globale che cercano soluzioni, che siano soluzioni buone/cattive. Sono sempre e soltanto coloro a rischio che creano il cambiamento.

La questione è come il governo sosterrà la popolazione che dipende dal pesce durante il divieto. Non si può salvare uno senza salvare l'altro, o entrambi saranno destinati inevitabilmente al fallimento. E neanche un divieto li salverà.

Divieto di pesca in Bangladesh per 65 giorni per salvaguardare i pesci

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