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Un vulcano di fango potrebbe esplodere a Trinidad: gli abitanti sono preparati?

Bolle fangose fuoriescono dal vulcano di fango Piparo nel centro di Trinidad nel novembre 2006. Foto di Jennie Mallela, CC BY-NC 2.0.

La nazione delle isole gemelle di Trinidad e Tobago è ubicata all'esterno della zona degli uragani, ma è esposta ai disastri naturali causati da intense piogge, estese inondazioni [it], terremoti [it] e persino l'occasionale vulcano.

Nel centro di Trinidad, il vulcano di fango Piparo ha mostrato recentemente segni di intensa attività [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], sufficiente per formare fratture nelle carreggiate circostanti. Una casa in particolare ha sofferto danni strutturali e i residenti del villaggio di Piparo raccontano di aver sentito suoni rimbombanti e odore di zolfo nell'aria.

Per quanto riguarda i piani di intervento per i disastri nazionali, la responsabilità cade spesso sulle spalle dell’Ufficio di intervento e gestione dei disastri (ODPM). Alcuni abitanti del villaggio di Piparo temono tuttavia che non si stia facendo il necessario per prepararsi al peggio.

In base alle locali notizie, gli esperti di vulcanologia devono ancora specificare quando il vulcano di fango potrebbe potenzialmente eruttare — tuttavia se e quando accadrà, non sarebbe la prima volta.

Il 22 febbraio 1997 il vulcano di fango Piparo è eruttato, dislocando 31 famiglie:

I vulcani di fango differiscono dai tradizionali vulcani indigeni, infatti durante un'eruzione non producono lava e cenere. I vulcani di fango emettono, invece, gas, metano e minori quantità di azoto e anidride carbonica:

Forti esplosioni sul vulcano di fango Piparo, fratture attraverso le strade, Trinidad e Tobago

Area in allerta

La sorpresa di quell'eruzione del 1997 evidenzia la necessità imperativa di una lista di cose da fare per essere preparati al disastro, nell'evento di un'altra esplosione.

Il presidente del Comitato del villaggio di Piparo, Ryan Ghanny, ha promulgato un appello per una squadra di risposta all'emergenza, dedicata alla comunità nel caso che il vulcano di fango erutti di nuovo. Un aggiornamento su Facebook del 6 ottobre 2019 ha confermato che i volontari della zona parteciperanno a esercitazioni per “migliorare la risposta del nostro villaggio, informarci sulle conoscenze necessarie ed equipaggiarci nell'evento di un disastro naturale nella nostra comunità”.

Anche il Ministero della Sicurezza Nazionale ha ponderato l'attività del vulcano di fango Piparo, attraverso un comunicato stampa. Ha dichiarato che ODPM, congiuntamente con le unità governative locali di gestione disastri, si è messo in contatto con un geologo esperto che ha effettuato test sul vulcano, oltre a riprese con un drone, per produrre le mappe 3D dell'area.

In aggiunta, la polizia e i vigili del fuoco circostanti sono in allerta e aumentano i pattugliamenti. La zona è attualmente vietata al traffico sia veicolare che pedestre, poiché [il vulcano] è considerato attivo.

È sufficiente?

Nonostante queste misure, tuttavia, Ghanny non è soddisfatto delle attività preparatorie.

A fine settembre 2019, un team di funzionari per i disastri ha incontrato gli abitanti dei villaggi, per valutare un piano di evacuazione nell'evento di un'eruzione vulcanica. E l'unità di gestione disastri di ODPM ha organizzato una sessione di esercitazioni con i membri della comunità. Ghanny ha però ribadito che mancano risorse, equipaggiamento, approvvigionamenti o infrastrutture per garantire una risposta di evacuazione sicura e sistematica da parte degli enti. Fino al 30 settembre gli itinerari di evacuazione non sono stati confermati.

Mentre i crateri continuano ad allargarsi, comunque, gli enti statali hanno incontrato il comitato del villaggio il 17 ottobre 2019 nel Centro della Comunità di Pi­paro. Gli enti come l'autorità regionale per la salute, i servizi di protezione, la Corporazione per lo sviluppo delle abitazioni, l'Autorità per la gestione ambientale e la Croce Rossa hanno delineato le risorse che fornirebbero nell'evento di un'eruzione.

Nonostante il “piano di evacuazione totale a lungo termine” sia ancora in elaborazione, sulla base della ricerca effettuata dall'Università delle Indie Occidentali, esistono piani per una esercitazione simulatoria. Il funzionario esecutivo capo di ODPM, Generale Maggiore (Pensionato) Rod­ney Smart, ha dichiarato che confida in una risposta pianificata.

Anche se gli enti statali giocano ruoli importanti nella gestione delle emergenze, la responsabilità ricade anche sulla comunità.

Il villaggio di Piparo progetta di far suonare una campana nella moschea e, inoltre, i clacson dei veicoli, per allertare gli abitanti del villaggio in caso di eruzione del vulcano. Anche i gruppi della locale comunità sono responsabili per allertare i residenti, cui è stato consigliato di elaborare un'evacuazione familiare, che supporti il piano di evacuazione della comunità, e formare una Squadra Comunitaria di Risposta Emergenze.

Nella più vasta regione di Princes Town risiedono circa 10.000 persone, tuttavia il numero dei residenti nella zona direttamente circostante il vulcano è minore.

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