chiudi

Aiuta Global Voices!

Per rimanere indipendente, libera e sostenibile, la nostra comunità ha bisogno dell'aiuto di amici e di lettori come te.

Fai una donazione

Vedi tutte le lingue sopra? Traduciamo le storie di Global Voices per rendere i citizen media accessibili a tutti.

Scopri di più su Traduzione Lingua  »

Raduno globale per spingere il congresso USA a votare a favore dell'Hong Kong Human Rights and Democracy Act

Poster online per il raduno globale 929 contro il totalitarismo tramite utente Twitter: Hong Konger

L’Hong Kong Human Rights and Democracy Act of 2019, [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] (Legge di Hong Kong sui diritti umani e la democrazia del 2019) un disegno di legge che è stato presentato al Congresso degli Stati Uniti a giugno tra le proteste anti estradizione di Hong Kong, è stato approvato dalla Commissione per le Relazioni Estere del Senato statunitense e dalla Commissione per gli Affari Esteri. Il disegno di legge è stato approvato il 25 settembre, dopo una serie di audizioni cui hanno partecipato numerosi attivisti pro democrazia di Hong Kong.

Dopo essere stato approvato dalle due commissioni, il progetto di legge dovrà essere votato dalla totalità dei membri del Senato e della Camera dei Deputati. I manifestanti di Hong Kong terranno una manifestazione antitotalitarismo globale il 29 settembre, per sostenere ulteriormente la legislazione:

HK è in prima linea in una battaglia globale contro una Cina autoritaria. Combatti contro la tirannia, schierati con HK per Autonomia, Giustizia e Democrazia! Unisciti a noi nei nostri raduni globali!

Proposto inizialmente da Chris Smith e Marco Rubio, rispettivamente presidente e co-presidente della Commissione esecutiva del Congresso sulla Cina, il disegno di legge è stato scritto per sostenere la libertà e la democrazia di Hong Kong contro le violazioni di Pechino. Una versione modificata è stata presentata alla Commissione della Camera il 13 giugno, dopo l’insorgere delle proteste anti estradizione.

Le relazioni bilaterali uniche tra Stati Uniti e Hong Kong

Questa non è la prima volta che gli Stati Uniti adottano tali misure legislative. Nel 1992, gli Stati Uniti emanarono la Legge sulla politica di Hong Kong per garantire legami bilaterali con Hong Kong nei settori di economia e commercio, finanza, aviazione, trasporti e tecnologia – trattamento speciale che si basa sulla condizione che l’autonomia di Hong Kong, rafforzata tramite la Dichiarazione congiunta sino-britannica del 1984, continua a sostenere.

Ma l’autonomia di Hong Kong si è erosa rapidamente dal 31 agosto 2014, quando il comitato direttivo dell’Assemblea Nazionale del Popolo, l’organo legislativo nazionale cinese ha imposto un meccanismo pre-elettorale che fissava limiti per le elezioni del capo dell’esecutivo del 2017 e per le elezioni del consiglio legislativo del 2016 nella Regione Amministrativa Speciale di Hong Kong. Questo è stato presto seguito da altri avvenimenti: il rapimento dei librai di Hong Kong, per esempio, e la squalifica dei legislatori in relazione alla cerimonia di giuramento.

Ora, poiché la proposta di introduzione del disegno di legge di estradizione minerebbe ulteriormente l'autonomia legale di Hong Kong e colpirebbe gli stranieri che viaggiano o risiedono ad Hong Kong, il governo statunitense ha ritenuto necessario rivedere le proprie relazioni con Hong Kong attraverso questa nuova legge.

Valutazione annuale e sanzioni

Secondo il disegno di legge, il Dipartimento di Stato statunitense deve fornire un resoconto annuale al Congresso sull’autonomia e lo stato dei diritti umani di Hong Kong e valutare se gli Stati Uniti debbano continuare le proprie relazioni bilaterali uniche.

L’ultima versione riveduta autorizza ulteriormente le autorità statunitensi a sanzionare le persone che hanno danneggiato la Dichiarazione congiunta sino-britannica e la Legge fondamentale, al punto che anche i loro familiari diretti possono avere il visto annullato.

La campagna #StandwithHK

Per gli attivisti pro democrazia di Hong Kong, il sostegno internazionale è un aspetto importante nel bilanciare l’intervento aggressivo di Pechino negli affari e nell’amministrazione della città. Dopo le due grandi proteste del 9 e 16 giugno, i manifestanti hanno usato l’incontro del G20 ad Osaka come un’opportunità per assicurarsi il supporto dalla comunità internazionale con la campagna globale #StandwithHK.

I dimostranti hanno inscenato una protesta il 26 giugno, nella quale centinaia di manifestanti hanno marciato verso 19 consolati delle nazioni G20 richiedendo il loro sostegno contro la legge sull’estradizione. Due giorni dopo, una serie di inserzioni a tutta pagina tramite crowdfunding che invitano i lettori a “Schierarsi con Hong Kong al G20”  è stata pubblicata in almeno 10 giornali internazionali, tra cui il New York Times, il Guardian, il Japan Times, Sudeutsche Zeitung, e The Chosun Ilbo.

Mentre il Senato e la Commissione della Camera hanno iniziato a deliberare sull’Hong Kong Human Rights and Democracy Act 2019, gli attivisti pro democrazia di Hong Kong hanno organizzato una serie di campagne di lobby, tra cui una petizione online, una campagna di lettere e una presentazione congiunta a Senatori e Rappresentanti del Congresso statunitense da parte di 22 gruppi professionali di Hong Kong.

L’8 settembre migliaia di manifestanti si sono radunati pacificamente fuori dal consolato statunitense, esortando i politici americani a sostenere Hong Kong. Un numero di attivisti, tra i quali il leader studentesco Joshua Wong [it], il legislatore squalificato Nathan Law, l’attivista per i diritti umani Sharon Hom e la star Cantopop Denise Ho [it], hanno anche viaggiato per gli Stati Uniti per partecipare ad un’audizione del Congresso il 17 settembre.

Sul ‘fronte globale’ dei diritti umani

Durante l’audizione, Sharon Hom ha presentato una panoramica della lotta di Hong Kong per un sistema democratico sin dal passaggio alla Cina nel 1997, sottolineando che i manifestanti di Hong Kong non si stanno solo battendo per il futuro democratico di 7,4 milioni di persone, ma “stanno mantenendo il fronte regionale e globale per preservare la dignità umana e i diritti di tutte le persone”:

The past ‘summer of discontent’ is in fact part of years of ongoing resistance by the Hong Kong people against Beijing’s encroachment on Hong Kong’s autonomy, rights, and freedoms. This peaceful resistance has included mass demonstrations against the proposed Article 23 security legislation (2003), brainwashing of the so-called patriotic education (2012), and against the gutting of promises of genuine universal suffrage (2014). […]We need to first address the tensions that were baked into the One Country, Two Systems framework […] the Hong Kong example proves that dictatorship and democracy cannot co-exist.

La scorsa ‘estate di malcontento’ è in realtà parte di anni di resistenza continua da parte del popolo di Hong Kong contro la violazione di Pechino dell’autonomia e dei diritti e delle libertà di Hong Kong. Questa resistenza pacifica ha incluso dimostrazioni di massa contro il proposto Articolo 23  sulla legge sulla sicurezza (2003), l'indottrinamento del cosiddetto sistema educativo patriottico (2012) e contro lo sventramento delle promesse di un vero e proprio suffragio universale (2014). […] Dobbiamo innanzitutto affrontare le tensioni che sono state introdotte nel quadro di un Paese, due Sistemi […] l'esempio di Hong Kong dimostra che la dittatura e la democrazia non possono coesistere.

Denise Ho ha anche sottolineato che l'attuale lotta a Hong Kong non è solo per il bene di una città:

This is not a plea for so-called ‘foreign interference’, nor for Hong Kong independence; this is a plea for universal human rights. This is a plea for democracy. This is a plea for the freedom to choose […] If Hong Kong falls, it would easily become the springboard for the totalitarian regime of China to push its rules and priorities overseas, utilizing its economic powers to conform others to their communist values.

Questo non è un appello ad una cosiddetta “interferenza straniera”, né per l'indipendenza di Hong Kong; questo è un appello per i diritti umani universali. Questo è un appello per la democrazia. Questo è un appello per la libertà di scegliere […] Se Hong Kong cadesse, diventerebbe facilmente il trampolino di lancio per il regime totalitario cinese a spingere le sue regole e priorità oltreoceano, usando i suoi poteri economici per conformare gli altri ai propri valori comunisti.

Il raduno è previsto per le 14:30 ora di Hong Kong domenica 29 settembre 2019.

avvia la conversazione

login autori login »

linee-guida

  • tutti i commenti sono moderati. non inserire lo stesso commento più di una volta, altrimenti verrà interpretato come spam.
  • ricordiamoci di rispettare gli altri. commenti contenenti termini violenti, osceni o razzisti, o attacchi personali non verranno approvati.