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Giocare contro il patriarcato: le ragazze musulmane in India conquistano lo “spazio dei maschi” giocando a calcio

“Pensavamo che un ragazzo potesse giocare a calcio, mentre una ragazza no.” – Screenshot dal video “Playing Against Patriarchy: Muslim Girls own the ‘Male Space’ by Playing Football” (“Giocare contro il patriarcato: le ragazze musulmane conquistano lo ‘spazio dei maschi’ giocando a calcio”).

Questo post è stato scritto da Grace Jolliffe ed è apparso per la prima volta su Video Volunteers [encome tutti i link successivi, salvo diversa indicazione], una pluripremiata organizzazione multimediale della comunità internazionale con sede in India. Una versione parzialmente edita è pubblicata qui di seguito come parte di un accordo di condivisione dei contenuti.

Un gruppo di giovani ragazze musulmane nutre il sogno di diventare un giorno delle grandi calciatrici. Si sono allenate su un campo di calcio pubblico situato nel quartiere povero di Rajabazar a Calcutta [it], la capitale dello stato indiano nel Bengala Occidentale [it]. Sognano di dribblare e giocare su campi più grandi, e davanti a folle più numerose. L'inviato della comunità di VideoVolunteers Debgopal Mondal ha intervistato alcune ragazze, creando un vero e proprio resoconto video che mostra come le ragazze sfidano le norme di genere attraverso lo sport.

Shahina Javed è la donna che ha dato vita a questa squadra di calcio per sole ragazze. In qualità di fondatrice di Roshni, la ONG che si occupa di lottare contro gli abusi domestici, la dote e il matrimonio infantile, Shahina ha infranto le norme della società negli ultimi dieci anni. Oltre a emancipare le giovani adolescenti, Roshni conduce anche seminari di sensibilizzazione in merito al diritto per le donne di accedere all'istruzione.

Sebbene le donne indiane siano state a lungo discriminate nel mondo dello sport, queste ragazze musulmane stanno esercitando forti pressioni contro l'idea che sia solo uno “spazio riservato ai maschi”. Una delle ragazze, Mehvi Shira, membro di questa squadra di sole ragazze, ha imparato da questa esperienza che le ragazze sono brave quanto i ragazzi:

We used to think boys can play football, but girls cannot, but then we realised that both of them can play. They are equal. If the boy can study more, a girl can also study more. If a boy can participate, a girl can also participate.

Pensavamo che i ragazzi potessero giocare a calcio mentre le ragazze no, dopo però ci siamo rese conto che entrambi possono farlo. Sono uguali. Se il ragazzo può studiare di più, allo stesso modo anche una ragazza può farlo. Se un ragazzo può partecipare, anche una ragazza può farlo.

In India, non è facile per le ragazze fare carriera nel settore dello sport. La discriminazione di genere è riscontrabile nelle disparità salariali tra uomini e donne, nell'atteggiamento prevenuto nei confronti delle atlete, per non parlare poi dei frequenti commenti a sfondo sessuale e degli episodi di molestie. Questa disparità evidenzia problemi chiaramente radicati nel sistema sportivo e nella società in generale. Per di più, la mancanza di strutture, opportunità e sostegno da parte del governo è un'ulteriore causa che spinge le ragazze a rinunciare ai loro sogni. Tani Fatima afferma:

The ground does not belong to [the boys]. It's for all of us. We have the right to go there and play. They stop us from playing. We do not have a proper space to play which is affecting our game.

Il campo non appartiene a loro [i ragazzi], è per tutti noi. Abbiamo il diritto di andare lì e giocare. Ci impediscono di giocare e non abbiamo uno spazio adeguato per farlo: questo sta influendo negativamente sul nostro gioco.

Mentre molti in India pensano che l'uguaglianza di genere nello sport sia pressoché un'utopia, si sta assistendo a un movimento sempre più crescente di persone che si stanno facendo avanti per parlare e risolvere alcuni dei problemi affrontati dalle donne. La rete di video attivisti di VideoVolunteer (sia uomini che donne) è impegnata verso l'uguaglianza e aggira le norme patriarcali nell'ambito della Campagna Khel Badal di VideoVolunteers. Questo è un esempio di come VideoVolunteers abbia voluto raccontare storie sui modi in cui le donne affrontano, superano e sfidano il patriarcato.

Guarda il video:

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