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Altamira: la città amazzonica che resiste agli incendi boschivi, alle violenze carcerarie e alle minacce anti-indigene

La città di Altamira, nella regione settentrionale del Brasile, si trova nel cuore dell'Amazzonia. Immagine: Pablo Albarenga/Mídia Ninja, CC BY-NC-SA 2.0

Altamira, una città nel cuore della foresta amazzonica di Brasile, è la più grande area [pt, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] territoriale del paese, e la terza più grande nel mondo. È più estesa del Portogallo, della Svizzera o dell'Islanda, nonostante una popolazione di soli 114.000 abitanti. Nel 2019, Altamira ha fatto notizia a seguito di segnalazioni di incendi boschivi, è la seconda città [en] del Brasile per numero di incendi nel 2019. Ma questa non è l'unica sfida affrontata da questa città.

Negli ultimi anni Altamira ha visto un aumento di minacce nelle terre indigene, nelle prigioni e nella violenza urbana. Il 29 luglio, 58 persone sono state massacrate nella prigione della città a seguito di una disputa interna tra i detenuti; 16 persone sono state decapitate. Molti di loro stavano ancora aspettando un processo. Altri quattro detenuti furono uccisi all'interno di un'auto governativa mentre li trasferiva ad un'altra struttura a seguito del massacro. Fu il secondo massacro più grande nella storia delle carceri brasiliane, dopo il massacro di Carandiru [it] nel 1992, quando furono uccise 111 persone.

All'inizio di settembre, Global Voices ha parlato con padre Romildo, un sacerdote responsabile della branca della prigione cattolica di Altamira, ha detto che diverse famiglie stavano ancora aspettando di identificare i parenti eventualmente uccisi.

Afferma che la popolazione carceraria in Altamira è raddoppiata negli ultimi anni. Mentre le controversie in precedenza erano limitate alle bande locali, ora ci sono nuovi e più grandi giocatori in città, come ad esempio il Comando Vermelho [it], il principale gruppo criminale di Rio de Janeiro, e PCC [it] di San Paolo, e la più grande organizzazione criminale del Brasile. Egli afferma:

Altamira virou um cenário de guerra. Todos os finais de semana nos deparamos com assassinatos, com furtos. A cidade foi ficando desordenada. Em detrimento a isso, percebemos que a população carcerária foi inchando. Tínhamos um presídio que não comportava o número de presos e foi aumentando.

Altamira è diventata uno scenario di guerra. Ogni fine settimana troviamo omicidi, rapine. La città non ha ordine. Nel frattempo, abbiamo notato che la popolazione carceraria è aumentata. La nostra prigione era già in eccedenza e il numero dei prigionieri continuava comunque ad aumentare.

Romildo è nato a 46 km da Altamira e si è trasferito in città durante l'adolescenza per studiare. Ora lavora in una comunità agroecologica e fa visite regolari al carcere della città. Come dicono molte persone di Altamira, le radici di molti dei problemi attuali risiedono nella costruzione della diga di Belo Monte [it], una centrale idroelettrica da 7,3 miliardi di dollari inaugurata nel 2016 nel fiume Xingu..

È stata prospettata una diga per la zona dagli anni '70, ma è stato solo nel 2011, durante il governo del partito operaio di sinistra, che è iniziata la costruzione. Il governo ha giustificato lo sviluppo della diga come mezzo per garantire la sicurezza energetica del Brasile alla luce della crescente domanda di elettricità del paese.

Romildo ricorda:

Do dia para a noite, [a população cresceu]. Isso se deu por conta do empreendimento de Belo Monte, a construção da hidrelétrica que trouxe muitas pessoas, e a cidade inchou. Tínhamos uma infraestrutura que mais ou menos já era deficiente, não comportava as demandas da cidade, e com a construção isso piorou.

Tivemos na cidade de Altamira pessoas que vieram com um trabalho certo, mas também muitos aventureiros, pessoas que foram na esperança de encontrar trabalho e se depararam com dificuldades, especialmente, para achar aluguel. Os preços subiram. Quando se tem um empreendimento do tamanho de Belo Monte, a criminalidade também aumentou.

La popolazione è aumentata da un giorno all'altro. Tutto a causa di Belo Monte, la costruzione della diga ha portato molte persone e la città è cresciuta. Le infrastrutture erano già povere, non soddisfacevano tutte le esigenze della città e con la diga sono peggiorate.

Molte persone sono venute ad Altamira con lavori prestabiliti, ma c'erano anche molti avventurieri, quelli che venivano con la speranza di trovare lavoro ma che hanno avuto difficoltà, soprattutto con l'alloggio. I prezzi degli affitti sono aumentati. Con un'impresa delle dimensioni di Belo Monte, aumentò anche la criminalità.

All'inizio degli anni 2000, il tasso di omicidi di Altamira era di 11,3 omicidi ogni 100.000 abitanti. Nel 2017 erano 135,5. Ha superato il tasso di omicidi dell'Honduras, detentore del più alto tasso di omicidi del mondo in quell'anno, secondo le Nazioni Unite. L'ultimo altante della violenza, uno studio brasiliano annuale sulla sicurezza pubblica, colloca Altamira come la seconda città più violenta del Brasile.

Gli indigeni hanno sofferto di più con la costruzione della diga di Belo Monte. A settembre, la polizia federale del Brasile ha scoperto un'area deforestata di 15.000 ettari all'interno di una terra indigena ufficialmente designata ad Altamira. Ad agosto, i leader Xikrin hanno dichiarato di aver ricevuto minacce da una banda di 300 uomini armati, che stavano costruendo case all'interno della loro terra.

Nel 2014 Eliane Brum, una pluripremiata giornalista brasiliana, che da anni prende in esame Belo Monte, ha intervistato il procuratore federale brasiliano Thais Santi, che si trova ad Altamira. Santi ha affermato che i giudici dicevano di non poter interferire nelle decisioni politiche o governative riguardo su Belo Monte, anche quando erano evidenti delle irregolarità.

Santi afferma di aver visto le comunità essere distrutte dalla costruzione della diga, con un aumento della dipendenza di alcolici e degli episodi di razzismo. Santi ha definito la situazione della regione un “etnocidio indigeno”:

Encontrei aqui a continuação do que eu estudei no meu mestrado a partir da (filósofa alemã) Hannah Arendt. Belo Monte é o caso perfeito para se estudar o mundo em que tudo é possível. A Hannah Arendt lia os estados totalitários. Ela lia o mundo do genocídio judeu. E eu acho que é possível ler Belo Monte da mesma maneira.

Ho trovato qui la continuazione di ciò che ho studiato nei miei master su Hannah Arendt (filosofa tedesca). Belo Monte è il caso perfetto per studiare un mondo in cui tutto è possibile. Hannah Arendt ha studiato gli stati totalitari. Ha studiato il mondo del genocidio ebraico. E penso che sia perfettamente possibile leggere Belo Monte allo stesso modo.

Gli incendi dell'Amazzonia

Gli incendi dell'Amazzonia che hanno fatto notizia a livello internazionale ad agosto sembrano essere stati creati dall'uomo, e forse da mano criminale. Il giornalista locale Adecio Piram ha riferito che gli agricoltori hanno organizzato una “giornata degli incendi” nello stato di Pará il 10 agosto, in cui hanno dato fuoco a un'area attorno a una strada federale. La rivista Globo Rural ha successivamente riportato il caso:

Já se sabe que mais de 70 pessoas – de Altamira e Novo Progresso —  entre sindicalistas, produtores rurais, comerciantes e grileiros, combinaram através de um grupo de WhatsApp incendiar as margens da BR-163, rodovia que liga essa região do Pará aos portos fluviais do Rio Tapajós e ao Estado de Mato Grosso. A intenção deles era mostrar ao presidente Jair Bolsonaro que apoiam suas ideias de “afrouxar” a fiscalização do Ibama e quem sabe conseguir o perdão das multas pelas infrações cometidas ao Meio Ambiente.

È noto che oltre 70 persone – di Altamira e [la città di] Novo Progresso – tra cui sindacalisti, agricoltori, commercianti e accaparratori di terre, hanno organizzato tramite WhatsApp per dare fuoco ai margini dell'autostrada BR-163, che collega quella regione ai porti di Pará nel fiume Tapajós, nonché allo stato del Mato Grosso. La loro intenzione era di mostrare al presidente Jair Bolsonaro di sostenere le sue idee di “perdere” le ispezioni di Ibama [regolatore ambientale del Brasile] e forse di ricevere la grazia per le multe ambientali passate.

Parlando con il quotidiano O Globo di Rio de Janeiro, Rodolfo Salm, un professore dell'Università Federale di Pará (UFPA), ha dichiarato:

A verdadeira época das queimadas em Altamira não começou. A situação se torna dramática em outubro, novembro. Neste ano, a coisa vai chegar num nível apocalíptico.

La vera stagione degli incendi ad Altamira non è ancora iniziata. La situazione diventa più drammatica ad ottobre, novembre. Quest'anno si intensificherà verso le tappe apocalittiche.

Debora Alvares, giornalista dell’Huffington Post Brasil, ha scritto di un incontro che ha avuto con i taglialegna locali, che sostiene che l'hanno minacciata. Ella dice:

Esse clima tenso no ar, misturado à fuligem, não parece ser exceção. Diferentes fontes em Altamira me relataram um recente ataque a carros do Ibama, instituto de meio ambiente, quando correu a notícia de que haveria mais inspeções nessa área ao norte de Altamira. Até uma ponte teria sido destruída por madeireiros.

Um dos problemas relatados por um fiscal do Ibama que entrevistei é o próprio acesso na região amazônica. Os trechos longos de estrada de terra na BR-230 dificultam chegar às áreas de mata onde ocorrem incêndios.

Questa tensione nell'aria, mescolata alla fuliggine, non sembra un'eccezione. Diverse fonti ad Altamira mi hanno raccontato di un recente attacco alle auto Ibama dopo la notizia delle imminenti ispezioni nell'area. Anche un ponte sarebbe stato distrutto dai taglialegna. Uno dei problemi segnalati da un agente Ibama che ho intervistato era l'accesso all'interno della regione amazzonica. Lunghi tratti di fango sul BR-230 stesso rendono difficile raggiungere le aree forestali dove si verificano incendi.

In un articolo pubblicato il 13 settembre, Eliane Brum afferma che, dopo gli incendi, Altamira era piena di giornalisti, il che ha dato alla città la speranza di vedere attirare anche gli altri suoi problemi. In un anno che si è rivelato più difficile del solito per la città, padre Romildo lo riassume:

Nós vivemos em Altamira o mundo do tudo é possível. Temos a impressão que vivemos um mundo sem lei.

Viviamo ad Altamira, il mondo dove tutto è possibile. Abbiamo l'impressione di vivere in una terra senza legge.

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