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La disinformazione e discorso d'odio si celano dietro la libertà di parola, dice il giornalista sloveno Robert Boteri

Robert Boteri

Robert Boteri. Foto di Meta.mk, utilizzo consentito.

Questa intervista è stata pubblicata sul sito Meta.mk News Agency [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione], un progetto di Metamorphosis Foundation. Una versione modificata è qui proposta, a seguito di un accordo sulla condivisione di contenuti.

La vignetta apparsa su Mladina contenente la caricatura di Victor Orban e la bandiera slovena con i colori di quella ungherese.

Per decenni Robert Boteri ha lavorato presso la redazione della nota rivista solvena Mladina [sl], divenuta celebre già ai tempi della ex Yugoslavia per via dei suoi contenuti innovatori e dell'intrepida modalità di affrontare tematiche controverse.

Nel mese di aprile, Mladina ha provocato una crisi diplomatica a seguito della pubblicazione di una copertina contenente una caricatura del Primo Ministro ungherese Victor Orban, nella quale quest'ultimo solleva il braccio inscenando il saluto nazista, circondato da esponenti marginali della destra slovena; tra questi, vi è anche il leader del Partito Democratico Sloveno Janez Janša [it]. L'illustrazione alludeva all’acquisto di molti organi di stampa sloveni da parte di alcuni amici di Orban. Gli stessi organi di stampa erano precedentemente gestiti da individui vicini al partito politico di Janša.

Nel corso di un'intervista rilasciata al giornale online Meta.mk, Boteri, attuale direttore creativo della rivista Mladina, ha parlato della disinformazione in Slovenia. L'uomo ha dichiarato che in Slovenia i siti nazionalisti che diffondono fake news e discorsi di incitamento all'odio restano impuniti, in quanto i giudici evitano di condannarne gli autori per paura di violare la libertà di espressione. Boteri ha poi aggiunto che alcuni organi di stampa accettano tangenti per screditare alcuni esponenti politici o uomini d'affari.

 Meta.mk: Quale argomento è, in genere, fonte di fake news in Slovenia?

Robert Boteri (RB): Lately, most of the disinformation was related to the migrant crisis. There was information, especially in nationalist websites, with negative comments which were all directed at presenting the migrants as criminals. The other thing is the aimed discreditation of certain politicians and businessmen, when certain websites were paid off in order to publish a certain scandal. During the process, they are handed over certain documents, the website publishes them and the affair begins. In the end, it is easy to see that it was done for a certain purpose.

Robert Boteri (RB): Negli ultimi tempi gran parte della disinformazione ha interessato la crisi dei migranti. Molti siti, in particolare quelli nazionalisti, diffondevano notizie contenenti commenti negativi, mirati a presentare i migranti come criminali. Un altro fenomeno di disinformazione si è concentrato sulla tendenza a screditare alcuni personaggi politici e uomini d'affari. Alcuni siti, infatti, ricevevano finanziamenti in cambio della pubblicazione di particolari scoop. In genere funziona così: gli amministratori del sito ricevono i documenti, il sito pubblica informazioni sul caso e il gioco è fatto. In fondo non è poi così difficile comprendere che la ricezione della documentazione sia avvenuta per perseguire obiettivi specifici.

Meta.mk: Come reagiscono lo stato e i mezzi di comunicazione a tutto questo?

RB: Hysterically! It is always hysterical. If you publish a document in the morning which serves to back your claim that someone knows someone and then during the day the story is being built, in the evening comes a rebuttal that it is not true, as in Slovenia everyone knows everyone. But, at the end of the day, no one knows anything. There was information that migrants have entered a zoo in Germany and have eaten a goat. The news had one million clicks. Then, information arrived that that city doesn’t have a zoo at all, nor goats, that this incident never happened, and afterwards this news piece had a hundred times fewer clicks.

RB: Sempre in modo isterico! Se al mattino si pubblica un documento utile a sostenere l'ipotesi secondo cui qualcuno conosce qualcun altro e se nel corso della giornata si monta una storia su questo argomento, in serata si riceverà un'obiezione, perché in Slovenia tutti conoscono tutti. Ma, in realtà, nessuno sa niente. È stata fatta circolare una notizia riguardante alcuni migranti che si sarebbero introdotti in uno zoo in Germania e avrebbero mangiato una capra. La notizia ha registrato un milione di visualizzazioni. Poco dopo è emerso che nella città tedesca non ci siano zoo, né capre; è stato quindi dimostrato che l'evento non si sia mai verificato. Quest'ultima notizia, tuttavia, è stata letta da molte meno persone di quelle che hanno letto la precedente.

Meta.mk: Chi pubblica più spesso questo tipo di “notizie”?

RB: What is especially frightening is that someone does these things for profit. Because a lot of clicks means adverts and a lot of money. It is not done because of conviction or ideology, but for money. That’s what the online media is.

RB: Ciò che più spaventa è il fatto che si eseguano queste azioni per denaro, dal momento che molte visualizzazioni significano pubblicità e soldi. Non lo si fa per supportare particolari ideologie, ma per denaro. I mezzi di comunicazione online funzionano in questo modo.

Meta.mk: Vi sono regolamentazioni atte a contrastare la diffusione di notizie false?

RB: We have only one media inspector, who is responsible for the country and it is not possible for him to cover everything. Therefore, there are only talks about efforts to curb the hate speech on the internet, but no one in Slovenia has been convicted, since, in the end, the conclusion is that these were words that were written somewhere and “we cannot go back”, as it was in former Yugoslavia and that by acting in such manner we shall be violating freedom of speech. Therefore, in a way, it is allowed even to threaten someone, a group, a certain nationality, and all of that can be kept hidden behind freedom of speech.

RB: Possiamo contare su un solo garante per le comunicazioni che si occupa dell'intera nazione; è impensabile che una sola persona gestisca e controlli tutto. Per questa ragione si parla solo dei tentativi di limitare i discorsi di incitamento all'odio diffusi online, ma nessuno in Slovenia è mai stato condannato. La motivazione che spesso si adduce per giustificare l'impunità fa leva sul fatto che le espressioni utilizzate siano state scritte da qualche parte e noi “non possiamo tornare indietro”, come si faceva nei territori dell'ex Yugoslavia, perché se così fosse si attenterebbe alla libertà di espressione. È facile dedurre come sia consentito minacciare un individuo, un gruppo o una comunità nazionale, facendo sì che la minaccia sia nascosta e protetta dalla libertà di espressione.

Meta.mk: La Slovenia può ricorrere a una legge che contrasti i discorsi di incitamento all'odio?

RB: We have a law, but the judiciary has an opinion that if you cannot establish a direct link between the written word and the criminal act, that can't be subject to persecution. That means that you say: “I would put the migrants up against the wall and shoot them” the court will not persecute you because it will claim that you have just said that and that you don’t have a gun to carry that out i.e. it is not a serious enough crime to press charges.

RB: Esiste una legge, ma l'ordinamento giudiziario stabilisce che laddove non sia possibile individuare un diretto collegamento tra le parole scritte e l'atto criminale, non si possa procedere con l'azione penale. Ciò significa che l'affermazione: “Metterei i migranti al muro e gli sparerei”, non sarebbe impugnabile in tribunale in quanto la stessa denota solo l'enunciazione di un concetto e non vuol dire necessariamente che si possieda un fucile e si sia pronti all'azione. In altre parole, non si tratterebbe di un atto così grave da poter essere incriminato.

Meta.mk: Cosa ne pensano le associazioni mediatiche?

RB: The media associations are in a state of crisis, because they don’t know with whom they should deal with. The members of the associations are journalists coming from print media while the journalists who write false news are not members of the associations. There are tabloid media who don’t even recognize the journalist boards or codes or anything. Simply put, everything is dirty.

RB: Le associazioni mediatiche versano in stato di crisi, dal momento che non sono in grado di identificare le persone giuste con le quali rapportarsi. I membri di queste associazioni sono giornalisti provenienti dal mondo della carta stampata, mentre i giornalisti che diffondono fake news non sono membri delle associazioni. In alcuni casi la stampa scandalistica non riconosce nemmeno l'ordine dei giornalisti o i codici etici che regolano questa professione. Il sistema è compromesso.

Meta.mk: I media sloveni parlano mai della Macedonia?

RB: Certainly, there are such articles. People read a lot about the fake pages in the benefit of Trump and the false news they contained, and these were most present in the Slovenian media scene. When the country's name was changed and when your former prime minister fled the country to [Hungary]. We even had an interview with a person who explained how these intelligence data are used for political goals.

There is a lot more news about Macedonia compared to Albania, Kosovo or Montenegro. In the past, Mladina even had a front cover devoted to Macedonia during the time of the conflict for water between the citizens of Vevchani and Oktisi. That was a major subject.

RB: Certo, vi sono vari articoli su questo argomento. Le persone si informano spesso sulle pagine ingannevoli pensate per favorire Trump e sulle notizie false contenute nelle stesse pagine. Molti di questi spazi online occupano la scena mediatica slovena. Tra i casi emblematici è possibile menzionare il momento in cui il nome del Paese è stato modificato e il periodo in cui l’ex primo ministro macedone è fuggito [in Ungheria]. Abbiamo anche realizzato un'intervista in occasione della quale il nostro contatto ci ha spiegato in che modo questi dati di intelligence siano utilizzati a scopi politici.

Le informazioni divulgate riguardanti la Macedonia sono molte di più di quelle diffuse sull'Albania, sul Kosovo o sul Montenegro. Qualche tempo fa Mladina fu pubblicata con una copertina dedicata alla Macedonia al tempo degli scontri per l'acqua verificatisi tra i cittadini delle comunità di Vevchani e Oktisi. Questo fu un tema caldo.

Meta.mk: Qual è l'immagine della Macedonia, che aspira a entrare a far parte dell'Unione Europea?

RB: I will tell you this. We certainly support you for joining the European Union, but be careful, because the problems will start at the moment when you join the EU. All of these previous problems are like elementary school and when you join the EU, that’s when bigger problems will start.  For now, you are a sovereign country and you decide whether you will accept the new name or not. When you join the EU, you will not be able to decide about certain things and that will appear strange to you.

RB: Sarò onesto. Noi sloveni sosteniamo la volontà dello stato macedone di entrare a far parte dell'Unione Europea, ma è necessario prestare molta attenzione, in quanto i problemi inizieranno proprio al momento dell'ingresso in UE. I problemi di cui abbiamo parlato fino ad ora diventeranno marginali se messi a confronto con quelli che emergeranno quando la Macedonia sarà uno stato europeo. In questo momento, la Macedonia è uno stato sovrano e in quanto tale può decidere se accettare il nuovo nome o meno, ma una volta entrato a far parte dell'Unione Europea, questo stato non potrà più prendere decisioni in merito a specifiche tematiche e questo potrebbe stranire molti cittadini macedoni.

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