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La Corte suprema spagnola raddoppia le pene al “branco” per uno stupro di gruppo

Manifestazione a Madrid contro la rimessa in libertà dei membri de “Il branco” che ha avuto luogo il 22 giugno 2018. Foto di Adolfo Luján su Flickr, con licenza CC BY-NC-ND 2.0

La Corte suprema spagnola ha emesso la sentenza definitiva [es, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione] sul caso mediatico de “Il branco”, uno stupro di gruppo accaduto durante le festività di San Fermín nel 2016 a Pamplona. Questo caso si è reso tristemente celebre a causa delle incongruenze, ingiustizie e cattiva prassi [it] che provocarono forti proteste in tutto il paese e furono all'origine del movimento “Yo sí te creo” (Io sì, ti credo).

Il 21 giugno 2019 si è tenuta l'udienza di cassazione davanti alla Corte suprema. Durante il dibattimento è stato apprezzato l'intervento del pubblico ministero Isabel Rodríguez, la quale ha ricordato un altro caso simile giudicato e condannato nella stessa aula nel 1996, durante il quale già si sottolineò che in quelle circostanze “non si possono pretendere dalla vittima atteggiamenti pericolosamente eroici”.

Questa è Isabel Rodríguez, il pubblico ministero che chiedeva di considerare il caso del branco uno stupro e non abuso sessuale. Grazie a persone come lei, oggi la giustizia si sente un po’ più giusta.

Di contro il discusso avvocato degli accusati è stato bersaglio di dure critiche per una sua affermazione nella quale ha cercato di colpevolizzare la vittima con queste parole:

(la chica) empieza a besarse con uno de ellos, y se cogen de la mano. Hace diez minutos que se han conocido, menos incluso. (…) todo nos indica (…) que una chica, equivocadamente, había decidido mantener relaciones con cinco chicos.

(la ragazza) inizia a baciarsi con uno di loro, e si prendono la mano. Si sono conosciuti da dieci minuti, anche meno. (…) tutto ci fa credere (…) che una ragazza, erroneamente, aveva deciso di fare sesso con cinque ragazzi.

I social network hanno reagito aspramente a questo discorso, che hanno definito tra l'altro “maschilista”, “superbo” e “disgustoso”.

Tendenze su Twitter Spagna due ore dopo la divulgazione del verdetto. Screenshot di questa autrice.

L'avvocato de Il Branco non si stanca mai di fare schifo.

Appena due ore dopo la sentenza, e con sorpresa degli osservatori che non aspettavano una risoluzione prima della seconda metà dell'anno, il tribunale ha emesso il suo verdetto unanime: 15 anni di prigione per ognuno degli accusati di stupro e due anni in più per rapina aggravata all'ex guardia civile che sottrasse il cellulare della vittima. Queste pene sono quasi il doppio di quelle imposte dal Tribunale di Pamplona e dal Tribunale supremo di Navarra [it], che avevano rifiutato l'aggressione sessuale in quanto non c'erano prove di intimidazione nè di violenza.

Un gran numero di Twitter hanno festeggiato il verdetto e hanno riempito la rete a tal punto che, poche ore dopo, sei delle dieci tendenze in Spagna erano legate a questo caso. La scrittrice Cristina Fallarás ha ricordato il particolare voto di non colpevolezza del giudice navarro Ricardo González, che un anno fa descriveva i fatti come “disinibizione totale ed espliciti atti sessuali in un ambiente di baldoria ed euforia”:

Adesso sì che vedo la baldoria, e non esattamente ciò che ha osservato quel giudice senz'anima, Ricardo González. Adesso sì, tocca a noi. E a partire da ora. A questo serve criticare le sentenze giudiziarie, e uscire per strada, e gridare NO.

L'attrice e blogger Alicia Murillo ha apprezzato il coraggio della vittima che in questi tre anni ha subito attacchi spietati:

La condanna al Branco è importante ed è una buona notizia. Grazie alla sopravvissuta per non essersi arresa; se leggi questo: GRAZIE COMPAGNA. Per aver sostenuto un processo così duro e difficile pur essendo così giovane. Sei un esempio da seguire.

Anche Lorena, nome fittizio di un'altra vittima di violenza, ha voluto rendere omaggio alla giovane aggredita a Pamplona in un’ intervista per eldiario.es:

Esto es una pasada, muy importante. Primero, para la víctima, con todo lo que ha tenido que oír y que pasar. (…) La verdad es que, poniéndome en su lugar,non so se ne sia valsa la pena. Però la no sé si le habrá merecido la pena individualmente. Pero su lucha nos ha merecido la pena como sociedad.

Si tratta di una svolta molto importante. Prima di tutto per la vittima, per tutto ciò che ha dovuto ascoltare e passare. (…) La verità è che, mettendomi al suo posto, non so se ne sia valsa la pena come individuo. Ma la sua lotta è valsa la pena per noi in quanto società.

Tuttavia non tutto il mondo ha festeggiato il verdetto: ci sono persone che continuano a vedere nei fatti rapporti consensuali. Fra loro Francisco Serrano, giudice radiato, famoso per il suo maschilismo e attuale leader del partito di ultradestra Vox in Andalusia. In un commento su Facebook, cancellato poco dopo, ha affermato che la sentenza è stata “dettata dalla folla femminista suprematista” e l'ha qualificata “torpedine diretta contro l'eterosessualità, contro le relazioni libere fra uomini e donne”.

Manifestazione in difesa della vittima de “Il branco”, dopo aver saputo che l'avvocato difensore aveva spiato i suoi movimenti sui social network. Madrid, 17 novembre 2017. Foto di Adolfo Luján en Flickr, con licenza CC BY-NC-ND 2.0

Questa opinione contrasta con quella della giurista Viviana Waisman, convinta che “la Corte suprema ha fatto la storia”:

Con frecuencia el sistema judicial se centra en cuestionar el comportamiento y la credibilidad de las víctimas de agresión sexuales, en lugar de centrarse en los agresores. (…) Contaremos con un importante precedente que manda un mensaje muy claro a los jueces para que interpreten la ley sin estereotipos de género

Capita con frequenza che il sistema giudiziario si concentri nel mettere in discussione il comportamento e la credibilità delle vittime di violenza sessuale, invece di concentrarsi sugli aggressori. (…) Racconteremo un importante precedente che manda un messaggio molto chiaro ai giudici affinchè interpretino la legge senza stereotipi di genere.

Il professore e gallerista Nacho Ruiz ha analizzato le cause che hanno potuto indurre il comportamento del branco in un articolo per Huffington Post:

Cuando el bajo coeficiente intelectual se suma a una formación machista en la que se entiende a la mujer como objeto y se remata con años de visionado de pornografía en la que ella es casi un sumidero, surgen abominaciones como lo de estos chicos.

Quando un basso coefficiente intellettuale si somma ad una formazione maschilista nella quale si concepisce la donna come oggetto, e se si aggiungono anni di pornografia visionata in cui essa è quasi una discarica, vengono fuori abomini come questi ragazzi.

I componenti de “Il branco” sono stati già arrestati e aspettano il loro trasferimento alla prigione dove sconteranno la loro condanna. Quattro dei cinque detenuti hanno un altro processo per abusi sessuali a causa di un fatto accaduto nella località cordovese di Pozoblanco per il quale il pubblico ministero ha chiesto sette anni di carcere per ciascuno degli accusati.

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