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Pechino afferma che le proteste anti estradizione a Hong Kong mostrano segni di ‘terrorismo’

Il sit-in pacifico del 12 agosto all'aeroporto internazionale di Hong Kong. Foto: Kris Cheng/HKFP, Usata con permesso.

Gli scontri tra manifestanti e polizia hanno raggiunto l'apice da quando il governo di Hong Kong l'11 agosto ha iniziato a reprimere le proteste contro la legge sull'estradizione in tutta la città. In un solo giorno 54 manifestanti [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] sono finiti all'ospedale, una donna è stata colpita all'occhio da un proiettile e ha riportato diverse fratture alle ossa.

Il 12 agosto, l'Ufficio per gli affari di Macao e Hong Kong a Pechino ha tenuto una conferenza dichiarando che le azioni dei manifestanti mostrano “segni di terrorismo”. Quest'ultima mossa ha portato i manifestanti a temere una potenziale escalation di violenza dopo essere stati etichettati come “terroristi” e questo è un altro episodio che porta Hong Kong più vicino a un punto di non ritorno.

La sanguinosa repressione della polizia avvenuta l'11 agosto 

La polizia antisommossa ha lanciato un'aggressiva campagna di arresti su ampia scala che ha coinvolto diversi distretti di Hong Kong. La violenza con cui la polizia ha portato avanti le operazioni è stata registrata in un video. I fatti documentati nel video mostrano una giovane donna colpita all'occhio da un proiettile a Tsim Sha Tsui, un ragazzo che ha perso gli incisivi mentre supplicava gli agenti antisommossa di non spingerlo a terra durante l'arresto sempre a Tsim Sha Tsui e agenti che lanciano gas lacrimogeni all'interno della stazione della metropolitana e sparano a distanza ravvicinata ai manifestanti alla stazione di Taikoo.

I medici e lo staff degli ospedali pubblici sono stati tra i primi a protestare contro i metodi brutali usati dalla polizia. Centinaia di persone dello staff medico di oltre 12 ospedali pubblici hanno organizzato un sit-in il 12 e 13 agosto. Dal 9 Giugno, gli ospedali di Hong Kong hanno ricevuto 581 manifestanti feriti [zh], e molti altri hanno rinunciato alle cure ospedaliere per timore di essere arrestati dalla polizia di stanza.

Il personale medico di più di una dozzina di ospedali ha organizzato un sit-in per protestare contro la brutalità della polizia, & il governo di Hong Kong ancora si rifiuta di offrire qualsiasi tipo di soluzione politica.

Non c'è modo per Carrie Lam di negare che questi medici non abbiano “alcun interesse nella società”

L'etichetta di “terrorismo” data da Pechino 

Fino ad ora Pechino si è rifiutato di riconciliarsi con in manifestanti, e durante una conferenza stampa del 12 agosto il governo cinese ha affermato che le proteste a Hong Kong mostrano “segni di terrorismo”.

Cheung Tatming, esperto legale di Hong Kong, ha sottolineato [zh] che questa definizione potrebbe rafforzare l'autorità della polizia nell'usare la forza contro i manifestanti senza alcun limite o conseguenze.

Analizzando l'etichetta di terrorismo data da Pechino alle rivolte, uno studioso anonimo dalla Cina continentale ha predetto [zh] che la strategia repressiva della Cina a Hong Kong rappresenta una guerra “decentralizzata” [zh]:

六四幾乎已經在香港開始了。殺戮已經在悄悄蔓延。有沒有界限?有沒有那麼一個標誌性事件讓大家意識到六四來到?不會有。這個時代的武裝鎮壓,採取的不會是坦克上街。他們才不會那麼傻。那一刻永遠不會來。但是他們會放武警、會近距離射催淚彈和布袋單、會無差別不分地點不惜力往死裡打。所以這個時代的六四,是把一個主要鎮壓事件分散成無數個看似更小的事件。實際上,如果六四的模式是常規戰,是主戰場的硬碰硬,那麼當代的鎮壓,模式就是恐怖主義,就是逐漸升級、分散化。它讓你覺得真正的戰爭好像總在後退,總還沒有來,但每一次升級,其實都是戰爭內在的一部分。你永遠找不到那個「底限」,因為那個「底限」根本是不存在的。香港鎮壓的模式,就是化整為零、逐步升級、大陸援軍。而且需要注意的是,用大陸武警和解放軍,走的是帝國鎮壓的老路。用不同地區、不同族群的人來相互鎮壓,如此才可以讓下手者對對方毫不留情。

Il 4 giugno si sta ripetendo a Hong Kong. La repressione sanguinosa si sta estendendo e non si vede il confine o un segno definitivo nella versione di Hong Kong del 4 giugno. La polizia armata [dalla Cina continentale] si unirà alla polizia antisommossa di Hong Kong, verranno usati gas lacrimogeni, proiettili di gomma a distanza ravvicinata e i manifestanti verranno aggrediti senza nessuna restrizione. La nuova era del 4 giugno trasforma la repressione in tanti piccoli scontri. Se diciamo che il 4 giugno è un campo di battaglia, allora la repressione delle attuali proteste è caratterizzata da strategie antiterrorismo, sarà decentralizzata e si intensificherà gradualmente. Questo darà alla gente la sensazione che la guerra non arriverà, ma in realtà ci sono già dentro. Non si possono trovare i confini di questa guerra perché non esistono. Il modello repressivo di Hong Kong è una guerra di grado zero, continua ad intensificarsi e Pechino coinvolgerà sempre più soldati. Inoltre, la polizia armata e l'Esercito di Liberazione dalla Cina stanno usando il pugno di ferro imperialista nella loro strategia di soppressione, la legittimità di questa violenza si basa su divisioni regionali ed etniche.

Dal 9 all'11 giugno, la polizia antisommossa ha impiegato 1820 bombole di gas lacrimogeno. Solo nella giornata del 5 agosto, la polizia ha utilizzato 800 bombole di lacrimogeni. Wong Ho Yin dello Human Right Observe ha descritto l'uso di armi da parte della polizia come “una guerra in piena regola”.

Uno scontro dietro l'altro

Alcune di queste previsioni possono essere osservate durante gli ultimi scontri all'aeroporto dove decine di migliaia di manifestanti hanno organizzato un sit-in causandone la chiusura.

Il pacifico sit-in era partito il 26 luglio [zh] ed era stato considerato un grande successo da esibire per spiegare al mondo i motivi delle proteste anti-estradizione. Ma due scontri che hanno avuto luogo il 13 agosto hanno cambiato i piani. Un gruppo di manifestanti ha bloccato un uomo sospettato di far parte della polizia cinese. Alcuni non hanno saputo trattenere la rabbia e hanno picchiato il “poliziotto” e tentato di fermare lo staff medico che lo stava scortando via. Più tardi, con l'arrivo della polizia si è quasi arrivati alla sparatoria.

L'altro conflitto coinvolge una dozzina di manifestanti che hanno attaccato e legato un uomo per aver scattato foto ai manifestanti. L'uomo aveva affermato di essere un sostenitore delle della polizia e li aveva invitati allo scontro. Più tardi i manifestanti hanno trovato una maglietta blu indossata dai sostenitori di Pechino a Tsuen Wan il 5 agosto. Subito dopo Hu Xijun, capo redattore del Global Times ha rivelato su Twitter che l'uomo era un giornalista della testata e l'incidente è diventato virale sui media della Cina continentale, provocando una lunga seria di commenti vendicativi.

I due incidenti sopracitati non solo hanno influenzato l'opinione pubblica in modo negativo nei confronti dei manifestanti, ma hanno anche provocato un dibatto interno al movimento anti estradizione. Tra i manifestanti si sente sempre di più il bisogno di una riflessione sulle strategie della loro campagna nel rispondere ai nuovi modelli repressivi della Cina contro Hong Kong.

Nel frattempo, il Fronte Civico per i Diritti Umani ha organizzato un'altro raduno di massa per il 18 agosto.

Per leggere di più sulle proteste anti estradizione di Hong Kong, visita la pagina dedicata [it] di Global Voices. 

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