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Una nuova ondata di pedofilia e abuso sui minori colpisce il Pakistan

Ritratto di un bambino, vittima di abusi. Immagine di Moushuf Chowdhury, da Flickr (CC BY-NC-ND 2.0).

Dopo appena un anno dall’esecuzione [en, come i link seguenti, salvo diversa indicazione] di Imran Ali, colpevole del caso forse più noto di abuso sui minori in Pakistan (lo stupro e l'omicidio di Zainab Ansari, di soli 6 anni), la polizia ha arrestato Sohail Ayaz. Il pedofilo e stupratore seriale, inserito nel registro dei colpevoli di reati sessuali, ha drogato e violentato un ragazzino di 13 anni.

Il 12 novembre del 2019 le forze dell'ordine hanno catturato Ayaz a Rawalpindi, [it] una città nella regione pakistana del Punjab, e ciò è avvenuto subito dopo che la madre della vittima ha presentato una prima relazione informativa (FIR).

La polizia di Rawalpindi ha arrestato uno stupratore di bambini e pornografo accusato di avere legami con il dark web. Sohail Ayaz è stato precedentemente condattato in un caso di violenza sui minori in Gran Bretagna. È stato registrato come criminale sessuale a vita.

Giudicato colpevole di pedofilia, Ayaz è stato deportato in Pakistan dal governo inglese, in seguito ai resoconti di numerosi abusi sessuali sui bambini, oltre che per un suo coinvolgimento in un'organizzazione legata alla pornografia infantile in Romania. Contabile di professione, Ayaz era stato assunto come consulente dal governo dello stato di Khyber Pakhtunkhwa [it] (KP), nel 2017. Tuttavia si era omesso il controllo delle referenze e si ignorava che in precedenza aveva trascorso 4 anni in prigione:

Sohail Ayaz ha lavorato dall'1 novembre 2017 fino al 13 novembre 2019, termine del suo contratto, come consulente per il governo di Khyber Pakhtunkhwa. Il capo della polizia di Rawalpindi ha detto che si può affermare tranquillamente che una parte del suo stipendio di 300.000 rupie (circa 1750 euro) è stato utilizzato per soddisfare i suoi bisogni di pedofilo.

L'albo dei contabili e commercialisti in Pakistan (ICAP) ha cancellato Sohail Ayaz dal suo registro nel 2009, dopo la condanna della Gran Bretagna per violenza sui minori e possesso di materiale pornografico infantile

Durante i 5 giorni di interrogatorio per il suo ultimo reato, Ayaz ha confessato di aver violentato più di 30 bambini e caricato i video sul dark web. Ciò ha provocato una discussione online circa la natura endemica degli abusi sessuali sui bambini nel paese e la necessità di introdurre, in maniera prioritaria, provvedimenti per impedire ai minori di diventare vittime:

Ha confessato di aver violentato 30 bambini. L'abuso sui minori è endemico in Pakistan, un vero focolaio di molestie. Bisogna risolvere questa situazione, prima di ogni altra cosa.

Un sollecito urgente al bisogno di una riforma è arrivato nella mattina del 15 novembre, quando attraverso un tweet, l'attrice pakistana Nadia Jameel ha raccontato un altro inquietante episodio: un bambino di 9 anni è stato brutalmente violentato dal suo padrone di casa. Nonostante il criminale sia stato arrestato dalle autorità, sono numerose le preoccupazioni riguardo al trauma subito dal bambino e una sua possibile guarigione fisica, emozionale e psicologica.

In risposta al tweet di Jameel, alcuni suggeriscono che la legalizzazione della prostituzione potrebbe aiutare a canalizzare i bisogni sessuali, insieme ad una richiesta per un corretto quadro di protezione dei minori e la necessità dei governi provinciali e federali di ideare una strategia effettiva per fronteggiare un sistema precario.

Le violenze sui minori stanno aumentando

Nonostante il paese applichi punizioni severe per le violenze sui minori, quali castrazione, ergastolo e pena di morte, i criminali sessuali continuano a minacciare i bambini ed i casi stanno aumentando.

Nel 2018, la Sahil Foundation, una ONG che in Pakistan lavora nell'ambito dell'abuso sui minori, ha riportato l'11% di casi in più rispetto all'anno precedente. Su 3832 casi di violenze registrate, il 55% delle vittime erano ragazze e il 45% ragazzi. Nel 2019 i numeri sono ancora più allarmanti: fino a 1304 bambini pakistani (729 bambine e 575 bambini) hanno dovuto affrontare qualche forma di abuso sessuale negli ultimi 6 mesi. Tutto ciò ha generato una quantità di domande fra gli utenti delle reti sociali:

Scorri la timeline e vedi apparire un nuovo caso di pedofilia in Pakistan ogni 10 minuti. Magari abbiamo bisogno di un'agenzia speciale per la protezione dei bambini? cosa è stato fatto per i casi di abuso sui minori denunciati?

In Pakistan urge il bisogno di una lista di #MolestatoriSessuali, a disposizione di quartieri, uffici, ecc.

In secondo luogo perché la FIA non indaga sulla “causa di deportazione” dei pakistani?

Terzo, chi sono i facilitatori segreti?

La FIA a cui si riferisce il tweet precedente è l'agenzia pakistana Federal Investigation Agency.

Quali sono le caratteristiche di un predatore sessuale?

Parte della difficoltà nell'ostacolare i criminali sessuali, prima che questi possano agire, sta nel fatto che non è semplice individuarli. In un post pubblicato su un blog lo scrittore Meher Khursheed spiega:

Because we expect abusers to be loners, mentally deranged, and overtly creepy, we aren’t able to see when a predator is a charming, friendly and even popular person in our midst.

Ci aspettiamo che chi commette abusi sia solitario, folle ed evidentemente sospetto, perciò non prestiamo attenzione ad un predatore simpatico, amichevole e persino popolare negli ambienti che frequentiamo.

Molte volte questi criminali diventano amici delle loro vittime o sono a caccia di prede facili, bambini che possono essere sottomessi ed intrappolati senza ostacoli, come nel caso di Zainab Ansari e molti altri, i cui volti e nomi non vengono riportati dai media più importanti.

Anche se la società è cosciente e si preoccupa delle minacce, molti dei minori presi di mira provengono dai contesti più poveri, che includono i bambini lavoratori, più facili da sequestrare.

La pena di morte non è un deterrente

In un post su Dawn.com, Saroop Ijaz argomenta che neanche la pena di morte garantisce la dissuasione da crimini così efferati. Indica inoltre che in questi casi le notizie riportate si concentrano di più su chi ha perpetrato il crimine che sulla realtà del contesto e sulla rilevanza del problema.

Alcuni dicono che la castrazione, come accade in Indonesia, potrebbe essere la conseguenza più consona ai crimini sessuali. Ma gli attivisti per i diritti umani suggeriscono che neanche questo tipo di pena è sufficiente a dissuadere i criminali.

Molti credono, tuttavia, che l'efficacia della punizione dovrebbe essere un problema secondario e che la necessità più impellente è quella di stabilire una task force speciale incaricata di identificare i colpevoli, scavare a fondo nella psicologia di questi soggetti ed accrescere la consapevolezza riguardo agli abusi sessuali sui minori.

Ma una parte della soluzione non potrebbe includere, almeno per i reati meno gravi, un processo di riabilitazione? È ciò che ha suggerito Simon Bailey, uno dei capi della polizia britannica alla guida di Operation Hydrant, un'operazione investigativa sugli abusi sessuali sui minori. Tuttavia, lui stesso ha ammesso che le persone trovano questo tipo di approccio difficile da capire.

Nel frattempo, in Pakistan, i più autorevoli psichiatri hanno supplicato le autorità di prendere iniziative concrete per prevenire lo stupro e l'uccisione di minori, invece di trattare questi incidenti come casi di ordine pubblico. Tra i suggerimenti proposti il lancio di una campagna mediatica efficace che sensibilizzi la comunità sulle aree maggiormente vulnerabili per i minori. Si suggerisce inoltre di definire le potenziali minacce insieme ai fattori di rischio e di identificare le varie forme di violenza fisica, sessuale ed emozionale.

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