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Le ONG criticano la legge draconiana di Hong Kong che vieta di indossare maschere durante le proteste

Abbigliamento caratteristico dei manifestanti di Hong Kong. Foto: May James/HKFP.

Il seguente articolo è stato scritto da Kris Cheng e pubblicato su Hong Kong Free Press il 4 ottobre 2019. È riprodotto in Global Voices nell'ambito di un accordo di partnership sui contenuti.

Il governo di Hong Kong ha invocato l'Ordinanza sui Regolamenti di Emergenza (ERO) per attuare una legge che vieta di indossare maschere che coprano il viso durante le proteste [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione].

La legge vieta ai manifestanti di coprire, in tutto o in parte, il volto durante le proteste. Chiunque indossi una maschera in occasione di manifestazioni, legali o non autorizzate, di assemblee illegali o non autorizzate o di sommosse, è punito con una pena detentiva di un anno e con una sanzione di 25.000 dollari di Hong Kong (3180 dollari americani). La legge esonera coloro che indossano maschere durante le proteste per motivi professionali, religiosi, medici o per altri motivi di lavoro.

Inoltre, la legge stabilisce che chiunque disobbedisca all'ordine della polizia di togliersi la maschera è passibile di sei mesi di reclusione e di una sanzione di 10.000 dollari di Hong Kong (1200 dollari americani). Oltre alle maschere, i colori per il viso e altri rivestimenti sono inclusi nella definizione di “copertura del viso”.

La legge è entrata in vigore il 4 ottobre a mezzanotte. L'annuncio è stato dato dopo una riunione speciale del Comitato Esecutivo dal direttore esecutivo de facto, Carrie Lam.

“La decisione di promulgare una legge anti maschera non è stata facile, tuttavia era necessaria considerando la situazione attuale”, ha detto Lam.

Inoltre, ha aggiunto che nonostante ci sia stata l'approvazione delle legge, Hong Kong non è in “stato di emergenza”.

Quando gli è stato chiesto se la misura fosse stata approvata da Pechino, Lam ha detto che “non c'era approvazione del governo centrale popolare per quella decisione”. Era qualcosa che doveva essere gestito all'interno di Hong Kong nell'ambito dell'accordo “Un paese, due sistemi”,” ha detto. Ha aggiunto che il suo viaggio a Pechino è stato “molto breve” e non ha avuto la possibilità di parlare con i funzionari cinesi sul divieto di maschere.

Principali funzionari del governo di Hong Kong. Foto: GovHK.

Poteri di emergenza

L'Ordinanza sui Regolamenti di Emergenza (ERO) è una legge di epoca coloniale che ha conferito al capo esecutivo poteri in caso di “emergenza o pericolo pubblico”. Entrata in vigore nel 1922, è la prima volta che viene utilizzata dopo le rivolte di sinistra del 1967.

Una fonte governativa ha dichiarato [zh] al quotidiano pro Pechino Sing Tao che il governo è sicuro che i manifestanti disobbediranno alla legge, ma pensano anche che molti verranno scoraggiati dalla stessa.

Hong Kong ha vissuto più di 17 settimane di proteste provocate dalla legge sull'estradizione, che sarà presto ritirata dal governo. Le manifestazioni, a volte violente, sono diventate appelli più ampi per la democrazia, la responsabilità della polizia, l'amnistia per i detenuti da giugno e altre lamentele della comunità.

L'ultimo avvenimento è avvenuto il primo ottobre, durante la giornata di protesta più violenta che abbia visto Hong Kong dall'inizio del movimento, quando la polizia ha sparato 6 colpi sulla folla. Un ufficiale ha sparato al polmone sinistro di uno studente diciottenne. Da quel momento, le proteste nei vari distretti si sono tenute di notte.

Il 4 ottobre, il giudice Teresa Cheng ha dichiarato che la nuova legge che proibisce l'utilizzo delle maschere ha tenuto conto delle preoccupazioni in materia di diritti umani ai sensi delle leggi di Hong Kong, che non sono assolute e possono essere limitate.

La legge non pregiudicherà la libertà dei cittadini di Hong Kong di riunirsi in assemblea, in quanto potranno esercitare i loro diritti fintanto che non indossino maschere, ha detto Cheng.

Cheng ha affermato che la legge “trova un equilibrio” tra i diritti dei cittadini e la necessità di assistere la polizia nell'applicazione della legge. L'uso dell'ERO non significa che Hong Kong sia entrata in stato di emergenza, ha detto Lam, aggiungendo poi che probabilmente il nome della legge potrebbe aver causato una certa confusione.

Quando è stato chiesto se il governo avesse vietato anche agli agenti di polizia di indossare maschere, il segretario della sicurezza John Lee ha risposto che gli agenti devono indossare un equipaggiamento protettivo adeguato. “Abbiamo modi per identificarli”, ha detto, rispondendo alle preoccupazioni che la polizia potrebbe nascondere la loro identità.

‘Legge draconiana’

Il Fronte Civile per i Diritti Umani (CHRF), un'alleanza di 50 ONG, che alcune volte la troviamo come organizzatrice delle marce di massa, ha descritto l'ERO come una legge draconiana dell'era coloniale:

Once invoked, the Carrie Lam government would be declaring the death of ‘One Country, Two Systems’, and that Hong Kong is now a colony under Mainland Chinese rule. This old severe colonial law must be abandoned to keep the government in check and stop it from persecuting Hong Kong residents.

If the anti-mask law, once applied, will threaten personal safety and the freedoms of expression and religion. The primary reason for wearing masks and industrial respirators is for protection from tear gas. It is also a political gesture. Without carefully examining practicalities, such laws would also impede religious practices that are under the protection of the Basic Law.

Una volta invocata, il governo di Carrie Lam dichiarerà la morte di “Un paese, due sistemi” e Hong Kong sarà, da quel momento in poi, una colonia sotto le regole della Cina continentale. Questa vecchia e severa legge coloniale deve essere accantonata per tenere il governo sotto controllo ed evitare la persecuzione dei residenti di Hong Kong.

Una volta attuata, la legge minerà la sicurezza personale e la libertà di espressione e di religione. Il primo motivo per indossare maschere industriali e respiratori è quello di proteggersi dai gas lacrimogeni. È anche un gesto politico. Se gli aspetti pratici non vengono esaminati attentamente, queste leggi possono ostacolare pratiche religiose protette dalla Legge fondamentale.

Commenta inoltre che la polizia di Hong Kong dovrebbe essere la prima a non indossare maschere e mostrare la propria identità a seguito di incidenti in cui hanno usato “forza eccessiva e mortale”.

Il CHRF ha detto che il governo dovrebbe rispondere alle richieste dell'opinione pubblica e fermare le misure estremamente severe contro le proteste.

Gli attivisti Lester Shum e Kwok Cheuk-kin del “King f Judicial Review”, hanno detto il 27 settembre che avrebbero iniziato una battaglia legale contro la legge che vieta le maschere.

Nel frattempo, Sophie Richardson, direttrice dell'Osservatorio dei diritti umani in Cina, ha dichiarato:

Hong Kong authorities should be working to create a political environment in which protesters do not feel the need for masks—not banning the masks, and deepening restrictions on freedom of expression.

Chief Executive Carrie Lam needs to agree to an examination of excessive force by police and to resume the process toward universal suffrage. Additional restrictions are only likely to inflame tensions.

Le autorità di Hong Kong dovrebbero adoperarsi per creare un ambiente politico in cui i manifestanti non sentano la necessità di indossare una maschera e di non vietare le maschere e aumentare le restrizioni alla libertà di espressione.

Il capo dell'esecutivo Carrie Lam deve esaminare l'eccesso di forze di polizia e riprendere il processo verso il suffragio universale. Ulteriori restrizioni possono solo esacerbare le tensioni.

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