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In Sri Lanka il futuro dei richiedenti asilo è incerto

I paesi vicini hanno accolto centinaia di migliaia di rifugiati provenienti dallo Sri Lanka durante la guerra civile durata 30 anni. Nella foto: un gruppo di rifugiati tamil dello Sri Lanka arriva a Rameshwaram, isola del Tamil Nadu, dopo un rischioso giro in barca di 30 miglia attraverso lo stretto di Palk. Immagine da Flickr di Climatalk .in. CC BY-NC 2.0

Lo Sri Lanka ha una lunga storia [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] nel fornire rifugio agli asiatici meridionali e ad altri in fuga dalle persecuzioni nei loro paesi di origine. Tuttavia, dopo gli attentati terroristici avvenuti durante la domenica di Pasqua [it] di quest'anno, durante i quali un gruppo armato ha ucciso più di 250 persone in tre chiese e tre hotel in Sri Lanka, gruppi armati hanno lanciato attacchi di rappresaglia contro rifugiati e richiedenti asilo di Pakistan, Afghanistan e Iran. Secondo il difensore dei diritti umani Ruki Fernando, ora lo Sri Lanka sta rifiutando le richieste di nuovi richiedenti asilo e li sta riportando indietro nei loro paesi di origine.

Quanti rifugiati ci sono in Sri Lanka?

Secondo le statistiche di UNHCR, ci sono 862 rifugiati a cui è stato concesso lo status di rifugiato e 829 richiedenti asilo (tutti coloro che stanno aspettando l'approvazione delle richieste) in Sri Lanka a partire dal 30 aprile 2019. Coloro a cui è stato concesso lo status di rifugiato aspettano il trasferimento permanente in altri paesi come il Canada e gli Stati Uniti d'America.

Il difensore dei diritti umani Ruki Fernando, ha scritto su Groundviews:

I'm also aware of several refugees who have been stuck in Sri Lanka for several years despite being granted refugee status. These refugees come from 15 countries in South Asia, Middle East and Africa. 1,362 were from Pakistan and 200 from Afghanistan. Others were from Bangladesh, Eritrea, India, Iran, Maldives, Myanmar, Nigeria, Palestine, Somalia, Sudan, Syria, Tunisia and Yemen.

The majority are Ahmadiyya Muslims, while there is also a significant number of Christians and other Muslims. These communities have suffered threats, attacks and killings by extremist groups, with little to no protection from the State against these attacks. A few persecuted human rights activists, journalists, bloggers, atheists and gay persons have also sought refuge in Sri Lanka.

Io sono consapevole del fatto che molti rifugiati sono stati bloccati in Sri Lanka per diversi anni nonostante gli sia stato riconosciuto lo status di rifugiato. Questi rifugiati vengono da 15 paesi nel sud dell'Asia, Medio Oriente e Africa. 1362 venivano dal Pakistan e 200 dall'Afghanistan. Altri provenivano da Bangladesh, Eritrea, India, Iran, Maldive, Myanmar, Nigeria, Palestina, Somalia, Sudan, Siria, Tunisia e Yemen.

La maggior parte sono mussulmani Ahmadiyya, mentre c'è anche un numero significativo di cristiani e altri mussulmani. Queste comunità hanno sofferto minacce, attacchi e uccisioni da parte di gruppi estremisti, con scarsa o del tutto assente protezione da parte dello stato. Alcuni difensori dei diritti umani, attivisti, blogger, giornalisti, atei e omosessuali sono stati perseguitati ed hanno dovuto cercare rifugio in Sri Lanka.

La vita da rifugiato in Sri Lanka

I richiedenti asilo e i rifugiati non ricevono gli alloggi governativi e non sono nemmeno stati assorbiti dai sistemi di istruzione tecnica e formazione professionale del governo. UNHCR fornisce a coloro che sono riconosciuti come rifugiati un'indennità di circa 10.000 Rs. (55 dollari) a persona oppure 22.000 Rs.(122 dollari) per una famiglia con due o più bambini, ma questo non è abbastanza per avere uno stile di vita dignitoso in Sri Lanka. I richiedenti asilo non ricevono alcuna indennità e devono organizzarsi da soli.

Secondo Ruki, gli ospedali del governo forniscono assistenza sanitaria gratuita ma in molti casi bisogna affrontare il problema della discriminazione.

Un pachistano Ahmadi richiedente asilo in Sri Lanka, una giovane madre (21 anni), ha perso suo figlio appena nato questa mattina. L'Ospedale Generale di Negombo non vuole rilasciare il corpo del suo bambino senza un NOC da Pak HC. Solo se la sua famiglia può organizzare il NOC allora lo restituiranno.

Rappresaglia e ostilità contro i rifugiati dopo i bombardamenti della domenica di Pasqua

Ruki Fernando scrive riguardo il trattamento che ricevono i rifugiati e i richiedenti asilo in Sri Lanka:

Along with Sri Lankan Muslims, the small refugee and asylum seeker population, especially around Negombo, bore the brunt of reprisals and hostilities after the Easter Sunday bombings. Some refugees were subjected to physical violence and others faced threats of violence as about two-third of the refugee population were evicted from the rooms and houses they were renting. [..] The majority of those evicted were Pakistani Ahmadiyya Muslims and they sought shelter in two Ahmadi mosques. Others were accommodated in the garage and verandas of the Negombo Police station. Conditions in these three camps during April and May were unbearable.

Insieme ai mussulmani dello Sri Lanka, la piccola popolazione di rifugiati e richiedenti asilo, in particolare intorno a Negombo, ha subito il peso maggiore di rappresaglie ostilità dopo gli attentati della domenica di Pasqua. Alcuni rifugiati sono stati sottoposti a violenza fisica e altri hanno subito minacce di violenza poiché circa due terzi della popolazione rifugiata è stata sfrattata dalle stanze e dalle case che stavano affittando. [..] La maggior parte degli sfrattati erano mussulmani e pakistani Ahmadiyya e hanno cercato rifugio in due moschee Ahmadi. Altri sono stati sistemati nel garage e nel porticato della stazione di polizia di Negombo. Le condizioni in questi tre campi durante aprile e maggio erano insostenibili.

I richiedenti asilo sfollati provenienti da #Pakistan. #Afghanistan e #Iran sono stati sfrattati dalle loro case a causa delle minacce di ritorsione dopo l'attacco della domenica di Pasqua contro i cristiani. Sono state incolpate persone innocenti per le azioni di alcuni individui.

Nessuna giustizia e responsabilità per gli attacchi contro i rifugiati

In un rapporto intitolato “Non sicuro a casa, non sicuro all'estero: obblighi statali nei confronti di rifugiati e richiedenti asilo in Sri Lanka”, Amnesty International ha menzionato che le autorità dello Sri Lanka non sono riuscite ad offrire a rifugiati e richiedenti asilo una protezione e condizioni di vita adeguate e non hanno indagato minacce e violenze contro di loro anche dopo sei mesi.

Discussione: In maggio abbiamo parlato con molti rifugiati e richiedenti asilo provenienti da Afghanistan, Pakistan, Iran riguardo le minacce che hanno dovuto affrontare dopo l'attacco di aprile in Sri Lanka.

Sri Lanka: Nessuna indagine e nessuna responsabilità negli attacchi a rifugiati e richiedenti asilo.

Nel paese non è più permesso

Ruki Fernando ha recentemente riportato un caso su Groundviews dove una famiglia di richiedenti asilo pakistana non è stata autorizzata a rimanere in Sri Lanka:

“Please save my family, please” was the message I received from a Pakistani friend last weekend. It was about her family of seven, including 3 children, who had fled Pakistan after facing persecution as Christians. They had arrived at the Katunayake airport on the morning of 25th October, seeking safety, but was detained and deported back by the Sri Lankan Immigration on the night of 28th October.

“Per favore salva la mia famiglia”. Questo è il messaggio che ho ricevuto da un amico pakistano lo scorso fine settimana. Riguardava la sua famiglia di sette persone, inclusi tre bambini, costretta a fuggire dal Pakistan in quanto erano perseguitati come cristiani. Erano arrivati all'aeroporto di Katunayake la mattina del 25 ottobre, in cerca di sicurezza, ma sono stati arrestati e deportati dall'Immigrazione dello Sri Lanka nella notte del 28 ottobre.

Ruki ha provato ad usare i suoi contati per cercare di aiutare ed impedire che queste due famiglie venissero deportate. Aggiunge:

Through friends, I also contacted government politicians, including the Prime Minister. The answers I got was they are busy with election campaigns and helping these families might harm prospects of their candidates.

Tramite amici, ho anche contattato i politici del governo, incluso il Primo Ministro. Mi hanno risposto che erano tutti molto impegnati con le campagne elettorali e che aiutare queste famiglie potrebbe danneggiarli come candidati.

Al giorno d'oggi i cittadini Pakistani dovrebbero evitare di andare in Sri Lanka, hanno maggiori probabilità di essere rimpatriati in Pakistan a causa del numero di richiedenti asilo e rifugiati pakistani che vivono in Sri Lanka, come misura precauzionale contattare l'alta commissione dello Sri Lanka per ulteriori indagini.

Joshua Castellino, direttore esecutivo del Minority Rights Group International ha detto:

Sri Lanka is at risk of damaging its reputation as a country that welcomes that fleeing persecution elsewhere. The authorities must take urgent steps to guarantee the safety, dignity and human rights of all refugees and asylum seekers, ensuring that they are safe and have humane living conditions.

Lo Sri Lanka rischia di danneggiare la sua reputazione di paese che accoglie i perseguitati in fuga. Le autorità devono adottare misure urgenti per salvaguardare la sicurezza, la dignità e i diritti umani di tutti i rifugiati richiedenti asilo, garantendo che siano al sicuro e assicurandogli condizioni di vita umane.

Lo Sri Lanka ha una sua storia di emigrati, perché più di 800.000 persone hanno cercato rifugio in altri paesi dell'Asia meridionale durante la sua guerra civile durata 30 anni [it]. Ruki Fernando commenta:

Asylum seekers and refugees are not voters, but they are human beings. Politicians, political parties and as Sri Lankan citizens, we must not turn our backs on them, but welcome them, support and care for them when they come to us seeking temporary refuge.

Richiedenti asilo e rifugiati non sono elettori ma esseri umani. Come politici, partiti politici e cittadini dello Sri Lanka, non dobbiamo voltargli le spalle ma accoglierli, supportarli e prenderci cura di loro quando vengono in cerca di un rifugio temporaneo.

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