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Perché l'Europa centrale va verso la democrazia illiberale? Intervista con l'autrice ceca Radka Denemarková

Radka Denemarková a Graz in Austria, 2019, fotografia a licenza libera con citazione del nome Stadt Graz/Foto Fischer

Radka Denemarková è una specie di fenomeno nella letteratura ceca contemporanea. È l'unica scrittrice ad aver vinto il più importante premio letterario ceco, il Magnesia Litera Prize [en] in totale quattro volte, in categorie differenti (narrativa, saggistica, traduzione e Libro dell'Anno) e ora sta conquistando un pubblico più vasto di lettori grazie alle traduzioni e i premi internazionali [en]. Forse il suo romanzo più famoso è Peníze od Hitlera [en] (“Soldi da Hitler”) che racconta la storia di un ebreo sopravvissuto all'Olocausto che ritorna in Cecoslovacchia dopo la Seconda Guerra Mondiale e al quale viene negato il riconoscimento dei diritti più elementari.

Denemarková è cresciuta nella Cecoslovacchia comunista e ha assistito alla caduta del comunismo e del Muro di Berlino. Questi eventi hanno forgiato la sua scrittura [en] c'è anche il suo attivismo civile e l'impegno in difesa della democrazia nella sua regione, ma anche in Cina [en]. In occasione dei festeggiamenti in Repubblica Ceca del 30° anniversario della Rivoluzione di Velluto [it], Global Voices le ha chiesto di raccontare la sua esperienza di osservatrice dei cambiamenti in Europa Centrale e le sue preoccupazioni e speranze per il futuro politico di questa parte del mondo. Per ragioni di spazio si riporta una versione abbreviata dell'intervista.

Filip Noubel: 30 anni fa cadde il Muro di Berlino e le cose cambiarono drasticamente a Praga e a Berlino. Lei allora viveva nella Cecoslovacchia comunista e aveva appena iniziato gli studi alla Università Carlo IV. Come visse all'epoca le manifestazioni e la caduta del regime? Quali erano le sue più grandi preoccupazioni e speranze? [cs, come le citazioni e link seguenti, salvo diversa indicazione].

Radka Denemarková Obrovská naděje, že zažiji svobodu. Obava z brutality moci, ale obecně z lidské povahy. Pro mě jsou přelomové tři zážitky. Palachův týden v lednu 1989, kdy lidé vzpomínali na Václavském náměstí výročí upálení studentka Jana Palacha. Byla to tichá setkání, rozehnaná vodními děly. V říjnu moje východoněmecká kamarádka utíkala přes pražské západoněmecké velvyslanectví do svobodného Německa s dalšími tisíci Němci… Pád berlínské zdi byl šťastný okamžik. Třetím zážitkem bylo přespávání na Karlově univerzitě, solidarita. Bohumil Hrabal přinesl v batůžku sto tisíc korun, což byly tehdy velké peníze. Daroval je studentům. Měla jsem radost kvůli tátovi, že se svobody dožil. Založil školní knihovnu, v roce 1969 zachránil spoustu zakázaných knih, které jsme měli doma ve sklepě a půjčoval je nejbližším přátelům. Tyto knihy tehdy znamenaly vězení.

Mojí obrovskou nadějí bylo, že ze Západu přijmeme demokratické hodnoty. U nás se udělala za minulostí tlustá čára. Ale bylo obrovskou chybou neoznačit hned viníky a oběti. My jsme po roce 1989 převzali ze Západu jen konzumní podobu společnosti, nikoliv demokratické způsoby života na všech úrovních. 

Radka Denemarková La mia più grande speranza era provare la libertà. La mia più grande preoccupazione era subire la brutalità del potere, e in generale, della natura umana. Ricordo tre momenti chiave. La settimana dedicata a Palach nel gennaio del 1989: si stava celebrando l'anniversario del sacrificio di Jan Palach [it] a Piazza San Venceslao [it] la piazza principale di Praga. Si formò un assembramento silenzioso che fu disperso con i getti d'acqua. A ottobre, un mio amico della Germania Est fuggì nella Germania libera passando per l'ambasciata della Germania Ovest a Praga assieme a migliaia di altri tedeschi dell'Est [en] … La caduta del Muro di Berlino [it] fu un momento felice. Il terzo momento fu quando dormimmo all'Università Carlo IV e le dimostrazioni di solidarietà. Lo scrittore Bohumil Hrabal [it] portò in uno zaino 100.000 corone cecoslovacche, che per allora erano una bella somma, per offrirle agli studenti. Ero felice per mio padre, per il fatto che fosse vivo per poter essere testimone della libertà. Nel 1969 (dopo l’invasione sovietica del 1968 [en]) salvò un sacco di libri vietati, che teneva in casa nel seminterrato e che prestava ai nostri amici più intimi. In quel periodo tenere quei libri poteva significare la prigione.

La mia speranza più grande era poter adottare i valori della democrazia occidentale. Fu tracciata una linea netta con il passato ma fu un grosso errore non aver fatto immediatamente distinzione tra vittime e colpevoli. Dopo il 1989 abbiamo preso dall'Ovest un modello di consumismo e non uno stile di vita democratico.

FN: Quest'anno ricorre il 30° anniversario di cambiamenti chiave: la Germania si è unificata [it], la Cecoslovacchia non esiste più, e l'intera regione fa ora parte dell'Unione Europea. La democrazia apparentemente ha vinto, ma i recenti eventi politici sembrano indicare una nuova tendenza verso la democrazia illiberale. Cos'è successo?

RD Česká společnost je nemocná. A co je horší, odmítá se léčit. Zdrojem této atmosféry je neustálý pocit, že jsme jen jakýsi nárazník mezi Západem a Východem. Totalitní slovní zásoba se vrací nenápadně a je to nemírně nebezpečné. Jazyk odráží myšlení. Když mizí demokracie, tak ne ze dne na den, ale centimetr po centimetr. Musíme udržet pozice, které jsme dosáhli a bojovat za svobodu. To dnes vyžaduje hodně síly. 

Země východní Evropy jsou frustrované. Oběti a viníci se slili. U nás jsou u moci lidé, kteří zbohatli v divokém kapitalismu devadesátých let, bývalí spolupracovníci Státní bezpečnosti jako premiér, představitelé komunistické moci, arogantní oligarchové. V Polsku navíc velkou roli hraje konzervativní katolická církev. Všichni představitelé moci si berou jako vzor Viktora Orbána. Toho napodobují. A on napodobuje Putina. Jsme stále mentálně satelitními státy Ruska.

Máme ve východní Evropě naštěstí i pozitivní odkaz. V duchu masarykovského a havlovského humanismu. Odkaz ideového prostředí masarykovského humanismu pro mě dnes znamená: sociální cit. Odkaz ideového prostředí havlovského humanismu pro mě dnes znamená: nalézt v sobě opět hlubší odpovědnost za svět, vystupovat proti všem skrytým i otevřeným tlakům a manipulacím, aby lidský život nebyl zredukován na stereotyp výroby a konzumu. Řečeno s Masarykem, závisí-li na něčem náš národní osud, pak především na tom, jak dostojíme svým úkolům lidským.

RD:  La società ceca è malata. Quel che è peggio, si rifiuta di guarire. La ragione di questo stato d'animo è la perenne convinzione che siamo solo una zona cuscinetto tra Oriente e Occidente. Il lessico del totalitarismo piano piano sta ritornando senza fare notizia e questo è incredibilmente pericoloso. Il linguaggio riflette il pensiero del momento. Quando la democrazia si dissolve, ciò non accade giorno per giorno ma centimetro per centimetro. Dobbiamo mantenere le posizioni che abbiamo raggiunto e combattere per la libertà. Oggi questo richiede un notevole sforzo.

I paesi dell'Europa dell'Est vivono nella frustrazione. Vittime e colpevoli sono diventati una cosa sola. Al potere ci sono quelli che si sono arricchiti durante la fase del capitalismo selvaggio degli anni novanta, ex agenti dei Servizi segreti cecoslovacchi [it], come il nostro attuale Primo Ministro [it], gente che rappresenta il precedente regime comunista, oligarchi arroganti. In Polonia, anche la Chiesa cattolica conservatrice svolge un ruolo importante. Tutti i leader politici prendono a esempio il politico ungherese Viktor Orbán [it] e lo imitano, mentre lui imita Putin. Nella testa, siamo ancora satelliti della Russia.

La nostra speranza sono alcuni modelli positivi in Europa dell'Est, con l'umanesimo di Masaryk [it] e Havel. Cito l'umanesimo di Masaryk con riferimento all'empatia sociale, mentre per Havel umanesimo significa trovare in se stessi un maggior senso di responsabilità per lo stato del mondo, rifiutare forme aperte o nascoste di pressione e manipolazione, per evitare che la vita umana si riduca a una visione stereotipata di produzione e consumo. Come disse Masaryk, il nostro destino come nazione dipende soprattutto dalla capacità di portare a termine la nostra missione di uomini.

La scritta in argilla bianca sul selciato dice “Chybí mi Havel”, che significa “mi manca Havel’, e sotto c'è un altro breve messaggio di risposta che dice “Mně taky”, che significa “manca anche a me”. Foto scattata al centro di Praga il 21 agosto 2019, in occasione di una manifestazione in ricordo dell'invasione della Cecoslovacchia nel 1968 da parte delle truppe sovietiche. Fotografia di Filip Noubel, per gentile concessione.

FN: I suoi libri traggono spesso ispirazione da questioni che sono ancora un tabù nella società ceca: il destino degli ebrei e dei tedeschi dopo la Seconda Guerra Mondiale, la violenza contro le donne, l'influenza della Cina sui valori europei. Lei ha difeso pubblicamente anche i diritti dei migranti e delle minoranze etniche e sessuali. Per questo, ha ricevuto dei premi ma è stata anche attaccata dalla gente, ripudiata da figure di spicco della cultura. Dove trova il sostegno, lo spazio e le persone per poter continuare a parlare in pubblico? 

RD: Nekompromisní svobodu slova a názoru mám už jen ve svých knihách a v západoevropských médiích. Berlusconiho syndrom, tedy koupení médií jako zdroj propagandy a „národních hodnot“, bují ve východní Evropě. I politici mé země jsou Čínou okouzleni a tvrdí, že jde o stabilizovanou a harmonickou společnost a pro nás nezbytného ekonomického partnera. Já se tam ale setkávala se vším, co si lze představit pod pojmem brutální policejní stát.

Věřím románu, ten dokáže říct pravdu. Mým tématem je odlidštění. Jsem součástí lidstva a neuznávám perspektivu „států“ a národnostních kotců a nadřazených pohlaví. Moje knihy překvapivě znamenají pro mnoho lidí očistnou katarzi. Mně jde o nápravu myšlení a podporu lidí, kteří jsou senzitivní a vzdělaní, ale nemají hlas, protože je překřičí arogantní moc. Tito lidé se musejí propojit a ukázat, že existuje paralelní způsob života.

V románech obnažuji, co tvoří dnešní mentalitu. Po roce 1945, zmizelo řádné právo pro miliony vyhnaných Němců, aby později pro další, ještě netušené statisíce rovněž mohlo zmizet. To jsou morální následky masového vysídlení,  jež se dají rozpoznat: Když je možné potrestat člověka za to, že patří k určitému národu, pak je později možné, že bude potrestán za to, že patří k určité společenské třídě nebo k určité politické straně. Budoucnost nebude hrdá na ten okamžik, kdy byl na světě zaveden pojem kolektivní viny.

RD: Gli unici posti dove riesco ad trovare la libertà di parlare e esprimere le mie opinioni senza compromessi sono i miei libri e i media dell'Europa occidentale. Sta prendendo piede in Europa dell'Est la sindrome di Berlusconi [it], che porta all'occupazione dei media come mezzo di propaganda e di diffusione di “valori nazionali”. E i politici cechi subiscono l'influsso di Pechino, affermano che la Cina rappresenta una società stabile e armonica e per noi un partner economico indispensabile. Ma per mia esperienza la Cina corrisponde all'idea che abbiamo di uno stato brutale di polizia. 

Credo nel romanzo, può dire la verità. La mia tematica principale è la disumanizzazione. Apparteniamo al genere umano e non accetto la visione degli “stati”, delle gabbie etniche e del sesso superiore. Stranamente, i miei libri hanno un effetto catartico per molte persone. Per me ciò che conta è modificare il modo di pensare e sostenere le persone che hanno sensibilità e istruzione ma non hanno voce a causa dell'arroganza dei potenti che urlano più forte. Queste persone devono unirsi per dimostrare che un modello alternativo di vita è possibile.

Nei miei romanzi faccio vedere com'è la mentalità odierna. Dopo il 1945, si dissolse lo stato di diritto per milioni di tedeschi che furono espulsi [it] con il risultato che la stessa cosa potette capitare successivamente a centinaia di migliaia di altre persone. Sono queste le conseguenze morali che dobbiamo aspettarci dalle espulsioni di massa: se è possibile punire una persona perché appartiene a una nazione, allora sarà in seguito possibile punire chiunque per l'appartenenza a una certa classe sociale o a un partito politico. Non si prospetta felice il futuro in un momento in cui il mondo introduce la nozione di responsabilità collettiva.

Manifestazioni a Piazza San Wenceslao a Praga il 21 agosto 2019, anniversario dell'invasione sovietica della Cecoslovacchia nel 1968. Sullo striscione si legge: ‘Totalitu nechceme’ che significa ‘Non vogliamo un regime totalitario’. Fotografia di Filip Noubel, per gentile concessione.

FN: Lei ha conosciuto il comunismo e così ha un'idea molto concreta di cosa significa vivere senza libertà. Cosa ne pensano le nuove generazioni ceche? È un tema di discussione anche per gli autori cechi più giovani?  

RD: Pro spisovatele ne, tomu nerozumím. Dokonce ani pro ty starší. Většina lidí se chová, jako by rok 1989 nebyl. Havel je vzorem ve světě, jeho Charta 77 probudila vznik Charty 08 v Číně, doma je vysmívaný. Charta 77 byla prvním významným aktem solidarity v komunistické éře. Představovala počátek občanského napřímení. „Partajní mládenci“ v Čechách se dnes pokoušejí o kapitalismus „se socialistickou tváří“: vítězství vyvolených, bez konkurence a mimo volnou soutěž.

Nadějí je pro mě mladá generace. V rámci východní Evropy máme studenta Mikuláše Mináře, který organizuje Milion chvilek pro demokracii a na Slovensku prezidentku Zuzanu Čaputovou, která přichází s novým politickým myšlením a chováním. Smutné je, že nejprve musel zemřít novinář a jeho snoubenka, aby se lidé na Slovensku vzpamatovali a zamysleli. 

RD: Non per gli scrittori, e non capisco perché. Neppure per le generazioni più vecchie. La maggioranza delle persone si comportano come se il 1989 (L'anno della caduta del comunismo [en]) non fosse mai avvenuto. Havel nel mondo è un punto di riferimento, il suo Charta 77 [it] ha portato alla creazione di Charta 08 [it] in Cina, ma a casa sua la gente lo deride. Charta 77 fu il primo significativo atto di solidarietà in epoca comunista, ha rappresentato il primo segno di risveglio della coscienza civile. Oggi i “giovani compagni di partito” stanno tentando di costruire un “capitalismo con un volto socialista” [en]: è la vittoria degli eletti, che agiscono al di fuori delle regole della concorrenza e degli appalti pubblici.

Per me, la speranza sono le generazioni più giovani. In Europa dell'Est, abbiamo Mikuláš Minář, lo studente che ha fondato Un Milione di Minuti per la Democrazia [en], in Slovacchia abbiamo il nuovo presidente Zuzana Čaputová [en], che si è presentata con una nuova agenda politica e un approccio diverso. È triste che siano dovuti morire [it] un giornalista e la sua fidanzata prima che la gente in Slovacchia si svegliasse e cominciasse a pensare seriamente al proprio futuro. 

Radka Denemarková seduta a sinistra alla lettura pubblica del suo ultimo romanzo il 15 aprile 2019 alla Biblioteca Václav Havel a Praga. Fotografia di Filip Noubel, per gentile concessione.

FN: Qual è il suo più grande timore per il futuro della democrazia in Repubblica Ceca e in Europa Centrale? 

RD: Stojíme nyní před zásadní otázkou: otevřená demokracie nebo uzavřená společnost, svoboda projevu nebo cenzura, právní stát nebo nová forma autoritářského režimu. Společnost je záhadné zvíře, se spoustou skrytých tváří a schopností. Moc dobře vím, že hlavní starostí, kterou mají všichni lidé na světě společnou, je tato: Co si počít se svým životem. Byla jsem v Číně, kde se „políbilo“ to nejhorší z kapitalismu a to nejhorší z komunismu a ekonomicky vše skvěle funguje, což všichni skrytě obdivují: ovšem bez lidských práv. V tom vidím nebezpečí pro východní Evropu.  

Vím, že politika společného lidství stojí před nejosudovějším z osudových kroků lidstva. A tady se ukazuje, že právě na takovém humanismu, o který usiluje každý v rámci prostředí, v němž žije, záleží budoucnost lidstva. Lidstvo se musí vzpamatovat, uvědomit si, že solidarita i vzhledem ke klimatickým změnám je nezbytná. Nejtěžší bude boj proti nacionalismu, malosti, omezenosti. Ale jsem optimista. Je to moje provokativní naděje, ale naděje.

RD: Oggi ci confrontiamo con una questione fondamentale: vogliamo una democrazia aperta o una società chiusa? Libertà di espressione o censura? Lo stato di diritto o una nuova forma di autoritarismo? La società è uno strano animale, con tanti volti e attitudini nascosti. So molto bene che è questa la principale preoccupazione che condividiamo tutti su questo pianeta: cosa fare della vita umana? Sono stata in Cina dove il peggior capitalismo ha sposato il peggior comunismo, e dal punto di vista economico funziona tutto alla perfezione, e in segreto tutti lo ammirano, eppure non v'è traccia di diritti umani. È qui che vedo il pericolo per l'Europa dell'Est. 

So che il processo politico verso un senso condiviso di umanità vive ora uno dei suoi momenti più critici. Ed è chiaro che il futuro degli esseri umani dipenderà da questo tipo di umanesimo, che ognuno di noi cerca con fatica di realizzare nei limiti imposti dal nostro ambiente. Gli esseri umani devono risvegliarsi e capire che la solidarietà, contesto dei cambiamenti climatici compreso, è assolutamente necessaria. La cosa più ardua sarà combattere il nazionalismo, una ristretta visione del mondo, e tutti gli altri ostacoli, ma sono ottimista. Questa mia speranza è una provocazione, ma pur sempre una speranza.

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