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‘Il Brasile non sarà una dittatura, ma non è neanche una democrazia’ dice il giornalista brasiliano Mário Magalhães

Il giornalista e scrittore Mário Magalhães. Foto di Daniel Ramalho, usata con permesso.

Nella notte del 14 marzo 2018, quando a Rio de Janeiro la politica progressista Marielle Franco venne assassinata insieme al suo autista Anderson Gomes [it], che il giornalista Mário Magalhães realizzò che doveva scrivere un nuovo libro. A soli sette mesi di distanza dalle elezioni presidenziali, sapeva che il 2018 sarebbe stato un anno storico per il Brasile.

 

Magalhães è un giornalista di Rio de Janeiro che ha realizzato inchieste per giornali come O Globo, O Estado de São Paulo e Folha de São Paulo. Il suo nuovo libro dal titolo “Sobre lutas e lágrimas: Uma biografia de 2018″ (cioè “Sulle lotte e le lacrime: una biografia del 2018″) è una raccolta di saggi, originariamente pubblicati per la versione brasiliana del sito di notizie The Intercept [pt, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], con l'aggiunta di alcuni articoli più recenti.

I saggi si concentrano su tre eventi che hanno scosso il Brasile nel 2018: l’assassinio di Marielle Franco [it] ed Anderson Gomes avvenuto il 14 marzo, l'arresto dell'ex presidente Luiz Inácio Lula da Silva, il 7 aprile e l'elezione del nuovo presidente Jair Bolsonaro, il 28 ottobre. Il giornalista usa questi episodi come lenti, attraverso le quali osservare il passato autoritario del Brasile e il modo in cui questo infesta il presente.

Magalhães ha scritto anche una biografia su Carlos Marighella [it], fondatore del gruppo guerrigliero comunista Ação Libertadora Nacional (Alleanza di liberazione nazionale) nel 1968, uno dei tanti gruppi impegnati in Brasile nella lotta armata contro la dittatura appoggiata dagli Stati Uniti (1964-1985). Il libro ha ispirato un film che ha come protagonista il musicista Seu Jorge [it] ed è diretto da Wagner Moura [it], star della serie televisiva di Netflix “Narcos”. Tuttavia la sua uscita in Brasile, quest'anno è già stata rimandata due volte a causa di problemi burocratici con l'autorità di controllo del paese, che hanno insospettito la censura.

A settembre, Global Voices ha parlato con Magalhães del suo nuovo libro, pubblicato solo in Brasile e si è discusso anche del primo anno di governo di Jair Bolsonaro. L'intervista qui sotto è stata leggermente sintetizzata.

Global Voices: Nel libro presenti un paragone fra l'omicidio di Marielle Franco e quello di Edson Luís [en], lo studente adolescente ucciso a Rio de Janeiro dalla polizia nel 1968. La morte di Marielle ha rappresentato uno spartiacque come quella di Edson?

Mário Magalhães: Todo o livro foi escrito à quente [como coluna do The Intercept Brasil e outros inéditos], com exceção do prólogo, que escrevo em 2019, amarrando o ano que tinha terminado. Para mim, a coisa que me impressiona muito, o fato de eu ter escrito na virada de fevereiro para março, contando que dias depois – 28 de março – o assassinato do Edson Luís ia completar 50 anos. Eu terminava falando de índices de violência no Brasil, sobretudo de mortes de jovens negros, que não provocavam uma reação a altura. No final do capítulo eu pergunto: qual seria a reação do Brasil hoje, se acontecesse alguma coisa semelhante?

Desgraçadamente, aconteceu. Duas semanas depois mataram a Marielle e o Anderson Gomes, motorista dela. Pode não ter sido a reação dos sonhos de humanistas, defensores de direitos humanos, mas o 15 de março foi impressionante. Sobretudo no Rio, que era a cidade dela, a mesma cidade que Edson Luís foi assassinado e mesma cidade das maiores manifestações estudantis de 68 contra a ditadura. 

A morte dela virou um símbolo de muita coisa que estava fervilhando no país naquele momento. A morte da Marielle mexe com a letargia, tira de casa quem não saía de casa, ela é um apelo contra o silêncio. É o marco do ano.

Mario Magalhães: Tutto il libro è stato scritto nella foga del momento, fatta eccezione per il prologo, che ho realizzato nel 2019, a conclusione dell'anno passato. La cosa che più mi ha colpito è che ho scritto [il capitolo su Marielle ed Edson] tra febbraio e marzo, poche settimane prima del 50esimo anniversario della morte di Edson Luís, avvenuto il 28 marzo. Alla fine del mio pezzo, ho citato il tasso di violenza in Brasile, soprattutto verso i giovani neri e di come questo fenomeno non generi le dovute reazioni. Al termine del capitolo la domanda che ho fatto è stata la seguente: come reagirebbe il Brasile se accadesse di nuovo?

Sfortunatamente è accaduto. Due settimane dopo hanno ucciso Marielle e Anderson Gomes, il suo autista. L'episodio non avrà generato la reazione che gli umanisti e gli attivisti dei diritti umani si aspettavano, ma la protesta del 15 marzo è stata impressionante. Soprattutto a Rio, la città di Marielle e il luogo dove fu ucciso anche Edson Luís, nonché teatro delle maggiori proteste contro la dittatura nel 1968. L'uccisione di Marielle è diventata il simbolo di tante cose che si stavano covando di nascosto. La sua morte ha scosso dalla letargia e portato in piazza persone che solitamente non abbandonano mai la loro casa. Ha rappresentato un richiamo contro il silenzio ed è stata il momento decisivo dell'anno.

GV: Per un paese con una tale memoria storica, come consideri questi vecchi cicli che si stanno ripetendo nel 2018?

MM: O livro é um túnel do tempo porque o Brasil de 2018 juntou muitos tempos históricos. O projeto eleitoral vitorioso é de viúvas da ditadura. É o ano em que ideias do nazifascismo ganham espaço no Brasil. Há uma espécie que a historiografia considerava extinta que é o integralista em ações violentas — o integralismo foi o nazifascismo tupiniquim, que existiu formalmente até ser colocado na ilegalidade em 1938. A gente teve em 2018 integralistas atacando uma universidade federal no Rio, roubando faixas antifascistas e queimando-as em um ritual que lembra muito a liturgia da Ku Klux Klan.

É o ano em que mais uma mentira influenciou uma eleição brasileira, e o livro volta para a década de 1920, onde inventaram cartas falsas de um candidato, Artur Bernardes; vai aos anos 1940, em que inventaram que o candidato, brigadeiro Eduardo Gomes, tinha chamado os brasileiros pobres de “marmiteiros”; vai a 1989, quando inventaram que, se o Lula vencesse o Collor no segundo turno, toda a família de classe média teria que entregar um quarto para uma família sem-terra. Só que nunca houve nada com o volume de mentiras e o efeito do “kit gay” – eu reconstituo a gênese desse boato, que começa na virada de 2010 para 2011. O Bolsonaro inventa o “kit gay” e 84% dos eleitores dele acreditaram que o Fernando Haddad (ex-ministro da educação, que seria responsável pelo material didático nas escolas ensinando sobre diversidade e identidade de gênero) implantaria um “kit gay”. Por isso que acho que há muitos fatores para a vitória do Bolsonaro, mas nenhum tem a importância da eliminação do Lula da corrida eleitoral.

O Datafolha, no fim de agosto, mostrava que Lula tinha aberto 20 pontos sobre Bolsonaro, estava crescendo, mesmo preso, com perspectiva de vencer a eleição no primeiro turno. Inventar que o Lula, que tinha governado oito anos, ia levar mamadeiras em formato de pênis para as creches, não pegaria. Com Haddad, é diferente, era um desconhecido para dezenas de milhões de brasileiros.

MM: Il libro è una galleria di eventi temporali perché il Brasile del 2018 ha raggruppato diverse fasi storiche. Il progetto che ha vinto le elezioni è quello delle vedove della dittatura. È l'anno in cui le ideologie nazifasciste guadagnano terreno in Brasile. Esiste una specie che la storiografia ha considerato per molto tempo estinta, quella degli integralisti [it], la versione brasiliana del Nazifascismo, esistita formalmente fino al 1938, quando è stata bandita. Nel 2018 abbiamo visto gli integralisti attaccare le università, rubare gli striscioni antifascisti e bruciarli in rituali che richiamano la liturgia del Ku Klux Klan.

È l'anno in cui ancora una volta una bugia ha influenzato le elezioni in Brasile ed il libro ritorna indietro, negli anni '20, quando circolavano false lettere da parte di uno dei candidati, Artur Bernardes. E riporta agli anni '40, quando il brigadiere Eduardo Gomes venne falsamente accusato di chiamare i brasiliani in condizioni di povertà “imballatori di avanzi”. Ed ancora indietro al 1989 [it], alle voci di strada che affermavano che se Lula avesse vinto le elezioni, ogni famiglia di classe media avrebbe ceduto una stanza della sua casa ad una famiglia senza abitazione. Ma mai fino a questo momento avevamo visto una mole di bugie con un effetto così devastante, come quella diffusa per il “gay kit” (ho fatto risalire l'inizio di questa diceria alla fine del 2010). Bolsonaro inventa la farsa del “gay kit” e l’ 84% degli elettori crede che Fernando Haddad [it] [secondo classificato nelle elezioni del 2018] lo avrebbe implementato nelle scuole [Haddad è stato a servizio del Ministero dell'educazione fra il 2005 ed il 2012, quando tentò di lanciare un programma educativo a favore della diversità sessuale nelle scuole secondarie, fallendo a causa della reazione negativa]. Perciò credo che nonostante i molti fattori che spiegano la vittoria di Bolsonaro, nessuno è così importante come l'eliminazione di Lula dalle elezioni presidenziali.

Un sondaggio della fine di agosto, effettuato dall'istituto di ricerche Datafolha, mostra Lula in testa con 20 punti in più rispetto a Bolsonaro e nonostante il fatto che fosse in prigione la percentuale continuava a salire, provando che avrebbe avuto buone possibilità di vittoria già al primo turno. Se tu avessi detto alla gente che Lula, il quale è stato presidente del paese per 8 anni avesse introdotto biberon a forma di pene nelle scuole materne, nessuno ti avrebbe creduto. Nel caso di Haddad è stato diverso perché era sconosciuto a milioni di brasiliani.

GV: Nel libro affermi che non ci sono dubbi sul fatto che il Partito dei lavoratori (PT) è stato coinvolto in illeciti durante i suoi 13 anni di governo. Come spieghi la durata della popolarità di Lula?

MM: O anti-lulismo é uma força de polarização na política brasileira, mas ao mesmo tempo, ele liderava as pesquisas com chance de voltar a ser presidente em 2018. O livro fala de episódios em que o PT, para usar um eufemismo do hoje ex-senador Jaques Wagner, petista, “se lambuzou”. Foi mais do que isso. Houve vínculos do PT com esquemas de corrupção, que existiam havia décadas, e que o PT renovou em alguns casos, mas o prestígio do Lula está diretamente associado a um avanço do Brasil no governo dele. Pela primeira vez na História, mais de 30 milhões foram retirados das linhas mais agudas da pobreza, tem uma série de conquistas sociais.

Se o Lula tivesse concorrido, ele teria sido presidente da República. O livro recapitula uma série de métodos ilegais e imorais da Lava Jato no processo do triplex, que foi o processo que o tirou da eleição. Eu sustento, com base em fatos, que o Lula não teve direito a um julgamento justo. Tem uma síntese disso tudo, que é no final de janeiro de 2018, quando a segunda instância vota o processo, são três juízes do Tribunal Regional Federal da 4ª Região, eles não só mantém a condenação, como aumentam a pena. Um deles diz: “se é réu, é porque alguma coisa aprontou”. Significa que, em nenhum lugar do planeta, em qualquer época da História, um réu poderia ser inocente, porque ao se tornar réu teria cometido algum ilícito. Isso não só é um escândalo lógico, como viola a Constituição que assegura a presunção de inocência.

MM: L'anti-lulismo è stata una potente forza polarizzatrice nella politica brasiliana, ma allo stesso tempo Lula è stato in testa ai sondaggi con probabilità di essere eletto di nuovo presidente nel 2018. Il libro ricorda episodi in cui il PT, per usare un eufemismo del primo senatore del partito dei lavoratori e primo ministro Jaques Wagner [en], che “calunniò se stesso”. Ma c'è di più. Il PT è stato legato a schemi di corruzione portati avanti per decadi e addirittura rinnovati dal partito, mentre il prestigio di Lula è associato direttamente ai progressi del Brasile durante il suo mandato. Per la prima volta nella storia più di 30 milioni di persone hanno abbandonato la povertà estrema e si sono realizzate importanti conquiste sociali.

Se Lula avesse partecipato alle elezioni sarebbe stato eletto presidente. Il libro riassume una serie di metodi illegali ed immorali usati da Operation Car Wash nel corso dei processi, dove si dichiarò che lui era il proprietario di un triplo appartamento e ciò lo escluse dalla corsa elettorale. Sostengo, basandomi sui fatti, che a Lula non è stato concesso il diritto ad un processo equo. A gennaio 2018, la Corte d'appello ha deliberato non solo di mantenere la sentenza, ma di prolungare il periodo di carcere (da 9 a 12 anni). Uno dei giudici ha detto: “Se è sotto processo, significa che ha fatto qualcosa”. Ciò significa che in nessuna parte del pianeta, in nessuna epoca storica, un imputato dovrebbe essere innocente, perché se è diventato imputato vuol dire che è già colpevole. Ciò non solo logicamente è uno scandalo, ma è anche una violazione della Costituzione che garantisce la presunzione di innocenza.

GV: La stampa è un tema ricorrente nel tuo libro. In qualità di reporter, come consideri la copertura di Bolsonaro?

MM: Em todo o mundo, o Bolsonaro é chamado de candidato de extrema-direita. Há jornal no Brasil que proíbe os repórteres de escreverem isso, está dito isso no livro. Acho importante enfatizar uma coisa: nenhum governo, nenhum regime da História gosta de jornalismo e jornalistas, se esse jornalismo for exercido de modo independente, com espírito crítico, fiscalizando o poder. Nenhum poder de esquerda, de direita, de centro, da orientação que for, gosta.

Só que a gente vem de décadas de relativa tolerância do poder com a atividade jornalística. Com Bolsonaro, em 2018, ele anuncia que isso vai acabar. Tem um capítulo chamado “A imprensa intimidada”, sobre o fato de segmentos jornalísticos parecerem intimidados diante do Bolsonaro. Quando a imprensa fica intimidada, ela deixa de exercer o seu papel histórico. Não adianta bajular Bolsonaro, porque ele não gosta de jornalismo e exige sempre mais. Um jornal pode publicar um editorial elogiando dele, e duas horas depois ele proibir a entrada do repórter do jornal em uma entrevista coletiva – como aconteceu. Bolsonaro é a maior ameaça ao jornalismo brasileiro desde o fim da ditadura.

MM: In tutto il mondo, Bolsonaro è descritto come un candidato di estrema destra. In Brasile ci sono giornali che proibiscono ai propri giornalisti di scriverlo, come ho menzionato nel libro. Penso che sia importante porre enfasi su un aspetto: nessun governo e nessun regime nella storia ha mai amato il giornalismo e i giornalisti, soprattutto se il giornalismo è esercitato indipendentemente, con spirito critico per supervisionare quei poteri. Ciò non è mai piaciuto a nessun potere, di destra, sinistra, centro o qualunque orientamento politico.

Tuttavia abbiamo avuto decadi di governi abbastanza tolleranti con l'attività giornalistica. Bolsonaro nel 2018 ha annunciato che ciò avrebbe avuto fine. C'è un capitolo che si intitola “La stampa intimidita”, che riguarda il modo in cui alcuni organi di stampa sono intimiditi da lui. Quando la stampa è intimidita, cessa il suo ruolo storico. Non c'è ragione di lusingare Bolsonaro, perché a lui il giornalismo non piace ed è sempre più esigente. Un giornale può pubblicare un editoriale la mattina complimentandosi con il suo operato e due ore più tardi il presidente può impedire ad un giornalista della stessa testata di fare una conferenza stampa, come del resto è già accaduto. Bolsonaro è la più grande minaccia al giornalismo brasiliano, dai tempi della dittatura.

GV: Hai anche affermato che la vittoria di Bolsonaro sarebbe stata il più grande colpo alla democrazia brasiliana dal 1968, l'anno in cui la dittatura militare approvò l’Atto istituzionale numero 5 [it] [un decreto che limitava severamente le libertà civili]. Dunque cosa abbiamo adesso in Brasile?

MM: Hoje temos um confronto entre civilização e barbárie. O Brasil de 2019 não é uma ditadura, mas não é uma democracia. O projeto do Bolsonaro, isso está no livro e várias vezes ele falou, é um regime nos moldes daquele que nasceu em 1964. Eu dou um exemplo claro, talvez seja melhor o exemplo histórico. Em 1935, em novembro, os comunistas tentaram um golpe de estado, que eles chamavam de revolução e o governo autoritário de Getúlio Vargas, porém constitucional, chamou de Intentona Comunista, e sobreveio uma repressão política gigantesca. Milhares e milhares de pessoas foram presas, houve tortura, morte, perseguição. Em 1936, o governo de Getúlio não era uma ditadura formal, mas ele cria um ambiente de asfixia das liberdades, ele cria um tribunal de exceção, o Tribunal de Segurança Nacional. A ditadura vai nascer em 1937, quando Getúlio dá um golpe de estado, fecha o Congresso e destrói as instituições.

Eu não sei o que vai acontecer com o futuro do Brasil, mas eu sei que democracia não existe. Na democracia governa quem foi escolhido soberanamente pela vontade popular. A vontade popular em 2018 era eleger o Lula, se essa escolha tem méritos ou deméritos, não trato disso. Mas ela foi proibida de se expressar por decisões judiciais com base em um processo em que o réu, Lula, não teve direito a um julgamento justo. Então, num sistema presidencialista como o Brasil, governa um homem que não era o preferido dos eleitores. Ou seja, a soberania da vontade popular não foi respeitada. Logo, é um governo ilegítimo.

MM: Oggi abbiamo un confronto fra civiltà e barbarie. Il Brasile nel 2019 non è una dittatura, ma non è neanche una democrazia. Il progetto di Bolsonaro, come ho accennato nel libro e come lui stesso ha ripetuto più volte è un regime dello stesso stampo di quello del 1964. Ti farò un chiaro esempio storico. Nel novembre del 1935 i comunisti tentarono un colpo di stato [en] contro il governo costituzionale autoritario di Getulio Vargas [it] e ciò ha innescato una repressione politica di massa. Migliaia di persone sono state imprigionate e ci furono torture, condanne a morte, persecuzioni. Nel 1936 il governo di Getulio non era ancora una dittatura a livello formale, ma il presidente aveva creato un clima che asfissiava la libertà. C'era anche una corte straordinaria, la Corte di sicurezza nazionale. La dittatura inizia nel 1937 [en], quando lo stesso Getulio è artefice di un colpo di stato, mette a tacere il congresso e distrugge le istituzioni.

Non so cosa accadrà al Brasile in futuro, ma so che la democrazia non esiste. In una democrazia regna qualunque cosa sia stata scelta dalla volontà del popolo sovrano. La volontà del popolo nel 2018 era quella di eleggere Lula e non importa se fosse una scelta di merito o di demerito. La volontà del popolo è stata impedita e non ha potuto esprimersi a causa di varie decisioni giuridiche basate su un processo legale, in cui l'imputato Lula non ha avuto il diritto alla giustizia. Così in un paese come il Brasile, governa un uomo che non è stato il favorito degli elettori. Ciò significa che la volontà del popolo non è stata rispettata e di conseguenza questo governo è illegale.

GV: Bolsonaro ha 57 milioni di voti nella seconda tornata elettorale del 2018. Come può un paese, che secondo i sondaggi, stava per votare Lula eleggere qualcuno con idee completamente opposte?

MM: Bolsonaro foi o beneficiário da profunda insatisfação popular com os rumos do Brasil. Em vastos segmentos sociais, em particular aquele com renda familiar de dois a cinco salários mínimos mensais, a intenção de voto em Lula mudou para Bolsonaro. Talvez isso não tenha ocorrido tão intensamente em nenhum Estado quanto no do Rio de Janeiro. O voto em Lula seria um voto de oposição. Com sua ausência, Bolsonaro foi identificado como um outsider oposicionista, o que não era. Até o presidente Michel Temer declarou ter votado nele. Alguns fatores contribuíram fortemente para o triunfo de Bolsonaro: segurança pública em crise (recorde de homicídios); economia em frangalhos (disparada do desemprego); desmoralização da política tradicional; questões de moral e costumes. O antipetismo influenciou o resultado, porém Lula, o petista mais conhecido, venceria a eleição. Lula é eleitoralmente muito maior do que o PT.

MM: Bolsonaro ha beneficiato del profondo cammino di insoddisfazione che il paese aveva intrapreso. In vari segmenti sociali, soprattutto quelli in cui il reddito familiare comprende da 2 a 5 salari minimi, la preferenza è passata da Lula a Bolsonaro. Forse Rio de Janeiro è lo stato dove questo fenomeno è stato più intenso. Un voto per Lula sarebbe stato un voto di opposizione, ma con la sua assenza Bolsonaro è stato identificato come un estraneo o come opposizione, cosa non vera. Perfino il presidente uscente Michel Temer ha dichiarato di aver votato per [Bolsonaro]. Alcuni fattori hanno contribuito in maniera decisiva al trinfo di Bolsonaro: la crisi nella pubblica sicurezza (con un tasso di omicidi da record), un'economia a pezzi (con la disoccupazione alle stelle), lo scoraggiamento della politica tradizionale e questioni relative alla morale e ai costumi. L'ondata anti partito dei lavoratori ha influenzato i risultati, ma nonostante tutto il nome più conosciuto nel partito, Lula, avrebbe vinto le elezioni. Lula, a livello elettorale, è più grande del suo partito.

GV: Il giornalista brasiliano Zuenir Ventura ha scritto un libro dal titolo “1968: l'anno che non è ancora finito.” Il 2018 è finito o lo stiamo ancora vivendo?

MM: Por décadas 2018 vai continuar. Milhões de brasileiros começam a voltar para a pobreza mais aguda em 2018 e cada vez mais gente volta. Em 2018, o governo eleito anuncia que há sim mais espaço para desmatamento na Amazônia; declara guerra contra a ciência e o corte em ciência e educação; os vencedores da eleição proclamam o projeto liberticida para a cultura brasileira e agora estão desenvolvendo o que chamam de filtros, mas que na verdade é censura.

As consequências de 2018 vão influenciar o Brasil por décadas ou, em alguns casos, não poderão ser reparadas. O que está se queimando na floresta amazônica, isso pode se reflorestar, mas não teremos mais a floresta como era. Gerações vão ser impactadas pela miséria e na diminuição do acesso ao ensino superior. Muitos cientistas estão indo embora, porque não tem como pesquisar e desenvolver pesquisa no Brasil.

MM: Il 2018 continuerà per decadi. Milioni di brasiliani nel 2018 hanno iniziato a retrocedere verso condizioni di estrema povertà e ciò sta accadendo ad un numero sempre maggiore di  persone. Nel 2018, il governo eletto ha annunciato che c'è ancora spazio per la deforestazione in Amazzonia, ha dichiarato guerra alla scienza ed ha comunicato tagli alla ricerca e all'educazione. I vincitori delle elezioni hanno proclamato un progetto repressivo per la cultura brasiliana e stanno sviluppando un cosidetto sistema di filtri, che di fatto è censura.

Le conseguenze del 2018 influenzeranno il Brasile per le prossime decadi ed in alcuni casi saranno irrimediabili. Ciò che viene bruciato nella foresta amazzonica sarà ripiantato, ma non si potrà mai ritornare indietro come prima. Intere generazioni subiranno l'impatto della povertà, con una possibilità molto ridotta di accedere ad un'educazione universitaria. Molti scienziati stanno lasciando il paese perché non possono portare a termine i loro studi e le loro ricerche in Brasile.

Nota di correzione: Una versione precedente di questa storia affermava erroneamente che Ação Libertadora Nacional era di orientamento marxista-leninista.

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