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I creatori di South Park prendono in giro l'NBA con delle sarcastiche scuse alla Cina

Randy in piedi difronte alla Corte Cinese. Immagine presa dall'episodio di South Park “Band in China”.

I produttori della sitcom animata americana South Park [it] hanno emesso delle scuse sarcastiche alla Cina [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] dopo che le censure di Pechino hanno eliminato ogni traccia del cartone da tutti i servizi di video streaming e dalle piattaforme della Cina Continentale.

Le scuse, pubblicate il 7 ottobre, prendono in giro l'American National Basketball Association [it] (NBA) per aver portato “la censura cinese nelle nostre case e nei nostri cuori”. Questa affermazione sarcastica è stata seguita da una reazione a catena causata da un tweet postato da Daryl Morey, direttore generale degli Houston Rockets cioè una squadra che gioca nell'NBA, nel quale egli supporta i manifestanti di Hong Kong che richiedono più libertà politiche e si oppongono alle politiche di Pechino.

Leggi la copertura speciale di Global Voices: il popolo di Hong Kong contro la legge sull'estradizione forzata in Cina. [it]

Ciò che ha provocato le azioni della censura cinese è l'ultimo episodio della serie, chiamato “Band in China”. Questo episodio racconta di uno dei protagonisti, Randy, in un viaggio d'affari in Cina durante il quale atterra in prigione dove conosce alcuni personaggi Disney, tra cui Winnie the Pooh e Pimpi.

L'episodio, che prende in giro Hollywood per le sue pratiche di censura in Cina, è uscito il 2 ottobre, solo un giorno dopo il 70esimo anniversario della fondazione della Repubblica Popolare Cinese.

L'episodio ha stupito alcuni fan del cartone sia dentro che fuori la Cina per le sue scene di violenza, tipiche della serie sin dal suo debutto [it] nel 1997.

L'episodio di South Park “Band in China” sulle compagnie di censura in Cina è incredibile. guardalo qui.

Attenzione: Il programma contiene scene di estrema violenza—dalle confessioni forzate al padre di Stan, Randy, che uccide Winnie the Pooh. Inoltre, è presente musica death metal.

La storia arriva al punto di criticare le “confessioni forzate” cinesi, facendo si che Randy sia obbligato a confessare l'omicidio di Winnie the Pooh, cioè un meme del Presidente cinese Xi Jinping:

Il nuovo episodio di South Park intitolato “Band In China”  si concentra sulla stretta censura cinese dei media.

Nell'episodio la Cina accusa la banda di aver ucciso Winnie the Pooh. In realtà, Winnie the Pooh è stato censurato in Cina in seguito ad alcuni meme in cui veniva paragonato al Presidente cinese.

Evidentemente, i creatori del cartone, Trey Parker e Matt Stone, avevano anticipato la censura cinese. Infatti, come se il messaggio dell'esperienza in Cina di Randy non fosse stato abbastanza chiaro, South Park ha fatto un altro nuovo episodio di “Band in China” disponibile gratis dal 3 ottobre:

Kyle ritorna a South Park e dà a Stan una buona idea, ma i ragazzi capiscono che non possono rinnegare i propri ideali. Guarda il nuovo episodio, “Band In China” GRATIS.

Il 7 ottobre, a seguito della censura cinese e il rilascio della dichiarazione apologetica e l'inchino della NBA alla Cina sul tweet del direttore generale di Houston Rockets Daryl Morey Hong Kong, South Park ha postato una “risposta ufficiale” su Twitter prendendo in giro l'NBA:

Like the NBA, we welcome the Chinese censors into our homes and into our hearts. We too love money more than freedom and democracy. Xi doesn’t look just like Winnie the Pooh at all. Tune into our 300th episode this Wednesday at 10! Long live the Great Communist Party of China! May this autumn’s sorghum harvest be bountiful! We good now China?

Come la NBA invitiamo la censura cinese nelle nostre case e nei nostri cuori. Anche noi amiamo più i soldi che la libertà e la democrazia. Xi non assomiglia per niente a Winnie the Pooh. Sintonizzati sul nostro trecentesimo episodio questo mercoledì alle 10! Lunga vita al Partito Comunista della Cina! Che il raccolto autunnale di sorgo sia abbondante! Siamo a posto ora Cina?

L'inchino della NBA alla Cina

È iniziato tutto il 5 ottobre, quando Daryl Morey ha postato un'immagine su Twitter del grido di guerra dei manifestanti di Hong Kong: “Combatti per la libertà. Battiti per Hong Kong”. Nonostante più tardi abbia eliminato il tweet, il suo gesto sui social è stato colto dagli organi di stampa statali cinesi, incluso il Global Times e il People’s Daily, ed è circolato su Weibo. Entrambi gli organi di stampa agiscono da portavoce del Partito Comunista Cinese e hanno interpretato il gesto come un supporto al “movimento separatista”. Come anticipato, è stata organizzata in Cina una campagna online per chiedere le sue scuse pubbliche.

In risposta al putiferio cinese, Morey ha spiegato che i suoi tweet rappresentano esclusivamente il suo punto di vista:

2/ Ho sempre apprezzato l'immenso supporto dei nostri fan cinesi e degli sponsor che ci hanno fornito, e vorrei sperare che coloro che sono rimasti scioccati sappiano che non era il mio intento quello di offenderli o confonderli. I miei tweet sono personali e in nessun modo rappresentano i Rockets o la NBA.

La NBA ha anche pubblicato una dichiarazione officiale con l'intento di calmare la situazione in Cina:

Dichiarazione originale della NBA:

Riconosciamo che [il punto di vista di Morey] abbia profondamente offeso molte persone in Cina, è deplorevole.Ttraduzione postata sui social network cinesi:

Estremamente dispiaciuto dall'inappropriata affermazione di Morey. Senza dubbio ha violentemente offeso i sentimenti dei fan di Cina.

Tuttavia, la dichiarazione si è ritorta contro i fan dell'NBA in USA. Un candidato alla presidenza degli Stati Uniti, Beto O’Rourke, l'ha definito “imbarazzante” mentre il Senatore repubblicano della Florida Marco Rubio ha accusato l'NBA di gettare Morey “sotto un autobus” per “proteggere l'accesso al mercato cinese per la NBA”.

Tutto ciò va oltre la @NBA. Riguarda la capacità sempre maggiore della #Cina di restringere la libertà d'espressione qui negli Stati Uniti.

I canali televisivi, le compagnie aeree, catene di hotel, i rivenditori e Hollywood sono già stati censurati.

Adesso i cittadini privati rischiano di perdere il loro lavoro se offendono la Cina.

Dal canto suo, la Cina considera le scuse della NBA insufficienti, per questo tutti i prodotti dei Rockets sono stati rimossi dalle piattaforme di shopping online cinesi incluse Taobao, Tian Mall e Jingdong. I media statali cinesi, inclusi la Televisione Centrale Cinese e il gigante informatico Tencent hanno inoltre annunciato la sospensione della trasmissione dell'NBA inseguito al tweet di Morey.

Mentre i creatori di South Park hanno reso chiaro che non sopprimeranno i lori ideali, la NBA ha deciso di accettare il contesto ideologico che la Cina impone sul resto del mondo — anche indicato nella lettera aperta ai fan della NBA da parte del proprietario delle Brooklyn Nets, Joseph Tsai, che concorda con Pechino definendo le proteste odierne a Hong Kong come un vero e proprio movimento separatista, e sollecita i fan della NBA a capire la storia cinese.

Un gran numero di aziende e brand stranieri hanno recentemente espresso le proprie scuse alla Cina per le tensioni su Hong Kong. Considerando che il conflitto si sta espandendo, più enti globali saranno obbligati a fare una scelta tra portare avanti i propri valori oppure se inchinarsi ai valori cinesi. In questo gioco, non c'è una seconda scelta: mentre la NBA ha cercato di seguire la via del mezzo, è finita per sbattere contro entrambi i lati.

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