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In Colombia le rivelazioni sul bombardamento fanno dimettere il ministro della difesa

José Rojas, 15 anni. Jhon Pinzón, 17 anni. Wilmer Castro, 17 anni. Abimiller Morales, 17 anni. Diana Medina, 16 anni. Ángela Gaitan, 12 anni. Sandra Vargas, 16 anni.L'esercito ha assassinato 7 bambini sotto il bombardamento e li ha presentati come guerriglieri. #sidimettaministrobotero Manifesto condiviso da Cristian Hurtado su Twitter 

Il 6 novembre 2019, alcuni ufficiali colombiani hanno confermato che otto bambini sono morti  [es, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] ad agosto durante un bombardamento nella regione di San Vicente del Caguán che ha colpito i dissidenti delle Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia (FARC). Il fatto è stato rivelato dal senatore Roy Barreras il quale ne ha denunciato l'occultamento da parte del ministro della difesa.

Come risultato, il ministro della difesa Guillermo Botero ha presentato le sue dimissioni ed ha pubblicato la lettera di dimissioni sull’ account Twitter del ministero della difesa, dimissioni dovute alle critiche per non aver rivelato precedentemente le morti e per la violazione del Diritto Internazionale Umanitario (DIH), come spiega commentatore e neo-avvocato El Vago de los Hilos in una discussione su Twitter.

Il dibattito di ieri sulla mozione di censura contro il ministero della difesa ha generato una sorta di dibattito nelle reti sociali sul fatto di ritenere il bombardamento dove morirono 7 bambini conforme o no al diritto internazionale umanitario.

Una “simbolica manifestazione del dolore” è stata convocata per l'8 novembre a Bogotà, per riflettere su come evitare in futuro ancora morti a causa del governo.

Il sito indipendente La Silla Vacía definisce l'uscita del ministro Botero come “il punto più basso del Governo Duque”.

El peor golpe recibido por el Presidente en sus primeros 15 meses de mandato.

No sólo porque se trata de un funcionario de alto perfil que sale por presión del Congreso y en parte la opinión pública.

Es que, además, hablamos del jefe de la cartera encargada de la seguridad, que es el corazón del partido de Gobierno, el Centro Democrático, y principal bandera del padrino y jefe político de Duque: el expresidente Álvaro Uribe.

Il peggior colpo ricevuto dal Presidente nei suoi primi 15 mesi di mandato.

Non solo perchè si tratta di un funzionario di rilievo che si dimette a causa della pressione del Congresso ed in parte dell'opinione pubblica.

È che, inoltre, si tratta del capo del portafoglio della sicurezza, ovvero il cuore del partito del Governo, il Centro Democratico, e principale portabandiera del padrino e capo politico di Duque: l'ex-presidente Álvaro Uribe.

All'uscita di un evento nella città di Barranquilla, il giornalista Jesús Blanquicet del quotidiano El Heraldo ha chiesto al presidente Iván Duque di esprimersi sull'attentato. Dunque ha risposto: “¿De qué me hablas, viejo?” (“Di cosa mi parli amico?”). Successivamente, Blanquicet ha reso noto che è stato maltrattato dalle guardie del corpo del presidente. La Fondazione per la libertà della stampa in Colombia (FLIP) ha raccontato i dettagli dell'incidente:

Il giornalista denuncia che dopo questa domanda è stato aggredito dalle guardie del corpo del presidente che lo hanno colpito vicino a un rene per metterlo in ginocchio.

La frase “De qué me hablas, viejo?” si è trasformata in un hashtag di tendenza, #DeQueMeHablasViejo, utilizzato dal mondo del web per formulare altre domande al presidente e le relative risposte immaginarie.

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