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L'aumento del prezzo delle cipolle crea il panico in Bangladesh

Categorie: Asia meridionale, Bangladesh, India, Ambiente, Citizen Media, Disastri, Economia & Business, Governance, Sviluppo, Tecnologia
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Coltivazione di cipolle a Gopalganj, Bangladesh. Immagine via Flickr da UN Women Asia e Pacifico. CC BY-NC-ND.

Le cipolle sono un ingrediente molto importante usato nella maggior parte dei piatti dell'Asia meridionale, per questo motivo il loro prezzo è un argomento molto delicato. In paesi come India e Bangladesh, la scarsità di cipolle può innescare proteste nazionali e creare forti pressioni politiche. Durante il mese di novembre, mentre in Bangladesh cresceva la crisi con ritardi nell'importazione delle cipolle e i prezzi in aumento di sei volte, il governo ha annunciato che è stato avviato un trasporto aereo delle cipolle, [2] [en, come tutti i link successivi, salvo diversa indicazione ] in modo da soddisfarne la domanda.

Questa donna con suo figlio di 45 giorni era estremamente felice dopo essere riuscita a comprare 1 kg di cipolle a basso costo in uno dei punti di distribuzione del governo in Bangladesh. In questi giorni il prezzo delle cipolle è aumentato. 1 kg di cipolle viene venduto a più di 3 dollari, quando generalmente il prezzo è mezzo dollaro.

Come siamo arrivati fino a questo punto?

Il Bangladesh ha prodotto [6]  più di 2,33 milioni d tonnellate di cipolle tra il 2018-2019 (luglio-giugno); tuttavia la domanda del mercato è di 3,6 milioni di tonnellate. Il paese è costretto ad importarle dalla vicina India, che produce [7] quasi un quarto delle cipolle del mondo, per riuscire a coprire questa carenza.

Questo settembre, l'India ha vietato [8] l'esportazione di cipolle a causa della ridotta produzione interna provocata dalle piogge eccessive e dalle crescenti richieste locali. Gli esperti locali hanno definito questo provvedimento [9] come una risposta istintiva che invece di risolvere la situazione crea problemi agli agricoltori.

Tuttavia, ciò ha avuto un impatto fortissimo sul Bangladesh perché quest'anno la produzione interna è stata molto scarsa. Non appena l'India ha interrotto le esportazioni, il Bangladesh ha dovuto cercare nuovi paesi da cui importare le cipolle. Inizialmente i commercianti non hanno optato per importazioni in ampi margini [10], pensando che l'India avrebbe presto revocato il divieto. Invece, alcuni venditori hanno volutamente accumulato cipolle per creare una crisi artificiale.

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Un venditore di cipolle a Sadarghat, Dhaka, Bangladesh. Immagine via Flickr di Gerry Popplestone. CC BY-NC-ND

A settembre il prezzo delle cipolle era di 45-50 teka (50-60 centesimi di dollaro) al chilo. In novembre è cresciuto fino a 110-120 teka (1.30-1.40 dollari) fino a raggiungere il massimo a novembre con 250 teka (3 dollari).

Al mercato all'ingrosso di Karwan Bazar nella capitale, i commercianti vendono un sacco da cinque chili di cipolla locale per 950 fino ad arrivare a 1000 teka. D'altra parte, cinque chili di cipolle importate erano vendute tra i 800 e i 900 teka, e cinque chili di cipolle dalla Turchia tra i 750 e gli 800 teka.

Durante una visita in India nella prima metà di ottobre, il primo ministro del Bangladesh si è scherzosamente lamentato [14] riguardo il divieto del primo ministro indiano Narendra Modi, dicendo che lei ha dovuto rimuovere le cipolle dal suo menù. Nonostante le ripetute richieste  [15]da parte del Bangladesh, l'India non ha voluto rimuovere il divieto che potrebbe anche durare per alcuni mesi [16].

Le cipolle sono beni deperibili, e spesso vanno a male durante spedizioni provenienti da paesi distanti. Proprio per questo motivo l'India rimane la miglior opzione. Adesso il Bangladesh è costretto a comprare le cipolle da altre nazioni come Cina e Egitto,  [17]e stanno importando per vie aeree da Egitto, Turchia [18] e Pakistan [19] per riuscire a superare la crisi del momento.

La diplomazia delle cipolle🤔👇

■L'india blocca le esportazioni di cipolle mentre le inondazioni distruggono i raccolti in #Maharashtra #Karnataka #Telangana facendo salire i prezzi a più di 100 teka al kg.

■I paesi vicino come il #Bangladesh affrontano il problema.

■Il #Pakistan interviene per esportare 300 tonnellate di cipolle in Bangladesh dopo 15 anni di pausa.

Crisi artificiale

Le cipolle erano solo una piccola porzione delle spese alimentari mensili delle famiglie del Bangladesh. Tuttavia l'aumento dei prezzi ha danneggiato la classe media inferiore e le famiglie povere. Il governo ha deciso [25] di creare dei punti vendita di cipolle a prezzo agevolato per stabilizzare il mercato e molte persone si sono riversate [26] in questi punti vendita.

Le persone si riuniscono per comprare le cipolle con un prezzo più basso a Dhaka, Bangladesh.

I prezzi hanno raggiunto il record di 3 dollari americani per chilo, dieci volte il prezzo di sette mesi fa.

In molti hanno incolpato i commercianti di aver creato una crisi artificiale. Diverse agenzie governative hanno multato e incarcerato [36] più di 2000 venditori negli ultimi due mesi per aver accumulato cipolle o per averle vendute ad un prezzo troppo alto.

Cipolle marce scoperte nel silo di Khatunganj. Cipolle immagazzinate per la vendita dopo che un aumento di prezzi non si è verificato. Se sei troppo avido rischi di perdere tutto.

Le persone sui socia media hanno chiesto di boicottare le cipolle per resistere agli accaparratori [bn, come i due tweet seguenti]:

Morirai se non mangi le cipolle? Se non è così allora boicottiamo le cipolle ed insegniamo una lezione ai sindacati dei commercianti.

Tu da solo sei abbastanza per vincere contro i sindacati. Non compreremo più cipolle dal 19/11/2019 fino al 29/11/2019. Dillo anche alla tua famiglia e ai tuoi vicini. 10 giorni senza cipolle. Puoi farcela

Per far fronte alla crisi, il primo ministro Sheikh Hasina, ha recentemente dichiarato ai media [43] che i suoi pasti vengono cucinati senza cipolle e il risultato è “gustoso e delizioso”. Le persone condividono online ricette comuni che si possono preparare anche senza cipolle.

পেঁয়াজ ছাড়া রান্না / Cucinare senza cipolle / peyaj sara ranna / come cucinare senza cipolle

Ireen Sultana scrive su Facebook [47]:

Onion is not an absolute necessity like clothes. Not basic rights. [..] Many Bengali food items are prepared without onion or you can use at a lesser quantity. Even you can make food tasty without onion.

If your monthly consumption of onion has come down to half from 5 kilograms because of the crisis, then you know that this is the correct demand. You were overusing onion till now.

Le cipolle non sono un bene di prima necessità come i vestiti. Non sono un diritto fondamentale [..] Molti prodotti alimentari bengalesi sono preparati senza cipolla o comunque è possibile usarne una quantità minore.

Puoi rendere il cibo gustoso anche senza cipolla. Se il tuo consumo mensile di cipolla è sceso a meno di 5 chili per colpa della crisi, allora sai che questa è la giusta quantità da utilizzare. Fino a questo momento ne stavi abusando.

Ne frattempo, alcuni utenti in rete hanno reagito creando meme innovativi e divertenti come questo [48]:

Instead of taking measures against the price increase we are being told to stop eating onion. Thanks God the price of clothes did not increase. Widely used meme from Facebook page Gujob.com [48]

“Invece di prendere misure riguardo l'aumento del prezzo delle cipolle ci è stato detto di smettere di mangiarle. Grazie a Dio il prezzo dei vestiti non è cresciuto”. Meme ampiamente usato dalla pagina di Facebook diGujob.com

Nonostante ci siano molte battute condivise online, non bisogna dimenticare la gravità della situazione poichè i partiti politici stanno usando la crisi come elemento di coesione. Il Partito Nazionalista del Bangladesh (BJD) [49] [it], il più grande partito politico di opposizione, ha incolpato dell'aumento il governo ed ha indetto [50] una manifestazione a livello nazionale. A riguardo si è tenuto anche un acceso dibattito in Parlamento.