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Attivisti del clima nei Paesi Bassi: “Abbiamo bisogno della speranza attraverso l'azione”

“Non mi ero mai impegnata prima nell'attivismo. Ora ci credo così tanto che sono pronta a fare dei sacrifici.” (Leila Gray, attivista climatica) – “Molti cambiamenti a livello politico sono il risultato di una moltitudine di proteste. È la protesta che ha reso possibile il nostro modo di vivere di oggi.” (Jonathan Leggett, attivista climatico) – “Come possiamo garantirci un pianeta salubre e giusto in cui vivere le nostre vite liberate?” (Talissa Soto, attivista climatica).

“Vi rivolgete a noi giovani per avere speranza? Come osate.” Greta Thunberg ha parlato con rabbia e passione dell'urgenza con cui i leader mondiali dovrebbero agire contro l'emergenza climatica che il mondo sta affrontando. Non è la prima giovane a chiedere che si agisca, né è la prima attivista. È una dei tanti. Per decenni, attivisti e scienziati ci hanno avvertito dell'impatto sull'ecosistema dell'industrializzazione e del consumismo. Però sarà la generazione di Greta a vivere sulla propria pelle i cambiamenti più drammatici.

Nel periodo che ha preceduto il Climate Action Summit dell'ONU, in tutto il mondo ci sono state persone che si sono unite agli scioperi degli studenti per chiedere che si agisca contro l'emergenza climatica. Per questo articolo, ho parlato con tre attivisti climatici dei Paesi Bassi delle loro attività e motivazioni.

“Non ho mai pensato che sarei stata disposta ad essere arrestata. Ma ora sì.”

Leila Gray parla sei lingue. È un'attrice trapiantata nei Paesi Bassi dal Regno Unito. In passato, credeva che ci fossero molte persone che lavoravano a delle soluzioni contro il cambiamento climatico, e che quindi non toccasse a lei fare qualcosa [en, come i link seguenti]:

“I went through that period of thinking that other people were working on climate change, so I didn’t have to. And then there were the fires in Indonesia around 2015. People were walking around with oxygen masks. Children were evacuated.”

“Ho vissuto quella fase in cui si pensa che ci siano altri ad occuparsi del cambiamento climatico, e quindi pensavo che non toccasse a me. Poi ci sono stati gli incendi in Indonesia del 2015. La gente che andava in giro con le maschere d'ossigeno, i bambini evacuati.”

Leila aveva scoperto che la produzione di olio di palma era uno dei fattori chiave di quegli incendi. E pensato che la cosa più ovvia da fare fosse chiedere all'UE di smettere di importare olio di palma.

Se solo fosse così semplice.

Invece, Leila scoprì che eliminare l'olio di palma significava sostituirlo con qualcosa d'altro, che probabilmente sarebbe stato altrettanto dannoso:

“It’s not as simple as getting rid of something. The solution is not to replace. In the Global North we need to reduce our consumption.”

“Non è semplice come sbarazzarsi di qualcosa. La soluzione non è sostituire. Noi del nord del mondo dobbiamo ridurre i nostri consumi.”

Nel 2018, Leila ha iniziato a seguire le attività di Extinction Rebellion (XR) nel Regno Unito. Ed è rimasta colpita dalla loro tattica e passione: “Mi ha sconvolto vedere così tante persone, tra cui giovani madri, dire ‘Il futuro mi fa così tanta paura che sono disposto ad essere arrestato pur di cambiare le cose’.”

Trovato il gruppo XR dei Paesi Bassi, si è unita a loro. “Non mi ero mai impegnata prima come attivista. Ora ci credo così tanto che sono pronta a fare dei sacrifici. Non ho mai pensato che sarei stata disposta ad essere arrestata. Ma adesso sì.”

“…doppia possibilità di protesta”

Lo studente universitario Jonathan Leggett si è unito al movimento Extinction Rebellion [it] per ragioni simili a quelle di Leila:

“Frankly, I am absolutely terrified of the course we are heading on, and government inaction.”

“Francamente, sono assolutamente terrorizzato dalla china che stiamo scendendo, e dall'inazione dei governi.”

In quanto studioso dei cambiamenti climatici, è particolarmente preoccupato.

“In 1990, the UN was saying that we had to halt warming to 1 degree centigrade. We’re now at 1.1. The IPCC [The Intergovernmental Panel on Climate Change] is saying 1.5 is the absolute maximum.”

“Nel 1990, l'ONU diceva che dovevamo fermare il riscaldamento a 1 grado centigrado. Ora siamo a 1,1. L’IPCC (Gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) dice che 1,5 è il massimo in assoluto.”

Jonathan aggiunge che si tratta di cifre prudenti.

Jonathan Leggett alla manifestazione per il clima del 27 settembre a L'Aia. Foto usata con permesso.

Al contrario di Leila, Jonathan è stato coinvolto nell'attivismo, in una forma o in un'altra, fin da quando era bambino. Tra le prime manifestazioni che ricorda c'è quella di Londra contro la guerra del 2003, a cui ha partecipato sulle spalle dei suoi genitori, attivisti a loro volta. E fa notare che la propensione all'attivismo è minore nei Paesi Bassi rispetto al Regno Unito, dove è nato.

“One of the issues we’re having in the Netherlands as opposed to the UK is that there is not currently a strong culture of protest. This can work to our advantage, because we can think about new forms of protest. To a certain extent this frees us to be more creative.”

“Una delle questioni che riguardano i Paesi Bassi è che, contrariamente a quanto avviene nel Regno Unito, non c'è attualmente una forte cultura della protesta. In un certo senso, questo ci permette di essere più creativi.”

Esiste un altro vantaggio, come sottolinea Jonathan:

“Having two capitals, Amsterdam and The Hague, means that we have twice the opportunity for disruption.”

“Avere due capitali, Amsterdam e L'Aia, significa avere il doppio delle possibilità di protesta.”

Ho chiesto a Jonathan se è arrabbiato con le generazioni precedenti per non aver fatto di più per affrontare il cambiamento climatico.

“In some respects yes. But I know there were other issues that needed tackling. And I know there was a coordinated campaign to cast doubt on climate issues. So while I am angry that it hasn’t been dealt with sooner, I’m not angry at a whole generation. I’m angry at those people who purposely misled others and made sure that climate change was not addressed sooner.”

“Sotto alcuni aspetti, sì. Ma so che c'erano altri problemi da affrontare. E so che c'era una campagna concertata per instillare dubbi sul cambiamento climatico. Quindi sono arrabbiato perché non è stato gestito prima, ma non con un'intera generazione. Sono arrabbiato con coloro che hanno fuorviato gli altri e hanno fatto sì che non ci si occupasse prima del cambiamento climatico.”

“Cosa significa decolonizzare il movimento per il clima?”

Talissa Soto è una dei membri fondatori del Climate Liberation Bloc (CLuB). Ha iniziato all'università ad occuparsi di attivismo per la giustizia sociale. Allo stesso tempo, teneva un corso sulla politica del cambiamento climatico.

“The more activism I did around social justice, I realized that climate change is going to hit the people who have been most impacted by colonialism and marginalization first and disproportionately. I asked myself, how can we make sure that there is a just and healthy planet in the end for us to live our liberated lives?”

“Come attivista per la giustizia sociale, ho realizzato che il cambiamento climatico colpisce per prime e in modo spropositato le popolazioni che hanno subito maggiormente l'impatto del colonialismo e della marginalizzazione. E mi sono chiesta: come possiamo garantirci un pianeta salubre e giusto in cui vivere le nostre vite liberate?”

Talissa ha iniziato a incalzare gli attivisti climatici dei Paesi Bassi.

Talissa Soto fotografata a una dimostrazione. Foto di Alex Bleu. Usata con permesso.

“What does it mean to decolonize the climate movement? What is it like to see the crisis as the result of 500 years of colonialism and colonial capitalism and plundering of resources? The climate emergency is not only about the future. It already exists for much of the population of the world.”

“Cosa significa decolonizzare il movimento per il clima? Come sarebbe vedere la crisi come il risultato di 500 anni di colonialismo, di capitalismo coloniale e di saccheggio delle risorse? L'emergenza climatica non riguarda solo il futuro. Esiste già per molte popolazioni del mondo.”

Sollecitare gli attivisti climatici mainstream richiede un grande impegno, aggiunge Talissa.

“We [CLuB] are trying to expose the iceberg underneath the discourse on climate change and work with groups that are doing feminist and anti-racist work and then bring it back into the mainstream climate movement. And there has been a response in the Netherlands. It’s rare that groups don’t say climate justice. It’s rare that groups don’t acknowledge the systemic nature of climate change.”

“Noi [CLuB] stiamo cercando di portare alla luce l'iceberg che soggiace al discorso sul cambiamento climatico, lavorando con gruppi che portano avanti un'attività femminista e antirazzista, per poi riportare i risultati al movimento per il clima mainstream. E c'è stata risposta nei Paesi Bassi. È raro che ci siano gruppi che non parlano di giustizia climatica. È raro che non riconoscano la natura sistemica del cambiamento climatico.”

A volte questo lavoro ha prosciugato emotivamente Talissa, lasciandola troppo esausta per continuare nel suo impegno.

“It’s hard getting your comrades to understand that they have to focus on racism and sexism too. It’s a lot of emotional labor.”

“È dura far comprendere agli altri che è necessario concentrarsi anche sul razzismo e sul sessismo. Richiede un sacco di lavoro emotivo.”

Il lavoro, tuttavia, vale la pena. Un altro membro fondatore del CLuB, Chihiro Geuzebroek, è diventato un celebre portavoce nel movimento per il clima dei Paesi Bassi. Il lavoro del CLuB è stato riconosciuto dalle organizzazioni mainstream. Gli attivisti della vecchia scuola si sono persuasi della necessità di concentrarsi sui problemi sociali e hanno riconosciuto che le popolazioni marginalizzate devono essere messe al centro di tutto l'attivismo climatico.

Questo piccolo successo significa che Talissa può cambiare il focus del suo attivismo.

“Now we want to work more with marginalized people inside the movement, and not focus on the mainstream. We’re working a lot more with queer people and people of color and women of color and black women now.”

Adesso vogliamo lavorare di più con le minoranze all'interno del movimento, e non concentrarci sulla sua corrente principale. Stiamo lavorando molto di più con le persone di colore, con le donne nere e con i queer [it].

“Ci serve speranza attraverso l'azione”

Talissa, Leila e Jonathan hanno trovato il modo di trasformare in azione le loro preoccupazioni per il futuro. Jonathan lo definisce “speranza attraverso l'azione.”

“We need hope through action. Most political change came about as a result of a huge amount of protest. It’s protest that has made the way we live today possible. I just hope it’s not too late to be honest. I am heartened by the how quickly the climate movement is spreading. Look at the school strikes and how enormous they’ve become.  Just recently OPEC said that the school strikes are the biggest threat to the oil industry. All the CEOs of the different companies are hearing their children ask why are my classmates striking? And what do you answer?”

“Ci serve speranza attraverso l'azione. Molti cambiamenti a livello politico sono il risultato di una moltitudine di proteste. È la protesta che ha reso possibile il nostro modo di vivere di oggi. Spero solo che non sia troppo tardi, per essere onesti. Mi rincuora vedere la velocità con cui il movimento per il clima si sta diffondendo. Guarda gli scioperi degli studenti, quanto sono diventati enormi. Proprio di recente l'OPEC ha detto che gli scioperi degli studenti sono la maggior minaccia per il settore petrolifero. I capi di diverse compagnie ascoltano i loro figli chiedere perché i miei compagni di classe fanno sciopero? Che risposta possono dare?”

Azioni imminenti

Il 7 ottobre 2019, ci saranno ulteriori proteste e azioni di disobbedienza civile per richiamare l'attenzione sulla crisi climatica. Molti gruppi e singoli sono coinvolti, inclusi gli attivisti di XR dei Paesi Bassi, che protesteranno davanti al Rijksmuseum di Amsterdam e in molte altre località.

Foto di Tori Egherman

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