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Jean-Jacques Muyembe-Tamfum: lo scienziato congolese dietro i trattamenti di cura per l'Ebola

Sierra Leone: Degli operatori sanitari si preparano ad entrare in un'area in cui i pazienti affetti da Ebola ricevono i trattamenti.  Immagine Flickr di EC/ECHO/Cyprien Fabre, 2 Agosto 2014. (CC BY-NC-ND 2.0)

Il 12 agosto, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato uno sviluppo positivo negli studi clinici sui farmaci testati per il trattamento dell'ebola nella Repubblica democratica del Congo (RD del Congo).

L'OMS ha affermato che i farmaci contro l'Ebola hanno mostrato [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] “miglioramenti che offriranno ai pazienti una migliore possibilità di sopravvivenza”, confermando inoltre che “due dei quattro farmaci testati sono più efficaci nel trattamento del virus”.

Chi c'è dietro la cura dell'Ebola? Lo stimato professore Jean-Jacques Muyembe-Tamfum, direttore generale dell'Institut National de Recherche Biomédicale (INRB) RD del Congo, che ha investito gran parte della sua vita adulta nel trattamento del virus.

Mentre i media internazionali si sono spesso concentrati eccessivamente sulla natura mortale e contagiosa dell'Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, meno è stato detto dello scienziato congolese che ha scoperto la cura per combatterla.

Muyembe-Tamfum ha dichiarato: “Non si dirà più che l'EVD [malattia da virus Ebola] non è curabile.”

Sulla base del lavoro instancabile di Muyembe-Tamfum, gli scienziati hanno testato quattro farmaci per il trattamento dell'ebola: ZMapp, remdesivir, mAb114 e REGN-EB3. I risultati degli studi clinici condotti su 499 partecipanti allo studio hanno mostrato che i pazienti trattati con “REGN-EB3 o mAb114 avevano una maggiore possibilità di sopravvivenza” rispetto a quelli trattati con gli altri due farmaci.

I processi sono stati condotti sotto il patrocinio dell'Institut National de Recherche Biomédicale (INRB), il Ministero della Salute della Repubblica Democratica del Congo e tre organizzazioni umanitarie mediche: l'Alleanza per l'azione medica internazionale (ALIMA), l'International Medical Corps (IMC) e Médecins Sans Frontières (MSF).

Lo scienziato congolese dietro il trattamento dell'Ebola

Muyembe-Tamfum ha studiato il virus dell'Ebola sin dalla sua prima nota epidemia nella Repubblica Democratica del Congo nel 1976, quando divenne il primo ricercatore a recarsi nell'area del primo focolaio.

Il Dott. Jean-Jacques Muyembe, direttore generale dell'Institut National de Recherche Biomedicale nella Repubblica Democratica del Congo e il suo team hanno scoperto un nuovo trattamento per l'Ebola che può curare i sintomi in appena un'ora ✊🏿🙌🏿

Professore di microbiologia presso la Kinshasa University Medical School nella Repubblica Democratica del Congo, negli ultimi 40 anni ha cercato una cura alla malattia. Nel 1995, ha collaborato con l'OMS nell'implementazione di protocolli di rilevazione e misure di controllo durante la prima epidemia di Ebola documentata nella città di Kikwit, nella Repubblica Democratica del Congo.

Il professor Muyembe-Tamfum (seduto con il microfono) parla a un evento di educazione pubblica a Beni, North Kivu, Repubblica Democratica del Congo, nel settembre 2018. Foto MONUSCO/Aqueel Khan (CC BY-SA 2.0)

Con questa scoperta, le persone affette da Ebola avranno saranno più fiduciosi nella possibilità di guarigione e avranno maggiori probabilità di ricevere cure in ospedale .

“Adesso che il 90% dei loro pazienti ha accesso al centro di cura per uscirne completamente guarito, inizierà a crederci e a rafforzare la fiducia fra la popolazione e nella comunità”. — Jean-Jacque Muyembe-Tamfum 

Perché il trattamento dell'Ebola è importante

I primi casi di Ebola registrati si sono verificati nel 1976 nei pressi del fiume Ebola, nella Repubblica Democratica del Congo. Secondo i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC), da allora il virus Ebola è “emerso regolarmente dal suo serbatoio naturale (che rimane sconosciuto)” per infettare la gente africana.

Il virus dell'Ebola si è diffuso a partire dal 1976. Mappa dei Centri per il controllo e la prevenzione della malattia.

 

Tra il 2014 e il 2016 ci sono stati più di 28.600 casi di Ebola registrati in Africa occidentale. Secondo un rapporto dell'OMS 2015:

  • Nell'ottobre 2014, il Senegal ha avuto un caso di infezione da Ebola e zero morti.
  • La Nigeria ha registrato 20 casi con 8 morti. L'OMS ha considerato la riduzione del virus in Nigeria come un “pezzo di lavoro investigativo epidemiologico di livello mondiale“.
  • Nel gennaio 2015, il Mali ha avuto 8 casi segnalati e 6 decessi.
  • Tuttavia, i casi più devastanti si sono verificati tra marzo e giugno 2016 in tre paesi: Sierra Leone: oltre 14.000 casi e circa 4000 morti; Liberia: circa 10.000 casi e 3000 morti; Guinea: 3800 casi e 2500 morti.

L'Ebola a livello mondiale

La devastazione dell'Ebola nei paesi africani ha generato panico e isteria globali nel 2015, quando due pazienti sono morti negli Stati Uniti, uno in Spagna e un altro in Germania. Gaby-Fleur Böl, ricercatore presso l'Istituto federale per la valutazione dei rischi a Berlino, in Germania, ha individuato altri casi in Spagna, Germania, Regno Unito, Italia e Svizzera. Allora, un'infezione da Ebola era considerata una condanna a morte a causa della mancanza di un trattamento efficace.

Come ha affermato Böl, l'alto tasso di mortalità dell'Ebola e anche “la copertura mediatica talvolta esagerata” dell'epidemia hanno scatenato un atteggiamento isterico in tutto il mondo.

Questa posizione è stata ulteriormente corroborata da uno studio del 2017 in cui Hal Roberts, Brittany Seymour, Sands Alden Fish II, Emily Robinson ed Ethan Zuckerman hanno analizzato oltre 109.000 storie pubblicate su media e blog tradizionali/regionali statunitensi tra luglio e novembre 2014, con un focus sulla copertura mediatica per il caso Ebola.

Hanno scoperto che nella copertura dell'Ebola nei media e nei blog degli Stati Uniti “si sono verificati tre picchi distinti intorno al 27 luglio, al 28 settembre e al 15 ottobre 2014″:

On July 27, reports broke of the first infections of American doctors in Liberia. On September 30, media widely reported the infection of Thomas Duncan in Texas as the first infection on US soil. On October 12, Ebola coverage intensified with the first infection of a health care worker in the United States. After October 12, a series of other US infection-related events led to continuous coverage that gradually lessened in intensity over time.

Il 27 luglio, sono state segnalate i primi contagi dei medici americani in Liberia. Il 30 settembre, i media hanno ampiamente riportato il contagio di Thomas Duncan in Texas come la prima persona infettata sul suolo americano. Il 12 ottobre, la copertura mediatica dell'Ebola si è intensificata con il primo contagio di un operatore sanitario negli Stati Uniti. Dopo il 12 ottobre, una serie di altri eventi relativi ai contagi negli Stati Uniti ha portato a una copertura continua che nel tempo si è gradualmente ridotta di intensità.

I media statunitensi potrebbero aver affrontato l'Ebola in modo così intenso a causa della presenza della malattia negli Stati Uniti. Inoltre, con un esercito di reti digitali maggiormente interconnesse, l'epidemia di Ebola si è ulteriormente amplificata in Europa e negli Stati Uniti.

Tuttavia, ciò che resta da vedere è se anche la scoperta di una cura da parte di un africano della Repubblica Democratica del Congo a questa epidemia “africana” godrà della stessa copertura mediatica avutasi nel 2017.

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