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Una Bolivia divisa e in crisi: fonti che possono aiutare a comprendere meglio il conflitto

Foto di Eduardo Montaño. Foto utilizzata con autorizzazione.

In seguito alle elezioni presidenziali [it] del 20 ottobre 2019, in Bolivia le violente proteste sociali – alcune di esse hanno provocato scioperi generali e blocchi stradali nelle città principali – hanno generato grande incertezza. Le proteste hanno inoltre prodotto scontri violenti tra i sostenitori del partito al governo, il Movimento per il Socialismo (MAS) del Presidente Evo Morales e i cittadini mobilitati per la difesa del proprio diritto di voto e l’annullamento [en] delle elezioni presidenziali di cui denunciano tentativi di frode.

La notte del 20 ottobre, durante il conteggio preliminare dei voti che vedeva Morales in leggero vantaggio su Comunità Cittadina (CC) di Carlos Mesa, la trasmissione dello spoglio dei risultati è stata sospesa all'improvviso per più di 20 ore. Quando la comunicazione è stata ripristinata il giorno dopo, si è registrato un cambio di tendenza “inspiegabile” [en], usando le parole dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA) [it].

Il 24 ottobre, Morales ha annunciato la sua vittoria [en] dopo il computo dei voti che lo ha visto in testa con il 46.83% rispetto al 36.7% dei voti ottenuti da Mesa, un margine leggermente più alto di 10 punti che esclude quindi il ricorso al ballottaggio. Mesa non ha accettato il risultato, e cinque membri più anziani dell'Organo Elettorale Plurinazionale (EPO) si sono dimessi come segno di protesta, seguiti da altri 30 membri che si sono licenziati prima delle elezioni. Dopo aver analizzato pubblicamente i dati elettorali forniti dall'EPO, un gruppo di informatici esperti guidati dal tecnico di sistemi Edgar Villegas hanno fornito alla stampa le prove [en] della frode elettorale.

I controlli elettorali intrapresi [en] dall'OAS il 31 ottobre, sono stati accettati dall'amministrazione di Morales ma non da Mesa, il quale ha richiesto l'annullamento delle elezioni cogliendo così l'opportunità di ricordare che secondo la Costituzione Politica dello Stato e alla luce del rifiuto della popolazione boliviana di modificare la Costituzione nel referendum di febbraio 2016, è illegale per Morales candidarsi per un terzo mandato.

Questa situazione lascia la società boliviana politicamente polarizzata tanto per le strade quanto nei settori sociali, di polizia e delle forze armate i cui capi si dividono tra chi difende il governo e chi è contrario alle presunte frodi [es, come tutti i link seguenti]:

Per Pablo, una delle persone ferite a #Cochabamba. È uscito di casa in moto per lavorare come corriere ed è stato colpito da una folla violenta.

Senza alcuna possibilità di riconciliazione e di dialogo all'orizzonte, i leader di entrambi i partiti hanno mantenuto fedelmente le loro posizioni e sono ricorsi al sostegno dello stato per poterle sostenere. Morales ha cercato il sostegno delle campagne, i cui abitanti sono scortati dalla polizia nei posti di blocco, sono protetti negli scontri, e possono usare gli esplosivi proibiti dalla legge durante le manifestazioni. L'opposizione, dall'altro lato, ha dichiarato che gli scioperi generali e le mobilitazioni finiranno solo se le elezioni saranno annullate. Quest'ultima ha il sostegno delle autorità comunali e dipartimentali di Santa Cruz che distribuiscono cibo ai manifestanti.

Per comprenderne la complessità e tenersi informati sulla situazione in Bolivia, ecco una lista dei mezzi di informazione in lingua spagnola e di account di social network che vi consigliamo di seguire:

Per l'analisi:

LaPublicaBO – Il mezzo di informazione indipendente La Pública sta organizzando ogni sera dei Google Hangouts in cui vi sono ospiti che condividono le loro opinioni sul conflitto in corso.

MuyWaso – questa rivista femminista sta diffondendo informazioni e notizie.

L'articolazione del femminismo in Bolivia sta prendendo forma e acquista sempre più voce. Dalla nostra sede a Santa Cruz, presentiamo il manifesto dell'Assemblea Femminista e Diversa, risultato di una lunga deliberazine collettiva. Speranza femminista!

Guardiana Bolivia – mezzo di informazione digitale che si occupa di diritti umani con sede a Cochabamba.

InfoTarija – giornale digitale con sede nella città di Tarija che si interessa del sud della Bolivia.

Chris Eguez – attivista trans femminista che analizza il ruolo delle donne e delle diversità sociali da un punto di vista storico.

Non capisco perché molti gay si sentano attratti dalle manifestazioni organizzate dal cattolicesimo regionale di Santa Cruz, considerando i fattori maschilisti, razzisti e omofobici che lo sostengono. In quanto gay, preferisco schierarmi con il femminismo, opponendomi a ogni forma di dissenso.

María Galindo – Icona boliviana del femminismo latino americano. Il suo movimento ha attirato femministe e altre persone che non si sentono rappresentati dai due teatri di scontri, Santa Cruz e Cochabamba. Ha un programma radiofonico (trasmesso anche su Facebook) chiamato “Non ucciderci per una sedia” (“Don't Kill Us for a Chair”).

Santiago Espinoza – giornalista che si interessa di arte e cultura e caporedattore della rivista domenicale La Ramona.

Per notizie e verifica dei fatti:

Chequea Bolivia e Bolivia Verifica sono due piattaforme di verifica avviate pima delle elezioni e che adesso lavorano per verificare messaggi, immagini e voci condivise sui social network e sulle applicazioni di messaggistica.

La legge #ÈFalso decreta l'uso di internet solo per le istituzioni statali. #ChequeaBolivia

Los Tiempos – Questo giornale di Cochabamba sta documentando e condividendo sui propri social network video realizzati con il cellulare che mostrano gli scontri nelle strade.

#ScioperiInBolivia

A Cochabamba centinaia di persone si sono riunite nella piazza principale 14 settembre, dove si è tenuto un consiglio sulla nona giornata di sciopero in Bolivia contro il controverso conteggio dei voti durante le elezioni generali.

El Deber – Il quotidiano più grande del paese che copre non solo la città di Santa Cruz, ma fornisce notizie di carattere nazionale e regionale.

Giornalisti:

María Silva Trigo - questa giornalista online di El Deber condivide testimonianze oculari mentre attraversa Santa Cruz, una città paralizzata dai blocchi stradali.

L'altro giorno ho incontrato un produttore di formaggio il cui veicolo era pieno di formaggio fresco pronto per la consegna. Mi ha dato una cassetta da mettere sul mio grembo in quanto non c'era spazio. Ad un posto di blocco le persone gli hanno chiesto del formaggio in cambio di lasciarlo passare.

Tuffí Aré -L'ex direttore del quotidiano El Deber è una fonte affidabile di informazioni che condivide sui suoi social network.

Mónica Salvatierra – attuale capo dell'ufficio stampa di El Deber.

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