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Uno sguardo alla partecipazione delle donne indigene nel cinema messicano

Categorie: America Latina, Messico, Citizen Media, Donne & Genere, Etnia, Film, Indigeni

At’ Anii’ (La tua amante) è un film interpretato completamente in lingua originale teneek. Immagine condivisa su Instagram [1] sul profilo ufficiale del film.

Le donne messicane – in particolare, quelle di origine indigena – stanno gradualmente assumendo il ruolo di protagoniste che meritano nei film nel loro paese e al di là delle frontiere. Faremo riferimento a tre casi specifici.

Ma per prima cosa, che cosa possiamo dire dei messicani lanciati nel cinema internazionale degli ultimi anni? Molto! In quanto – in termini strettamente commerciali – il lavoro dei messicani è stato riconosciuto in modo costante negli ultimi dieci anni. Possiamo parlare dei casi degli scrittori e registi Alfonso Cuarón [2] [it] (“Gravity”, 2013; “Roma”, 2018), Alejandro González Iñárritu [3] [es, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] (“Birdman”, 2014; “The Revenant”, 2015) e Guillermo del Toro [4] (“La forma dell'acqua”, 2017), le cui opere sono state premiate a Hollywood, in Europa e in tutte i festival in cui sono state presentate. Menzione a parte merita il direttore della fotografia Emmanuel Lubezki [5] [it], nominato e premiato per quasi tutte le opere per cui ha partecipato dall'anno 2005.

Una pietra miliare del cinema messicano

In tale contesto di presenza e di successo dei messicani che si dedicano alla “settima arte”, spiccava poco la partecipazione delle donne… fino ad ora. Carmen Martínez è stata protagonista del lungometraggio “At’ Anni’” [6] (2019), primo film completamente interpretato in lingua originale teenek [7] (conosciuta anche come huasteco [8], utilizzata nelle piccole regioni di San Luis Potosí, Veracruz e Tamaulipas, ad est del territorio messicano).

Carmen Martínez è stata scelta per il ruolo nonostante svolgesse una diversa professione: l'avvocato. Il portale Wipy descrive così [9]la menzionata protagonista:

¿Quién es Carmen? Una abogada y madre originaria de la comunidad de Huehuetlán, ubicada en la Huasteca Potosina [10]. Su lengua materna es el Tének y aprendió el español conforme fue creciendo.

Carmen acudió al casting cuando tenía 22 años. El director de la película, Antonino [Isordia], en una declaración para la revista Vogue mencionó que, la cultura Tének es muy sensual y que cuando la vieron llegar para audicionar pensaron que era perfecta para el papel.

Chi è Carmen? Un avvocato e una madre originaria della comunità di Huehuetlán, situata nella Huasteca Potosina [10]. La sua lingua madre è il Tének e ha imparato lo spagnolo una volta cresciuta.

Carmen si è recata al casting quando aveva 22 anni. Il regista del film Antonino [Isordia], in una dichiarazione per la rivista Vogue ha affermato che la cultura Tének è molto sensuale e che quando è stata vista arrivare per fare l'audizione, hanno pensato che era perfetta per il ruolo.

Nonostante “At’ Anni’” (L'amante o Il tuo amante in italiano) non sia ancora stato proiettato nelle sale cinematografiche commerciali, è stato presentato ad alcuni festival (come il Festival Internazionale del Cinema di Guadalajara [11] [it]) e ha già attirato l'attenzione [12] del pubblico internazionale. Infatti, l'edizione locale della rivista Vogue [13] ha pubblicato a giugno del 2019 un'intervista e alcune immagini di Carmen Martínez.

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Recordando nuestra presentación en San Antonio. Muy agradecidos con la Presidencia Municipal representada por el Lic. Edyuenary Gregorio Castillo Hernandez, y toda su gente que nos apoyó para que fuera todo un éxito la proyección de AtAnii. ¡Hasta pronto San Antonio! [14]

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In ricordo della nostra presentazione a San Antonio. Siamo molto grati alla Direzione Comunale rappresentata dal Dott. Edyuenary Gregorio Castillo Hernandez e a tutti coloro che ci hanno sostenuto affinché la proiezione di AtAnii avesse successo. A presto San Antonio!

Oltre la recitazione

Arcángel [15] (2018) è un cortometraggio diretto da Ángeles Cruz [16], originaria della Mixteca Oaxaqueña [17], che si trova a sud ovest del Messico. Su Ángeles (che si dedica anche alla recitazione), nel portale Sopitas, si leggeva [18]:

Ángeles Cruz lleva años dentro de la industria del teatro, televisión y cine en México. Estudió la licenciatura en actuación en la Escuela de Arte Teatral del Instituto Nacional de Bellas Artes. En 1994, fue nominada por la Academia Sueca como mejor actriz en 2014 y recibió en 2013 la Diosa de Plata y un Ariel por su primer trabajo como directora.

Ángeles Cruz è da anni all'interno dell'industria teatrale, televisiva e cinematografica in Messico. Si è laureata in recitazione alla Scuola di Arte Teatrale dell'Istituto Nazionale di Belle Arti. Nel 1994, è stata nominata dall'Accademia Svedese migliore attrice nel 2014, e ha ricevuto nel 2013 la Dea d'Argento e un Ariel per il suo primo lavoro da regista. 

Sui riconoscimenti al cortometraggio di Ángeles Cruz, il portale Proceso, ha dichiarato [19]:

Arcángel ya cuenta con el Coral del Festival de La Habana, Cuba; Mejor Película Narrativa Corta en Cinequest Film & Creativity Festival, San José, California; Prix Revelation en el Festival de Cine Latinoamericano de Toulouse, Francia; Mejor Cortometraje [20] en el Ismailia Film Festival, Egipto, y Mejor Cortometraje de Ficción, con Patrocinia Aparicio y Noé Hernández como Mejor Actriz y Actor, en Enfoque Film Fest de Puerto Rico. Además, alcanzó la presea a Mejor Cortometraje Mexicano en el Festival Internacional de Cine de Hermosillo, Sonora.

Arcángel ha già vinto il Premio Coral del Festival dell'Avana, Cuba; come Miglior Film Corto Narrativo al Cinequest Film & Creativity Festival di San José, California; il Prix Revelation al Festival del Cinema Latinoamericano di Tolosa, Francia; come Miglior Cortometraggio [20] all'Ismailia Film Festival, Egitto, e Miglior Cortometraggio di Finzione, con Patrocinia Aparicio e Noé Hernández come Migliore Attrice e Miglior Attore, all'Enfoque Film Fest di Porto Rico. Inoltre, ha ottenuto il premio per il Migliore Cortometraggio Messicano al Festival Internazionale del Cinema di Hermosillo, Sonora.

In quest'opera, alla quale Ángeles Cruz ha portato il suo talento come regista, si affronta il tema della vulnerabilità in cui si trovano le persone anziane, secondo la rassegna [21] [es] del giornale locale El Imparcial.

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Gracias al @fichermosillo Mi amor y agradecimiento por siempre a Patrocinia, @noehernandez7519 y a todo el crew que con su talento, profesionalismo y entrega lo hicieron posible. @lola_ovando @carbscorrea @yaaviko @feliphotograf @filomarino @llogurt @acelo_ruiz @alendrey @tatismaganda @_cascas @jennymendozagarcia @imcine #myriambravo @pablo_marquez79 @kokoxuxp César Palafox, Chili y a much@s más. Gracias 🙏🏾 [22]

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Grazie a @fichermosillo Amore mio e ringrazierò sempre Patrocinia, @noehernandez7519 e a tutta la troupe che con talento, professionalità e dedizione lo hanno reso possibile. @lola_ovando @carbscorrea@yaaviko @feliphotograf @filomarino@llogurt @acelo_ruiz @alendrey@tatismaganda @_cascas@jennymendozagarcia @imcine#myriambravo @pablo_marquez79@kokoxuxp César Palafox, Chili e a much@s ancora. Grazie 🙏

Un successo problematico

Alcuni media hanno suggerito [24] che è stata data maggiore attenzione a un'altra esponente della recitazione messicana nel cinema, nello specifico a Yalitza Aparicio [25] [it]. O sarà che l'attenzione rivolta a Yalitza è servita a conoscere di più le donne di origine indigena che si dedicano al cinema? Questo lo devono decidere i critici e gli analisti dell'industria.

La realtà è che da quando il pluripremiato lungometraggio Roma [26]” [it] è stato presentato in anteprima sul sito di streaming Netflix [27] [it], è stato scritto e si è commentato molto sulla recitazione di Yalitza Aparicio, che è anche originaria di Oaxaca [28] [it]. Sono stati criticati [29] i ritocchi digitali alle sue fotografie (secondo alcuni, facendola brillare con una tonalità di pelle più chiara), così come l’ importanza delle sue apparizioni [29] a eventi glamour propri del cinema, come i “tappeti rossi” e le cerimonie di premiazione.

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Queste e altre storie possono fare riferimento alla tematica del film, che affronta il classismo e il ruolo delle lavoratrici domestiche nella società messicana, tra gli altri argomenti.

In merito alle ingiurie, sul portale SDPNoticias, si può leggere:

Desafortunadamente para la actriz, las fuertes críticas peyorativas en redes sociales no han cesado desde que la película del director mexicano empezó a acaparar los reflectores de los principales festivales de cine en el mundo. Ahí está el caso del actor Sergio Goyri, quien hace unos días fue grabado en video refiriéndose a la actriz como “pinche india” por su actuación en la película. ¿Envidia?

Sfortunatamente per l'attrice, le forti critiche negative sui social network non sono cessate da quando il film del regista messicano ha cominciato ad essere sotto i riflettori dei principali festival del cinema del mondo. È il caso dell'attore Sergio Goyri, che alcuni giorni fa è stato ripreso in un video mentre definiva l'attrice ‘india sguattera’ per la sua interpretazione nel film. Invidia?

Le reazioni che provoca il successo di queste donne nel cinema oltre le frontiere sono diverse e complesse. Perché vengono riconosciute ora e non prima? Perché si parla solo di quelle conosciute a livello internazionale e non di quelle che lavorano quotidianamente all'interno delle loro comunità? Eccetera. Quello che è certo è che qui ci sono tre esempi di donne di origine indigena che hanno lavorato per eccellere in un ambiente in cui molti altri falliscono, così le loro storie così come i loro sforzi non sono passati inosservati qui su Global Voices.