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#LoVirtualEsReal: Attiviste messicane lottano per la sicurezza su internet

Dimostrazione di gruppi femministi a favore dell'approvazione della Legge Olimpia, che penalizza con la prigione e multe la diffusione di contenuti erotici o sessuali senza consenso, tenutasi il 28 settembre 2019 a Città del Messico. Fotografia scattata dall'autrice, CC-BY 3.0.

In Messico, la violenza contro le donne trascende dal virtuale al fisico e viceversa. Le aggressioni sessuali su internet hanno avuto un impatto a livello emotivo, lavorativo e sociale le sue vittime.

Le conseguenze sono gravi al punto che alcune donne si sono suicidate a causa delle molestie subite dopo che la propria immagine in un contesto sessuale o intimo era stata diffusa su social network come Facebook, WhatsApp, e-mail e altri spazi internet.

Pertanto, con lo slogan che #LoVirtualEsReal, cittadine e attiviste messicane come Olimpia Coral Melo Cruz hanno promosso cambiamenti nella legge per punire coloro che diffondono immagini intime o sessuali senza il consenso della persona che appare nel video o nella foto, indipendentemente dal fatto che si tratti del proprio compagno.

Nel 2014, Melo Cruz ha girato un video spinto con il proprio ragazzo. Giorni dopo, il video è stato condiviso online senza il suo consenso ed è stato visto dai suoi vicini, conoscenti, parenti e amici nella sua comunità di Huauchinango, nello stato di Puebla, in Messico.

L'attivista ha detto alla BBC in spagnolo che tutti nella sua comunità parlavano di lei e del video. “Olimpia si è chiusa in casa per otto mesi e ha tentato il suicidio tre volte”, scrive il sito web.

Dopo aver attraversato una depressione difficile, Olimpia ha riacquistato le forze per alzarsi e difendere il suo diritto di godersi liberamente la propria sessualità. Sua madre l'ha sostenuta e ha ribadito che non dovrebbe sentirsi in colpa, dal momento che non aveva commesso alcun crimine. Allo stesso tempo, l'attivista ha ribadito che nessuno aveva il diritto di esporla pubblicamente come avevano fatto.

La pagina Facebook del Fronte Nazionale per la Sorellanza ha una campagna di informazione su come le donne possono tenersi al sicuro online.

Ma quando ha deciso di denunciare l'incidente, le autorità hanno affermato che non vi era alcun crimine da perseguire, dal momento che non esistevano leggi o codici che punissero la violenza digitale contro le donne. Inoltre, il suo caso venne ulteriormente minimizzato essendo avvenuto online.

Da allora e negli ultimi cinque anni, con il sostegno di gruppi e organizzazioni femministe, Olimpia ha combattuto per promuovere la sicurezza delle donne online e affinchè venissero passate riforme per rendere la diffusione non autorizzata di contenuti sessuali o intimi un crimine punibile.

L'iniziativa è diventata nota come #LeyOlimpia (#LeggeOlimpia) ed è già stata approvata in 12 dei 32 stati del Messico, tra cui Puebla. Secondo il codice penale di questo stato, “è punibile divulgare, distribuire, pubblicare o richiedere senza consenso un'immagine, sia essa stampata, registrata o digitale, con contenuto erotico sessuale di una persona parzialmente o totalmente nuda”. Le sanzioni variano da tre a sei anni di carcere e una multa.

Una legge simile deve ancora essere approvata a Città del Messico, ma è stato presentato un disegno di legge al Congresso locale e il processo legislativo è iniziato.

In quanto portavoce del Fronte Nazionale per la Sorellanza, Olimpia ha viaggiato nel paese per promuovere la legge che cerca di rendere visibile la violenza subita dalle donne nello spazio virtuale. “Non hanno bisogno di penetrarci per violentarci negli spazi digitali”, ha detto durante la sua recente partecipazione alla Marcia legale per la legalizzazione dell'aborto, in piazza Zocalo a Città del Messico.

“Nessuna donna o ragazza che è stata esposta online ha voluto essere esposta in questo modo”, ha detto.

Messaggio da @OlimpiaCMujer durante la marcia per l'aborto legale per tutti in Messico

Fotografía tomada de la página de Facebook del Frente Nacional para la Sororidad y utilizada con permismo.

Fotografia dalla pagina Facebook del Fronte Nazionale per la Sorellanza. Riprodotta previa autorizzazione.

Oltre all'impulso per il cambiamento della legge, attivisti e varie organizzazioni e gruppi sono scesi in piazza per pubblicizzare la Legge Olimpia e raccogliere firme a favore della sua approvazione nella capitale messicana. Durante queste giornate, il pubblico ha la possibilità di informarsi sull'iniziativa cittadina che mira a rendere visibile, prevenire e inibire la violenza digitale.

Si noti inoltre che “fino ad oggi non esiste alcun meccanismo di indagine e punizione per la violenza sessuale attraverso lo spazio digitale, principalmente verso donne e bambini”.

Secondo i Defensores Digitales del Fronte Nazionale per la Sorellanza, la diffusione di immagini e video intimi o sessuali delle vittime ha conseguenze: “isolamento, rifiuto nel contesto sociale, paura, disadattamento sociale, sindrome da persecuzione, trauma, disperazione critica che può condurre una persona depressa, bassa autostima, squilibri fisici ed emotivi e, in alcuni casi, suicidio.”

Sebbene molti sopravvissuti lasciano lo spazio digitale dopo essere stati esposti, anche il loro ambiente fisico, come la scuola, la famiglia e il lavoro, ne risente.

Infine, il Rapporto sulla violenza online contro le donne in Messico, scritto dal collettivo Luchadoras.mx avverte che le giovani donne, dai 18 ai 30 anni, sono le più vulnerabili negli spazi digitali. Tuttavia, il collettivo afferma che è ancora necessaria una documentazione statistica dettagliata sulla portata e sulle caratteristiche della violenza digitale.

Il Fronte Nazionale per la Sorellanza offre suggerimenti e consigli sulla sua pagina Facebook su cosa fare quando qualcuno viola il diritto alla privacy diffondendo contenuti erotici o sessuali senza consenso.

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