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I netizen della Cina continentale affrontano il “terrore rosa” dei troll nazionalisti durante le proteste di Hong Kong

L'agenzia di informazione nazionale CCTV ha lanciato la campagna “1.4 miliardi di protettori della bandiera” il 4 agosto 2019. Screenshot da CCTV.

La macchina della propaganda del Partito Comunista Cinese (PCC) è passata dal censurare la maggior parte dei contenuti sulle manifestazioni a Hong Kong sui media, internet e sui social media della Cina continentale al diffamare i manifestanti — e tormentare i cittadini cinesi che li supportano.

Dai primi di giugno alla metà di luglio, i media affiliati allo stato o al partito hanno postato poco riguardo le proteste anti estradizione a Hong Kong. Le informazioni sui social media sulle proteste erano subito cancellate. Tuttavia, a inizio agosto, da quando il governo cinese ha etichettato [en, come i link successivi, salvo diversa indicazione] le proteste a Hong Kong come un'altra “Rivoluzione Colorata”, presumibilmente istigata da potenze straniere per danneggiare il governo cinese, è partita una campagna di propaganda per dipingere le proteste di Hong Kong come parte di un movimento pro-indipendenza. Campagna che ha mobilitato anche i cittadini della Cina continentale.

Un gran numero di organi di stampa di Weibo e WeChat hanno elogiato la polizia di Hong Kong per l'uso della forza nel contrastare i manifestanti. Inoltre, video musicali, la cosiddetta “rapaganda”, sono stati rilasciati per rimproverare le potenze straniere nello spingere verso un intervento militare di Pechino per fermare le proteste. L'ultimo di questi video è “Hong Kong's Fall” di una famosa band del Sichuan:

Inoltre, celebrità e il mondo degli affari sono stati incoraggiati a dimostrare il loro amore per la Cina sui social media prestando giuramento nel proteggere la dignità della bandiera nazionale cinese. La campagna “1.4 miliardi di protettori della bandiera” è stata lanciata dalla Televisione Centrale Cinese il 4 agosto 2019, come reazione al lancio nel mare della bandiera nazionale cinese da parte di alcuni manifestanti a Hong Kong.

La campagna ha inoltre mobilitato un grande numero di troll nazionalisti conosciuti come “Tiny Pink” che monitorano le chat e i commenti online. Coloro che non rispettano la linea ufficiale del partito sono identificati e soggetti a quello che viene definito “doxxing”. Doxxing è la pratica di rendere pubbliche le informazioni personali di qualcuno senza il loro permesso, con l'intenzione di minacciare o intimidire. Solitamente i troll diffondono tutti gli account dei social media di un individuo e in seguito iniziano una serie di “segnalazioni” agli operatori delle piattaforme per chiedere di bannare gli account della vittima per motivi come violazione dei valori socialisti, diffamazione, volgarità eccetera.

Byron Chen, uno studioso indipendente residente a Shenzhen, è una delle vittime che ha subito la diffusione dei dati personali e bullismo collettivo che lui chiama “terrore rosa”. Byron ha scritto della sua esperienza su Facebook il 10 agosto (su Stand News [zh]) e ha affermato:

Dear friends on Facebook. There is a pink terror on Weibo in mainland China. Unfortunately, I was victimized by this terror. On July 14, I traveled to Hong Kong to attend a local journalist protests against Hong Kong police violence. I took a photo at Tai Wai station and shared it on WeChat. That photo was screen captured and published in a Weibo public page accusing me of supporting “Hong Kong independence”. Trolls on Weibo kept doxxing my private information and later I was interrogated by police officers. All my social media accounts, including Weibo and Duoban were banned. All my books and writings have vanished. Those who attempted to defend me were also doxxed.

Now the Tiny Pink has moved to Facebook. They search around, look for mainland Chinese accounts and check if they have posted content related to Hong Kong. If the contents are not in line with the official discourse, they would receive the label of being pro-Hong Kong independence. Their details will be published on Weibo public page and the trolls will dox the individuals and organize crowd bullying.

My mainland Chinese Facebook friends, please be careful.

Cari amici di Facebook. Il “terrore rosa” è sulla piattaforma Weibo in Cina continentale. Sfortunatamente, io sono stato una delle vittime di questo terrore. Il 14 luglio ho viaggiato a Hong Kong per partecipare ad una protesta contro la violenza della polizia insieme a giornalisti locali . Ho scattato una foto alla stazione Tai Sai e l'ho pubblicata su WeChat. Lo screenshot di quella foto è stato pubblicato su una pagina pubblica di Weibo accusandomi di supportare “l'indipendenza di Hong Kong”. I troll su Weibo hanno continuato a divulgare i miei dati personali e sono stato anche interrogato dalla polizia. Tutti i miei account, inclusi Weibo e Duoban sono stati chiusi. Tutti i miei libri e i miei appunti sono spariti. Anche i dati di coloro che hanno cercato di difendermi sono stati pubblicati.

Ora i “Tiny Pink” si sono spostati su Facebook. Cercano tra gli account degli utenti della Cina continentale e controllano che non siano stati postati contenuti relativi a Hong Kong. Se ci sono contenuti non in linea con la retorica ufficiale, gli account verranno etichettati come a favore dell'indipendenza di Hong Kong. I loro dettagli saranno resi pubblici su Weibo e i troll faranno in modo che vengano bullizzati.

Amici dalla Cina su Facebook, per favore fate attenzione.

Chen è stato interrogato dalla polizia subito dopo aver postato il messaggio su Facebook. Ha poi riferito ad un suo amico in chat che gli ufficiali di polizia erano meno minacciosi dei “Tiny Pink”.

Un'altra vittima dei “Tiny Pink” è stata la giornalista Rose Luqui della Phoenix TV ora assistente universitario alla Baptist University. Con 8 milioni di follower su Weibo, ora è presa di mira dai troll per i suoi commenti critici su Twitter.

Screenshot dei suoi post, nei quali criticava la Televisione Centrale Cinese per aver diffuso notizie false sui manifestanti a Hong Kong, sono stati ripostati su Weibo con etichette politiche e commenti pieni d'odio. Se si cerca il nome di Luqui sulla piattaforma Weibo si trovano commenti di incitamento all'odio diretto contro di lei come questo [zh]:

闾丘露薇,一个在Twitter 推特上的双标狗!
上学时老师还说闾丘露薇有多牛逼,看了她的twitter真的是活生生的美帝的带路党
没有大V能来管管@闾丘露薇 这个港独英国狗吗?看看在twitter上的这些言论!最可气的竟然还是内地长大的!臭不要脸!
平日抖机灵也就算了。大是大非面前,一些真正的汉奸嘴脸是藏不住的。建议对它们微博封号,永久禁止进入中国领土。@闾丘露薇

La mia insegnante una volta mi ha detto che Rose Luqui era una grande reporter. Ho letto i suoi tweet, è un esempio di spia imperialista degli Stati Uniti [Dailu Dang].

Qualunque leader opinionista influente può dare una lezione a Rose Luqui. Non è che un cane britannico che sostiene l'indipendenza di Hong Kong. Leggete i suoi tweet.

E’ cresciuta in Cina. Vergogna.

E’ stata una tipa intelligente. Tuttavia, per la questione delle rivolte, ha rivelato la sua vera faccia da traditrice. Il suo account Weibo dovrebbe essere cancellato per sempre e anche lei dovrebbe essere bandita dalla Cina per sempre.

In aggiunta agli insulti pubblici, Rose Luqui ha ricevuto centinaia di messaggi privati [zh] sulla sua posta di Weibo. Rose ha commentato che non si farà influenzare da questi messaggi e ha invitato i troll a pubblicare i messaggi sulle discussioni sotto i suoi post.

I “Tiny Pink” non prendono di mira solo i commenti politici ma anche le preferenze artistiche individuali. Su Facebook, un utente dalla Cina continentale ha rivelato che molti dei suoi amici hanno visto le loro informazioni private rese pubbliche e minacciati solo perché fan di cantanti famosi come Denise Ho o Anthony Wong tra gli altri, che sono stati etichettati come pro-indipendentisti. A causa di ciò, un crescente numero di utenti della rete della Cina continentale sta prendendo provvedimenti modificando la rete di connessioni sui loro social media mentre altri stanno passando ad app di messaggistica più sicure.

L'effetto “Pink Terror” è a doppia lama. Riesce a terrorizzare e silenziare gli oppositori ma è anche auto-distruttivo – la massiccia censura sulle opinioni razionali su Weibo potrebbe completamente rovinare la sfera pubblica come ha fatto notare un utente della piattaforma che ha disattivato i commenti sotto il suo post:

Sudi [a famous blogger in Quora-like Zhifu platform] has his account banned. I am speechless, totally speechless. Among those who have left were Chow Bo Chong [associate professor from the Chinese University of Hong Kong], Byron Chen and Deng Ai [liberal scholar]. What’s the nature of those who were left behind? I really don’t want to talk.

L'account di Sudi [un famoso blogger di Zhifu, una piattaforma simile a Quora] è stato bloccato. Sono senza parole, letteralmente senza parole. Tra quelli che sono rimasti c'erano Chow Bo Chong [professore associato all'università cinese di Hong Kong], Byron Chen e Deng Ai [studioso liberale]. Qual è la ragione per cui altri sono rimasti? Davvero non ne voglio parlare.

Per leggere di più sulle proteste anti estradizione di Hong Kong, visita la pagina dedicata [it] di Global Voices. 

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