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Per effetto della crescente deforestazione in Brasile, gli incendi in Amazzonia si trasformano in una crisi globale

Illustrazione di @byleylaali / Usata con autorizzazione

Nel dicembre 2017, quando ha ricevuto una medaglia d'onore dal governo brasiliano, Cacique Raoni, un capo indigeno Kayapo, ha detto [pt, come i link seguenti, salvo diversa indicazione]: “Dobbiamo essere uniti, perché vogliono ridurre il nostro territorio”. Raoni Metuktire è diventato una faccia nota a livello internazionale trent'anni fa, quando viaggiò con il musicista britannico Sting [en] attraverso 17 nazioni per denunciare la deforestazione nella più grande foresta pluviale del mondo. Raoni è nato nel Mato Grosso [it], uno Stato nella regione occidentale centrale del Brasile, dove vaste fasce dell'Amazzonia sono bruciate durante la scorsa settimana.

Il Parco Nazionale di Chapada dos Guimarães è una di queste aree, ed è bruciato per 10 giorni prima che si riuscisse a controllare l'incendio il 19 agosto. Secondo il giornale Folha di S. Paulo, soltanto nel 2019 il 12% della superficie del parco è stata consumata da incendi boschivi. Il Brasile ha avuto un anno record nel numero di incendi boschivi, e il Mato Grosso è lo Stato brasiliano che ha registrato il maggior numero di incendi.

Il Mato Grosso, un grande Stato agricolo in Brasile, confina con la Bolivia, dove gli incendi boschivi hanno colpito un'area equivalente a circa 745.000 campi di calcio [en]. Dopo aver perlustrato la regione da un elicottero, il ministro dell'ambiente del Brasile, Ricardo Salles, ha negato di aver effettuato tagli al budget delle operazioni di controllo, incolpando il tempo secco e i criminali per la situazione (senza presentare prove).

I suddetti eventi catturano l'attuale scenario in Brasile, che ha recentemente attirato l'attenzione del mondo intero. Negli ultimi giorni, gli hashtag come #PrayForTheAmazon e #ActfortheAmazon (cioè #PregaPerAmazzonia e #AgisciPerAmazzonia) hanno fatto tendenza su Twitter. È uno scenario con gli attivisti che hanno denunciato da tempo la deforestazione e i crimini contro l'ambiente in Brasile, perpetrati generalmente allo scopo di espandere gli allevamenti di bovini e le fattorie. Gli effetti della stagione secca, la mancanza di azione dello Stato e un governo che rifiuta di assumersi le responsabilità hanno contribuito alla drammatica situazione della regione dell'Amazzonia [en]:

Il fumo dagli incendi boschivi nella #ForestaPluvialeAmazzonica si diffonde attraverso diversi Stati brasiliani in questa immagine in colori naturali, scattata dallo strumento @NASAEarth sul satellite Suomi NPP. Sebbene sia la stagione degli incendi in Brasile, il numero degli incendi potrebbe stabilire un record:

Secondo molti esperti intervistati da molti siti di informazione brasiliani questa settimana, gli incendi hanno più di un'unica causa. “La deforestazione, gli incendi stagionali, la mancanza di fondi e di attività di controllo sono fra le cause elencate in un reportage pubblicato dal sito di informazione UOL.

Il presidente Jair Bolsonaro ha incolpato spesso le ONG degli incendi, senza presentare prove, dicendo che ha “un sospetto” che questi gruppi stiano appiccando incendi con l'obiettivo di danneggiare il suo governo e la sua immagine all'estero. Bolsonaro dice che ha tagliato il 40% del budget destinato alle ONG in Brasile:

Então, pode estar havendo, sim, pode, não estou afirmando, ação criminosa desses ‘ongueiros’ para chamar a atenção contra a minha pessoa, contra o governo do Brasil. Essa é a guerra que nós enfrentamos.

Ebbene, forse sta succedendo, sì, non sto affermando questo, l'azione criminale di queste persone delle ONG per attirare l'attenzione contro di me, contro il governo del Brasile. Questa è la guerra che stiamo affrontando.

La Germania e la Norvegia hanno entrambe congelato le donazioni per il Fondo Amazzonia, che finanzia i progetti di recupero e sorveglia la deforestazione nella regione. Entrambe le nazioni, che sono i maggiori donatori del fondo, hanno giustificato la loro decisione sulla base del rapido incremento della deforestazione durante il governo di Bolsonaro.

Nell'attuale crisi, il Fondo Amazzonia è il principale finanziatore per le autobotti e l'attrezzatura dei pompieri per combattere i continui incendi.

L'Amazzonia sotto il governo Bolsonaro

Tra gennaio e il 19 agosto 2019, il Brasile ha visto 72.843 incendi, un aumento dell'83% rispetto allo stesso periodo nel 2018, in base ai dati dell'Istituto di ricerca spaziale nazionale del Brasile (INPE). Un resoconto dell'Istituto di ricerca sull'ambiente in Amazzonia (IPAM), citato da El Pais, dice che il 60% degli incendi sono iniziati all'interno di proprietà private, il 16% in territori indigeni e uno per cento nelle aree protette.

Le 10 città all'interno dell'Amazzonia con il più elevato numero di incendi sono anche quelle con i maggiori tassi di deforestazione, secondo entrambi gli istituti. Inoltre il 52% degli incendi identificati in Brasile quest'anno sono avvenuti in Amazzonia. La NASA ha dichiarato anche che gli incendi “portano la firma della deforestazione” [en]:

Nella #ForestaPluvialeAmazzonia, la stagione degli incendi è arrivata.

Lo strumento MODIS sul satellite Aqua della NASA ha catturato queste immagini di numerosi incendi che bruciano negli Stati brasiliani di Rondônia, Amazonas, Pará e Mato Grosso, l'11 agosto 2019.

Quando INPE ha mostrato a luglio che la deforestazione nell'Amazzonia stava aumentando, il governo ha protestato. Ricardo Salles, ministro dell'ambiente in Brasile, ha detto che i dati erano approssimativi e che avrebbero incaricato un'altra azienda per presentare cifre alternative. Il ministro della sicurezza istituzionale, il Generale Augusto Heleno, ha detto che le cifre sono “manipolate”. E il presidente Bolsonaro ha suggerito che il direttore di INPE potrebbe forse lavorare per una ONG. Ha dichiarato anche:

Com toda a devastação que vocês nos acusam de estar fazendo e de ter feito no passado, a Amazônia já teria se extinguido.

Se tutta la distruzione che ci accusate di aver provocato adesso e in passato [fosse vera], l'Amazzonia si sarebbe già estinta.

Infine, ad agosto, il governo ha espulso il direttore di INPE, Ricardo Galvão, per aver divulgato i dati sulla deforestazione.

L'Amazzonia è una tematica frequente nelle diatribe di Bolsonaro. Durante la sua campagna presidenziale ha raccomandato frequentemente che l'area sia aperta per l'attività mineraria. Ha rievocato una visione che risale al periodo della dittatura militare brasiliana, che sostiene che l'Amazzonia dovrebbe essere “integrata” alla nazione attraverso lo sviluppo, al fine di evitare che sia “consegnata” alle nazioni straniere. Il giornalista Rubens Valente ha scritto:

Em resumo, ela afirma que ONGs e indígenas pretendem, em conluio com países estrangeiros, dividir a região por meio da independência de algumas de suas áreas. Os ataques externos “ao Brasil”, ou seja, ao governo brasileiro, esconderiam um plano secreto internacional para tomar essas porções de terra exuberantes e ricas.

A partir dos anos 1980, essas ideias passaram a ser difundidas com mais intensidade em círculos militares (…)

Tal ficção encontra solo fértil no governo do presidente Jair Bolsonaro, capitão reformado, e tem pautado a relação do governo brasileiro com a Amazônia e países estrangeiros que incentivam projetos de preservação da região.

Per riassumere, questa teoria sostiene che le ONG e le popolazioni indigene intendono, in combutta con le nazioni straniere, dividere la regione attraverso l'indipendenza di alcune aree. Gli attacchi esterni “sul Brasile”, ovvero contro il governo brasiliano, nasconderebbero un piano internazionale segreto per  prendere possesso di questi territori ricchi e vitali.

A partire dagli anni '80 queste idee hanno iniziato a diffondersi ancor più intensamente nei circoli militari (…)

Questa tematica trova un terreno fertile nel governo di Jair Bolsonaro, un capitano riformato, che ha focalizzato l'agenda sulla relazione del governo brasiliano con l'Amazzonia e con le nazioni straniere che incentivano la salvaguardia della regione.

Salles, ministro di Bolsonaro, sostiene che la soluzione per i problemi dell'Amazzonia è “monetizzare” la regione, aprendo aree per lo sviluppo commerciale. Sotto il mandato di Salles, le contravvenzioni per i crimini contro la flora sono calate del 23%.

Commozione online

Una stima del professore Fabio Malini, pubblicata il 22 agosto, ha indicato che nell'arco di 14 ore sono stati inviati più di 2,5 milioni di tweet sugli incendi: 949.445 in inglese, 698.943 in spagnolo e 593.873 in portoghese.

10.2 milioni di tweet sull'Amazzonia brasiliana negli ultimi 7 giorni. 4.3 milioni solo ieri.
I dati sono simili, in termini di volume, alla commozione osservata dopo i grandi attacchi terroristici.
La rete ha 2.1 milioni di retweet, catturati durante 14 ore, fino alle ore 19 di ieri, orario brasiliano.

Molte celebrità, che hanno tentato di mostrare sostegno, hanno tuttavia utilizzato immagini che erano vecchie o non dell'Amazzonia. Fra loro, la super-modella brasiliana Gisele Bündchen e il presidente francese Emmanuel Macron, entrambi hanno postato un'immagine degli anni '90 quando hanno parlato della problematica.

Macron, che ha incontrato Cacique Raoni quest'anno, ha convocato un'assemblea G7 per discutere la situazione. Bolsonaro ha reagito dicendo che il presidente francese sta tentando di usare una questione domestica in Brasile per un suo vantaggio politico in Francia:

Temo che il presidente Macron cerchi di utilizzare come arma una questione interna del Brasile e di altri Paesi dell'Amazzonia per i suoi vantaggi politici personali. Il tono sensazionalista con cui si riferisce all'Amazzonia (appellandosi persino a immagini errate) non contribuisce in alcun modo alla soluzione del problema.

Il governo brasiliano è ancora aperto al dialogo, basato su dati obiettivi e il mutuo rispetto. La proposta del presidente francese che le questioni dell'Amazzonia devano essere dibattute dal G7, senza la partecipazione dei Paesi della regione, evoca una mentalità colonialista nel XXI secolo.

Ci sono comunque segnali che la critica stia producendo i suoi effetti. Il partito Novo Party, di tendenze ultraliberali, ha cercato di distanziarsi da Salles, il suo membro più prominente. Le richieste di sanzioni UE su certi prodotti brasiliani stanno acquisendo forza. In seguito alle proteste nel mondo intero contro il suo governo, Bolsonaro ha deciso di inviare le Forze Armate a combattere gli incendi e ha trasmesso l'annuncio su TV e radio nazionali. Molte città hanno registrato la gente che batteva pentole e casseruole, mentre era in volo, e le manifestazioni di protesta sono scese in piazza a Rio de Janeiro, Brasília e São Paulo.

Anche Joenia Wapichana [it], una donna indigena deputata del congresso, e i suoi colleghi di partito hanno chiesto formalmente l'incriminazione del ministro dell'ambiente per i crimini di responsabilità [en]:

Ad agosto 2019 continua una attiva stagione di incendi in Amazzonia, con vasti e intensi incendi divampati nella regione. I satelliti della @NASA hanno monitorato attivamente gli incendi divampati attraverso il Sud America, catturando le immagini di fumo della scorsa settimana.

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