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I pescatori cinesi raccolgono illegalmente il corallo nelle acque giapponesi

ogasawara coral poaching

Tako-iwa (roccia piovra), Isola di Nakoudojima, Ogasawara. Foto da Flickr dell'utente Froschmann. CC BY-NC-ND 2.0

Negli ultimi anni, l'autunno ha contraddistinto le dispute territoriali tra la Cina e il Giappone. Nel 2014 la battaglia si è spostata alla raccolta illegale del corallo nelle acque giapponesi.

Centinaia di pescherecci con contrassegno cinese sono stati intravisti, spesso a distanza ravvicinata, vicino alle isole che si estendono per migliaia di chilometri a sud di Tokyo. La raccolta illegale del corallo avviene vicino alle isole di Ogasawara e Bonin [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], subtropicali ed ecologicamente diversificate, che formano un arcipelago remoto e scarsamente popolato, ubicato a circa 1000 chilometri a sud di Tokyo.

Si pensa che le barche raccolgano illegalmente il corallo rosso, che può essere venduto per migliaia di dollari al chilogrammo [jp]:

Raccoglitori illegali di corallo al largo di Ogasawara. [Nel 2014] sono state intraviste circa 212 imbarcazioni cinesi.
Imbarcazioni sospette al largo di Torishima, Arcipelago di Izu

Si pensa comunque che la situazione abbia una connessione più profonda con la continua controversia tra il Giappone e la Cina sulle Isole Senkaku, a ovest di Okinawa. Nonostante il corallo rosso possa ottenere prezzi elevati per i pescatori, non sembra ancora essere economicamente giustificato mandare una barca fino alle Isole Ogasawara.

Si sospetta anche il governo cinese abbia incoraggiato e assistito tacitamente la flotta di pescherecci per mettere a prova la reazione del Giappone.

Analogamente, negli ultimi anni le acque al largo di Taiwan, Corea e Giappone hanno assistito a un crescente numero di incidenti marittimi che hanno coinvolto i pescatori cinesi.

Sebbene il Giappone sia spesso considerato una nazione piccola e angusta, si estende in realtà dai territori più remoti, come le isole Ogasawara e Bonin nell'estremo sud, alle remote isolette nell'estremo ovest della Prefettura di Okinawa. La vastità delle frontiere marittime nazionali rende difficile per il Giappone far valere la sua sovranità e impedire lo sfruttamento eccessivo della pesca.

Un blogger, che vive in una delle remote isole Bonin, ha espresso frustrazione e disperazione [jp] per quello che sta succedendo[jp]:

8月から小笠原諸島近海で度々目撃されている不審船… 高値で取引される宝石サンゴ(赤サンゴ)の密猟が目的のようだ…

網が流されると、赤サンゴはおろか、根魚や根魚の住処の他のサンゴや岩まで根こそぎさらってしまい、海底を破壊してしまう…

このままでは長い年月を掛けて自然が作り上げた美しいサンゴが根こそぎ盗られ、
小笠原の海の自然が破壊されてしまう。

Barche sospette sono state avvistate nelle acque delle Isole Bonin nell'agosto 2014… Sembra che stiano raccogliendo a strascico il corallo rosso, che è venduto a prezzi elevati. Tuttavia, quando raccolgono il corallo con lo strascico, strappano tutto dal fondale marino, compresi i pesci sul fondale, oltre che altri coralli e rocce che formano l'habitat, distruggendo tutto.

Lo stupendo corallo, creato dalla natura nel corso di molti anni, viene sradicato. Stanno distruggendo l'ecosistema marittimo del mare intorno alle Isole Bonin.

Si pensa che molti dei pescherecci che raccolgono illegalmente il corallo nel mare intorno al Giappone provengano da Xiangshan, una Contea nella provincia dello Zhejiang in Cina.

Di fronte a un problema così diffuso ci sono comunque pochi strumenti e risorse per risolvere la questione [jp]:

Multa per la raccolta di frodo del corallo, troppo economica, dibattito in corso per aumentare drasticamente le sanzioni; richiesta inviata alla Cina per adottare misure preventive.

(Yahoo! Notizie / Sankei Shimbun) i partner della coalizione del governo discutono l'enorme influsso dei raccoglitori illegali di corallo al largo delle Isole Ogasawara.

Il vertice APEC [del 2014] in Cina ha fornito un'opportunità al Giappone e alla Cina per affrontare il problema. Il Primo Ministro giapponese Shinzo Abe ha discusso la questione direttamente con il presidente cinese Xi Jinping [jp]:

Abe fa un appello diretto a Xi sulla questione della raccolta illegale del corallo on.wsj.com/1xrDOyX (Reuters)

Il dialogo tra Abe e Xi, combinato con la crescente copertura mediatica, sembra aver aperto la strada a iniziative più aggressive del governo giapponese per affrontare il problema.

Anzi, dopo il vertice APEC, persino il governo americano ha condannato con fermezza la raccolta illegale di corallo nelle acque territoriali giapponesi (inizio a 00:00:35):

Le imbarcazioni della guardia costiera lavorano per combattere i cacciatori di frodo e confiscare il corallo. Nel primo mese sono stati detenuti i capitani di sei imbarcazioni.

I colloqui tra Abe e Xi, oltre al supporto americano, hanno anche permesso ai legislatori giapponesi e alla Guardia Costiera di discutere sull'eventualità di confiscare e distruggere le imbarcazioni.

Per la ricerca di una soluzione a lungo termine, c'è presumibilmente poco che il governo cinese possa fare per risolvere rapidamente il problema.

Come la rivista di notizie online The Diplomat spiega:

The relationship between the Chinese government and the fishermen is complicated. On the one hand, it is very difficult for the Chinese government to control and manage its fishermen and stop them from fishing illegally; on the other hand, fishermen do not always trust government officials. In the latest anti-corruption campaign in Hainan, a dozen officials from China’s fishery administration were arrested for stealing or appropriating fishermen’s fuel subsidies.

La relazione tra il governo cinese e i pescatori è complicata. Da un lato, è molto difficile per il governo cinese controllare e gestire i suoi pescatori e impedirgli di pescare illegalmente; dall'altro, i pescatori non hanno sempre fiducia nei funzionari governativi. In una campagna anticorruzione del 2014 ad Hainan, una dozzina di funzionari dell'amministrazione ittica cinese sono stati arrestati per aver rubato o essersi appropriati delle sovvenzioni per il carburante dei pescatori.

Senza una soluzione in vista, l'impotenza e la frustrazione dei netizen giapponesi sono risultate in indignazione e umorismo nero.

A novembre 2014 un potente tifone, passato attraverso le isole di Ogasawara e Bonin, ha momentaneamente limitato la raccolta illegale di corallo, suggerendo un meme abbastanza popolare su Twitter e altrove nei social media:

Allarme tifone: tifone 20 con forti venti fino a 65 metri al secondo sulle Isole Ogasawara colpisce direttamente i raccoglitori illegali di corallo.

Forse questo è un “vento divino” kamikaze?

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