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Xi Jinping ha imbavagliato le scienze sociali cinesi, afferma la sinologa francese Chloé Froissart

Slogan politici sui muri di Pechino che menzionano la “partecipazione popolare”. Foto di Filip Noubel, utilizzo consentito.

Capire le questioni sociali della Cina è essenziale per la sopravvivenza del Partito Comunista Chinese (PCC). Quando il movimento pro democratico di Tiananmen si sollevò 30 anni fa, questa fu messa in discussione e, da allora, il PCC è molto diffidente di qualunque movimento sociale su larga scala. Global Voices ha parlato con Chloé Froissart [en], docente di scienze politiche presso il dipartimento di studi cinesi dell’ Università di Rennes 2 [it] in Francia, sullo stato delle scienze sociali nella Cina di oggi e sulla misura in cui esse sono utilizzate come strumento per la sopravvivenza del Partito.

Ciò che segue è la trascrizione abbreviata di un'intervista di Global Voices con Froissart del maggio 2019.

Global Voices (GV): Qual è il ruolo delle scienze sociali in Cina? [fr, come le citazioni seguenti, salvo diversa indicazione]:

Chloé Froissart (CF): Il n’a jamais existé de sciences sociales totalement indépendantes du pouvoir en Chine. Les chercheurs en sciences sociales ont toujours été sommés de servir le Parti et de l’aider à gouverner afin qu’il se maintienne au pouvoir. Mais il y a différentes manières de le faire et l’espace de liberté des chercheurs face au Parti a fluctué dans le temps. Une première manière de servir le pouvoir est d’identifier, d’analyser les problèmes sociaux, économiques et d’y trouver des solutions afin d’aider le Parti à y faire face. C’est pourquoi les sciences sociales en Chine ont toujours été plus quantitatives, sous-tendues par de grandes enquêtes, que qualitatives; plus techniques que critiques. Une deuxième manière, et c’est d’ailleurs la raison pour laquelle les intellectuels ont été réhabilités par Deng Xiaoping après avoir été persécutés pendant toute l’ère maoïste, c’est de légitimer les réformes et d’apporter des idées pour les promouvoir. Les chercheurs chinois ont bien souvent été des passeurs entre l’Occident et leur pays, puisant des idées dans les théories occidentales -qu’elles soient sociales, politiques, économiques- et les adaptant à la situation chinoise, s’inspirant de ce qui se fait en Occident pour impulser de nouvelles expérimentations en Chine. 

Chloé Froissart (CF): Le scienze sociali non sono mai esistite indipendentemente dal centro del potere politico in Cina. Infatti, ai ricercatori in scienze sociali è sempre stato ordinato di servire il Partito, e di aiutarlo a governare in modo che possa rimanere al potere. Tuttavia, ci sono diversi modi per raggiungere questo obiettivo, per cui il livello di libertà concessa dal Partito ai ricercatori di scienze sociali si è trasformato nel tempo. Un modo per servire coloro che sono al potere è quello di identificare e analizzare le questioni socio-economiche e trovare soluzioni per aiutare il Partito ad affrontarle. Questo è il motivo per cui le scienze sociali in Cina sono sempre state soprattutto quantitative e supportate da grandi indagini, piuttosto che qualitative. Quindi, sono più tecniche che critiche nei confronti del sistema. Un altro modo, che è il motivo per cui gli intellettuali sono stati riabilitati da Deng Xiaoping dopo anni di persecuzioni durante il periodo di Mao, è quello di legittimare le riforme e fornire idee per promuoverle. I ricercatori cinesi hanno spesso operato come intermediari tra Occidente e Cina, appropriandosi delle idee delle teorie occidentali, siano esse sociali, politiche o economiche, e adattandole al contesto cinese, trovando così ispirazione in Occidente per lanciare nuove sperimentazioni in Cina. 

Analizzando l'app di Xi. Immagine concessa da The Stand News.

GV: Che cosa è cambiato da quando Xi Jinping è salito al potere nel marzo 2013?

CF: L’ère Xi Jinping a mis un coup d’arrêt violent à la politique de réformes et d’ouverture qui avait été impulsée par Deng Xiaoping. Tout ce qui vient d’Occident est désormais considéré avec méfiance, voire fait l’objet d’une véritable paranoïa. Cela a commencé dès avril 2013 -soit un mois après l’élection de Xi à la présidence de la RPC- avec l’ordre intimé aux chercheurs, journalistes, éditeurs etc. de ne plus utiliser des expressions jugées occidentales et nocives telles que « valeurs universelles », « liberté d’expression », « société civile », « indépendance du système judiciaire ». Les enseignants-chercheurs -comme les éditeurs et les journalistes- sont contraints d’assister à des réunions de lavage de cerveau et d’inculcation de la pensée Xi Jinping au cours de séjours d’étude sur campus ou hors du lieu de travail qui se déroulent généralement sur des week-end entiers, voire des semaines entières. Ironiquement, en chinois, le verbe « étudier » se prononce de la même manière qu’ « étudier la pensée de Xi » (« xuexi »/ « xue Xi » 学习 ), de sorte qu’il semble impossible d’étudier autre chose que la pensée du nouveau timonier. Une nouvelle application intitulée « xuexi qiangguo » : « étudier pour renforcer le pays » (学习强国), mais qui peut donc aussi se comprendre comme « étudier la pensée de Xi Jinping pour renforcer le pays » a fait son apparition depuis un an : les enseignants et les chercheurs sont censés y passer au minimum deux heures par jour pour lire les articles sur la pensée Xi Jinping et visionner les vidéos de propagande. Xi Jinping a assigné une nouvelle mission aux chercheurs : celle de contribuer à l’élaboration de l’idéologie du régime ainsi qu’à l’élaboration d’un modèle de modernité sociale, économique, politique, environnementale exportable à l’étranger. Il s’agit là selon Xi Jinping, de l’ultime revanche que la Chine doit prendre sur les Guerres de l’Opium. Il appartient donc aux chercheurs de parachever le rêve chinois, qui est avant tout un rêve de puissance et de domination sur le reste du monde.

CF: L'era di Xi Jinping ha posto brutalmente fine alle politiche di riforme e di apertura avviate da Deng Xiaoping. Tutto ciò che giunge dall'Occidente viene ora guardato con il massimo sospetto, se non paranoia. Tutto è iniziato nell'aprile 2013 – un mese dopo che Xi Jinping è stato eletto presidente della Repubblica Popolare Cinese – con l'ordine dato a ricercatori, giornalisti ed editori di non utilizzare più espressioni considerate ‘troppo occidentali’ come “valori universali”, “libertà di espressione”, “società civile”, “indipendenza del potere giudiziario”. Professori, ricercatori, redattori e giornalisti sono stati costretti a partecipare a sessioni di lavaggio del cervello, durante le quali viene instillata il modo di pensare targato Xi Jinping attraverso programmi di studio che si svolgono nei campus o anche fuori del lavoro nei fine settimana, ma talvolta anche per intere settimane. L'ironia è che in cinese, il verbo studiare si pronuncia esattamente come ‘studiare il pensiero di Xi’ (” xuexi “/ ” xue Xi ” in caratteri: 学习 ) così sembra che l'unica cosa da studiare veramente sia proprio il pensiero del nuovo timoniere. Una nuova App, chiamata “xuexi qiangguo”, che può essere inteso come “studiare per rafforzare la nazione” (学习强国) ma anche come “studiare il pensiero di Xi per rafforzare il paese”, è apparsa nel 2018. Professori e ricercatori dovrebbero trascorrervi almeno due ore al giorno a leggere articoli sul pensiero di Xi e guardare video di propaganda. Xi ha assegnato una nuova missione ai ricercatori: contribuire allo sviluppo dell'ideologia del regime e di un modello di modernità sociale, economica, politica e ambientale esportabile all'estero. Secondo Xi Jinping, ciò rappresenta l'ultima rivincita che la Cina deve prendersi dopo le Guerre dell'Oppio [it]. I ricercatori sono quindi tenuti a portare a termine il sogno cinese [en], che è, in ultima analisi, un sogno di dominazione mondiale.

Chloé Froissart. Foto autorizzata.

GVC'è ancora spazio per la ricerca indipendente nel campo delle scienze sociali?

CF: L’espace d’autonomie s’est beaucoup rétréci, la contrainte est partout. Les chercheurs chinois ne bénéficient pas de financements autres que ceux du Parti Communiste Chinois. Même étudier à l’étranger ne peut désormais se faire qu’avec une bourse du gouvernement chinois, tout financement étranger étant considéré comme extrêmement sensible. Bien sûr, certains chercheurs mettent toujours en œuvre des tactiques de contournement. Il est toujours possible de maquiller votre projet de recherche pour le faire entrer dans les priorités du régime ou de demander à votre assistant de recherche de surfer sur l’application « Xuexi » à votre place. Une collègue me disait récemment qu’elle travaille en faisant défiler les articles machinalement sur son portable sans y jeter un œil. Mais la marge de manœuvre est de plus en plus restreinte et même maquillé, un colloque sur la conscience de classe chez les ouvriers, les mouvements de protestation ou l’Etat de droit ne passera pas.

CF: Lo spazio si è notevolmente ridotto, ci sono vincoli ovunque. I ricercatori cinesi possono contare solo sui finanziamenti del PCC. Persino studiare all'estero è ora possibile solo grazie a una borsa di studio del governo cinese, in quanto qualsiasi finanziamento estero è considerato un tema estremamente delicato. Naturalmente, alcuni ricercatori hanno sviluppano strategie per aggirare gli ostacoli. Si può sempre mascherare un progetto di ricerca come apparentemente adatto alla linea politica ufficiale, o chiedere alla sua o al suo assistente di navigare sull'App Xuexi. Una collega mi ha raccontato di recente che lei scorre gli articoli sulla App senza nemmeno guardarli, mentre lavora. Eppure il margine è molto sottile e, anche se mascherato, presto non saranno più permessi i seminari sulla coscienza della classe operaia, sui movimenti di protesta o sullo stato di diritto.

Gruppo di solidarietà dei lavoratori Jasic [en] formato da studenti universitari a sostegno della campagna Jasic sui diritti del lavoro. Immagine dalla pagina Twitter del gruppo.

GV: Che cosa sta succedendo oggi con il movimento operaio in Cina?

CF: Le mouvement ouvrier est désormais complètement étouffé en Chine. Il s’était beaucoup radicalisé à l’arrivée de Xi au pouvoir. Les ouvriers chinois sont passés à une vitesse impressionnante de mobilisations pour faire respecter le droit du travail, à des revendications plus politiques pour faire respecter la loi grâce à la reconnaissance de droits collectifs (droit de grève, d’élire les syndicats et en particulier des représentants ouvriers pour négocier avec l’employeur). ONG et avocats ont été sévèrement réprimés en décembre 2015, et plus aucune ONG de défense des droits des ouvriers ne subsiste. Dans le même temps, la réforme des syndicats officiels a été complètement gelée. Avec le ralentissement de la croissance économique, le chômage qu’elle va nécessairement engendrer, la situation risque d’être dramatique s’il n’y a plus de possibilité de dialogue social. L’éventualité d’une explosion du mécontentement et de révoltes sauvages n’est pas à écarter.

GV: Attualmente il movimento operaio è completamente censurato in Cina. Era diventato abbastanza radicalizzato quando Xi Jinping ha preso il potere. I lavoratori cinesi passarono rapidamente dagli sforzi della mobilitazione per l'applicazione del codice del lavoro, a richieste più politicizzate per l'attuazione della legge, grazie al riconoscimento di diritti collettivi, come il diritto di sciopero, di eleggere i propri sindacati e rappresentanti incaricati delle trattative con i datori di lavoro. Nel dicembre 2015 c'è stata un'importante repressione contro le ONG e gli avvocati, e non è rimasta nemmeno una ONG che difenda i diritti dei lavoratori. Allo stesso tempo, la riforma dei sindacati ufficiali rimane congelata. Con il rallentamento del PIL cinese e l'aumento della disoccupazione, la situazione peggiorerà per l'assenza di qualsiasi meccanismo di dialogo sociale. Non si può escludere un'esplosione di frustrazione e rivolte violente.

GV:  Nessuno può prevedere il futuro della Cina, ma se ci fossero cambiamenti socio politici significativi, da dove ritiene che possano provenire potenzialmente?

CF: Ils viendront nécessairement d’une alliance entre des hauts cadres dirigeants et des secteurs clés de la population : les étudiants et intellectuels, les ouvriers, les minorités sexuelles et les ONG qui défendent leurs droits, les personnes qui ne peuvent plus pratiquer leur religion etc., bref tous ceux qui souffrent du régime actuellement et ils sont nombreux. C’est d’ailleurs la leçon qu’a tirée le Parti du mouvement démocratique de 1989, à la suite duquel la préservation du consensus au sein du PCC est devenue un principe intangible pour éviter toute union verticale entre la population et une partie des dirigeants. Ce consensus a été largement remis en cause par Xi, qui a dû par conséquent accroître la répression tant au sein de la société que dans les rangs du Parti, notamment à travers sa campagne de lutte contre la corruption qui est en partie une purge politique déguisée. Mais le jeu est très risqué car si peu de gens le montrent, la frustration et le mécontentement sont bien réels. Xi a en réalité créé une situation de crise permanente très dangereuse : que l’équilibre précaire soit rompu et il n’y aura d’autre alternative qu’un changement violent.

CF: Arriveranno come risultato di un'alleanza tra alti funzionari statali e settori chiave della società: studenti, intellettuali, lavoratori, minoranze sessuali e ONG affiliate, persone che non possono più praticare la loro fede, in altre parole tutti coloro che soffrono a causa del regime attuale, che rappresenta molte persone. Il partito ha imparato bene questa lezione durante il movimento per la democrazia nel 1989. Dopo quella data, il mantenimento di un consenso all'interno del PCC è diventato un principio imprescindibile per impedire un'alleanza verticale tra il popolo e alcuni dei leader politici. Eppure Xi Jinping ha distrutto questo consenso, portando ad una maggiore repressione nella società ma anche all'interno del partito. La lotta di Xi contro la corruzione è essenzialmente un'epurazione politica sotto mentite spoglie. Questo gioco è estremamente rischioso perché, anche se le persone non lo mostrano, sono molto frustrate. Infatti Xi ha creato una situazione di crisi permanente che è molto pericolosa: se il fragile equilibrio viene rotto, l'unica alternativa sarà il cambiamento violento.

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